agcom italia digitale 2025

Agcom fotografa l’Italia digitale: fibra cresce, TV e quotidiani arretrano

Agcom pubblica l’Osservatorio sulle comunicazioni n.1-2026 e fotografa un’Italia digitale sempre più connessa, ma anche segnata dal declino strutturale di TV tradizionale, quotidiani cartacei e corrispondenza. Nel 2025 la rete fissa resta stabile a 20,53 milioni di linee, gli accessi FTTH crescono di 1,15 milioni su base annua e il traffico dati per linea broadband raggiunge 10,34 GB al giorno. Il rapporto mostra un mercato in piena transizione: fibra, mobile, e-commerce, social network e pacchi avanzano, mentre ascolti televisivi, copie vendute dei quotidiani e servizi postali tradizionali arretrano.

Agcom rileva una rete fissa stabile ma sempre meno legata al rame

Il mercato delle comunicazioni elettroniche conferma una trasformazione profonda più che una crescita numerica della base clienti. Gli accessi alla rete fissa restano sostanzialmente invariati a 20,53 milioni di linee, ma la composizione cambia rapidamente. Le linee in rame perdono circa 620 mila accessi in un anno e oltre 3,2 milioni rispetto al 2021, segnalando l’uscita progressiva delle tecnologie legacy dal cuore della connettività italiana. Gli accessi FTTC restano ancora rilevanti con il 40,5% della base complessiva, ma risultano in calo di 814 mila linee su base annua. La crescita reale arriva dalla fibra fino a casa: gli accessi FTTH aumentano di 266 mila unità nel trimestre e di 1,15 milioni nell’anno, fino a rappresentare il 34,1% del totale. Anche il Fixed Wireless Access cresce, arrivando a 2,68 milioni di accessi, segnale di una domanda ancora forte di soluzioni alternative nelle aree meno coperte dalla fibra. In questo quadro la trasformazione delle reti italiane resta uno dei principali indicatori della maturità digitale del Paese.

Fibra e ultrabroadband spingono velocità e consumo dati

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Le linee broadband e ultrabroadband raggiungono 19,38 milioni di unità, con una crescita trimestrale di 121 mila accessi. Il dato più importante riguarda però la qualità della connessione commercializzata. Tra dicembre 2021 e dicembre 2025, il peso delle linee con velocità pari o superiori a 100 Mbit/s sale dal 61,7% all’83,9%, mentre le linee con capacità pari o superiore a 1 Gbit/s passano dal 12,6% al 35,9%. L’Italia si muove quindi verso una rete fissa più veloce, anche se la transizione non elimina del tutto il peso delle tecnologie intermedie. Il traffico dati conferma l’aumento dell’intensità d’uso: il consumo medio giornaliero per linea broadband passa da 6,88 GB nel 2021 a 10,34 GB nel 2025, con un incremento del 50,3%. Il dato riflette streaming, cloud, smart working, gaming, servizi digitali e consumo video sempre più spinto, mentre la misurazione delle piattaforme digitali diventa un tema centrale per Agcom in un ecosistema dove traffico e audience migrano progressivamente online.

TIM guida il broadband mentre Fastweb e Vodafone dominano la fibra

Nel segmento broadband e ultrabroadband, TIM resta il principale operatore con il 32,7% degli accessi, seguita da Fastweb+Vodafone con il 29,6% e da Wind Tre con il 14,6%. Più distanti risultano Sky Italia al 4,5%, Eolo al 3,6%, Tiscali al 2,8% e Iliad al 2,6%. Proprio Iliad mostra però il maggiore dinamismo annuo tra i principali player, guadagnando 0,7 punti percentuali, mentre gli operatori minori crescono di 1,3 punti e raggiungono circa il 9,8% del mercato. Nella fibra FTTH, invece, la leadership passa a Fastweb+Vodafone, che detiene il 29,5% degli accessi, davanti a TIM con il 27,2%, Wind Tre con il 16%, Iliad con il 7,1%, Sky Italia con il 6,1%, Enel Energia con il 2,9% e Tiscali con il 2,1%. La fibra diventa quindi il terreno più competitivo del mercato fisso, dove la crescita dei nuovi operatori riduce gradualmente il peso storico degli incumbent.

Il mobile supera 110 milioni di sim e il traffico dati raddoppia dal 2021

Key data – Comunicazioni elettroniche

        Variazione %
 cfr slide20212022202320242025 ’25/’24 ’25/’21 
Rete fissa         
     Linee complessive (mln)1.120,1920,2520,1820,5120,540,11,7 
       –   di cui BB/UBB (mln)1.218,8218,9619,0219,0719,381,63,0 
Rete mobile         
   SIM complessive (mln)1.9106,1107,2108,4108,8110,31,44,0 
      – di cui “human” (mln)1.978,078,478,378,378,90,71,1 
Traffico dati (medio giornaliero)         
   – per linea broadband (GB)1.76,887,398,379,2710,3411,650,3 
   – per sim “human” (GB)1.140,470,640,780,871,0217,1115,9 

Fonte: elaborazioni e stime Agcom su dati aziendali

La rete mobile raggiunge oltre 110 milioni di SIM attive tra utenze Human e M2M. Le SIM M2M crescono di 164 mila unità nel trimestre, mentre quelle Human calano di 375 mila, confermando una progressiva maturità del mercato consumer e una crescita delle connessioni macchina-macchina. Le SIM Human sono per l’85,4% residenziali e nel 91% dei casi prepagate. Nel mercato complessivo, Fastweb+Vodafone guida con il 29,8%, davanti a TIM al 25,5%, Wind Tre al 24,2%, Iliad all’11,4%, PostePay al 4%, Coop Voce al 2,1% e Lyca Mobile all’1%. Nel solo segmento Human, Fastweb+Vodafone resta prima con il 25,4%, ma Iliad cresce di 1,1 punti percentuali e arriva al 15,9%. Il traffico dati mobile medio per SIM Human raggiunge 1,02 GB al giorno, con una crescita del 17,1% sul 2024 e di quasi il 116% rispetto al 2021. Il mobile diventa così un’infrastruttura quotidiana sempre più centrale, non solo per comunicazione ma per video, pagamenti, identità digitale e servizi cloud.

La televisione tradizionale perde pubblico ma Mediaset supera Rai nel prime time

Key data: canali televisivi per ascolti nel 2025

Share nel giorno medio – prime time (%) (cfr. slide 2.4)

(gennaio – dicembre) Variaz. p.p.
20242025’24-’25
Rai 121,922,0+0,1
Canale 515,017,6+2,5
Italia 16,16,0-0,1
La75,45,6+0,2
Rai 35,55,3-0,2
Rete 44,34,5+0,2
Rai 25,24,3-0,9
Nove3,23,1-0,1
TV82,42,7+0,2

Key data – canali TV

Canali TV – Ascolti giornalieri (mln) Variaz. %  
(gennaio – dicembre)cfr slide20212022202320242025’25/’24’25/’21
Prime time (20:30-22:30)2.121,7520,1218,9819,0818,59-2,5-14,5
Giorno medio (02:00-25:59)2.19,278,468,228,238,00-2,8-13,7
           

Fonte: elaborazioni Agcom su dati Nielsen /Auditel

Nel settore televisivo, il 2025 conferma la contrazione della platea tradizionale. Gli ascolti nel giorno medio calano del 2,5% nel prime time e del 2,8% sull’intera giornata rispetto al 2024. Il confronto con il 2021 è ancora più netto: il prime time perde 3,2 milioni di telespettatori, pari al 14,5%, mentre l’intera giornata arretra di 1,3 milioni, pari al 13,7%. Nel prime time, Mediaset sale al primo posto con quasi 7 milioni di spettatori e una share del 37,6%, in crescita del 3% rispetto all’anno precedente. Rai scende a 6,8 milioni di spettatori medi e al 36,4% di share, con una flessione del 7%. Seguono Warner Bros. Discovery con 1,6 milioni, Comcast/Sky con 1,4 milioni e Cairo Communication/La7 con 1,1 milioni. Il dato racconta una doppia dinamica: la TV lineare si riduce, ma la competizione interna tra editori resta forte e produce spostamenti significativi di share.

Tg1 resta il notiziario più visto mentre Tg La7 e Tg4 crescono

Il comparto dei telegiornali conferma la perdita di pubblico nel medio periodo, ma mostra differenze rilevanti tra testate. Nella fascia 12:00-14:30, il tempo speso dagli utenti scende a circa 192 milioni di ore, in lieve calo sul 2024 e in contrazione del 17,2% rispetto al 2021. Il Tg1 delle 13:30 resta il più visto con oltre 3,1 milioni di ascoltatori e una crescita dello 0,1%, seguito dal Tg5 delle 13:00 con oltre 2,6 milioni ma in calo del 3%. Nella fascia serale, il Tg1 delle 20:00 resta leader con quasi 4,2 milioni di spettatori e un aumento dello 0,6%, seguito dal Tg5 con quasi 3,4 milioni e una flessione del 2,5%. Crescono invece il Tg La7 serale, che arriva a 1,26 milioni di spettatori, e il Tg4 delle 19:00, che sale del 17,1%. Il pubblico dell’informazione televisiva continua quindi a contrarsi, ma alcune testate intercettano nicchie di fedeltà e domanda di approfondimento.

Quotidiani in crisi strutturale con 430 milioni di copie vendute

Key data – Editoria quotidiana

Copie giornaliere vendute nell’anno (mln) Variazione %
(gennaio – dicembre)cfr slide20212022202320242025 ’25/’24’25/’21
totale2.8620 562 513 468 430 -8,1-30,6
– quotidiani nazionali2.8352 321 294 268 248 -7,4-29,5
– quotidiani locali2.8268 240 218200182 -9,0-32,0
– copie cartacee2.8538 485 437 399 363 -9,1-32,6
– copie digitali2.881 76 76 69 67 -2,0-16,9

Fonte: elaborazioni su dati Agcom su dati ADS

L’editoria quotidiana resta il settore con la dinamica più critica. Nel 2025 le copie complessivamente vendute sul territorio nazionale scendono a 430 milioni, pari a circa 1,6 milioni di copie medie giornaliere, con un calo dell’8,1% sul 2024 e del 30,6% rispetto al 2021. Le testate nazionali perdono il 7,4% su base annua, mentre i quotidiani locali arretrano del 9%, confermando una crisi più severa per l’informazione territoriale. Le copie cartacee scendono a 363 milioni, con una flessione del 9,1% nell’anno e del 32,6% rispetto al 2021. Anche il digitale replica non compensa il declino: le copie digitali calano del 2% sul 2024 e del 16,9% sul 2021. La distribuzione digitale è inoltre più concentrata: le prime cinque testate rappresentano il 60% delle copie digitali vendute, mentre nel cartaceo le prime cinque arrivano al 33%. Cairo/RCS guida il mercato con il 19,4%, davanti a GEDI con l’11,9%, Caltagirone Editore con il 9,3% e Monrif con il 7,3%.

Piattaforme online crescono tra e-commerce, social e video on demand

Nel dicembre 2025 quasi 44 milioni di utenti unici navigano online, con un tempo medio individuale di 69 ore e 6 minuti. Le piattaforme dei grandi player internazionali restano al vertice, ma la dinamica più interessante riguarda e-commerce, social e video. I siti e le app di informazione generalista raggiungono 37,9 milioni di utenti unici, con La Repubblica prima a 29,9 milioni, davanti al Corriere della Sera con 24,7 milioni e TGCOM24 con 18,7 milioni. L’e-commerce arriva a 39,2 milioni di utenti unici, con Amazon a 36,7 milioni, Temu a 22,9 milioni e una crescita annua del 34%, ed eBay a 15,4 milioni. I social network raggiungono 39,3 milioni di utenti: Facebook sale a 36,2 milioni, Instagram a 33,6 milioni, TikTok supera 24 milioni, LinkedIn raggiunge 14,1 milioni e Reddit cresce del 38,1% a 11,8 milioni. In parallelo il Digital Services Act rafforza il ruolo di Agcom nella vigilanza sulle piattaforme online, rendendo audience, trasparenza e misurazione temi sempre più strategici.

VOD a pagamento cresce nel tempo speso mentre il gratuito rallenta

Key data – Piattaforme

Siti – Utenti unici (mln) nel mese Variazione %
 cfr slidedic-21dic-22dic-23dic-24dic-25 ’25/’24’25/’21
Principali operatori2.1244,643,844,344,744,0 -1,6-1,4
Informazione generalista2.1337,038,037,737,237,9 +1,9+2,5
E-Commerce2.1436,538,339,038,839,2 1,17,5
Social network2.1538,038,639,239,139,3 0,53,5
VOD a pagamento2.1616,414,915,115,515,8 1,8-3,6
VOD gratuiti2.1835,736,935,435,235,3 0,3-1,3

Fonte: elaborazioni Agcom su dati Audicom-Sistema Audiweb e Comscore

Le piattaforme VOD a pagamento raggiungono 15,8 milioni di utenti unici a dicembre 2025, con una crescita dell’1,8% sul 2024. Netflix resta prima con 8,5 milioni di utenti medi, in aumento del 3,3%, seguita da Amazon Prime Video con 7,2 milioni, Disney+ con 3,7 milioni, Dazn con 2,3 milioni e Now con 1,3 milioni. Il dato più significativo riguarda il tempo complessivo di navigazione sui servizi streaming a pagamento, che raggiunge quasi 46 milioni di ore a dicembre 2025, in crescita del 20,2% su base annua. Le piattaforme gratuite, invece, arrivano a 35,3 milioni di utenti unici, ma il tempo complessivo cala del 3,3%. Tra i servizi gratuiti, News Mediaset Sites guida per utenti con 21,4 milioni, mentre RaiPlay raggiunge 8,2 milioni di utenti con 68 minuti medi di fruizione. La competizione video non si gioca quindi solo sugli abbonamenti, ma sulla capacità di trattenere tempo e attenzione in un mercato frammentato tra streaming, social video e TV connessa.

Pacchi e logistica crescono mentre la corrispondenza continua a calare

Il settore postale mostra una trasformazione analoga a quella delle comunicazioni: i servizi tradizionali arretrano, quelli legati all’e-commerce crescono. Nel 2025 i ricavi delle principali imprese del mercato postale raggiungono poco più di 8,8 miliardi di euro, con un aumento del 3,6% sul 2024. I servizi di consegna pacchi crescono del 5,4% e arrivano a 7,16 miliardi, mentre la corrispondenza scende del 3,3% a 1,7 miliardi. I pacchi consegnati sfiorano 1,2 miliardi di unità, con una crescita del 5,9%; quelli transfrontalieri aumentano del 12,6%, confermando il peso dell’e-commerce internazionale.

Key data – Servizi di corrispondenza e consegna pacchi (valori cumulati 12 mesi)

       Var. %
 cfr. slide20212022202320242025 ’25/’24 ’25/’21
Ricavi (mln. di €)        
Corrispondenza3.41.8001.7441.7261.7591.701-3,3-5,5
Pacchi3.45.9216.2256.5726.7997.1635,421,0
Totale3.47.7227.9698.2988.5588.8643,614,8
Volumi (mln. di unità)        
Corrispondenza3.82.3012.1281.9721.8631.728-7,3-24,9
Pacchi3.89299711.0621.1311.1995,929,0

Fonte: elaborazioni e stime Agcom su dati aziendali

Al contrario, i volumi della corrispondenza calano del 7,3% e quelli delle notifiche giudiziarie del 9,2%. Poste Italiane resta il principale operatore complessivo con il 32,8%, seguita da Amazon con il 16,4%, BRT con il 12,8%, DHL con il 10%, UPS con il 9% e GLS con l’8,5%. Nel solo segmento pacchi, Amazon sale al 20,3% e supera Poste Italiane, ferma al 18%, confermando il ruolo della logistica come infrastruttura centrale dell’economia digitale.

L’Osservatorio Agcom descrive un’Italia più digitale ma meno lineare

Il quadro complessivo dell’Osservatorio Agcom 2025 (LEGGI REPORT INTEGRALE) racconta un Paese che consuma più dati, usa connessioni più veloci, compra più online, guarda più streaming e riceve più pacchi, ma allo stesso tempo abbandona progressivamente rame, TV lineare, quotidiani cartacei e corrispondenza tradizionale. La trasformazione non è uniforme: la fibra cresce rapidamente ma non sostituisce ancora del tutto FTTC e FWA; il mobile aumenta il traffico ma mostra un mercato consumer maturo; la TV perde pubblico ma conserva centralità nei grandi eventi e nei notiziari; i quotidiani digitali non compensano la crisi del cartaceo; le piattaforme online crescono ma riducono in alcuni casi il tempo medio di fruizione. Agcom fotografa quindi una transizione strutturale, non una semplice migrazione tecnologica. L’Italia digitale del 2025 è più veloce, più mobile, più piattaformizzata e più logistica, ma anche più frammentata nell’attenzione, nei consumi informativi e nei modelli di ricavo.

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