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Google non ci sta: “Nessun plagio ad Apple sul Liquid Glass”. Intanto prepara il Tensor G7 a 2nm e l’inedito Fitbit Air

Google accelera contemporaneamente su design, chip proprietari, messaggistica e wearable con una serie di annunci che rafforzano l’ecosistema Android. Il responsabile di Android respinge ufficialmente le accuse di aver copiato il design Liquid Glass di Apple e definisce le somiglianze come una naturale evoluzione del Material Design verso la trasparenza. Parallelamente emergono le prime specifiche del futuro Tensor G7 destinato al Pixel 12 del 2027, chip che utilizzerà un’architettura a 2nm ottimizzata per gli agenti Gemini. Google introduce inoltre il supporto RCS su Google Voice e prepara il lancio del nuovo Fitbit Air, tracker ultraleggero senza display focalizzato sulla salute discreta.

Google respinge le accuse di copia del design Liquid Glass di Apple

Il capo della divisione Android nega pubblicamente che Google abbia copiato il design Liquid Glass da Apple e chiarisce che gli effetti di trasparenza introdotti nell’interfaccia rappresentano semplicemente una naturale evoluzione del linguaggio visivo di Android. Secondo Google, il percorso verso elementi più fluidi, traslucidi e dinamici era già parte dello sviluppo interno del Material Design molto prima delle recenti polemiche nate online. L’azienda sottolinea che Android ha sempre puntato su interfacce leggere e animate, capaci di creare profondità visiva senza compromettere leggibilità e usabilità. La trasparenza viene quindi presentata come il passo successivo di questa filosofia grafica. Google evita il confronto diretto con Apple ma ribadisce l’autonomia del proprio processo creativo, cercando di chiudere rapidamente il dibattito sul presunto plagio.

Material Design evolve verso interfacce più trasparenti e immersive

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Google non ci sta: "Nessun plagio ad Apple sul Liquid Glass". Intanto prepara il Tensor G7 a 2nm e l'inedito Fitbit Air 5

Google descrive la nuova direzione estetica come una prosecuzione coerente del Material Design, sistema introdotto anni fa per unificare l’esperienza visiva dell’ecosistema Android. L’aggiunta di superfici trasparenti e livelli più fluidi punta a rendere l’interfaccia più moderna, immersiva e adattabile ai contenuti mostrati sul display. Gli effetti di traslucenza vengono utilizzati per migliorare profondità e percezione degli elementi UI, soprattutto nei widget, nei pannelli rapidi e nelle transizioni di sistema. Google sostiene che questa evoluzione non rappresenti una semplice scelta estetica ma anche un modo per migliorare l’interazione quotidiana, rendendo il sistema più naturale e meno rigido. L’azienda vuole così rafforzare l’identità visiva di Android in una fase in cui design e personalizzazione stanno tornando centrali nella competizione tra ecosistemi mobili.

Google anticipa Tensor G7 per il Pixel 12 del 2027

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Parallelamente alle discussioni sul design, emergono le prime informazioni sul futuro Tensor G7, chip proprietario che debutterà probabilmente con il Pixel 12 nel 2027. Google punta su un’architettura a 2 nanometri per migliorare drasticamente efficienza energetica e capacità di elaborazione AI direttamente sul dispositivo. Il Tensor G7 rappresenterà il prossimo passo nella strategia hardware di Google, sempre più focalizzata sull’integrazione stretta tra chip, sistema operativo e servizi basati su intelligenza artificiale. L’obiettivo principale consiste nel supportare al meglio gli agenti Gemini, che richiederanno capacità computazionali elevate ma consumi ridotti per funzionare in modo continuo e contestuale sugli smartphone del futuro.

L’architettura a 2nm punta a massimizzare gli agenti Gemini

La scelta del nodo produttivo a 2nm indica chiaramente che Google considera l’intelligenza artificiale on-device il centro della propria strategia futura. Il Tensor G7 verrà progettato specificamente per gestire carichi AI avanzati senza dipendere costantemente dal cloud, migliorando velocità, privacy e autonomia. Gli agenti Gemini potranno operare direttamente sul Pixel 12 con elaborazione continua, comprensione contestuale e capacità predittive molto più avanzate rispetto alle attuali funzioni AI integrate su Android. Google vuole trasformare lo smartphone in una piattaforma intelligente sempre attiva, capace di interpretare richieste, automatizzare azioni e assistere l’utente in tempo reale senza compromettere i consumi energetici. L’architettura a 2nm diventa quindi essenziale per sostenere questa nuova generazione di funzionalità.

Google Voice riceve finalmente il supporto ufficiale RCS

Dopo anni di richieste da parte degli utenti, Google Voice ottiene finalmente il supporto ufficiale allo standard RCS. L’aggiornamento modernizza profondamente il servizio e introduce funzionalità ormai diventate fondamentali nel panorama Android, come conferme di lettura, indicatori di digitazione, invio multimediale avanzato e messaggi più ricchi. Google Voice colma così una lacuna storica che aveva limitato il servizio rispetto alle moderne piattaforme di comunicazione. L’integrazione del protocollo RCS permette di rendere più fluida l’esperienza per utenti business, professionisti e chi utilizza numeri virtuali come parte del proprio workflow quotidiano. Google rafforza in questo modo anche la propria strategia di standardizzazione della messaggistica Android attorno a RCS.

Il supporto RCS rende Google Voice più competitivo nell’ecosistema Android

L’arrivo di RCS trasforma Google Voice da semplice servizio di chiamata e gestione numeri virtuali a piattaforma di comunicazione molto più completa. Gli utenti possono ora accedere a conversazioni moderne e sincronizzate con il resto dell’ecosistema Android, migliorando la continuità tra smartphone, desktop e strumenti professionali. Google cerca così di mantenere competitivo un servizio storico che negli ultimi anni aveva perso rilevanza rispetto ad altre piattaforme di messaggistica. L’aggiornamento mostra anche quanto il protocollo RCS sia diventato strategico per Google, soprattutto dopo le pressioni esercitate su Apple per adottare standard più interoperabili nel settore mobile.

Fitbit Air introduce un wearable ultraleggero senza display

Google prepara anche il debutto del nuovo Fitbit Air, tracker ultraleggero progettato senza display e focalizzato completamente sul monitoraggio discreto della salute. Il dispositivo punta su un design minimalista e quasi invisibile, eliminando notifiche, schermi e interazioni continue per concentrarsi esclusivamente sulla raccolta passiva dei dati biometrici. Il Fitbit Air rappresenta un cambio di approccio rispetto agli smartwatch tradizionali. Google vuole intercettare utenti interessati a monitorare salute, sonno e attività fisica senza indossare dispositivi troppo invasivi o ricchi di distrazioni visive. Il concetto di wearable si sposta così verso prodotti che lavorano in background in modo silenzioso e costante.

Google punta sulla salute discreta con Fitbit Air

L’assenza di display diventa l’elemento distintivo del Fitbit Air. Google costruisce il dispositivo attorno all’idea di salute discreta, dove il tracker raccoglie dati in modo continuo senza richiedere attenzione attiva da parte dell’utente. Sensori e algoritmi vengono ottimizzati per monitorare parametri vitali, qualità del sonno e attività quotidiana mantenendo consumi ridotti e massima leggerezza.

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Google non ci sta: "Nessun plagio ad Apple sul Liquid Glass". Intanto prepara il Tensor G7 a 2nm e l'inedito Fitbit Air 6

Questa strategia riflette una tendenza crescente nel settore wearable: ridurre il rumore digitale e trasformare i dispositivi da strumenti interattivi a sistemi di supporto invisibili. Fitbit Air potrebbe quindi aprire una nuova categoria di prodotti orientati più al benessere passivo che alla produttività o alle notifiche continue.

Google rafforza Android tra design, AI, messaggistica e wearable

Le mosse su Liquid Glass, Tensor G7, Google Voice RCS e Fitbit Air mostrano una strategia molto chiara: Google vuole consolidare l’ecosistema Android intervenendo contemporaneamente su identità visiva, hardware AI, comunicazione e salute digitale. Il colosso cerca di costruire una piattaforma più coerente e integrata, dove chip, software e servizi lavorano insieme per supportare funzioni intelligenti sempre più avanzate. La smentita sulle accuse di copia difende la credibilità creativa di Android, mentre Tensor G7 prepara il terreno per una nuova generazione di AI on-device. Google Voice si aggiorna finalmente agli standard moderni della messaggistica e Fitbit Air amplia la presenza del gruppo nel settore salute con un approccio minimalista e discreto.

Il 2027 di Google ruoterà attorno a Gemini e all’integrazione hardware

Le prime informazioni sul Tensor G7 mostrano anche che il futuro di Google ruoterà sempre più attorno agli agenti Gemini e all’integrazione verticale tra hardware e software. Android non viene più sviluppato soltanto come sistema operativo mobile, ma come piattaforma AI distribuita tra smartphone, wearable, servizi cloud e strumenti di comunicazione. Il Pixel 12 potrebbe diventare uno dei primi dispositivi realmente progettati attorno a un’intelligenza artificiale continua e contestuale, mentre Fitbit Air e Google Voice dimostrano che la strategia Google punta a rendere l’ecosistema sempre più invisibile, intelligente e integrato nella vita quotidiana degli utenti.

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