Un colpo durissimo all’estremismo radicale sul web. Una maxi operazione internazionale coordinata da Europol ha portato allo smantellamento del collettivo “Terrorgram“, un pericoloso network attivo su Telegram utilizzato per diffondere propaganda violenta, suprematista e accelerazionista. L’indagine globale ha già prodotto una severa condanna a 20 anni di carcere in Canada e due arresti cruciali in Italia: a Roma, l’operazione “Paint It Black” della Polizia di Stato ha neutralizzato un militante anarchico che diffondeva manuali per fabbricare armi in 3D e pianificava attacchi a infrastrutture critiche, mentre a Ferrara è finito in manette un uomo accusato di propaganda neonazista e razzista. Un segnale forte e chiaro sulla capacità delle forze dell’ordine di tracciare e fermare il terrorismo online prima che si trasformi in violenza reale. Europol coordina una nuova offensiva contro l’estremismo online e contribuisce a smantellare il Terrorgram Collective, rete transnazionale che sfruttava Telegram per diffondere propaganda suprematista bianca, contenuti accelerazionisti e manuali di ispirazione terroristica. L’operazione segna un passaggio importante dal monitoraggio digitale all’azione giudiziaria concreta: in Canada un affiliato è stato condannato a 20 anni di carcere, mentre in Italia la Polizia di Stato ha eseguito arresti distinti a Roma e Ferrara in procedimenti legati a propaganda estremista, addestramento con finalità terroristiche e contenuti d’odio. La sequenza di interventi conferma come le piattaforme di messaggistica cifrata siano sempre più al centro delle indagini internazionali e come la cooperazione fra intelligence, cyber unit e magistratura stia diventando decisiva per prevenire escalation violente.
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Europol trasforma intelligence digitale in una condanna a 20 anni
Il risultato più rilevante dell’operazione riguarda il fronte canadese, dove l’attività di analisi dell’European Counter Terrorism Centre di Europol ha contribuito a ricostruire la rete di propaganda del collettivo. L’indagine, avviata nel 2022, ha permesso di mappare account, alias, canali Telegram e relazioni internazionali, trasformando il materiale di intelligence in prove processuali. Il caso si è concluso con una condanna a 20 anni di reclusione per un uomo dell’Ontario riconosciuto colpevole di aver prodotto e diffuso contenuti violenti e suprematisti collegati al Terrorgram Collective e a reti neonaziste internazionali. Il valore strategico della sentenza sta nel fatto che dimostra la possibilità di risalire dai contenuti diffusi online ai singoli autori reali, superando il tradizionale anonimato delle piattaforme di messaggistica.
Operazione Paint It Black porta a un arresto a Roma
In Italia uno dei filoni più delicati è sfociato nell’operazione Paint It Black, coordinata dalla Polizia di Stato con il supporto delle Digos di L’Aquila e Roma e del Centro operativo per la sicurezza cibernetica dell’Abruzzo. Gli investigatori hanno arrestato un uomo nel quartiere Tuscolano, ritenuto vicino a una matrice anarchica primitivista e accelerazionista. Le accuse contestate includono addestramento ad attività con finalità di terrorismo, anche internazionale, e apologia aggravata di reato. Durante le perquisizioni nell’abitazione romana e in un altro immobile a Tortoreto, in provincia di Teramo, sono stati sequestrati dispositivi digitali, materiale ideologico, indumenti per il travisamento, lame, tirapugni, katana e sostanze sottoposte a verifica tecnica. L’operazione evidenzia la crescente attenzione delle autorità verso soggetti che trasformano ideologie radicali online in potenziale preparazione operativa.
Manuali per armi 3D e sabotaggi contro infrastrutture sensibili
Secondo il quadro investigativo, l’indagato diffondeva online manuali dettagliati per la fabbricazione di armi tramite stampa 3D, munizioni e ordigni rudimentali, accompagnando i materiali con contenuti ideologici che indicavano come bersagli data center, società finanziarie e infrastrutture civili ad alto valore simbolico. L’elemento più preoccupante è il passaggio dalla semplice propaganda all’aspetto istruttivo: documenti, immagini e testi descrivevano metodi di sabotaggio e scenari di attacco contro nodi critici della società tecnologica. Il riferimento costante a una visione di ritorno a uno stato “primitivo” e alla distruzione del sistema industriale colloca il caso in una zona di confine tra estremismo ideologico, eco-radicalismo e accelerazionismo violento.
Ferrara, arresto per propaganda razzista e apologia del nazismo

Il secondo arresto italiano si è sviluppato a Ferrara, dove la Digos e il Centro per la sicurezza cibernetica dell’Emilia-Romagna hanno fermato un uomo accusato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. L’indagine è partita da una segnalazione ricevuta attraverso il portale del Commissariato di PS online, confermando ancora una volta il ruolo crescente delle denunce digitali da parte dei cittadini. Gli investigatori hanno ricostruito l’attività di un profilo social che diffondeva contenuti apologetici su Hitler, Mussolini e simboli legati alla memoria di Auschwitz, inseriti in gruppi con forte connotazione ideologica. Nel corso della perquisizione sono stati trovati materiali propagandistici di matrice fascista, armi e oltre un chilo di stupefacenti, elementi che hanno aggravato il quadro accusatorio.
Telegram resta il nodo centrale dell’estremismo decentralizzato
L’intera operazione conferma come Telegram continui a essere uno degli ambienti preferiti dalle reti estremiste decentralizzate per reclutamento, diffusione di propaganda, manuali operativi e costruzione di micro-comunità ideologiche. Il Terrorgram Collective è diventato emblematico proprio per la capacità di trasformare contenuti digitali in ispirazione concreta per azioni violente, sfruttando la struttura distribuita dei canali e la facilità con cui i materiali possono essere replicati, tradotti e rilanciati in altri Paesi. Per questo la strategia di Europol si concentra sempre di più sulla correlazione tra identità digitali, contenuti, orari di pubblicazione, dispositivi e contatti transnazionali.
Cooperazione internazionale e cyber intelligence diventano decisive
Il punto più rilevante sul piano strategico è la qualità della cooperazione internazionale. Europol ha agito come snodo centrale fra intelligence, forze di polizia nazionali, unità cyber e magistrature di più Paesi, dimostrando come il contrasto all’estremismo online richieda una filiera integrata che parte dalla raccolta di segnali deboli e arriva fino alla prova giudiziaria. L’intervento in Canada e i due arresti italiani mostrano modelli diversi ma complementari: da un lato la condanna di un propagandista inserito in una rete terroristica internazionale, dall’altro la neutralizzazione di soggetti attivi nella radicalizzazione e nell’istigazione violenta sul territorio.
Terrorgram subisce un colpo ma le indagini restano aperte
Il colpo inflitto al Terrorgram Collective è significativo, ma non rappresenta la fine del fenomeno. Le reti estremiste online tendono a frammentarsi rapidamente, riemergendo con nuovi alias, canali e gruppi satellite. Per questo Europol e le autorità italiane mantengono aperti ulteriori filoni investigativi per identificare altri affiliati, soggetti ispirati dai contenuti diffusi e possibili collegamenti con reti accelerazioniste o suprematiste estere. Il messaggio che emerge è chiaro: la fase in cui la propaganda online veniva considerata solo rumore digitale è terminata, e oggi ogni contenuto può diventare un tassello di un percorso investigativo che porta fino alla condanna penale.
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