Le Linee Guida 2019/5 pubblicate dall’European Data Protection Board (EDPB) rappresentano uno dei documenti più importanti per comprendere l’applicazione concreta del diritto all’oblio nell’ambito dei motori di ricerca. Il testo fornisce criteri uniformi destinati sia alle autorità nazionali per la protezione dei dati sia agli operatori che gestiscono piattaforme di ricerca online. L’obiettivo è garantire un’applicazione coerente dell’articolo 17 del GDPR, evitando interpretazioni divergenti tra gli Stati membri dell’Unione Europea. Le Linee Guida chiariscono come devono essere valutate le richieste di deindicizzazione, quali fattori devono essere presi in considerazione e come bilanciare il diritto alla protezione dei dati personali con la libertà di espressione e il diritto all’informazione. Il documento nasce dall’esperienza maturata dopo la storica sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sul caso Google Spain e costituisce oggi il principale riferimento operativo in materia.
Cosa leggere
Ambito di applicazione delle Linee Guida EDPB
Le Linee Guida si applicano esclusivamente ai motori di ricerca generali accessibili al pubblico e non riguardano strumenti di ricerca specializzati, motori interni a piattaforme private o sistemi utilizzati in contesti limitati. L’EDPB chiarisce che il diritto all’oblio nei confronti dei motori di ricerca non coincide con la cancellazione del contenuto originario pubblicato online. La richiesta riguarda esclusivamente la rimozione del collegamento tra il nome della persona interessata e i risultati mostrati dal motore di ricerca. Il contenuto originale può continuare a essere disponibile sul sito che lo ospita, mentre il motore di ricerca interviene esclusivamente sull’indicizzazione dei risultati associati all’identità dell’interessato. Questa distinzione assume un ruolo fondamentale perché separa le responsabilità del gestore del sito da quelle del titolare del motore di ricerca, che viene considerato un autonomo titolare del trattamento ai sensi del GDPR.
Il diritto all’oblio secondo l’articolo 17 del GDPR
L’articolo 17 del GDPR riconosce agli interessati il diritto di ottenere la cancellazione dei dati personali quando ricorrono specifiche condizioni. Nel contesto dei motori di ricerca, questo principio si traduce nella possibilità di richiedere la deindicizzazione di risultati che rimandano a informazioni non più rilevanti, inesatte, obsolete o trattate in assenza di una valida base giuridica. L’EDPB precisa che il diritto all’oblio non è assoluto e non può essere esercitato automaticamente. Ogni richiesta richiede una valutazione individuale che tenga conto delle circostanze specifiche del caso. La deindicizzazione viene quindi considerata una particolare applicazione del diritto alla cancellazione adattata alla natura dei motori di ricerca e al loro ruolo nella diffusione delle informazioni online.
I criteri utilizzati per valutare una richiesta di deindicizzazione
Uno degli aspetti più rilevanti delle Linee Guida riguarda l’elenco dei criteri che devono essere utilizzati per valutare le richieste presentate dagli interessati. L’EDPB stabilisce che i motori di ricerca devono analizzare la natura delle informazioni, il contesto in cui sono state pubblicate, il ruolo sociale della persona coinvolta e il tempo trascorso dagli eventi descritti. Un elemento centrale è la verifica della rilevanza attuale dell’informazione. Un contenuto che in passato aveva un interesse pubblico significativo potrebbe perdere progressivamente importanza con il trascorrere degli anni. In tali circostanze il diritto alla privacy può prevalere sull’interesse collettivo all’accessibilità delle informazioni. La valutazione deve inoltre considerare l’impatto che la permanenza del risultato può avere sulla vita privata, professionale e sociale dell’interessato.
Figure pubbliche e interesse generale
Le Linee Guida dedicano particolare attenzione alle figure pubbliche, categoria che comprende politici, amministratori pubblici, dirigenti aziendali, professionisti con ruoli di rilievo e persone che svolgono attività di interesse collettivo. In questi casi il bilanciamento tende a favorire la permanenza delle informazioni nei risultati di ricerca. L’EDPB sottolinea che l’interesse della collettività a conoscere informazioni riguardanti soggetti che influenzano la vita pubblica può prevalere sul diritto all’oblio. Tuttavia non esistono automatismi. Anche le figure pubbliche possono ottenere la deindicizzazione quando le informazioni risultano manifestamente inesatte, obsolete o prive di attuale rilevanza. La semplice notorietà della persona non è sufficiente per negare sistematicamente ogni richiesta.
Trattamento dei dati sensibili e categorie particolari di dati

Le probabilità di accoglimento di una richiesta aumentano significativamente quando i risultati di ricerca riguardano categorie particolari di dati disciplinate dall’articolo 9 del GDPR. Le Linee Guida menzionano esplicitamente informazioni relative allo stato di salute, all’origine etnica, alle convinzioni religiose, all’orientamento sessuale, alle opinioni politiche e all’appartenenza sindacale. In presenza di questi elementi il rischio per i diritti e le libertà dell’interessato risulta generalmente più elevato. L’EDPB evidenzia inoltre la particolare delicatezza delle informazioni relative a procedimenti penali, condanne e misure giudiziarie. Quando tali dati non presentano più un interesse pubblico concreto e attuale, il diritto alla protezione della persona tende a prevalere rispetto alla permanenza dei risultati nei motori di ricerca.
Veridicità, accuratezza e aggiornamento delle informazioni
Un altro elemento fondamentale riguarda l’accuratezza delle informazioni. Le Linee Guida stabiliscono che la presenza di dati inesatti, incompleti o fuorvianti rappresenta un fattore determinante nella valutazione della richiesta. Se il contenuto associato al risultato contiene informazioni errate o non aggiornate, la deindicizzazione può diventare necessaria per evitare conseguenze negative sull’interessato. Il documento invita i motori di ricerca a verificare attentamente la correttezza delle informazioni disponibili e a considerare eventuali sviluppi successivi che possano modificare il significato originario del contenuto pubblicato. Anche la mancata contestualizzazione di fatti ormai superati può incidere sul bilanciamento tra i diritti coinvolti.
Libertà di espressione e diritto all’informazione
Uno dei principi cardine delle Linee Guida è il necessario equilibrio tra il diritto alla protezione dei dati personali e la libertà di espressione e di informazione garantita dall’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. L’EDPB sottolinea che la deindicizzazione non può trasformarsi in uno strumento per cancellare fatti storici o limitare il diritto dei cittadini a essere informati. Ogni decisione deve essere motivata e basata su una valutazione approfondita delle circostanze specifiche. Il documento propone numerosi esempi pratici per aiutare operatori e autorità a individuare il corretto punto di equilibrio. In generale, quanto maggiore è l’interesse pubblico alla conoscenza dell’informazione, tanto più difficile sarà ottenere la deindicizzazione.
Deindicizzazione europea e deindicizzazione globale
Le Linee Guida affrontano anche il delicato tema della portata geografica delle misure di rimozione. Come regola generale, la deindicizzazione deve essere applicata almeno a tutte le versioni europee del motore di ricerca. Ciò significa che un link rimosso a seguito di una richiesta accolta non deve essere accessibile tramite le versioni del servizio destinate agli utenti dell’Unione Europea. L’EDPB richiama inoltre la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha affrontato il tema della deindicizzazione globale. Sebbene questa non rappresenti l’obbligo ordinario, le autorità di controllo possono valutarla in circostanze eccezionali caratterizzate da particolare gravità. I motori di ricerca devono inoltre adottare misure tecniche efficaci per impedire che gli utenti europei aggirino facilmente la deindicizzazione utilizzando domini alternativi.
Obblighi operativi dei motori di ricerca
Le Linee Guida impongono ai gestori dei motori di ricerca l’adozione di procedure trasparenti e documentate per la gestione delle richieste. Gli operatori devono fornire risposte motivate entro termini ragionevoli e conservare evidenza delle valutazioni effettuate. In caso di rigetto della richiesta, l’interessato deve essere informato delle motivazioni e della possibilità di presentare un reclamo all’autorità nazionale competente. L’EDPB sottolinea l’importanza della formazione del personale incaricato di esaminare le domande e invita le aziende a sviluppare processi interni coerenti con i principi del GDPR. La trasparenza delle decisioni rappresenta uno degli elementi essenziali per garantire la fiducia degli utenti e l’effettività della tutela prevista dalla normativa europea.
Il ruolo delle autorità di controllo nazionali
Le autorità garanti degli Stati membri svolgono un ruolo centrale nell’applicazione uniforme delle Linee Guida. L’EDPB incoraggia una stretta cooperazione tra le diverse autorità nazionali per evitare interpretazioni divergenti e fenomeni di forum shopping. La condivisione delle decisioni, delle prassi operative e delle esperienze maturate nei singoli Paesi contribuisce a costruire un quadro europeo coerente. Le Linee Guida costituiscono pertanto uno strumento di armonizzazione destinato a ridurre le differenze applicative e a garantire un livello elevato e uniforme di protezione dei dati personali in tutta l’Unione Europea.
Le Linee Guida 2019/5 come riferimento per il futuro del diritto all’oblio
Le Linee Guida 2019/5 dell’EDPB rappresentano oggi il principale punto di riferimento per comprendere come il diritto all’oblio debba essere applicato ai motori di ricerca nell’era digitale. Il documento chiarisce che la deindicizzazione richiede sempre una valutazione individuale basata su criteri oggettivi, evitando sia automatismi favorevoli alla privacy sia interpretazioni eccessivamente restrittive. Attraverso il bilanciamento tra protezione dei dati personali, libertà di espressione e interesse pubblico, l’EDPB costruisce un modello che mira a tutelare i diritti fondamentali dei cittadini europei senza compromettere la libera circolazione delle informazioni. Le indicazioni contenute nelle Linee Guida continueranno a influenzare l’attività dei motori di ricerca, delle autorità garanti e degli operatori giuridici chiamati ad affrontare le sfide della reputazione digitale e della protezione dei dati online.
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