Il Consiglio Nazionale degli Utenti (CNU) approva la relazione annuale 2025 e rilancia il proprio impegno su tutela dei diritti digitali, inclusione tecnologica e uso etico dell’intelligenza artificiale in occasione del World Internet Day. Il documento, presieduto dall’On. Sandra Cioffi e redatto dal consigliere Mario Russo, fotografa un anno di intensa attività istituzionale in sinergia con AGCOM, Governo e istituzioni competenti sui grandi temi della trasformazione digitale. Il CNU evidenzia il lavoro svolto su tutela dei minori online, regolamentazione degli influencer, alfabetizzazione digitale, sicurezza delle reti, accessibilità e contrasto alle discriminazioni algoritmiche. La relazione annuale sottolinea inoltre la necessità di costruire una cittadinanza digitale più consapevole in un momento in cui AI, piattaforme social e servizi pubblici online ridefiniscono il rapporto tra cittadini e tecnologia. Il rinnovo del CNU per una nuova consiliatura viene interpretato come riconoscimento istituzionale del lavoro svolto, soprattutto nella protezione delle fasce più fragili della popolazione.
Cosa leggere
Il CNU rilancia la tutela dei diritti digitali nel rapporto con AGCOM
Dalla relazione emerge un forte lavoro unitario del CNU che, in stretta collaborazione con AGCOM, ha esercitato il proprio ruolo attraverso pareri, proposte e attività di monitoraggio rivolte a Governo e Parlamento sui temi della trasformazione digitale. Il Consiglio conferma una funzione sempre più centrale nel rapporto tra cittadini e nuove tecnologie, soprattutto in una fase in cui piattaforme digitali, algoritmi e AI influenzano informazione, consumo e partecipazione pubblica. Il documento evidenzia come il CNU abbia ampliato il proprio raggio d’azione affrontando questioni che vanno dalla media education alla sicurezza online fino alla qualità dei servizi digitali pubblici. La relazione mostra inoltre una crescente attenzione alla regolamentazione degli ecosistemi digitali, con particolare attenzione agli effetti sociali delle piattaforme e alla protezione dei diritti fondamentali nel contesto tecnologico contemporaneo. Il Consiglio punta a rafforzare il proprio ruolo consultivo e di monitoraggio proprio mentre l’Europa accelera su AI Act, accessibilità digitale e responsabilità delle piattaforme.
Minori online, parental control e influencer tra le priorità del 2025
Uno dei capitoli più rilevanti della relazione riguarda la tutela dei minori online. Il CNU concentra gran parte del lavoro 2025 su strumenti di age verification, parental control, contrasto al cyberbullismo e lotta alla pedofilia online. L’attenzione si estende anche alla regolamentazione degli influencer e dei baby influencer, tema sempre più centrale vista la crescente esposizione dei minori sui social network e nelle campagne commerciali digitali. Il Consiglio sottolinea la necessità di norme più chiare per proteggere bambini e adolescenti da pratiche manipolative, sfruttamento dell’immagine e contenuti dannosi. L’espansione delle piattaforme video e dei creator economy models rende infatti più difficile distinguere intrattenimento, pubblicità e pressione sociale. Il CNU considera fondamentale costruire strumenti educativi e regolatori capaci di accompagnare famiglie e scuole nella gestione della presenza digitale dei più giovani. La protezione dei minori diventa quindi non solo una questione tecnica ma anche culturale, educativa e sociale.
Education digitale e cittadinanza consapevole diventano centrali
La relazione dedica ampio spazio ai temi dell’education e dell’alfabetizzazione digitale come strumenti indispensabili per affrontare la trasformazione tecnologica. Il CNU sottolinea che la cittadinanza digitale non può limitarsi all’accesso alle tecnologie ma deve includere capacità critiche, comprensione dei rischi online e consapevolezza dei meccanismi algoritmici che governano piattaforme e contenuti. L’organismo evidenzia il proprio contributo nei tavoli di lavoro dedicati a media education, lotta al cyberbullismo e cittadinanza digitale insieme ad AGCOM, Governo e altre istituzioni. Il confronto con CNCU, ANCI, Regioni e soggetti pubblici viene considerato essenziale per costruire una strategia nazionale condivisa sulla cultura digitale. Il Consiglio ritiene che senza educazione digitale diffusa aumentino vulnerabilità informative, truffe online, manipolazione algoritmica e fenomeni di disinformazione. Per questo la relazione insiste sulla necessità di investire non solo in infrastrutture ma anche in competenze civiche e digitali.
AI etica e manipolazione algoritmica tra le nuove sfide
Il documento dedica particolare attenzione all’uso etico dell’intelligenza artificiale e ai rischi derivanti dalla manipolazione algoritmica. Il CNU partecipa infatti a tavoli di confronto su algoretica, pratiche commerciali scorrette nei servizi digitali e sistemi automatizzati che influenzano comportamento, acquisti e accesso alle informazioni. La relazione evidenzia come algoritmi e AI possano produrre effetti discriminatori, distorsioni informative e vulnerabilità sociali se utilizzati senza adeguate garanzie. Il Consiglio chiede quindi un approccio più trasparente e responsabile nello sviluppo delle tecnologie emergenti, soprattutto quando vengono utilizzate da piattaforme social, sistemi pubblicitari o servizi digitali essenziali. L’obiettivo non è rallentare l’innovazione ma accompagnarla con principi di responsabilità, equità e tutela della persona. Il CNU considera fondamentale che l’evoluzione dell’AI proceda insieme alla protezione dei diritti fondamentali e alla costruzione di ecosistemi digitali più affidabili.
Comunicazione istituzionale e servizi pubblici digitali sotto osservazione
La relazione annuale dedica spazio anche al tema della comunicazione istituzionale come elemento chiave per accompagnare cittadini e utenti nella transizione digitale della Pubblica Amministrazione. Il CNU considera essenziale migliorare chiarezza, accessibilità e qualità dei servizi online pubblici, con particolare riferimento ai sistemi di identità digitale, all’IT Wallet e alle piattaforme digitali della PA. La digitalizzazione amministrativa viene vista come opportunità ma anche come potenziale fattore di esclusione se i servizi risultano troppo complessi o poco accessibili per una parte della popolazione. Il Consiglio sottolinea quindi l’importanza di una comunicazione istituzionale “trasversale”, capace di guidare cittadini meno esperti nell’uso di SPID, wallet digitali e servizi online. L’accessibilità diventa parte integrante della trasformazione pubblica e non semplice requisito tecnico secondario.
Accessibilità digitale e disabilità al centro della relazione
Sul fronte della disabilità, il CNU ribadisce il proprio impegno per una piena accessibilità digitale e per l’attuazione concreta dell’European Accessibility Act. Il Consiglio valorizza inoltre il ruolo dell’intelligenza artificiale come strumento di autonomia personale e inclusione sociale per le persone con disabilità. La relazione sottolinea che tecnologie assistive, AI conversazionale e servizi digitali accessibili possono ridurre barriere storiche nell’accesso all’informazione, ai servizi pubblici e alla vita sociale. Tuttavia il documento avverte che l’innovazione rischia di ampliare il divario se non progettata secondo criteri inclusivi fin dalle prime fasi di sviluppo. Il CNU insiste quindi sulla necessità di integrare accessibilità e design inclusivo nei processi tecnologici pubblici e privati. La piena partecipazione digitale viene considerata una condizione essenziale per la cittadinanza contemporanea.
Donne, media e violenza digitale tra i temi emergenti
La relazione affronta anche il rapporto tra donne, media e nuove tecnologie con particolare attenzione ai rischi legati a violenza digitale, stereotipi di genere, hate speech e discriminazioni algoritmiche. Il CNU evidenzia come piattaforme social e sistemi automatizzati possano amplificare fenomeni discriminatori e contenuti tossici, soprattutto nei confronti delle donne. L’organismo considera quindi necessario sviluppare strumenti normativi, educativi e tecnologici per contrastare hate speech, molestie online e bias algoritmici. La relazione collega questi temi al più ampio dibattito europeo sull’AI etica e sulla responsabilità delle piattaforme digitali. Il ruolo delle donne nello spazio digitale viene affrontato non solo in termini di protezione ma anche di partecipazione e rappresentazione, sottolineando la necessità di ecosistemi online più equilibrati e inclusivi.
Sandra Cioffi: digitalizzazione etica e inclusiva come priorità
La Presidente Sandra Cioffi sintetizza la visione del Consiglio affermando che “la trasformazione digitale deve procedere insieme alla tutela della persona, alla protezione delle fasce più fragili e alla costruzione di una cittadinanza digitale consapevole e inclusiva”. La dichiarazione evidenzia la linea politica e culturale del CNU: la digitalizzazione non può essere considerata soltanto innovazione tecnologica ma deve essere accompagnata da responsabilità sociale, protezione dei diritti e inclusione. Cioffi ribadisce inoltre che il Consiglio continuerà a collaborare strettamente con AGCOM e con le istituzioni competenti per promuovere una trasformazione digitale “sempre più etica, accessibile e inclusiva”. Il messaggio finale della relazione è chiaro: AI, piattaforme digitali e servizi online devono essere governati con una visione orientata alla persona e non soltanto all’efficienza tecnologica o economica.
Il 2026 si apre con nuove sfide per diritti digitali e AI
La relazione annuale 2025 del CNU arriva in una fase in cui il dibattito su AI, piattaforme e cittadinanza digitale accelera sia in Italia sia a livello europeo. Il Consiglio individua come priorità future la tutela dei minori, la regolamentazione algoritmica, l’accessibilità digitale e il rafforzamento della cultura tecnologica dei cittadini. Il documento conferma inoltre la crescente centralità di organismi consultivi e regolatori nel rapporto tra innovazione e diritti fondamentali. Con l’espansione di AI generativa, social media algoritmici e servizi pubblici digitalizzati, il ruolo del CNU tende ad ampliarsi oltre la tradizionale tutela degli utenti delle comunicazioni. La sfida del 2026 sarà costruire un ecosistema digitale capace di conciliare innovazione, sicurezza, inclusione e libertà individuali.
Iscriviti alla Newsletter
Non perdere le analisi settimanali: Entra nella Matrice Digitale.
Matrice Digitale partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU. In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno dagli acquisti idonei. Questo non influenza i prezzi per te.









