La Russia lancia la sfida hardware con la serie Irtysh, una linea di processori da 16, 32 e 64 core basati sull’architettura cinese LoongArch. Nonostante le specifiche imponenti, i primi test su The Witcher 3 mostrano un chip da 32 core che fatica a superare i 30 fps, frenato da un massiccio collo di bottiglia della CPU dovuto ai layer di traduzione per il software x86. Più che un prodigio del gaming, l’Irtysh si rivela un’operazione strategica di rebranding dei chip Loongson 3C6000, modificati con moduli di sicurezza russi per garantire la continuità operativa di Mosca in barba alle sanzioni.
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Tramplin Electronics presenta Irtysh come CPU russa per server sovrani
Tramplin Electronics porta sul mercato russo la famiglia Irtysh, una serie di processori destinati soprattutto a data center sovrani, workstation e infrastrutture critiche. L’azienda, nata nell’aprile 2025, mostra campioni funzionanti dopo appena undici mesi di attività e propone tre varianti principali: C616 da 16 core, C632 da 32 core e C664 da 64 core. Il progetto viene presentato come un passo verso l’autonomia tecnologica russa in un contesto dominato da sanzioni e restrizioni sull’accesso a processori Intel e AMD. Tuttavia, la rapidità dello sviluppo e la corrispondenza tecnica con i chip cinesi Loongson indicano una strategia basata su licenze, adattamenti locali e rebranding. I processori portano marchi in cirillico e integrano un modulo di sicurezza russo, ma il cuore tecnologico resta legato alla piattaforma cinese.
Irtysh adotta LoongArch LA664 con configurazioni fino a 64 core
La serie Irtysh utilizza l’architettura LoongArch con core LA664, progettati per esecuzione out-of-order a sei vie e supporto SMT. I chip includono estensioni vettoriali LSX a 128 bit e LASX a 256 bit, elementi pensati per carichi paralleli, calcolo scientifico e workload server.
| Processore | Equivalente Loongson | Core / Thread | Frequenza (GHz) | Cache L3 (MB) | TDP (W) |
|---|---|---|---|---|---|
| Irtysh C664 | 3C6000/Q | 64 / 128 | 2.0 | 128 | 250 – 300 |
| Irtysh C632 | 3C6000/D | 32 / 64 | 2.1 | 64 | 180 – 200 |
| Irtysh C616 | 3C6000/S | 16 / 32 | 2.2 | 32 | 100 – 120 |
Analisi Specifiche: La gamma di processori Irtysh offre soluzioni scalabili strettamente derivate dall’architettura Loongson. Il modello di punta C664 spicca per un’impressionante dotazione di 64 core (128 thread) e 128 MB di cache L3, destinato ad ambienti server ad altissime prestazioni, mentre il modello C616 compensa il minor numero di core con una frequenza di clock leggermente superiore e un TDP molto più contenuto.
Il modello C616 integra 16 core e 32 thread con frequenza fino a 2,2 GHz, 32 MB di cache L3 e TDP tra 100 e 120 watt. Il C632 sale a 32 core e 64 thread, con clock massimo di 2,1 GHz, 64 MB di cache L3 e consumo tra 180 e 200 watt. Il flagship C664 raggiunge 64 core e 128 thread, con 128 MB di cache L3 e TDP tra 250 e 300 watt. Tutti i modelli puntano su memoria DDR4-3200 e linee PCIe 4.0.
The Witcher 3 gira a 30 fps ma mostra un forte bottleneck CPU
Il test più discusso riguarda Irtysh C632 in esecuzione con The Witcher 3: Wild Hunt su Linux. Il processore da 32 core riesce a mantenere frame rate tra 22 e 32 fps con impostazioni ultra e tra 25 e 38 fps con impostazioni basse in Full HD. Il risultato è sufficiente per una dimostrazione tecnica, ma lontano dalle prestazioni attese con una GPU discreta moderna.

Il comportamento del gioco rivela un forte collo di bottiglia CPU. La differenza minima tra preset low e ultra indica che il limite non arriva dalla scheda grafica ma dall’elaborazione lato processore, dal layer di compatibilità e dall’architettura non nativa. Con una CPU x86 recente, la stessa classe di GPU potrebbe superare ampiamente i 100 fps a 1080p con impostazioni basse. Irtysh dimostra quindi compatibilità sperimentale, non competitività gaming.
Linux Wine Proton e Box64 compensano l’assenza di compatibilità x86 nativa
Uno dei limiti principali di LoongArch è l’assenza di compatibilità nativa con il software x86. Per eseguire giochi Windows come The Witcher 3, il sistema deve appoggiarsi a Linux e a layer di traduzione come Wine, Steam Proton o Box64. Questa catena aggiunge overhead e riduce l’efficienza complessiva, soprattutto nei titoli che non sfruttano bene molti core. Il gaming moderno resta ancora fortemente dipendente da prestazioni single-thread, latenze ridotte e ottimizzazioni driver mature. I 32 core di Irtysh aiutano nei carichi paralleli, ma non compensano completamente l’overhead della traduzione. Il test mostra che l’ecosistema software è il vero punto debole della piattaforma. La CPU può essere utile in ambienti server, ma il desktop consumer richiede ottimizzazioni più profonde.
Irtysh C632 appare come rebrand del Loongson LS3C6000/D
Le specifiche di Irtysh C632 coincidono in modo quasi diretto con quelle del Loongson LS3C6000/D, mentre il C616 corrisponde al LS3C6000/S. La corrispondenza riguarda numero di core, cache, frequenze, memoria e architettura. Questo rafforza l’ipotesi che la famiglia russa sia basata su silicio cinese con modifiche locali limitate.

La differenza più rilevante riguarda il modulo di sicurezza. Il componente crittografico cinese viene rimosso o sostituito per rispettare vincoli di esportazione e requisiti russi, lasciando spazio ad algoritmi nazionali. I dissipatori con iscrizioni in cirillico e la registrazione presso le autorità russe permettono a questi chip di essere presentati come prodotti domestici. Sul piano tecnico, però, Loongson resta il fornitore della base architetturale.
Loongson 3C6000 spinge la Cina verso CPU server autonome
Parallelamente, Loongson continua a sviluppare la famiglia 3C6000 per server e data center. Le configurazioni arrivano fino a 64 core e 128 thread, usando un design chiplet che combina più die nello stesso package. Il modello di fascia alta viene presentato come una soluzione capace di avvicinarsi alle prestazioni di un Intel Xeon Platinum 8380 basato su architettura Ice Lake. Il confronto va interpretato con cautela, perché riguarda carichi specifici e una piattaforma Intel del 2019, ma segnala comunque un progresso importante per l’industria cinese dei semiconduttori. Loongson punta a ridurre la dipendenza da architetture occidentali come x86 e ARM, costruendo un ecosistema autonomo basato su Linux, toolchain dedicate e software ottimizzato.
Sanzioni occidentali spingono Russia e Cina verso ecosistemi alternativi
Le sanzioni statunitensi ed europee limitano l’accesso russo a processori avanzati, accelerando la ricerca di alternative non occidentali. In questo scenario, la collaborazione con Loongson offre a Mosca una via praticabile per ottenere CPU moderne senza passare da fornitori statunitensi. La Russia può così assemblare sistemi per data center, enti pubblici e infrastrutture critiche con chip formalmente adattati al mercato nazionale. La Cina, allo stesso tempo, amplia l’influenza della propria tecnologia e rafforza la posizione di LoongArch come piattaforma alternativa. La dipendenza russa dal silicio cinese resta però evidente. L’autonomia dichiarata è più vicina a una localizzazione politica e commerciale che a una piena sovranità tecnologica.
Irtysh punta a server e workstation più che al mercato gaming
Nonostante il test su The Witcher 3, Irtysh non nasce per il gaming. Le configurazioni da 16, 32 e 64 core sono pensate per server, workstation, virtualizzazione, database e carichi paralleli. In questi scenari, il numero di core, la memoria multi-canale e la stabilità della fornitura hanno più peso delle prestazioni nei videogiochi. La piattaforma usa tecnologie mature come DDR4-3200 e PCIe 4.0, evitando componenti più avanzati ma difficili da produrre o acquisire in modo affidabile. Questa scelta rende i chip meno competitivi rispetto alle piattaforme occidentali più recenti, ma più realistici per un ecosistema sottoposto a restrizioni. L’obiettivo è garantire disponibilità e controllo, non battere AMD o Intel nei benchmark consumer.
Software e driver restano il limite principale della piattaforma LoongArch
Il futuro di Irtysh e Loongson 3C6000 dipende in larga misura dalla maturità dell’ecosistema software. Linux rappresenta la piattaforma principale, ma servono driver ottimizzati, librerie native, compilatori maturi e layer di traduzione più efficienti. Senza questi elementi, anche un processore con molti core rischia di restare penalizzato nei carichi reali. Il test su The Witcher 3 dimostra che la compatibilità è possibile, ma non ancora fluida. I giochi Windows, le applicazioni professionali x86 e molti strumenti enterprise richiedono adattamenti complessi. Per server e carichi controllati, il problema è più gestibile. Per il mercato desktop, invece, la distanza dalle piattaforme consolidate resta ampia.
Irtysh e Loongson mostrano la nuova geografia dei semiconduttori
La serie Irtysh e i chip Loongson 3C6000 mostrano come la geopolitica stia ridisegnando la filiera dei semiconduttori. Russia e Cina accelerano su CPU nazionali o regionali per ridurre la dipendenza da tecnologie occidentali, anche a costo di prestazioni inferiori o compatibilità più complessa. Il processore Irtysh C632 riesce a eseguire The Witcher 3 a circa 30 fps, ma il risultato più importante non è il frame rate. Il dato centrale è la costruzione di un ecosistema alternativo, sostenuto da licenze, rebranding, software Linux e integrazione locale. Il progetto resta tecnicamente limitato, ma politicamente significativo. In un mercato frammentato dalle sanzioni, anche una CPU imperfetta può diventare un tassello strategico.
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