Sembra proprio che le dimissioni non siano bastate a togliere dai riflettori gli eventuali conflitti di interessi di Guido Scorza. L’ex componente del Garante Privacy, dimessosi in seguito all’inchiesta di Report, oggi deve misurarsi anche con la necessità di esprimere solidarietà ai suoi ex colleghi dello studio E-lex,che secondo quanto riportato dai profili social Instagram del programma Report sarebbe stato raggiunto da una perquisizione della Guardia di Finanza. Il pool di avvocati esperti nel diritto della privacy sarebbe stato dunque raggiunto da un’attività investigativa delle Fiamme Gialle. Non si conoscono ancora i dettagli dell’operazione, ma quello che potrebbe far intendere la motivazione per la quale si è proceduto a questa attività è evidentemente il fatto che lo stesso Guido Scorza risulterebbe indagato insieme a Stefano Aterno, entrato nel 2020 nello studio fondato da Scorza, per la questione della presunta tentata corruzione legata alle tessere Alitalia-Ita Airways, richieste alla società nel momento in cui pendeva una trattativa proprio con il Garante Privacy.

La vicenda si inserisce in un quadro già ricostruito da Matrice Digitale nell’inchiesta Garante Privacy, Report riapre il caso: Agostino Ghiglia si difende, Guido Scorza torna sullo sfondo e la credibilità dell’Autorità vacilla, dove il nome di Guido Scorza era già tornato al centro del racconto sul rapporto tra dimissioni, studio E-lex, fascicolo Ita Airways e tenuta dell’Autorità. In quella ricostruzione, il nodo non era soltanto giudiziario, ma anche istituzionale: un ex componente del collegio che lascia l’incarico mentre le indagini si allargano non chiude la crisi, ma rischia di renderla ancora più visibile. La situazione sembrerebbe a questo punto essere entrata in una fase di indagine piena. Nessuno è colpevole e si tratta semplicemente di un accertamento della verità da parte delle forze dell’ordine. Questa è una premessa essenziale, perché in questa fase non si può trasformare un’attività investigativa in una condanna anticipata. Tuttavia, il dato politico e istituzionale resta enorme: il caso non riguarda più soltanto la permanenza o l’uscita di un componente del Garante, ma il rapporto tra incarichi pubblici, studi professionali, relazioni pregresse e possibili vantaggi indiretti.
Cosa leggere
Asl Abruzzo uno “scandalo legale”
Questa vicenda, inoltre, si collega al filone già emerso nelle carte della procura e analizzato da Matrice Digitale in Carte della procura: cosa emerge dall’indagine sul Garante Privacy, dove il tema delle spese, dei voli Ita Airways, delle carte corporate e dei rapporti con lo studio E-lex era già entrato nel perimetro dell’indagine. Il punto non è soltanto la singola tessera, ma la possibile esistenza di un sistema di relazioni capace di mettere in discussione la distanza necessaria tra un’Autorità indipendente e gli interessi professionali che gravitano attorno al diritto della privacy. Molti sospettano che all’interno delle acquisizioni ci sia anche il fascicolo sull’Asl Abruzzo, dove furono violati i dati di migliaia di pazienti, tra cui quello del boss Bernardo Provenzano. In quella vicenda, il Garante Privacy ha espresso una decisione che ha escluso la sanzione pecuniaria nei confronti dell’ente, ritenendo rilevante la collaborazione attiva prestata dall’amministrazione nel corso dell’istruttoria. Anche questo passaggio era già stato richiamato nel lavoro di Matrice Digitale sui casi interni e sui possibili doppi standard dell’Autorità, in particolare nell’inchiesta Garante Privacy vicino alle dimissioni: quello che Report non ha detto nell’inchiesta, dove il caso Asl Abruzzo veniva inserito nel quadro più ampio delle contraddizioni del Garante.
Perchè la situazione di Scorza è più complicata?
Per quanto concerne le valutazioni che si possono fare su questa vicenda, dei tre componenti del Garante finiti al centro delle polemiche, esclusa Ginevra Cerrina Feroni, quella di Guido Scorza sembra esulare dal discorso meramente politico. Secondo le accuse, infatti, la sua attività sarebbe stata inquinata da un conflitto di interessi di natura personalistica, che avrebbe favorito uno studio legale da lui fondato rispetto ad altri studi legali che non avevano evidentemente gli stessi agganci. La lettura che emerge è quella di una possibile vendetta consumata all’interno dell’ambito legale, dove il mercato della privacy, dei contenziosi e delle consulenze specialistiche avrebbe prodotto tensioni tra studi, professionisti e ambienti vicini all’Autorità. Questa situazione ha esposto notevolmente non solo l’attività di Guido Scorza da componente del Garante Privacy, ma anche quella dello studio legale E-lex, riconosciuto come uno dei migliori nel campo della gestione dei contenziosi legati al diritto della privacy.
Il problema politico viene dopo eventuali conflitti d’interesse
Il tema era già apparso nel filone aperto da Matrice Digitale con Dal dossier “dall’aldilà” all’inchiesta di Report, dove veniva ricostruito il malessere degli studi legali rimasti ai margini di alcune partite e la percezione di rapporti privilegiati intorno all’Autorità. È proprio questo il punto che oggi torna con più forza: il Garante non appare più soltanto come un soggetto chiamato a giudicare gli altri, ma come un’istituzione costretta a spiegare le relazioni che la circondano. L’aspetto relativo a Guido Scorza richiede in questo momento massima riservatezza. Trovandosi in una fase di indagine, sarebbe opportuno attendere gli sviluppi dell’attività attualmente in corso. Ma l’impatto politico e reputazionale è già evidente: le dimissioni non hanno spento i riflettori, la perquisizione allo studio E-lex li ha riaccesi, e il caso Garante continua a trasformarsi da crisi amministrativa in una questione più profonda di credibilità istituzionale, indipendenza e conflitti d’interesse. Nel frattempo, il quadro resta quello già delineato da Matrice Digitale in Garante Privacy dopo le dimissioni: fratture istituzionali e scontro politico: un’Autorità formalmente ancora in piedi, ma attraversata da una crisi che non riguarda soltanto i singoli nomi. Il problema è il sistema di fiducia che dovrebbe sostenere ogni decisione del Garante. E quando quella fiducia si incrina, ogni fascicolo, ogni sanzione, ogni mancata sanzione e ogni rapporto professionale diventano parte dello stesso grande problema.
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