Apple integra Gemini in Siri: accordo da 4,6 miliardi che ridisegna l’AI nell’ecosistema iOS

di Redazione
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Apple integra Gemini in Siri grazie a un accordo pluriennale con Google dal valore stimato di 4,6 miliardi di euro, segnando la più rilevante svolta strategica dell’azienda sul fronte dell’intelligenza artificiale consumer. Con questa mossa, Apple ammette implicitamente i limiti dell’attuale Siri e sceglie di colmare il gap affidandosi a uno dei modelli di AI generativa più avanzati sul mercato, senza rinunciare al controllo dell’esperienza utente e alla propria narrativa sulla privacy.

L’integrazione di Gemini all’interno di Siri arriverà con iOS 26.4, atteso tra marzo e aprile, e rappresenta un cambio di passo netto: Siri diventa finalmente un assistente conversazionale in grado di ragionare, pianificare, ricordare contesti e supportare l’utente anche sul piano emotivo, superando l’approccio frammentario che ha caratterizzato l’assistente Apple per oltre un decennio.

Perché Apple ha scelto Gemini e non un’AI interna

Il dato economico dell’accordo, 4,6 miliardi di euro, è rilevante non solo per la cifra in sé, ma per ciò che rappresenta. Apple ha scelto di non competere frontalmente con Google, OpenAI o altri hyperscaler sul piano dell’addestramento di modelli generalisti di grandi dimensioni, evitando investimenti infrastrutturali enormi in data center e GPU. Invece, ha optato per una strategia di integrazione selettiva, sfruttando l’AI di Google come fondazione cognitiva, ma mantenendo il controllo dell’interfaccia, delle API e dell’esperienza finale.

Gemini, nei benchmark di ragionamento e comprensione come MMLU, ha dimostrato capacità superiori rispetto alla Siri attuale, soprattutto nella pianificazione multi-step, nella gestione di richieste complesse e nella coerenza delle risposte nel tempo. È esattamente il tipo di intelligenza che mancava a Siri, rimasta per anni ancorata a comandi puntuali e automazioni rigide.

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Apple integra Gemini in Siri: accordo da 4,6 miliardi che ridisegna l’AI nell’ecosistema iOS 17

Apple, secondo le indiscrezioni, utilizza Gemini tramite API cloud, con un livello di astrazione tale da evitare un branding esplicito Google nell’interfaccia. All’utente finale, l’esperienza resta “Siri”, ma il motore cognitivo sottostante cambia radicalmente.

Come cambia Siri con Gemini

Con Gemini, Siri evolve da assistente reattivo a interlocutore continuo. Le nuove funzionalità previste includono memoria delle conversazioni, capacità di mantenere il contesto nel tempo e suggerimenti proattivi basati sulle app di sistema. Durante una conversazione su un viaggio, Siri può proporre prenotazioni, ricordare preferenze precedenti, inserire informazioni in Note o suggerire eventi nel Calendario senza richiedere comandi espliciti.

Un altro aspetto chiave è il supporto emotivo e narrativo. Siri potrà raccontare storie, riformulare testi, aiutare a scrivere documenti o messaggi e rispondere a richieste più umane, non solo fattuali. È un cambiamento profondo rispetto al passato, in cui Siri falliva spesso anche su domande semplici fuori da schemi predefiniti.

L’integrazione non sostituisce ChatGPT, già presente come opzione separata nell’ecosistema Apple. Questo indica una strategia multi-modello, in cui Apple sceglie di affiancare più AI esterne a seconda del contesto, senza vincolarsi a un unico fornitore.

Privacy, controllo e posizionamento Apple

Uno dei punti più delicati riguarda la privacy. Apple ha costruito la propria reputazione sulla protezione dei dati degli utenti e l’accordo con Google avrebbe potuto minare questa narrativa. Per questo motivo, l’integrazione di Gemini è stata progettata per limitare la condivisione diretta di dati personali, con un forte filtraggio a livello di sistema e una separazione tra identità utente e richieste elaborate dal modello.

Apple continua a presentarsi come orchestratore dell’AI, non come semplice cliente di Google. È una distinzione sottile ma fondamentale: Gemini fornisce l’intelligenza di base, Apple decide cosa vede, cosa ricorda e come interagisce con l’utente.

Un ecosistema Apple sempre più AI-centrico

L’accordo con Google non è un episodio isolato, ma si inserisce in una trasformazione più ampia dell’ecosistema Apple. In parallelo all’arrivo di Gemini in Siri, Apple sta rafforzando servizi e hardware per sostenere un’esperienza sempre più guidata dall’intelligenza artificiale.

Apple Pay, ad esempio, si espande nei pagamenti cross-border in Cina, permettendo l’uso di carte Visa emesse da banche locali anche all’estero, un segnale di maggiore integrazione finanziaria globale. Sul fronte software, Safari Technology Preview continua a evolvere WebKit per preparare il browser a carichi AI più complessi, mentre Final Cut Pro mantiene il modello di acquisto unico affiancato da servizi premium opzionali.

Anche l’intrattenimento rientra in questa logica di rafforzamento dell’ecosistema: la partnership con Air France per offrire contenuti Apple TV+ sui voli a lungo raggio aumenta la visibilità dei servizi Apple in contesti dove l’utente è più ricettivo e meno distratto.

Implicazioni strategiche per il mercato AI mobile

L’integrazione di Gemini in Siri ha un impatto che va oltre Apple. Rafforza la presenza di Google nell’ecosistema iOS, proprio mentre le autorità regolatorie osservano con attenzione i rapporti tra big tech. Allo stesso tempo, mette pressione su competitor come Samsung e su assistenti alternativi, costretti ora a confrontarsi con una Siri finalmente all’altezza dei modelli conversazionali moderni.

Per il mercato AI mobile, il messaggio è chiaro: l’era degli assistenti vocali “stupidi” è finita. Gli utenti si aspettano continuità, memoria, comprensione del contesto e capacità di azione reale. Apple, scegliendo Gemini, ha deciso di accelerare questo passaggio senza attendere la maturazione di una soluzione completamente interna.

Domande frequenti su Apple, Gemini e Siri

Perché Apple ha scelto Gemini invece di sviluppare un’AI proprietaria?

Per ridurre tempi e costi di sviluppo e colmare rapidamente il gap funzionale di Siri, sfruttando un modello già leader in ragionamento e pianificazione.

Quando arriverà la nuova Siri con Gemini?

L’integrazione è prevista con iOS 26.4, atteso tra marzo e aprile, con ulteriori funzionalità che potrebbero essere annunciate alla WWDC.

Gemini sostituirà completamente Siri?

No, Gemini funge da motore AI sottostante. Siri resta l’interfaccia e l’assistente Apple, con controlli e personalizzazioni definite da Apple.

Cosa cambia per la privacy degli utenti Apple?

Apple dichiara di mantenere il controllo sui dati, limitando la condivisione diretta con Google e preservando il proprio modello di privacy-first.


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