Google Tensor G5 mostra miglioramenti rispetto alla generazione precedente, ma nei test gaming reali del 2026 resta nettamente dietro al Snapdragon 8 Elite Gen 5. Sul Pixel 10 Pro XL, il nuovo chip prodotto da TSMC a 3 nanometri e dotato di GPU Imagination si dimostra sufficiente per sessioni giocabili, ma non riesce a competere con la fluidità e la stabilità offerte dai flagship concorrenti come Xiaomi 17 Ultra e Galaxy S26 Ultra. I test pratici su titoli esigenti come Call of Duty Mobile, Asphalt Legends e Genshin Impact mostrano un divario che in alcuni scenari arriva a circa la metà delle prestazioni. Il risultato conferma la filosofia Tensor: esperienza bilanciata e forte focus su AI e fotografia, ma non leadership nel gaming puro.
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Il Tensor G5 migliora ma resta lontano dal top gaming Android
Il salto alla produzione TSMC 3 nm e il passaggio alla GPU Imagination rappresentano una svolta tecnica importante per Google. L’abbandono della precedente Mali Arm migliora la resa grafica generale e la compatibilità con driver più evoluti, ma il vantaggio non basta per raggiungere il livello del Snapdragon 8 Elite Gen 5. Nei test reali emerge una differenza netta soprattutto nei giochi ad alto refresh rate, dove il chip Qualcomm mantiene frame rate più elevati, minore latenza e una gestione termica più efficiente. Il Tensor G5 appare spesso vicino al limite, con meno margine nei momenti più pesanti e una minore capacità di sostenere prestazioni elevate nelle sessioni prolungate.
Call of Duty Mobile evidenzia subito il gap

Il divario diventa evidente su Call of Duty Mobile, uno dei benchmark reali più significativi per il gaming smartphone. Sul Pixel 10 Pro XL, il Tensor G5 arriva a un massimo di 90 fps e riesce a mantenere una media vicina a questo valore con impostazioni medie, ma circa il 5% dei frame scende sotto gli 80 fps. A qualità molto alta la situazione peggiora, con cali occasionali fino a 70 fps e frame pacing meno regolare, percepibile soprattutto nei momenti più concitati del battle royale. Il Snapdragon 8 Elite Gen 5, montato ad esempio su Xiaomi 17 Ultra, raggiunge invece 120 fps stabili anche con impostazioni elevate, offrendo una fluidità nettamente superiore e senza esitazioni evidenti.
Asphalt Legends conferma la differenza di fluidità
Anche Asphalt Legends conferma il vantaggio del chip Qualcomm. Il Pixel 10 Pro XL si assesta intorno ai 40 fps, con cali fino a 35 fps nelle scene più pesanti o durante le curve ad alta velocità. Il titolo resta giocabile e non mostra jank gravi, ma la mancanza di headroom si percepisce chiaramente nei momenti più dinamici. Sui dispositivi con Snapdragon 8 Elite, invece, i frame rate arrivano fino a 120 fps, con una risposta molto più pronta e una sensazione di velocità superiore. Per giochi arcade e racing, dove la fluidità è parte integrante dell’esperienza, il vantaggio Qualcomm diventa immediatamente visibile.
Genshin Impact mette sotto pressione il Tensor G5

Il test più severo arriva da Genshin Impact, titolo notoriamente pesante sia lato GPU sia sul piano termico. Sul Pixel 10 Pro XL, il Tensor G5 mantiene una media di circa 40 fps, con minimi attorno ai 35 fps alle impostazioni massime. Il frame pacing resta relativamente ordinato e il gioco non scende sotto la soglia critica dei 30 fps, ma manca quella fluidità piena che ci si aspetta da un flagship premium. Riducendo i dettagli, il dispositivo Google può arrivare a 60 fps, ma a scapito della qualità visiva. I modelli con Snapdragon 8 Elite Gen 5 bloccano invece il titolo a 60 fps costanti con dettagli al massimo, valorizzando texture, vegetazione e ambientazioni complesse.
Il consumo energetico penalizza il gaming prolungato
Un altro punto critico è l’efficienza energetica. Nei test di Call of Duty Mobile, il Tensor G5 registra un assorbimento medio di circa 5,8 watt, contro i 3,9 watt del Snapdragon 8 Elite. Questo si traduce in sessioni di gioco più brevi, maggiore generazione di calore e una batteria che cala più rapidamente. Per gli utenti che giocano a lungo, la differenza non è solo numerica ma concreta: il Pixel 10 Pro XL tende a scaldare di più e riduce più velocemente la disponibilità di autonomia residua, mentre i flagship Qualcomm mantengono prestazioni elevate più a lungo.
La GPU Imagination non basta a chiudere il divario

Il passaggio alla GPU Imagination migliora il Tensor G5, ma non cambia il posizionamento strategico del chip. Google continua a progettare Tensor con una forte priorità su AI, fotografia computazionale, elaborazione on-device e servizi Pixel esclusivi, lasciando il gaming come area secondaria. Il Snapdragon 8 Elite Gen 5, al contrario, nasce per eccellere anche nel carico grafico estremo, con una GPU più potente, migliore scaling termico e frequenze di picco superiori. Gli aggiornamenti driver che Google continua a distribuire possono migliorare compatibilità e frame pacing, ma non compensano il gap hardware strutturale.
Pixel 10 resta valido per il gaming casual ma non per hardcore gamer

Per l’utente medio, il Tensor G5 offre comunque una esperienza soddisfacente. La maggior parte dei giochi Android moderni gira bene a dettagli medi o alti, e il Pixel 10 Pro XL continua a distinguersi per fotografia, AI e pulizia software.

Tuttavia chi considera il gaming una priorità elevata noterà subito la differenza rispetto a dispositivi come Galaxy S26 Ultra o Xiaomi 17 Ultra, che offrono frame rate più alti, maggiore stabilità e migliore efficienza energetica a prezzi spesso comparabili. Google sceglie un approccio bilanciato, ma questo rende il Pixel meno competitivo per chi cerca il miglior smartphone Android da gaming.
Il futuro Tensor G6 rischia di seguire la stessa filosofia
Le prospettive per Tensor G6 suggeriscono una evoluzione graduale più che una rivoluzione. Google continuerà probabilmente a migliorare il SoC con ottimizzazioni progressive, ma la distanza dalla rapidissima roadmap Qualcomm potrebbe restare significativa. Per i gamer più esigenti questo significa che la linea Pixel potrebbe continuare a essere eccellente per AI e fotografia, ma meno convincente nel gaming estremo. Il Tensor G5 conferma quindi il suo ruolo: ottimo chip mainstream premium, ma non ancora un vero riferimento nel segmento gaming flagship.
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