Un “muro di silicio” negli Stati Uniti per bloccare i router prodotti all’estero. Una rivolta dei broadcaster in Europa per togliere ad Apple il controllo totale su quello che guardiamo in TV. Il 24 marzo 2026 passerà alla storia come il giorno in cui la politica ha deciso di riprendersi il telecomando del mondo tech. Da una parte, la FCC americana ha stretto il cappio attorno ai router Wi-Fi di nuova generazione, considerandoli potenziali “spie” nelle nostre case se prodotti fuori dai confini nazionali. Dall’altra, colossi come Sky, Mediaset e Disney hanno bussato alla porta dell’Unione Europea con una richiesta senza precedenti: dichiarare Siri e Apple TV come “Gatekeeper”. Se l’Europa accetterà, il modo in cui cerchiamo film con la voce o navighiamo tra le app della nostra Smart TV potrebbe cambiare per sempre, abbattendo le mura dell’ecosistema chiuso di Cupertino. La sicurezza nazionale incontra la libera concorrenza: il tech non è mai stato così “politico”.
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FCC inserisce i router Wi-Fi esteri nella Covered List per sicurezza nazionale
La Federal Communications Commission ha deciso di includere i router Wi-Fi consumer prodotti all’estero nella cosiddetta Covered List, impedendo di fatto l’approvazione e la commercializzazione di nuovi dispositivi negli Stati Uniti senza autorizzazioni specifiche. La misura deriva da una valutazione interagenzia supportata dalla Casa Bianca che ha identificato rischi significativi legati alla sicurezza della supply chain. Il provvedimento mira a prevenire vulnerabilità che potrebbero compromettere infrastrutture critiche, facilitare attività di spionaggio o consentire attacchi informatici su larga scala. La FCC ha citato precedenti operazioni cyber come Volt Typhoon, Flax Typhoon e Salt Typhoon per giustificare l’intervento. I produttori devono ora dimostrare l’assenza di rischi concreti prima di ottenere l’accesso al mercato statunitense.
I principali produttori globali colpiti dalla restrizione FCC
La decisione impatta direttamente numerosi brand globali, tra cui TP-Link, ASUS e Netgear, che producono gran parte dei loro dispositivi fuori dagli Stati Uniti. Anche prodotti di aziende americane come Google Nest e Amazon Eero, spesso realizzati tramite supply chain internazionali, rientrano nelle restrizioni. Netgear ha accolto positivamente la misura, definendola un passo verso una maggiore sicurezza digitale nazionale. Altri produttori mantengono una posizione più cauta, considerando l’impatto potenziale sulle catene di produzione globali. È importante sottolineare che il provvedimento non riguarda i dispositivi già approvati o presenti sul mercato, evitando effetti immediati sui consumatori ma imponendo un cambiamento strategico per i futuri lanci.
UE spinge per includere Apple TV e Siri tra i gatekeeper del DMA
Sul fronte europeo, un ampio gruppo di broadcaster ha richiesto alla Commissione Europea di designare Apple TV e Siri come gatekeeper ai sensi del Digital Markets Act. La richiesta è stata formalizzata il 23 marzo 2026 in una lettera indirizzata alla commissaria antitrust Teresa Ribera. L’iniziativa è guidata dall’Association of Commercial Television and Video on Demand Services in Europe e coinvolge operatori come Canal+, RTL, Mediaset, ITV, Paramount+, NBCUniversal, Walt Disney, Warner Bros. Discovery e Sky. I firmatari chiedono di estendere gli obblighi del DMA a piattaforme smart TV e assistenti vocali, ritenuti sempre più centrali nella distribuzione dei contenuti digitali.
Il ruolo degli assistenti vocali e delle smart TV nel controllo dell’accesso
Secondo i broadcaster europei, piattaforme come Siri, Alexa e sistemi smart TV controllano in modo crescente l’accesso agli utenti finali e influenzano la visibilità dei contenuti. Questo potere può tradursi in vantaggi competitivi per le piattaforme proprietarie, limitando la possibilità per terze parti di raggiungere il pubblico in modo equo. Il Digital Markets Act impone obblighi specifici alle aziende designate come gatekeeper, tra cui maggiore trasparenza, interoperabilità e divieto di pratiche discriminatorie. Attualmente, gli assistenti vocali non rientrano pienamente nel perimetro normativo, creando un vuoto regolatorio che i broadcaster intendono colmare.
Le implicazioni per Apple e le altre big tech nel mercato europeo
Se la Commissione Europea accogliesse la richiesta, Apple potrebbe essere soggetta a nuovi obblighi su Apple TV e Siri, analoghi a quelli già applicati ad altri servizi digitali. Ciò potrebbe includere l’apertura a piattaforme concorrenti, la modifica delle logiche di raccomandazione e la riduzione delle barriere all’accesso per contenuti di terze parti. La questione si inserisce in un contesto più ampio di scrutinio regolatorio, dove anche servizi come l’App Store sono già oggetto di interventi. Tuttavia, casi recenti dimostrano che la designazione come gatekeeper non è automatica. Ad esempio, servizi come Apple Maps e Apple Ads sono stati esclusi nel febbraio 2026 per livelli di utilizzo considerati insufficienti.
Sicurezza negli USA e concorrenza in UE delineano strategie convergenti
Le due iniziative, pur diverse nei presupposti, riflettono una convergenza nelle politiche regolatorie globali. Negli Stati Uniti, l’attenzione si concentra sulla sicurezza della supply chain hardware, con interventi diretti e immediati. In Europa, il focus è sulla concorrenza e sull’equilibrio del mercato digitale, attraverso strumenti normativi come il DMA. Entrambe le strategie colpiscono elementi chiave dell’ecosistema tecnologico: infrastrutture di rete da un lato e piattaforme software dall’altro. I produttori di hardware devono rivedere le proprie catene di approvvigionamento, mentre le big tech devono prepararsi a una maggiore apertura e trasparenza nei servizi digitali.
Impatto su utenti e mercato globale della tecnologia
Per gli utenti americani, l’impatto immediato è limitato, poiché i dispositivi già in uso restano pienamente operativi. Tuttavia, nel medio termine, il mercato potrebbe vedere una riduzione dell’offerta o un aumento dei prezzi legato alla rilocalizzazione della produzione. In Europa, eventuali modifiche al DMA potrebbero tradursi in maggiore scelta e accesso ai contenuti, con benefici per consumatori e provider indipendenti. Allo stesso tempo, le aziende tecnologiche dovranno adattarsi a un contesto normativo più complesso e frammentato tra le diverse regioni. Queste dinamiche evidenziano una fase di trasformazione per il settore tech globale. La regolazione non è più un elemento marginale, ma una componente centrale che influenza strategie industriali, innovazione e modelli di business. Stati Uniti ed Europa, pur con approcci diversi, stanno ridefinendo le regole del gioco per l’intero ecosistema digitale.
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