La Polizia di Stato si muove su due fronti che raccontano la trasformazione della sicurezza nel tempo digitale: da un lato l’arresto di un minore a Napoli con accuse di terrorismo legate alla radicalizzazione online, dall’altro il traguardo simbolico dei 500mila follower su Facebook per il profilo Agente Lisa, volto social dell’istituzione impegnato nella prevenzione quotidiana. Due piani diversi, ma legati dalla stessa matrice: il controllo e la gestione dello spazio digitale come terreno decisivo per la sicurezza pubblica. L’operazione condotta a Napoli conferma quanto la dimensione online sia ormai parte integrante delle dinamiche di radicalizzazione, mentre il successo di Agente Lisa evidenzia come la presenza istituzionale sui social non sia più accessoria, ma strutturale nella strategia di prevenzione.
Operazione Digos a Napoli: arrestato un minore per terrorismo
La Digos di Napoli, con il supporto della Digos di Caserta e della Direzione centrale della Polizia di prevenzione, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un minore accusato di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo. Il provvedimento è stato disposto dalla Procura presso il tribunale per i minorenni di Napoli, a seguito di un’indagine che ha documentato un percorso di radicalizzazione maturato in ambiente digitale. Secondo quanto emerso, il giovane non si sarebbe limitato a un’adesione ideologica passiva, ma avrebbe scaricato dal dark web materiale propagandistico e tutorial tecnici riconducibili allo Stato islamico, condividendo in rete anche il giuramento di fedeltà all’organizzazione. Gli investigatori hanno accertato la presenza di manuali per la fabbricazione di esplosivi artigianali, prodotti dalle agenzie di comunicazione del gruppo terroristico, e di contenuti finalizzati al proselitismo. Il minore è stato trasferito presso l’Istituto penale minorile di Nisida, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’analisi dei dispositivi sequestrati prosegue per verificare eventuali contatti e per ricostruire la rete di relazioni digitali che potrebbe aver favorito il processo di radicalizzazione.
Radicalizzazione digitale e prevenzione

L’indagine ha messo in luce un aspetto ormai centrale nelle strategie di sicurezza: la radicalizzazione digitale non si sviluppa più soltanto in ambienti chiusi o in contesti fisici circoscritti, ma attraverso canali online accessibili, contenuti propagandistici diffusi su piattaforme multiple e reti che sfruttano anonimato e crittografia. Gli investigatori hanno lavorato su conversazioni, file condivisi e pattern di comportamento per comprendere il grado di coinvolgimento del minore e per verificare l’eventuale presenza di altri soggetti coinvolti. La Digos ha attivato protocolli di monitoraggio avanzati e collaborazioni con strutture centrali per incrociare dati e accelerare le verifiche. Il caso di Napoli evidenzia come la minaccia non sia soltanto esterna, ma possa radicarsi in contesti locali attraverso la diffusione di contenuti estremisti. L’attività investigativa si concentra anche sulla prevenzione, con un’attenzione particolare ai segnali precoci di radicalizzazione e ai meccanismi di attrazione che colpiscono soggetti giovani. La Polizia di Stato ribadisce la necessità di una vigilanza condivisa, sottolineando il ruolo delle famiglie e delle comunità educative nel monitorare comportamenti anomali online. La prevenzione passa anche attraverso la consapevolezza dei rischi legati al dark web e alla circolazione di contenuti estremisti.
Agente Lisa: mezzo milione di follower e comunicazione preventiva

Mentre sul fronte operativo si sviluppano indagini complesse, sul piano della comunicazione istituzionale la Polizia di Stato celebra un risultato significativo: il profilo Agente Lisa ha raggiunto i 500mila follower su Facebook. Attivo dal 2009, il canale rappresenta un’esperienza unica nel panorama delle forze di polizia italiane per stile, linguaggio e continuità nel rapporto con i cittadini. Per celebrare il traguardo, è stato pubblicato un video di ringraziamento generato con il supporto dell’intelligenza artificiale, segno di un’attenzione costante all’innovazione tecnologica anche nella comunicazione. Il profilo non si occupa di grandi operazioni di polizia giudiziaria, lasciate ai canali istituzionali ufficiali, ma si concentra su consigli pratici, prevenzione delle truffe online, sicurezza quotidiana e tutela delle fasce più vulnerabili, in particolare gli anziani. Il motto #essercisempre sintetizza l’approccio: piccoli gesti, risposte puntuali, interazioni dirette. A differenza di molte pagine istituzionali automatizzate, Agente Lisa è gestita da poliziotti reali che rispondono alle domande degli utenti, chiariscono dubbi e forniscono indicazioni operative.
Prevenzione e fiducia nello spazio digitale
Il successo del profilo dimostra come la presenza costante e coerente sui social possa rafforzare il rapporto tra istituzione e comunità. I contenuti più apprezzati riguardano le truffe online, i raggiri telefonici, i falsi investimenti e le modalità per proteggere familiari anziani. L’interazione diretta consente di intercettare rapidamente nuovi schemi fraudolenti e di adattare i messaggi alle minacce emergenti. La comunicazione digitale diventa così uno strumento di prevenzione attiva, complementare all’azione repressiva. Se da un lato la Digos interviene per interrompere catene di radicalizzazione, dall’altro Agente Lisa lavora per ridurre il numero di vittime di frodi e per diffondere cultura della sicurezza. Il video celebrativo generato con l’AI ha attirato un elevato livello di engagement, confermando la capacità del profilo di utilizzare linguaggi contemporanei senza rinunciare all’affidabilità istituzionale. L’uso dell’intelligenza artificiale in questo contesto non sostituisce l’interazione umana, ma la integra come strumento narrativo.
Due fronti, una strategia
L’arresto del minore a Napoli e il traguardo social di Agente Lisa rappresentano due dimensioni della stessa strategia: contrasto alle minacce reali e presenza costante nello spazio digitale. La sicurezza oggi si gioca tanto nell’analisi dei dispositivi sequestrati quanto nella capacità di intercettare dubbi e paure dei cittadini sui social. La Polizia di Stato investe in formazione specialistica per le cyber-indagini e, parallelamente, in competenze comunicative per rendere i messaggi comprensibili e accessibili. La collaborazione tra reparti operativi e strutture centrali consente di reagire rapidamente a fenomeni emergenti, mentre la comunicazione preventiva contribuisce a costruire un ambiente più resiliente. Nel caso di Napoli, l’intervento tempestivo ha impedito la possibile diffusione ulteriore di contenuti pericolosi e ha interrotto un percorso di radicalizzazione che avrebbe potuto coinvolgere altri giovani. Sul piano comunicativo, il mezzo milione di follower di Agente Lisa conferma l’esistenza di una comunità attenta e partecipe. In un contesto in cui il digitale è al tempo stesso strumento di rischio e canale di tutela, la capacità di presidiare entrambi i fronti diventa elemento centrale della sicurezza nazionale. La Polizia di Stato consolida così una doppia presenza: operativa sul territorio e relazionale online, con l’obiettivo dichiarato di proteggere la comunità in ogni spazio, fisico o virtuale.
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