Google Chrome, Brave e Mozilla Firefox stanno ridefinendo il panorama dei browser nel 2026 con aggiornamenti che combinano intelligenza artificiale, sicurezza e nuove politiche sulla privacy. A marzo emergono una serie di aggiornamenti su diversi canali di sviluppo di Chrome, che coinvolgono versioni stable, beta e dev su desktop, Android e ChromeOS. Parallelamente Brave lancia una forte critica alle nuove politiche di registrazione degli sviluppatori Android di Google e presenta SPILLAGE, un framework per analizzare i rischi di oversharing degli agenti AI sul web. Mozilla, invece, rafforza la sicurezza di Firefox collaborando con il Frontier Red Team di Anthropic, identificando numerose vulnerabilità nel motore JavaScript e introducendo un nuovo hub di controlli AI in Firefox 148. L’evoluzione dei browser mostra una crescente tensione tra innovazione basata su AI e tutela della privacy degli utenti.
Cosa leggere
Google Chrome aggiorna i canali stabili su desktop e ChromeOS
Nel corso di marzo Google ha rilasciato aggiornamenti importanti per il canale stabile di Chrome, in particolare per i dispositivi basati su ChromeOS e ChromeOS Flex. L’aggiornamento porta il sistema alla versione ChromeOS 16581.24.0, integrando il browser Chrome 146.0.7680.60. Come spesso accade per gli aggiornamenti stabili, Google non ha pubblicato una lista dettagliata delle modifiche, limitandosi a indicare miglioramenti generali di stabilità e sicurezza. Il rollout avviene gradualmente e gli utenti possono verificare manualmente la disponibilità dell’update attraverso le impostazioni di sistema. Anche su Android il canale stabile riceve un aggiornamento. Il browser passa alla versione 146.0.7680.65, con miglioramenti delle prestazioni e della stabilità. Il rilascio avviene tramite Google Play Store e viene distribuito inizialmente a una piccola percentuale di utenti prima di estendersi a tutti i dispositivi. Per il desktop è disponibile anche una versione early stable, identificata dalle build 146.0.7680.65 e 146.0.7680.66, distribuite su Windows e macOS per un gruppo limitato di utenti. Questa fase serve a individuare eventuali problemi prima del rollout completo.
Chrome Dev introduce nuove build sperimentali
Oltre agli aggiornamenti stabili, Google continua a sviluppare nuove funzionalità nel Dev Channel di Chrome. La versione desktop raggiunge la build 147.0.7719.3 per Windows, Mac e Linux, mentre la versione Android Dev arriva alla 147.0.7719.2. Il Dev Channel è pensato per sviluppatori e utenti avanzati che desiderano testare funzionalità sperimentali prima del rilascio pubblico. Le modifiche complete vengono pubblicate nei log Git di Chromium, dove è possibile analizzare nel dettaglio i cambiamenti introdotti. Tra gli aggiornamenti più rilevanti emergono miglioramenti alla web platform, aggiornamenti alle API del browser e nuove funzioni legate all’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle applicazioni web. Gli sviluppatori possono consultare le novità anche attraverso il portale Chrome Status, che documenta lo stato delle tecnologie in fase di implementazione.
Beta Chrome prepara le prossime funzionalità
Il canale beta di Chrome rappresenta la fase intermedia tra sviluppo e rilascio stabile. Su ChromeOS la beta integra la stessa build del sistema 16581.24.0 con browser 146.0.7680.60, mentre su desktop arriva la versione 146.0.7680.65 per Windows, Mac e Linux. Anche Chrome Beta per Android viene aggiornato alla build 146.0.7680.65, disponibile tramite Google Play. Gli utenti interessati possono passare al canale beta seguendo le istruzioni pubblicate dal progetto Chromium. In questo modo è possibile provare in anticipo nuove funzionalità e contribuire al miglioramento del browser segnalando bug tramite crbug.com o i forum della community.
Brave denuncia il registro sviluppatori Android di Google
Mentre Chrome continua ad evolversi, Brave ha lanciato una critica diretta alle nuove politiche di Google riguardo al registro degli sviluppatori Android. La nuova normativa, prevista per settembre 2026, richiederebbe agli sviluppatori che distribuiscono app anche al di fuori del Google Play Store di registrarsi fornendo un documento di identità governativo. Brave sostiene che questa politica creerebbe un database centralizzato con informazioni personali sugli sviluppatori, aumentando i rischi per la privacy. L’azienda si è unita a oltre 40 organizzazioni, tra cui Electronic Frontier Foundation (EFF) e Tor Project, per chiedere a Google di ritirare il requisito e mantenere Android come piattaforma aperta. Secondo Brave, la nuova misura potrebbe mettere in difficoltà sviluppatori di applicazioni sensibili come VPN, strumenti di messaggistica cifrata o software utilizzato da attivisti e giornalisti. Per offrire un’alternativa, Brave ha avviato un proprio repository di applicazioni su F-Droid, un ecosistema open source che evita il tracciamento associato agli store tradizionali.
SPILLAGE analizza i rischi degli agenti AI sul web

Un’altra iniziativa significativa di Brave riguarda la ricerca sui rischi di privacy legati agli agenti di intelligenza artificiale. L’azienda ha sviluppato SPILLAGE, un framework progettato per analizzare il fenomeno dell’oversharing agentico. Gli agenti AI, utilizzati per automatizzare attività online, possono accedere a dati personali come email, credenziali o cronologia delle conversazioni. Quando interagiscono con siti web esterni, questi dati possono essere condivisi in modo non intenzionale.
Il framework identifica quattro categorie principali di rischio: oversharing diretto o indiretto e divulgazione di dati contenutistici o comportamentali. Test condotti su piattaforme come Amazon ed eBay hanno dimostrato che la rimozione di informazioni non necessarie dai prompt degli agenti può migliorare il successo delle attività fino al 17,9%. Brave cita anche casi in cui agenti AI copiano intere conversazioni in interfacce di siti web terzi, aumentando la superficie di esposizione dei dati.
Mozilla rafforza la sicurezza di Firefox con Anthropic
Nel frattempo Mozilla ha collaborato con il Frontier Red Team di Anthropic per migliorare la sicurezza del browser Firefox. Il team ha utilizzato metodi di AI-assisted security testing, sfruttando modelli come Claude per individuare vulnerabilità nel motore JavaScript del browser. L’analisi ha portato alla scoperta di 14 vulnerabilità ad alta gravità e alla risoluzione di 22 CVE, oltre a individuare circa 90 bug aggiuntivi, la maggior parte dei quali è già stata corretta. Il processo ha dimostrato come l’intelligenza artificiale possa accelerare l’individuazione di problemi di sicurezza, permettendo agli ingegneri di riprodurre rapidamente i bug grazie a test case minimali generati automaticamente. Le correzioni sono state integrate prima del rilascio della versione Firefox 148.
Firefox 148 introduce un hub di controlli AI
Oltre ai miglioramenti di sicurezza, Firefox 148 introduce un nuovo sistema chiamato AI Controls. Si tratta di un hub centralizzato che consente agli utenti di gestire tutte le funzionalità AI presenti nel browser.
Tra le opzioni disponibili ci sono controlli per disattivare:
- traduzioni automatiche basate su AI
- generazione di alt text nei PDF
- riassunti automatici dei link
- organizzazione intelligente delle schede
Un master toggle permette di disattivare tutte le funzionalità AI con un solo comando, mantenendo comunque la possibilità di riattivarle in qualsiasi momento. Mozilla sottolinea che le funzioni AI sono opt-in e che i dati degli utenti non vengono utilizzati per addestrare modelli di intelligenza artificiale. Il sistema supporta anche modelli on-device, riducendo la necessità di inviare dati ai server esterni.
Browser sempre più centrati su AI e privacy
Gli aggiornamenti del marzo 2026 mostrano chiaramente la direzione intrapresa dall’industria dei browser. Da un lato Google Chrome continua a evolversi attraverso un ciclo di aggiornamenti costante che coinvolge diversi canali di sviluppo e integra progressivamente nuove tecnologie legate all’AI. Dall’altro lato browser come Brave e Firefox stanno cercando di distinguersi puntando su privacy, sicurezza e controllo degli utenti. La crescente presenza di agenti AI nei browser rende sempre più importante il bilanciamento tra automazione e protezione dei dati personali. Nei prossimi anni il successo delle diverse piattaforme potrebbe dipendere proprio dalla capacità di combinare innovazione tecnologica e fiducia degli utenti.
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