L’Unione Europea colpisce l’ecosistema di propaganda online della Guardia Rivoluzionaria Islamica iraniana con un’operazione coordinata da Europol in 19 Paesi. L’intervento ha portato all’identificazione di oltre 14.200 link e contenuti collegati all’IRGC, designata organizzazione terroristica dall’UE nel febbraio 2026. La rimozione di post, video, account social, blog e canali di streaming riduce la capacità della struttura iraniana di diffondere propaganda, reclutare simpatizzanti e sostenere finanziariamente attività terroristiche nello spazio digitale europeo. Tra i risultati più rilevanti figura la sospensione nell’Unione Europea dell’account X principale dell’IRGC, @Sepah_Media, seguito da oltre 150.000 utenti. L’operazione, coordinata dall’EU Internet Referral Unit di Europol tra il 13 febbraio e il 28 aprile 2026, rappresenta una delle più vaste iniziative europee contro un ecosistema di propaganda sponsorizzato da uno Stato.
Cosa leggere
Europol coordina un’operazione in 19 Paesi europei
L’operazione coinvolge le autorità di 19 Stati membri dell’Unione Europea in una campagna simultanea contro la presenza digitale della Guardia Rivoluzionaria Islamica iraniana. L’EU Internet Referral Unit di Europol guida le attività investigative utilizzando strumenti di monitoraggio digitale, open source intelligence e analisi delle reti sociali. Gli analisti ricostruiscono un ecosistema ramificato che opera su piattaforme social, servizi di streaming, forum, blog e siti web dedicati alla propaganda politica e religiosa. Il materiale individuato comprende contenuti di reclutamento, raccolta fondi, narrazioni di martirio, video militari e messaggi destinati a rafforzare il sostegno ideologico all’IRGC e ai gruppi affiliati. La cooperazione tra polizie nazionali ed Europol consente di intervenire rapidamente su più fronti e riduce la possibilità che account, canali e domini migrino subito verso infrastrutture alternative.
Europol identifica 14.200 link legati alla propaganda IRGC
Gli investigatori europei identificano complessivamente 14.200 link e contenuti collegati all’attività digitale della Guardia Rivoluzionaria iraniana. Migliaia di questi materiali risultano già rimossi oppure sottoposti a revisione finale da parte delle piattaforme coinvolte. La portata dell’operazione mostra quanto fosse estesa l’infrastruttura propagandistica costruita dall’IRGC nell’ambiente digitale europeo. Il materiale include video di propaganda, immagini generate con intelligenza artificiale, post di reclutamento, contenuti ideologici e campagne coordinate finalizzate a influenzare l’opinione pubblica. Gli investigatori individuano anche contenuti orientati alla raccolta fondi e alla promozione di gruppi proxy sostenuti da Teheran. La rimozione simultanea di migliaia di elementi interrompe la catena di distribuzione e limita la capacità dell’IRGC di raggiungere nuovi utenti nello spazio informativo europeo.
X sospende l’account principale dell’IRGC nell’Unione Europea

Uno dei risultati più significativi riguarda la sospensione nell’Unione Europea dell’account X ufficiale @Sepah_Media, uno dei principali canali di comunicazione della Guardia Rivoluzionaria Islamica. Il profilo contava oltre 150.000 follower e funzionava come hub centrale per la diffusione della narrativa ufficiale dell’IRGC in Europa. Attraverso questo account venivano condivisi comunicati, video, immagini di propaganda militare e contenuti ideologici rivolti sia alle comunità iraniane sia a pubblici simpatizzanti. La sospensione riduce la capacità dell’organizzazione di diffondere messaggi coordinati su una piattaforma globale come X. Oltre al valore simbolico, la rimozione limita l’amplificazione algoritmica dei contenuti e interrompe uno dei principali punti di ingresso della propaganda IRGC nello spazio digitale europeo. La decisione conferma anche la crescente collaborazione tra autorità europee e piattaforme nella gestione di contenuti considerati terroristici.
L’UE designa l’IRGC come organizzazione terroristica
La base giuridica dell’operazione nasce dalla decisione del Consiglio dell’Unione Europea del 19 febbraio 2026, che designa formalmente la Guardia Rivoluzionaria Islamica iraniana come organizzazione terroristica. Questa classificazione cambia il quadro operativo e legale per Europol e per le autorità nazionali. I contenuti prodotti dall’IRGC vengono ora trattati come materiale di propaganda terroristica, consentendo interventi più rapidi e coordinati sulle piattaforme digitali. L’IRGC rappresenta uno dei pilastri del sistema militare e di sicurezza iraniano e utilizza internet come strumento strategico per propaganda, influenza geopolitica, reclutamento e raccolta fondi. La designazione terroristica permette all’UE di equiparare l’infrastruttura digitale della Guardia Rivoluzionaria a quella di altre organizzazioni terroristiche internazionali, facilitando rimozioni, blocchi e monitoraggi estesi. Senza questa decisione, molte azioni avrebbero richiesto procedure più lente e complesse.
L’EU Internet Referral Unit guida il crackdown digitale
L’EU Internet Referral Unit di Europol assume un ruolo centrale nell’intera operazione contro la propaganda dell’IRGC. L’unità specializzata identifica, analizza e segnala contenuti terroristici o estremisti presenti online, coordinando le richieste di rimozione con autorità nazionali e piattaforme digitali. Nel caso della Guardia Rivoluzionaria, gli analisti lavorano per mesi alla mappatura delle reti di distribuzione, degli account coordinati e dei canali di propaganda attivi in più lingue. Il lavoro coinvolge specialisti di cybersecurity, esperti OSINT e investigatori digitali provenienti dai 19 Paesi partecipanti. L’unità utilizza strumenti avanzati per individuare connessioni tra profili apparentemente separati e ricostruire la struttura dell’ecosistema propagandistico iraniano. La collaborazione internazionale sincronizza le richieste di rimozione e riduce il rischio che i contenuti si spostino semplicemente verso domini o piattaforme meno controllate.
La propaganda IRGC sfrutta AI, video e narrazioni religiose
I contenuti rimossi includono una vasta gamma di materiali propagandistici progettati per influenzare il pubblico europeo. Gli investigatori individuano video generati con intelligenza artificiale, discorsi ufficiali, immagini di propaganda militare e campagne che mescolano religione, geopolitica e martirio. L’IRGC sfrutta piattaforme di streaming per trasmettere contenuti in tempo reale e blog dedicati per pubblicare analisi e narrazioni allineate agli interessi di Teheran. Parte del materiale mira al reclutamento di nuovi simpatizzanti, mentre altri contenuti favoriscono raccolte fondi destinate a gruppi proxy sostenuti dall’Iran, tra cui Hezbollah, Houthis, Hamas e Islamic Jihad. L’uso crescente dell’intelligenza artificiale rende molti contenuti più realistici, rapidi da produrre e difficili da individuare automaticamente. La rimozione dell’ecosistema limita quindi la capacità dell’IRGC di influenzare utenti europei attraverso campagne coordinate e contenuti emotivamente potenti.
La cooperazione europea accelera le rimozioni online
L’operazione mostra l’efficacia del modello europeo di cooperazione contro minacce ibride e propaganda terroristica. Europol fornisce coordinamento centrale, supporto tecnico e analisi avanzata, mentre le autorità nazionali eseguono le attività operative nei rispettivi territori. Questo approccio multilaterale consente di agire simultaneamente su piattaforme, account e siti distribuiti in diversi Paesi. La condivisione di intelligence in tempo reale riduce i tempi di reazione e impedisce alla propaganda dell’IRGC di ricostruirsi immediatamente altrove. Le piattaforme digitali collaborano con maggiore rapidità grazie alla designazione terroristica della Guardia Rivoluzionaria e al quadro normativo europeo. L’operazione rappresenta anche un modello operativo replicabile contro altre infrastrutture propagandistiche sponsorizzate da Stati o organizzazioni estremiste. L’azione coordinata dimostra che la frammentazione nazionale può essere superata attraverso strutture centralizzate come Europol.
L’IRGC perde capacità di reclutamento e influenza digitale
La sospensione di account chiave e la rimozione di migliaia di contenuti hanno un impatto diretto sulla capacità dell’IRGC di operare nello spazio digitale europeo. I social media rappresentavano per la Guardia Rivoluzionaria uno strumento strategico per diffondere narrazioni ideologiche, legittimare azioni militari e mantenere contatti con simpatizzanti internazionali. La perdita di visibilità su piattaforme come X riduce drasticamente la portata organica dei messaggi e complica il coordinamento di campagne propagandistiche. Anche il reclutamento online diventa più difficile senza canali centrali facilmente raggiungibili dagli utenti. Le attività di raccolta fondi subiscono inoltre un rallentamento perché molti contenuti rimossi contenevano appelli economici o link verso strutture di supporto. Pur non cancellando completamente la presenza digitale dell’IRGC, l’operazione europea ne indebolisce in modo significativo la capacità di influenza nello spazio informativo occidentale.
Europol prepara nuove azioni contro propaganda e terrorismo online
Le autorità europee considerano l’operazione contro l’IRGC come un primo passo in una strategia più ampia contro propaganda terroristica e minacce ibride sponsorizzate da Stati. Europol continuerà a monitorare l’evoluzione delle reti della Guardia Rivoluzionaria e l’eventuale ricomparsa di account, domini o campagne coordinate. L’uso crescente dell’intelligenza artificiale nella produzione di propaganda rappresenta una sfida rilevante perché consente di creare rapidamente contenuti realistici e difficili da rilevare con sistemi automatici tradizionali. Gli analisti europei dovranno quindi aggiornare costantemente strumenti e metodologie di monitoraggio. L’operazione attuale dimostra però che una risposta coordinata e multilivello può produrre risultati concreti e misurabili. La combinazione di intelligence, analisi tecnica e cooperazione giudiziaria rafforza la resilienza europea contro propaganda online e terrorismo digitale. L’UE invia così un messaggio chiaro: lo spazio informativo europeo non sarà lasciato libero a campagne di reclutamento, radicalizzazione e influenza sponsorizzate da organizzazioni terroristiche o da apparati statali collegati al terrorismo.
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