Linux Mint cambia rotta e decide di allungare il proprio ciclo di sviluppo a partire dalla prossima major release, mentre Solus pubblica 4.9 Serenity con un pacchetto di aggiornamenti concreti su kernel, stack grafico e installazione. La scelta del team guidato da Clement Lefebvre punta a guadagnare tempo per bug fixing, rifinitura del desktop e maggiore flessibilità progettuale, mentre Solus consegna subito una release pronta all’uso con Linux 6.18.21, Mesa 26.0.4 e le quattro edizioni desktop aggiornate. I due progetti seguono strade diverse, ma convergono sullo stesso obiettivo: rendere il desktop Linux più stabile, coerente e sostenibile nel tempo.
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Linux Mint prepara Mint 23 con un ciclo di sviluppo più lungo
Nel newsletter mensile di marzo 2026, Linux Mint conferma ufficialmente che adotterà un ciclo di sviluppo più lungo e che la prossima release è pianificata per Natale 2026. Il team non ha ancora deciso tutti i dettagli della nuova strategia, inclusa la durata precisa del ciclo, il ruolo delle versioni minori e l’eventuale introduzione di release alpha regolari, ma la direzione è ormai definita. L’idea di fondo è semplice: avere più tempo per correggere bug, migliorare il desktop e adattarsi a un panorama Linux che evolve più rapidamente rispetto al passato. Per Mint, che ha costruito la propria reputazione su prevedibilità e usabilità, questa mossa rappresenta una scelta di maturità più che una rottura con il modello precedente.
Mint 23 userà Ubuntu 26.04 LTS, kernel 7.0 e Cinnamon 6.7-unstable
Il lavoro preliminare sulla prossima release è già iniziato e, in via temporanea, il progetto la identifica come versione 23 Alfa. Nello stato attuale, questa base di sviluppo include Ubuntu 26.04 LTS come package base, kernel Linux 7.0, Cinnamon 6.7-unstable con il nuovo screensaver Wayland e CJS 140. La presenza di componenti così aggiornati mostra che il ciclo più lungo non servirà soltanto a rallentare il ritmo, ma anche a testare in anticipo funzioni che richiedono mesi di affinamento prima di arrivare in una release stabile. In particolare, il riferimento esplicito al nuovo screensaver Wayland suggerisce che Mint voglia continuare la transizione verso uno stack grafico più moderno senza sacrificare la prudenza che caratterizza il progetto.
Linux Mint unifica l’installer con LMDE e abbandona Ubiquity
Uno dei cambiamenti più importanti di Mint 23 riguarda l’installazione del sistema. Linux Mint userà infatti lo stesso live-installer già presente in LMDE, sostituendo definitivamente Ubiquity. Questo installer supporta installazioni OEM, configurazioni BIOS ed EFI, SecureBoot e partizioni LVM o LUKS, coprendo quindi scenari avanzati che per molti utenti desktop e professionali fanno la differenza. Il porting dell’installer da LMDE a Mint viene descritto come uno dei lavori principali del nuovo ciclo e rappresenta anche un passo verso una maggiore coerenza interna del progetto. Condividere la stessa base di installazione fra Mint e LMDE riduce la duplicazione del lavoro e permette al team di concentrare meglio le risorse su qualità, test e manutenzione nel lungo periodo.
Il ciclo più lungo dà a Linux Mint più tempo per qualità e bug fixing
Il team sottolinea che il progetto inizia già a percepire i vantaggi del nuovo ritmo di sviluppo. Avere più tempo significa poter lavorare con maggiore calma su base sistema, installazione, desktop, toolkit e applicazioni, senza la pressione costante di una finestra di rilascio troppo stretta. In termini pratici, questo approccio potrebbe tradursi in un Mint 23 più rifinito al debutto, con meno regressioni e con strumenti desktop più maturi. Per una distribuzione che punta a essere una scelta affidabile per chi cerca un sistema Linux pronto all’uso, la possibilità di affinare dettagli che emergono solo dopo mesi di test reali rappresenta un vantaggio competitivo. Anche l’assenza di una codename definitiva conferma che il team vuole tenersi margine di manovra prima di definire branding e strategia finale.
Solus 4.9 Serenity arriva con Linux 6.18.21 e Mesa 26.0.4
Se Linux Mint guarda al medio termine, Solus 4.9 Serenity si presenta invece come una release immediatamente tangibile. La nuova versione stabile porta in dote kernel Linux 6.18.21 e Mesa 26.0.4, combinazione che rafforza supporto hardware, compatibilità grafica e prontezza d’uso sui sistemi più recenti. Solus chiarisce anche di condividere ora con AerynOS la stessa base di patch e configurazione del kernel, scelta che dovrebbe tradursi in un hardware enablement più ampio per gli utenti finali. In un progetto indipendente come Solus, questo tipo di decisione tecnica conta molto perché mostra la volontà di mantenere una distribuzione moderna ma non improvvisata, costruita su scelte mirate e non su semplice inseguimento delle novità.
Solus aggiorna Budgie, GNOME, KDE Plasma e Xfce nelle quattro edizioni

La release Serenity conferma l’approccio multi-edizione di Solus e aggiorna tutte le principali interfacce supportate. L’edizione Budgie arriva con Budgie 10.9.4, la GNOME Edition passa a GNOME 49.5, la Plasma Edition include KDE Frameworks 6.24.0, KDE Plasma 6.6.4 e KDE Gear 25.12.3, mentre Xfce integra la serie 4.20. Questo aggiornamento parallelo delle quattro varianti mostra una distribuzione che non punta su una sola esperienza desktop, ma cerca di mantenere coerenza e qualità su più fronti. Nel caso di Plasma, la presenza della serie 6.6 rafforza il profilo di Solus come scelta interessante per chi vuole un desktop KDE recente ma non sperimentale, con miglioramenti concreti su accessibilità, tastiera su schermo e funzionalità integrate.
Solus 4.9 Serenity migliora Calamares, systemd-boot e cifratura LUKS2

Uno degli aspetti più interessanti di Solus 4.9 riguarda l’installazione. La distribuzione aggiorna Calamares alla versione 3.4.2 e introduce funzionalità che vengono sfruttate direttamente nella configurazione di sistema. Tra queste c’è il supporto all’installazione ibrida del bootloader, con partizioni create sia per systemd-boot sia per GRUB2, così da semplificare scenari legacy senza mantenere patch custom. Solus porta inoltre GRUB 2.14 sui sistemi non-EFI, abilita in modo pieno LUKS2 e sottolinea che questo consente anche l’uso del TPM per sbloccare automaticamente le partizioni cifrate. Per chi installa Linux su macchine moderne o miste, sono miglioramenti concreti che riducono l’attrito iniziale.
Solus introduce ptyxis, preset systemd e il gruppo wheel

Accanto agli aggiornamenti più visibili, Solus 4.9 include modifiche infrastrutturali che migliorano la gestione del sistema. La release adotta i file systemd preset per controllare quali servizi vengono abilitati di default, evitando metodi più complessi e meno trasparenti. Cambia anche il gruppo privilegiato predefinito, che passa da sudo a wheel per allinearsi alle aspettative della maggior parte del software upstream. Nell’edizione Budgie il terminale predefinito diventa ptyxis, scelta che contribuisce a rendere l’esperienza più moderna e coerente. Sono modifiche che nel tempo riducono il debito tecnico e semplificano la manutenzione.
Solus aumenta a 2 GB la partizione EFI per firmware e driver più grandi

Un intervento molto pratico di Serenity riguarda la dimensione della partizione EFI, che viene portata a 2 GB come valore predefinito. La motivazione è legata alla crescita dei firmware, dei moduli kernel e dei driver NVIDIA, che richiedono più spazio rispetto al passato. Questa scelta permette di prevenire problemi durante aggiornamenti futuri e migliora la compatibilità con configurazioni hardware complesse. È un esempio di ottimizzazione preventiva che riduce la necessità di interventi manuali da parte dell’utente.
Linux Mint e Solus convergono sulla maturità del desktop Linux
Messi a confronto, Linux Mint 23 e Solus 4.9 Serenity rappresentano due approcci diversi ma complementari allo sviluppo di una distribuzione desktop. Mint sceglie di rallentare per migliorare qualità e stabilità nel tempo, mentre Solus continua a offrire aggiornamenti concreti e immediatamente disponibili. Entrambi i progetti evitano la corsa alle funzionalità superflue e si concentrano su usabilità reale, prestazioni e affidabilità.
I due progetti rafforzano il desktop Linux nel 2026
Per gli utenti, il risultato è positivo su entrambi i fronti. Linux Mint 23 promette un sistema più maturo e raffinato grazie al ciclo di sviluppo esteso, mentre Solus 4.9 Serenity offre una distribuzione già pronta con componenti aggiornati e scelte tecniche solide. Chi cerca stabilità a lungo termine trova in Mint una soluzione coerente, mentre chi preferisce aggiornamenti immediati può puntare su Solus. In entrambi i casi, il desktop Linux continua a evolversi con maggiore maturità e attenzione alle esigenze reali degli utenti.
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