Polizia Postale rivela i dati cybercrime 2025

di Redazione
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polizia postale 2025

La Polizia Postale e delle Comunicazioni ha pubblicato i dati ufficiali relativi al 2025, delineando un quadro in cui il cybercrime continua a crescere non tanto nei volumi quanto nella complessità tecnica e operativa delle minacce. Nel corso dell’anno sono stati 51.560 i casi trattati a livello nazionale, con un impegno che ha coinvolto attacchi ransomware, frodi digitali sempre più sofisticate, tutela dei minori online e protezione delle infrastrutture critiche del Paese.

Il bilancio investigativo evidenzia 293 arresti, 7.590 denunce e 2.157 perquisizioni, numeri che restituiscono la dimensione concreta dell’attività repressiva, affiancata da un lavoro costante di prevenzione, formazione e cooperazione internazionale. Secondo la Polizia Postale, il contesto geopolitico e l’evoluzione tecnologica stanno amplificando il rischio di minacce ibride, in cui criminalità informatica, disinformazione e attacchi mirati si intrecciano sempre più spesso.

Dati generali su casi e indagini

I 51.560 casi gestiti nel 2025 confermano come il cybercrime rappresenti ormai una componente strutturale della criminalità contemporanea. Le attività investigative hanno riguardato reati contro la persona, frodi economico-finanziarie, attacchi a sistemi informatici e violazioni che colpiscono direttamente infrastrutture strategiche e servizi essenziali.

L’azione della Polizia Postale si è basata su un approccio integrato, che combina capacità investigative tradizionali con competenze avanzate di analisi digitale. Gli operatori hanno lavorato su piattaforme cifrate, flussi finanziari illeciti e ambienti online complessi, inclusi quelli legati ai cripto-asset. Le indagini hanno spesso rivelato connessioni transnazionali, rendendo necessaria una cooperazione internazionale strutturata che, nel 2025, ha generato 47 richieste di assistenza e portato al deferimento di 169 soggetti.

Il costante aggiornamento dei protocolli operativi e l’uso di strumenti forensi avanzati hanno consentito di affrontare nuove fattispecie di reato, come le frodi basate su deepfake e contenuti manipolati tramite intelligenza artificiale, che complicano l’identificazione degli autori e l’accertamento delle responsabilità.

Contrasto al CSAM online e tutela dei minori

Un capitolo centrale del report riguarda il lavoro del Centro nazionale per il contrasto al CSAM online (Cncpo), che nel 2025 ha avviato 2.574 procedimenti e portato all’arresto di 222 persone coinvolte nella produzione, detenzione o diffusione di materiale CSAM. L’attività di monitoraggio ha interessato oltre 16.500 siti web e numerose piattaforme criptate, con l’inserimento di 2.876 elementi in black list per bloccare l’accesso a contenuti illegali.

L’azione repressiva è stata affiancata da un lavoro di intelligence digitale e cooperazione internazionale, fondamentale per individuare reti criminali attive oltre i confini nazionali. Un aspetto distintivo dell’approccio adottato è il supporto alle vittime: équipe multidisciplinari, che includono anche psicologi specializzati, affiancano le indagini per garantire assistenza ai minori coinvolti e alle loro famiglie.

I dati del 2025 segnalano un aumento dei contenuti autoprodotti, un fenomeno che rende il contrasto al CSAM ancora più complesso e richiede strumenti tecnologici avanzati, inclusi sistemi di analisi automatizzata e intelligenza artificiale per l’individuazione precoce dei materiali illeciti.

Reati contro la persona e codice rosso digitale

Nel corso dell’anno la Polizia Postale ha indagato 1.298 persone per reati contro la persona commessi online, eseguendo 245 perquisizioni mirate. Stalking digitale, molestie, minacce e diffusione illecita di contenuti intimi continuano a rappresentare una parte rilevante delle attività investigative, con un impatto particolarmente significativo sulle vittime di genere femminile.

Sono state attivate 477 procedure di codice rosso, strumenti urgenti pensati per garantire una protezione immediata alle persone in situazioni di rischio. L’integrazione tra indagine tecnica e supporto psicologico consente interventi più rapidi ed efficaci, limitando le possibilità di escalation dal contesto online a quello offline.

Protezione delle infrastrutture critiche e minacce ibride

Il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) ha gestito 9.250 casistiche nel 2025, diramando circa 49.000 alert preventivi per mitigare attacchi informatici diretti a settori strategici come energia, trasporti, telecomunicazioni e servizi pubblici essenziali.

Le tensioni geopolitiche in corso hanno aumentato il rischio di cyberterrorismo e operazioni ostili coordinate, rendendo necessario un monitoraggio continuo e l’attivazione di war room dedicate in occasione di eventi sensibili, inclusi quelli legati al Giubileo. L’analisi dei pattern di attacco e la cooperazione con partner internazionali hanno permesso di anticipare minacce e rafforzare la resilienza dei sistemi nazionali.

Cybercrime economico-finanziario e frodi digitali

Nel 2025 la Polizia Postale ha affrontato 27.085 casi di cybercrime economico-finanziario, indagando 4.489 persone. Phishing avanzato, truffe sui social network e frodi basate su identità digitali contraffatte restano tra le principali criticità, con un ruolo crescente delle tecnologie di intelligenza artificiale nella personalizzazione degli attacchi.

L’analisi delle transazioni in cripto-asset e la collaborazione con istituti bancari hanno consentito sequestri e recuperi di somme sottratte alle vittime, mentre l’adozione di piattaforme di big data analysis ha migliorato la capacità di individuare anomalie finanziarie in fase precoce.

Prevenzione, formazione e sensibilizzazione

Accanto all’attività repressiva, la Polizia Postale ha investito in modo significativo nella prevenzione formativa. Nel 2025 sono state coinvolte 4.309 scuole, con 324.702 studenti, 25.838 insegnanti e 17.085 genitori partecipanti a iniziative educative dedicate ai rischi digitali.

Il Commissariato di P.S. Online ha registrato milioni di accessi e decine di migliaia di segnalazioni, confermandosi come un punto di riferimento per cittadini e imprese. Le campagne di sensibilizzazione e i materiali informativi hanno contribuito a rafforzare la consapevolezza collettiva, riducendo l’esposizione a truffe e abusi online.

Cooperazione internazionale e riconoscimenti

La dimensione internazionale del cybercrime ha reso centrale la cooperazione con partner europei e globali. Le attività congiunte hanno portato a risultati investigativi concreti e a riconoscimenti internazionali, che hanno premiato progetti innovativi e buone pratiche sviluppate in Italia.

Il report 2025 restituisce l’immagine di una Polizia Postale chiamata a operare in un contesto in continua trasformazione, dove tecnologia, criminalità e sicurezza nazionale si intrecciano sempre più strettamente. La risposta, secondo i dati diffusi, passa da un equilibrio tra repressione, prevenzione e capacità di adattamento alle nuove minacce digitali.

Quanti casi di cybercrime ha gestito la Polizia Postale nel 2025?

Nel 2025 la Polizia Postale ha trattato complessivamente 51.560 casi a livello nazionale.

Qual è il ruolo del Cncpo nel contrasto al CSAM?

Il Cncpo coordina le attività di monitoraggio, indagine e cooperazione internazionale per contrastare la diffusione di materiale CSAM online e tutelare i minori.

Quali sono le principali minacce emergenti segnalate nel report 2025?

Tra le minacce emergenti figurano frodi basate su deepfake, ransomware evoluti e attacchi ibridi legati al contesto geopolitico.


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