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Meta porta AV1 su Messenger e WhatsApp, video migliori con il 20% di banda in meno

Meta continua a investire nell’ottimizzazione delle comunicazioni in tempo reale introducendo il codec AV1 nelle infrastrutture RTC utilizzate da Messenger e WhatsApp. L’obiettivo è migliorare significativamente la qualità delle chiamate video senza aumentare il consumo di banda, oppure mantenere una qualità equivalente riducendo il bitrate necessario. La transizione rappresenta uno dei più importanti aggiornamenti tecnologici apportati negli ultimi anni alle piattaforme di comunicazione dell’azienda, considerando che miliardi di utenti utilizzano quotidianamente i servizi di messaggistica Meta. I risultati ottenuti mostrano una riduzione del bitrate di almeno il 20% rispetto a H.264/AVC, con benefici particolarmente evidenti nelle condizioni di rete più difficili, dove la disponibilità di banda può scendere sotto i 100 kbps rendendo complessa la trasmissione di video leggibili e fluidi.

Perché Meta ha scelto AV1 per le comunicazioni real-time

La decisione di adottare AV1 nasce dalla necessità di affrontare alcune delle principali limitazioni dei codec video utilizzati nelle comunicazioni in tempo reale. A parità di bitrate, AV1 è in grado di offrire una qualità dell’immagine superiore rispetto a H.264, preservando maggiormente dettagli, volti e testo visualizzato sullo schermo. Questo vantaggio diventa particolarmente evidente nelle chiamate effettuate su connessioni mobili congestionate o in aree caratterizzate da infrastrutture di rete limitate. Oltre ai miglioramenti nella compressione video tradizionale, AV1 integra strumenti specifici per la condivisione dello schermo, tra cui palette mode e intra-block copy, tecnologie che permettono di comprimere in modo molto più efficiente contenuti caratterizzati da testo, interfacce utente e aree con pochi colori dominanti. Le dimostrazioni interne condotte da Meta hanno mostrato che, a bitrate estremamente bassi come 100 kbps, i flussi codificati con AV1 risultano significativamente più nitidi e leggibili rispetto agli equivalenti codificati con H.264, che tendono invece a perdere definizione e dettagli.

La sfida della latenza nelle chiamate video

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Il nostro framework di idoneità dei dispositivi basato sull’apprendimento automatico.

Portare un codec avanzato come AV1 all’interno di un sistema di comunicazione real-time non è un’operazione banale. A differenza dello streaming video tradizionale, le chiamate vocali e video richiedono latenze estremamente contenute per garantire una conversazione naturale. Meta considera essenziale mantenere una latenza end-to-end inferiore a 300 millisecondi, soglia oltre la quale l’esperienza utente inizia a degradarsi sensibilmente. Le prime implementazioni di AV1 presentavano tempi di codifica superiori rispetto a H.264, aumentando il rischio di ritardi percepibili durante la comunicazione. Un ulteriore problema riguardava i cambiamenti dinamici di risoluzione e frame rate, che potevano generare improvvisi picchi di bitrate e richiedere nuovi keyframe, causando blocchi temporanei dell’immagine. Queste problematiche hanno imposto a Meta lo sviluppo di una soluzione specifica ottimizzata per i requisiti delle comunicazioni in tempo reale piuttosto che per scenari di streaming tradizionale.

Consumi energetici e compatibilità rappresentavano ostacoli significativi

L’introduzione di AV1 ha richiesto anche una profonda revisione degli aspetti legati all’efficienza energetica. I primi test effettuati sui dispositivi mobili mostravano infatti un aumento dei consumi che su alcuni smartphone, come il Google Pixel 8, raggiungeva circa il 14% rispetto alle implementazioni basate su H.264. Oltre all’impatto sulla batteria, il nuovo codec richiedeva una maggiore quantità di memoria e risorse computazionali, aumentando il rischio di rallentamenti o crash su dispositivi meno potenti. Meta ha dovuto inoltre affrontare il problema della frammentazione dell’ecosistema Android, dove smartphone apparentemente simili possono presentare comportamenti molto differenti durante sessioni prolungate di codifica video. Anche dispositivi relativamente recenti possono infatti andare incontro a fenomeni di thermal throttling, riducendo le prestazioni e compromettendo la sincronizzazione tra audio e video. A queste difficoltà si aggiungeva la dimensione del binario software: l’integrazione iniziale della libreria libaom aumentava le dimensioni dell’applicazione di circa 1,7 MB, un valore significativo considerando la distribuzione su miliardi di dispositivi.

Meta sviluppa un encoder AV1 a bassa complessità

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Per superare questi limiti, gli ingegneri di Meta hanno progettato un encoder AV1 specificamente ottimizzato per le comunicazioni real-time. La nuova implementazione utilizza preset configurabili dinamicamente in base alle caratteristiche del dispositivo e alle condizioni operative rilevate durante la chiamata. Questo approccio consente di adattare la complessità della codifica alle risorse realmente disponibili, evitando sovraccarichi che potrebbero compromettere la qualità dell’esperienza. Per la decodifica è stato invece adottato dav1d, una delle implementazioni più efficienti del codec AV1, capace di ridurre il consumo energetico e migliorare l’autonomia durante le videochiamate. Meta ha inoltre ridotto sensibilmente le dimensioni del software eliminando componenti non indispensabili e ottimizzando la gestione delle matrici di quantizzazione. Questi interventi hanno reso possibile l’integrazione del codec all’interno delle applicazioni senza penalizzare tempi di download, aggiornamento e avvio.

Il machine learning decide quali dispositivi possono usare AV1

Uno degli aspetti più innovativi dell’implementazione riguarda il sistema di selezione dei dispositivi compatibili. Invece di basarsi su criteri statici come anno di produzione, quantità di RAM o modello del processore, Meta ha sviluppato un framework basato su machine learning che utilizza dati reali raccolti durante l’utilizzo delle applicazioni. Il sistema analizza indicatori come rtc_score, prestazioni effettive, consumi energetici e stabilità durante le chiamate per determinare se un dispositivo sia realmente in grado di utilizzare AV1 senza compromettere l’esperienza utente. Questo approccio consente di adattarsi meglio all’enorme varietà dell’ecosistema Android e di evitare classificazioni troppo rigide. Meta ha inoltre implementato una strategia asimmetrica che permette ad alcuni dispositivi di decodificare contenuti AV1 pur continuando a codificare in H.264 quando necessario, ampliando notevolmente la copertura della tecnologia senza imporre requisiti hardware eccessivamente severi.

Nuove tecniche di rate control migliorano la stabilità delle chiamate

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Un esempio di calcolo del ritardo VBV

Un elemento centrale del progetto riguarda la gestione dinamica del bitrate. Meta ha sviluppato un sistema di rate control basato su Video Buffering Verifier (VBV) con un target di ritardo inferiore ai 200 millisecondi. Questa soluzione consente di adattare in modo più fluido la qualità del flusso video alle condizioni della rete, evitando improvvisi picchi di traffico che potrebbero causare interruzioni o richiedere la generazione di nuovi keyframe. Il risultato è una trasmissione più stabile, particolarmente utile nelle reti mobili caratterizzate da variazioni frequenti della capacità disponibile. Grazie a queste ottimizzazioni, AV1 riesce a mantenere una qualità visiva superiore anche quando la banda disponibile varia rapidamente durante una chiamata.

Protezione avanzata contro perdita di pacchetti e freeze video

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Progettazione di un codec asimmetrico.

Le comunicazioni real-time devono affrontare costantemente problemi di perdita di pacchetti e instabilità della rete. Per migliorare la resilienza delle chiamate, Meta ha introdotto diversi meccanismi avanzati tra cui temporal layers, protezione FEC (Forward Error Correction) sul livello base e supporto ai Long-Term Reference (LTR) Frame.

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LTR e LTRP in scenari senza perdite e con perdite.

Questi ultimi vengono segnalati esplicitamente negli header RTP e consentono una ricostruzione più rapida del flusso video in presenza di errori di trasmissione. Rispetto alle implementazioni tradizionali basate su H.264, questa architettura riduce sensibilmente il numero di blocchi video percepiti dagli utenti e migliora la continuità dell’immagine durante condizioni di rete difficili. Il risultato è una maggiore fluidità della comunicazione e una riduzione delle interruzioni visive che spesso caratterizzano le videochiamate effettuate su reti mobili congestionate.

AV1 è ormai utilizzato dalla maggioranza dei dispositivi supportati

L’introduzione di AV1 nelle applicazioni Meta è avvenuta in modo graduale. Il rollout iniziale ha coinvolto i dispositivi di fascia alta già nel 2023, permettendo agli ingegneri di raccogliere dati reali sulle prestazioni e affinare progressivamente l’implementazione. Grazie alle ottimizzazioni introdotte nel corso degli anni, nel 2026 il codec viene utilizzato dalla maggioranza dei dispositivi mobili compatibili che accedono a Messenger e WhatsApp.

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Interazione del codificatore AV1 con il livello di rete.

I test mostrano che i benefici risultano particolarmente evidenti nelle aree caratterizzate da connettività limitata, dove la capacità di mantenere una qualità accettabile sotto i 100 kbps rappresenta un vantaggio concreto per milioni di utenti. Meta continua a lavorare su ulteriori miglioramenti destinati alle chiamate di gruppo e all’integrazione con acceleratori hardware dedicati, destinati a diventare sempre più diffusi nelle future generazioni di smartphone.

AV1 diventa un pilastro delle comunicazioni future di Meta

L’adozione di AV1 nelle piattaforme di comunicazione di Meta rappresenta molto più di un semplice aggiornamento tecnologico. Il progetto dimostra come l’evoluzione dei codec video continui a giocare un ruolo fondamentale nel miglioramento dell’esperienza utente, soprattutto in un contesto in cui miliardi di persone dipendono quotidianamente da applicazioni di messaggistica e videochiamata. Grazie a una riduzione del bitrate superiore al 20%, a una migliore gestione delle reti instabili e a una qualità video significativamente superiore alle basse velocità di trasmissione, AV1 si afferma come uno dei pilastri tecnologici destinati a sostenere la prossima generazione di comunicazioni real-time su dispositivi mobili.

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