VanEck prevede Bitcoin a 2,7 milioni di euro nel 2050 tra adozione strutturale e volatilità di breve periodo

di Redazione
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Bitcoin potrebbe raggiungere una valutazione di 2,7 milioni di euro entro il 2050 secondo un nuovo report di VanEck, che inquadra l’asset digitale non come una scommessa speculativa ciclica, ma come un elemento strutturale del sistema finanziario globale. La proiezione, pubblicata l’8 gennaio 2026, si fonda su un modello di adozione a lungo termine che ipotizza Bitcoin come asset di settlement internazionale e riserva non sovrana in un contesto di crescente pressione sul debito globale.

L’analisi arriva in un momento di forte volatilità di breve periodo, con Bitcoin sceso sotto gli 82 mila euro, liquidazioni significative su posizioni long e deflussi record dagli Etf spot statunitensi. Il contrasto tra la visione strutturale di VanEck e il rumore del mercato di breve termine è centrale per comprendere il messaggio del report.

La tesi di VanEck: Bitcoin come asset di settlement globale

Nel modello di VanEck, Bitcoin non viene valutato sulla base di cicli speculativi, ma come infrastruttura monetaria emergente. La società ipotizza che entro la metà del secolo Bitcoin possa regolare tra il 5% e il 10% del commercio globale, assumendo un ruolo simile a quello di un layer di settlement neutrale, indipendente da Stati sovrani e sistemi bancari tradizionali.

In questo scenario, le banche centrali integrerebbero Bitcoin come asset di riserva per circa il 2,5% dei propri bilanci, non in sostituzione delle valute fiat, ma come strumento di diversificazione e copertura contro rischi sistemici. Questa dinamica trasformerebbe Bitcoin da asset periferico a componente stabile dell’architettura finanziaria globale.

VanEck calcola su questa base un rendimento annualizzato del 15% su un orizzonte di 25 anni, coerente con una crescita esponenziale guidata dall’adozione, non dalla leva finanziaria.

Pressioni strutturali e debasement monetario

Uno dei pilastri della previsione riguarda il contesto macroeconomico globale. VanEck collega il potenziale di Bitcoin alle pressioni strutturali del sistema del debito, caratterizzato da livelli storicamente elevati di indebitamento pubblico e privato. In questo quadro, il rischio di debasement monetario diventa un fattore permanente, non ciclico.

Bitcoin viene descritto come asset di riserva non sovrano, con un’offerta programmata e non manipolabile, in grado di fungere da hedge strutturale piuttosto che tattico. Questa funzione lo differenzia sia dall’oro, limitato dalla fisicità, sia dagli asset finanziari tradizionali, legati a politiche monetarie discrezionali.

Il report sottolinea inoltre come, storicamente, Bitcoin abbia mostrato bassa correlazione con azioni e obbligazioni, rafforzando il suo potenziale ruolo in portafogli multi-asset.

Allocazioni di portafoglio e costo opportunità

VanEck dedica una parte rilevante del report alle implicazioni per gli investitori. In una prospettiva strategica, la società suggerisce che un’allocazione compresa tra l’1% e il 3% di Bitcoin in un portafoglio diversificato possa migliorare il rendimento aggiustato per il rischio.

Per investitori con elevata tolleranza alla volatilità, l’allocazione potrebbe spingersi fino al 20%, con l’obiettivo di ottimizzare il profilo rischio-rendimento su orizzonti molto lunghi. Il punto chiave è il concetto di costo opportunità: secondo VanEck, non avere alcuna esposizione a Bitcoin comporta un rischio strutturale potenzialmente superiore rispetto alla volatilità associata a una piccola allocazione.

Volatilità di breve periodo e flussi Etf

Il messaggio di lungo termine di VanEck si scontra con una fase di debolezza di mercato. Nelle ultime ore, Bitcoin è sceso sotto gli 82 mila euro, innescando liquidazioni long per oltre 92 milioni di euro in un’ora. I dati mostrano un allineamento stretto tra il prezzo e i flussi degli Etf spot statunitensi, che hanno registrato deflussi netti per 446 milioni di euro in una singola giornata, il dato peggiore dal 20 novembre.

Anche il giorno precedente si erano osservate uscite per 223 milioni di euro, interrompendo un inizio d’anno che era stato inizialmente positivo. Questa dinamica evidenzia come, nel breve termine, Bitcoin resti fortemente influenzato da liquidità globale, leva finanziaria e sentiment tattico, elementi che VanEck considera secondari rispetto alla traiettoria di lungo periodo.

On-chain data e profittabilità dei detentori di breve periodo

Sul piano on-chain, analisti di CryptoQuant segnalano una domanda ancora debole, insufficiente a sostenere un ritorno stabile verso i 92 mila euro. In particolare, l’indicatore STH-SOPR dei detentori short-term si sta avvicinando alla soglia critica di 1, livello che separa la realizzazione di perdite dalla presa di profitti.

Storicamente, un movimento sostenuto sopra questa soglia ha spesso segnato la fine delle fasi di shakeout e l’inizio di un nuovo momentum rialzista. Al momento, però, il mercato mostra un sentiment misto, con volumi contenuti e partecipazione ridotta, anche a causa del periodo post-festivo.

Bitcoin tra narrativa strutturale e rumore di mercato

Il contrasto tra la previsione di Bitcoin a 2,7 milioni di euro nel 2050 e la volatilità attuale evidenzia la doppia natura dell’asset. Nel breve termine, Bitcoin resta un mercato altamente reattivo a flussi, liquidazioni e news macro. Nel lungo termine, secondo VanEck, si sta lentamente trasformando in una infrastruttura monetaria globale, con implicazioni che vanno oltre il trading.

Il report non ignora i rischi, ma li colloca su un piano temporale diverso. La tesi centrale è che l’adozione strutturale, una volta avviata, tende a essere irreversibile, mentre i cicli di prezzo rappresentano solo rumore lungo una traiettoria più ampia.

Domande frequenti sulla previsione VanEck su Bitcoin

Perché VanEck stima Bitcoin a 2,7 milioni di euro nel 2050?

VanEck basa la stima sull’adozione di Bitcoin come asset di settlement globale e riserva non sovrana, ipotizzando un utilizzo nel commercio internazionale e nelle riserve delle banche centrali, unito a un’offerta limitata e pressioni strutturali sul sistema del debito.

Quanto conta la volatilità attuale rispetto alla previsione di lungo termine?

Secondo VanEck, la volatilità di breve periodo è legata a liquidità, leva e flussi Etf, mentre la previsione al 2050 si fonda su dinamiche strutturali che si sviluppano su decenni, non su settimane o mesi.

Quale allocazione in Bitcoin suggerisce VanEck?

Per portafogli diversificati, VanEck suggerisce un’allocazione tra 1% e 3%, mentre investitori con maggiore tolleranza al rischio possono valutare esposizioni più elevate, fino al 20%, su orizzonti di lungo periodo.

Il report considera Bitcoin un asset speculativo?

No, il report inquadra Bitcoin come asset strategico di lungo termine, distinguendo nettamente tra il comportamento speculativo di breve periodo e il potenziale ruolo strutturale nel sistema finanziario globale.


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