Il mercato crypto entra in una delle fasi più critiche degli ultimi anni il 5 febbraio 2026, con Bitcoin che scende sotto i 70.000 euro ed Ethereum che rompe al ribasso la soglia dei 2.000 euro, innescando liquidazioni per oltre 1,2 miliardi di euro, deflussi record dagli ETF e perdite massive per società esposte come BitMine, Strategy, BlackRock e Gemini. Non si tratta di una semplice correzione tecnica, ma di un riallineamento violento tra aspettative speculative, leva finanziaria e nuove priorità istituzionali.
Bitcoin ed Ethereum: il crollo che azzera anni di narrativa rialzista
Bitcoin registra una perdita del 7% in 24 ore e di circa 20% su base settimanale, toccando i 69.200 euro e cancellando di fatto i guadagni accumulati dal ciclo post-2021. La pressione di vendita è amplificata da posizioni a leva e da un rapido deterioramento del sentiment macro, con gli investitori che iniziano a trattare BTC più come un asset risk-on che come una riserva alternativa. Ethereum subisce un colpo ancora più duro, con un calo dell’8% giornaliero e una perdita cumulata del 35% dall’inizio dell’anno. Il valore totale del mercato crypto si contrae del 7%, scendendo a circa 2,1 trilioni di euro, un livello che riporta l’ecosistema su valutazioni pre-rally ETF. Il sell-off evidenzia la fragilità delle narrative legate a staking, DeFi e layer-2 in un contesto di liquidità globale più restrittiva.
BitMine e Strategy: quando l’esposizione diventa sistemica
Il caso BitMine diventa emblematico della crisi in atto. La società registra perdite non realizzate superiori a 7,3 miliardi di euro sui suoi 4,2 milioni di ETH, acquistati per circa 15 miliardi di euro e ora valutati 7,5 miliardi. Il titolo crolla del 7,7% a 17,1 euro, segnando un -88% dal picco di luglio 2025. Nonostante ciò, il CEO Tom Lee ribadisce una strategia di lungo periodo, escludendo vendite forzate e puntando sulle entrate da staking per sostenere la liquidità.
Anche Strategy affronta una fase critica, con perdite non realizzate per 6,1 miliardi di euro sui suoi 713.000 BTC. Le azioni scendono del 13% fino a 102 euro, segnalando che il mercato azionario sta iniziando a prezzare il rischio crypto come un fattore strutturale, non più marginale. Il modello “Bitcoin come tesoreria” mostra i suoi limiti quando la volatilità supera le capacità di assorbimento del capitale.
ETF e flussi: la fiducia istituzionale si ritrae
Gli ETF Bitcoin spot negli Stati Uniti registrano deflussi netti per 734 milioni di euro in due giorni, mentre gli ETF su Ethereum segnano uscite settimanali per 62 milioni di euro. In una sola giornata, gli ETF BTC totalizzano 500 milioni di euro di deflussi, un segnale chiaro di riduzione del rischio da parte degli investitori istituzionali.
BlackRock trasferisce 5.080 Bitcoin per circa 328 milioni di euro e 27.196 Ethereum per 52 milioni di euro verso Coinbase Prime. Questi movimenti, spesso interpretati come preparatori a ribilanciamenti o riscatti, non indicano vendite immediate ma rafforzano la percezione di un mercato in fase difensiva. L’ETF IBIT registra da solo 342 milioni di euro di deflussi netti, diventando uno dei principali vettori della pressione ribassista.
Accumulo selettivo: chi compra mentre il mercato crolla
Non tutti però vendono. Grant Cardone, CEO di Cardone Capital, annuncia nuovi acquisti di Bitcoin a 66.000 euro, dichiarando apertamente l’intenzione di non vendere e di aumentare l’esposizione se il prezzo dovesse scendere fino a 32.000 euro. La sua strategia combina Bitcoin e immobili istituzionali, con l’obiettivo di rendimenti annui intorno al 20%, segnalando una visione opportunistica ma fortemente convinta.
Ancora più rilevante è il movimento di Garrett Jin, noto come Bitcoin OG “1011short”, che ritira 80.000 Ethereum per 154 milioni di euro da Binance. Il gesto segue un precedente deposito di 100.000 ETH a dicembre 2025 e indica un possibile riposizionamento long dopo aver realizzato 147 milioni di euro di profitti da uno short su Bitcoin da 674 milioni di euro su Hyperliquid. Jin detiene inoltre oltre 30.600 BTC, per un valore superiore a 1,8 miliardi di euro.
Gemini ridimensiona: tagli, ritiri geografici e focus sull’AI
L’exchange Gemini, fondato dai fratelli Winklevoss, annuncia il taglio del 25% del personale e l’uscita dai mercati UK, UE e Australia, concentrando le operazioni sugli Stati Uniti. L’azienda chiude anche il marketplace NFT Nifty Gateway il 23 febbraio, invitando gli utenti a ritirare gli asset tramite Gemini Wallet.
Il titolo Gemini perde il 7% e segna un -80% dall’IPO di settembre 2025, toccando nuovi minimi storici. La strategia ora punta su produttività AI, riduzione dei costi e sviluppo di Gemini Predictions, una piattaforma di mercati predittivi che ha già processato oltre 22 milioni di euro dal lancio di dicembre. È il segnale di una trasformazione forzata, più che di una semplice ristrutturazione.
Infrastrutture resilienti: acquisizioni e capitali mirati
In parallelo alla crisi dei prezzi, emergono segnali di rafforzamento infrastrutturale. Aether Holdings acquisisce PublicView.ai, piattaforma AI per l’analisi dei documenti SEC, integrandola in Aether Grid per accelerare la ricerca azionaria e la monetizzazione dei dati. Aether, che utilizza Bitcoin come riserva principale, consolida così il proprio ecosistema informativo.
Tether Investments investe 91,7 milioni di euro in Anchorage Digital, banca crypto regolata a livello federale negli USA. L’operazione rafforza una partnership orientata a custodia, staking ed emissione di stablecoin e prepara il terreno a una possibile IPO USA fino a 367 milioni di euro. Il CEO Paolo Ardoino ribadisce l’obiettivo di costruire infrastrutture finanziarie affidabili, mentre Nathan McCauley parla apertamente di validazione istituzionale del modello Anchorage.
Mercati predittivi e trading globale: Circle, Polymarket e Fireblocks
Sul fronte delle partnership, Circle collabora con Polymarket per introdurre USDC nativo nei settlement dei mercati predittivi, abbandonando il bridged USDC su Polygon. Questo passaggio migliora efficienza del capitale, scalabilità e compatibilità istituzionale, soprattutto dopo il lancio dell’app USA di Polymarket a dicembre 2025 con approvazione CFTC.
Cronos, piattaforma non-custodial supportata da Crypto.com, integra Fireblocks per offrire operazioni enterprise-grade su asset digitali e tokenizzati. Fireblocks, che protegge transazioni per oltre 9,1 miliardi di euro, diventa il ponte tra istituzioni e mercati globali che includono crypto, azioni tokenizzate ed esiti sportivi.
Contagio sui mercati tradizionali e segnali extra-crypto
La crisi crypto non resta isolata. L’S&P 500 perde l’1,2%, il Nasdaq l’1,8%, mentre argento e oro scendono rispettivamente del 15% e del 5%, segnalando un movimento di deleveraging più ampio.
Fuori dal perimetro crypto, Alphabet pubblica utili Q4 2025 superiori alle attese, con ricavi di 104 miliardi di euro ed EPS di 2,58 euro, ma il titolo perde il 7% per timori legati a spese AI 2026 tra 160 e 170 miliardi di euro. Nel frattempo, SpaceX accelera su Starlink, che genera tra il 50% e l’80% dei ricavi del gruppo, preparando il terreno per una possibile IPO nel 2026.
Domande frequenti sul mercato crypto
Perché il mercato crypto è crollato il 5 febbraio 2026?
Il crollo è dovuto alla combinazione di vendite a leva, deflussi dagli ETF, riduzione del rischio macro e prese di profitto istituzionali, che hanno amplificato la volatilità su Bitcoin ed Ethereum.
Gli ETF Bitcoin stanno perdendo fiducia?
Nel breve termine sì. I deflussi superiori a 700 milioni di euro indicano un ritracciamento tattico, non necessariamente un abbandono strutturale del prodotto.
BitMine e Strategy rischiano una crisi di liquidità?
Al momento no, ma le perdite non realizzate miliardarie rendono i loro modelli molto sensibili a ulteriori ribassi prolungati.
È un buon momento per accumulare Bitcoin o Ethereum?
Dipende dall’orizzonte temporale. Gli acquisti di lungo periodo stanno emergendo, ma la volatilità resta elevata e richiede una gestione del rischio rigorosa.
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