Oppo Find N6 segna un passaggio tecnico rilevante nel mercato foldable: il brand cinese anticipa su Weibo un dispositivo con display interno da 8,12 pollici LTPO praticamente privo di piega visibile, integrando Snapdragon 8 Elite Gen 5, batteria da 6.000 mAh e un comparto fotografico con periscopico da 50 MP e ultrawide da 50 MP. Parallelamente, i leak su Oppo Find X9 Ultra e Vivo X300 Ultra alzano l’asticella a 200 MP, mentre Vivo Y05 presidia la fascia entry con 6.500 mAh a 100 euro e iQOO prepara lo Z11x con Dimensity 7400. Il quadro che emerge è una competizione su tre fronti: piega invisibile, fotografia computazionale ad altissima risoluzione e batterie sempre più spinte.
Oppo Find N6 e la sfida della piega invisibile
Il teaser di Oppo Find N6 ruota attorno a un concetto preciso: la piega è “la più superficiale del settore”. Non è solo una frase di marketing. Nei foldable, la crease centrale resta l’elemento che tradisce la natura del pannello. Ridurla significa intervenire su struttura meccanica della cerniera, stratificazione del vetro ultra-sottile e tensione del pannello flessibile. Il pannello interno da 8,12 pollici con tecnologia LTPO consente refresh adattivo e gestione dinamica dei consumi. Quello esterno, da 6,62 pollici, mantiene proporzioni da smartphone tradizionale, evitando l’effetto “telecomando” visto in alcuni pieghevoli di prima generazione. L’obiettivo dichiarato è l’usabilità quotidiana senza compromessi visivi: meno riflessi, meno increspature percepibili al tatto e maggiore continuità nella lettura di contenuti.

La scelta di Snapdragon 8 Elite Gen 5 posiziona il dispositivo nel segmento premium. Questo SoC, evoluzione della linea flagship Qualcomm, punta su incremento IPC, efficienza energetica migliorata e un motore AI integrato per ottimizzare multitasking su grande schermo. In un foldable, la gestione simultanea di più app richiede potenza sostenuta e dissipazione termica efficace, soprattutto con una batteria da 6.000 mAh che promette autonomia superiore alla media dei pieghevoli attuali. Sul fronte fotografico, Oppo integra un teleobiettivo periscopico da 50 MP e un ultrawide da 50 MP, segno che anche nei foldable la fotografia non è più un compromesso. Il motto “smooth sailing” richiama un futuro “liscio”, senza attriti visivi né meccanici. È una dichiarazione di maturità tecnologica: il foldable non come esperimento, ma come alternativa credibile ai flagship tradizionali.
Oppo Find X9 Ultra e l’escalation a 200 MP
Se il Find N6 lavora sull’esperienza d’uso e sulla meccanica, Oppo Find X9 Ultra si concentra sulla fotografia estrema. I leak parlano di un sensore principale Sony LYT-901 da 200 MP con dimensione 1/1,12 pollici, quindi vicino ai limiti fisici dei sensori per smartphone. Un periscopico da 200 MP OmniVision con zoom ottico 3x introduce una logica diversa: sfruttare il cropping in-sensor ad altissima risoluzione per mantenere dettaglio anche a lunghezze focali superiori. A completare il setup, un ultra-teleobiettivo da 50 MP che estende ulteriormente le capacità di zoom. La batteria supera i 7.500 mAh, un valore inusuale per un flagship fotografico, segno che Oppo intende sostenere anche sessioni video prolungate e fotografia notturna con elaborazione pesante.

La presenza di accessori teleconverter opzionali indica un approccio quasi modulare alla fotografia mobile. Non si tratta più solo di sensori grandi, ma di un ecosistema ottico che amplia le possibilità creative. Il processing d’immagine, sostenuto da algoritmi proprietari e AI, sarà determinante per ridurre rumore, gestire HDR multilivello e mantenere naturalezza cromatica.
Vivo X300 Ultra e la scienza del colore
Vivo X300 Ultra risponde con una configurazione altrettanto aggressiva. Il sensore principale da 200 MP mantiene dimensione 1/1,12 pollici, ma introduce una lunghezza focale nativa di 35 mm, più vicina alla fotografia tradizionale rispetto ai classici 24 mm equivalenti. L’ultrawide da 50 MP con sensore 1/1,28 pollici utilizza cropping in-sensor per simulare 24 mm, mentre un periscopico da 200 MP completa la triade ad altissima risoluzione. Il dettaglio più interessante è il sensore multi-spettro da 5 MP, progettato per migliorare fedeltà cromatica e bilanciamento del bianco in condizioni complesse. Vivo storicamente investe nella “color science”, e questo modulo aggiuntivo suggerisce un’attenzione alla resa tonale più che al mero pixel count.

La batteria da oltre 6.500 mAh cerca equilibrio tra potenza fotografica e autonomia. Anche qui compaiono teleconverter opzionali, confermando una tendenza: la fotografia mobile premium si sta avvicinando a una dimensione semi-professionale.
Vivo Y05 e la strategia della batteria lunga
Sul fronte opposto del mercato, Vivo Y05, scopri la serie su Amazon, dimostra che l’innovazione non riguarda solo la fascia alta. Con un prezzo di circa 100 euro, integra una batteria da 6.500 mAh, SoC Unisoc T7225 con supporto 4G, display IPS LCD da 6,74 pollici con refresh rate 120 Hz e luminosità di 1.200 nit.

La risoluzione 720×1600 e le fotocamere da 8 MP posteriori e 5 MP frontali collocano il dispositivo nella fascia entry, ma l’autonomia diventa il vero elemento differenziante. Con 4 GB di RAM e storage da 64 GB o 128 GB espandibili, il target è l’utente che privilegia durata e fluidità base rispetto a prestazioni elevate.

La certificazione IP65, il sensore impronte laterale integrato nel power button e il LED RGB posteriore completano un pacchetto sorprendentemente curato per il prezzo. L’adozione di Android 16 con OriginOS 6 dimostra un allineamento software rapido anche per i modelli economici.
Batterie da 12.000 mAh e iQOO Z11x su Geekbench
Vivo testa internamente un dispositivo con batteria silicon-carbonio da 12.000 mAh, con capacità rated di 10.000 mAh e tipica tra 11.000 e 12.000 mAh. La tecnologia a cella singola da 4,53V promette maggiore densità energetica senza aumentare eccessivamente lo spessore. Non si tratta di un flagship, ma di un possibile mid-range, forse sotto il brand iQOO. Intanto iQOO Z11x appare su Geekbench con modello I2507, punteggio 1.057 single-core e 2.704 multi-core, alimentato da MediaTek Dimensity 7400 e 8 GB di RAM con Android 16. Sono numeri coerenti con una fascia media solida, orientata a gaming leggero e uso quotidiano intensivo. Il messaggio complessivo è chiaro: mentre Oppo lavora sulla piega invisibile e sulla fotografia da 200 MP, Vivo sperimenta autonomie estreme e presidia ogni fascia di prezzo. La competizione non è più solo su potenza o megapixel, ma su esperienza complessiva: continuità visiva nei foldable, qualità cromatica nei camera phone, durata operativa nei modelli economici.
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