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Italia guida la Silver notice di Interpol: la nuova arma contro il patrimonio delle mafie e il crimine finanziario

C’è un punto in cui il contrasto al crimine smette di essere inseguimento di persone e diventa inseguimento di valore. È in quel punto che nasce la Silver notice, la nuova iniziativa di Interpol guidata dall’Italia per colpire l’aspetto più resistente e più adattivo delle organizzazioni criminali: la loro capacità di muovere capitali, nasconderli, reinvestirli e trasformarli in potere. La Silver notice viene presentata come uno strumento dedicato al contrasto economico-finanziario del crimine, ma il significato operativo è più netto: creare un canale internazionale standardizzato per far emergere, in tempi rapidi, strutture societarie, beni mobili e immobili, conti bancari e transazioni, cioè tutto ciò che regge l’impalcatura di un’organizzazione quando i vertici cambiano nome e gli intermediari cambiano paese. Il ruolo italiano non è simbolico. La Polizia di Stato coordina l’attuazione attraverso lo Scip, il Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia del Dipartimento di pubblica sicurezza, lavorando direttamente con il Segretariato generale di Interpol a Lione. L’Italia non si limita a “sponsorizzare” l’idea, ma mette sul tavolo un modello operativo già sperimentato: mappatura delle reti criminali, condivisione strutturata delle informazioni e azioni mirate che uniscono investigazione e aggressione patrimoniale. In altre parole, la Silver notice nasce come estensione naturale di una strategia che in Italia è praticata da anni: indebolire le organizzazioni non solo con arresti, ma con la sottrazione sistematica di risorse.

La Silver notice come standard: cosa cambia rispetto agli avvisi tradizionali

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Gli avvisi di Interpol sono noti soprattutto per la loro dimensione “personale”, legata a ricerche, identificazioni o localizzazioni. La Silver notice sposta il baricentro sugli asset. Non è un semplice allegato al lavoro investigativo, ma un formato che consente alle autorità di ottenere un quadro più completo e coerente sulle disponibilità economiche di un soggetto o di una rete: società schermo, partecipazioni, proprietà, flussi, rapporti bancari, movimenti rilevanti. Questo aspetto è decisivo perché le organizzazioni criminali moderne non hanno bisogno di mantenere il patrimonio nello stesso posto in cui commettono il reato. Lo spostano, lo frammentano, lo diluiscono in strumenti societari e in giurisdizioni diverse, rendendo la confisca una gara di resistenza tra velocità dell’investigazione e velocità dell’occultamento. La Silver notice nasce proprio per comprimere quel tempo. È l’infrastruttura che mira a ridurre l’asimmetria: oggi il crimine è rapido, transnazionale e finanziariamente sofisticato, mentre gli strumenti giudiziari e di cooperazione possono essere lenti e disomogenei. Nel modello italiano, la cooperazione non è un “passaggio finale”, ma un elemento integrato fin dall’inizio, perché il denaro raramente resta fermo entro confini nazionali.

Il progetto pilota: dal 2025 la fase operativa e la prima richiesta da Palermo

La fase operativa viene indicata come avviata nel 2025, dopo un percorso di sviluppo sostenuto anche da risorse economiche stanziate dall’Italia per rendere lo strumento concretamente utilizzabile. Il caso di avvio è emblematico e serve a comunicare la natura dell’iniziativa: a gennaio 2025, la Guardia di Finanza di Palermo presenta la prima richiesta, rivolta contro un esponente di Cosa Nostra siciliana. È un segnale chiaro, perché la mafia non viene colpita solo nel suo profilo criminale, ma nel suo profilo economico, cioè nella parte che consente continuità, controllo del territorio e capacità di corrompere. A Lione, un team internazionale dedicato gestisce le richieste in tempo reale, un dettaglio che racconta un cambio di impostazione. In passato, una parte della cooperazione economico-finanziaria transnazionale poteva essere rallentata da procedure, differenze normative o tempi tecnici. Qui l’obiettivo è far sì che la richiesta diventi un atto operativo immediatamente “trattabile”, con la conseguenza più importante: mettere le autorità in condizione di agire quando il denaro è ancora tracciabile, quando il bene è ancora intestato, quando la struttura societaria non è stata ancora rimodellata.

I numeri: richieste in crescita e beni identificati, con un impatto che supera la dimensione del singolo sequestro

Nel corso del 2025, la Silver notice viene attivata con centinaia di richieste nelle banche dati internazionali. È un volume che indica due cose: lo strumento è stato effettivamente utilizzato e non è rimasto un progetto teorico, e soprattutto c’è una domanda reale di cooperazione strutturata sul fronte patrimoniale. I risultati iniziali vengono descritti con due ordini di grandezza che vanno letti insieme: da un lato, beni individuati per oltre 31 milioni di euro, dall’altro un impatto complessivo stimato superiore a 18 miliardi di euro di danni alle vittime. Questa doppia dimensione serve a chiarire un punto: la Silver notice non è solo una macchina per “trovare soldi”, ma un moltiplicatore investigativo. Anche quando il bene identificato non coincide ancora con l’intero danno, l’emersione dei flussi e delle strutture consente alle autorità di ricostruire responsabilità, catene di riciclaggio e ruoli, accelerando procedimenti che altrimenti resterebbero frammentati. In termini pratici, la Silver notice diventa un acceleratore di sequestri e confische transnazionali, con un effetto deterrente che si misura nel tempo: la criminalità organizzata regge finché riesce a reinvestire e proteggere il capitale.

Empact Mtcni: la dimensione europea e il biennio 2026-2027

La Silver notice non nasce nel vuoto. Si inserisce nel quadro delle priorità europee, in particolare la priorità Empact Mtcni, che punta a disarticolare le organizzazioni criminali più pericolose per la sicurezza dell’Unione europea. Nel biennio 2026-2027 l’Italia coordina 26 azioni operative all’interno di questo perimetro, mobilitando risorse della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. È un passaggio chiave, perché definisce la Silver notice come uno strumento integrato in una strategia più ampia: non sostituisce l’azione investigativa e operativa tradizionale, ma aggiunge un livello che colpisce ciò che spesso rende inefficaci gli arresti isolati, cioè la capacità dell’organizzazione di ricostruirsi economicamente. Empact, per sua natura, lavora su reti transnazionali, contesti multi-giurisdizionali e catene criminali che includono traffici, frodi, riciclaggio e reinvestimenti. La Silver notice offre un canale standardizzato per far circolare informazioni economiche e finanziarie con un formato che gli investigatori possono usare per ricostruire flussi e per chiedere misure patrimoniali con maggiore rapidità. È il punto in cui la cooperazione internazionale diventa davvero “operativa”, perché riduce la distanza tra intelligence e azione.

Il modello italiano: multisettoriale, patrimoniale, replicabile

La ragione per cui questa iniziativa viene presentata come “modello italiano” non è retorica. È un approccio che unisce più attori e più competenze, perché il crimine economico-finanziario è un ecosistema che non si lascia affrontare con una singola lente. Servono competenze investigative, capacità di leggere strutture societarie, esperienza sul tracciamento di transazioni, strumenti di cooperazione internazionale e una cultura operativa che consideri la confisca non come un finale, ma come una parte integrante della strategia. In questo senso, la Silver notice è una formalizzazione di pratiche che in Italia hanno già prodotto risultati sul terreno dell’aggressione patrimoniale alle mafie. Portarla in Interpol significa spostare quel paradigma su scala globale: rendere più difficile il riciclaggio transnazionale, ridurre gli spazi di manovra, aumentare i costi dell’occultamento, togliere alle reti criminali la capacità di trasformare il profitto in protezione.

Sequestri e confische transnazionali: perché la velocità è la vera differenza

La parte più concreta della Silver notice è la promessa di velocità e di coerenza. Le organizzazioni criminali sfruttano ritardi, vuoti informativi, differenze tra sistemi. La Silver notice prova a ridurre proprio quel margine: informazioni economiche che viaggiano meglio, richieste gestite da un team dedicato, un formato che consente di agganciare rapidamente società e conti, e una logica di cooperazione che non arriva quando il denaro è già passato altrove. Il risultato atteso non è solo più sequestri, ma sequestri più tempestivi. E nel contrasto al crimine economico-finanziario, la tempestività vale quanto la quantità: se un bene viene individuato quando è ancora “caldo”, la rete perde capacità di reagire. Se invece l’indagine arriva tardi, l’organizzazione si è già ristrutturata, e ogni passaggio aggiunge opacità.

La Silver notice come segnale politico e operativo

C’è infine un messaggio politico implicito: l’Italia si propone come paese che guida un’iniziativa internazionale su un fronte spesso trascurato nel dibattito pubblico, quello della finanza criminale. La sicurezza europea non dipende solo da arresti o da operazioni di polizia visibili, ma dalla capacità di rendere non conveniente il crimine, togliendogli la base economica. Se la Silver notice diventa uno standard globale, l’effetto più importante sarà la riduzione del vantaggio competitivo del crimine transnazionale, che oggi prospera proprio perché può spostare asset più velocemente di quanto gli stati possano inseguirli.

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