Meta accelera la propria strategia hardware nel settore dell’intelligenza artificiale con il lancio di una nuova famiglia di smart glasses commercializzati direttamente sotto il marchio dell’azienda. I modelli Fury e Adventurer arrivano sul mercato a 299 dollari, posizionandosi sotto il prezzo delle più recenti generazioni di Ray-Ban Meta e segnando un passo importante verso una linea di prodotti indipendente dalle collaborazioni storiche con brand esterni. Accanto a questi dispositivi debutta anche Starfire, una variante sviluppata insieme a Kylie Jenner e pensata per un pubblico orientato alla moda e ai social media. Parallelamente, nuove analisi sul possibile arrivo del primo iPhone foldable evidenziano una sfida che Apple dovrà affrontare: il rapido deprezzamento che caratterizza attualmente il mercato degli smartphone pieghevoli. Mentre Meta punta su funzionalità AI pratiche e prezzi relativamente accessibili, Apple potrebbe trovarsi a dover convincere gli utenti che un dispositivo da circa 2000 dollari può mantenere valore nel tempo.
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Meta rompe con il passato e porta gli smart glasses sotto il proprio marchio
Con il lancio di Fury e Adventurer, Meta inaugura una nuova fase della propria strategia hardware. Per la prima volta gli occhiali intelligenti vengono commercializzati direttamente con il brand dell’azienda, senza utilizzare marchi iconici come Ray-Ban o Oakley. Sebbene la produzione continui a essere affidata a EssilorLuxottica, garanzia di qualità costruttiva e disponibilità di lenti personalizzate, il controllo dell’identità del prodotto passa completamente nelle mani di Meta. Il prezzo di 299 dollari colloca i nuovi modelli circa 80 dollari sotto la seconda generazione dei Ray-Ban Meta Wayfarer, rendendoli più accessibili a una fascia di utenti più ampia. La distribuzione avviene attraverso il sito ufficiale Meta e tramite rivenditori come Amazon, Best Buy, LensCrafters e Sunglass Hut, segnalando la volontà di raggiungere rapidamente il mercato di massa.
Fury, Adventurer e Starfire puntano su comfort e personalizzazione
Uno degli aspetti maggiormente curati nei nuovi modelli riguarda la personalizzazione della vestibilità. Il modello Adventurer propone una struttura più sottile rispetto ai precedenti Ray-Ban Meta, mentre Fury adotta un design più robusto e marcato. Il modello Starfire, sviluppato con il contributo di Kylie Jenner, si distingue invece per un’estetica più orientata al fashion e alla personalizzazione visiva. Gli utenti possono regolare i nasal pad su tre differenti livelli, adattando meglio gli occhiali a diverse conformazioni del volto. Anche le aste laterali possono essere regolate con un’escursione di cinque gradi verso l’interno o l’esterno. Gli occhiali supportano lenti da sole, trasparenti e correttive con valori compresi tra -12 e +2,25 diottrie, offrendo complessivamente 26 combinazioni tra montature e tipologie di lenti. La custodia di ricarica riprende il design della generazione precedente ma introduce elementi estetici intercambiabili che permettono agli utenti di modificarne l’aspetto senza acquistare accessori aggiuntivi.
Meta AI diventa il centro dell’esperienza utente
La componente più importante dei nuovi occhiali rimane naturalmente l’integrazione con Meta AI. I dispositivi utilizzano un chipset aggiornato che migliora la fluidità delle conversazioni e riduce i tempi di risposta dell’assistente virtuale. Una delle novità più significative riguarda il pulsante azione posizionato sull’asta destra, che permette di avviare immediatamente una conversazione con l’assistente senza dover pronunciare il comando vocale “Hey Meta”. Gli utenti possono comunque personalizzare il pulsante per attivare altre funzioni, tra cui la registrazione di foto, la traduzione in tempo reale, l’accesso al servizio Be My Eyes o il controllo della riproduzione musicale. Questa impostazione punta a rendere l’interazione con l’AI più immediata e naturale, riducendo la dipendenza dai comandi vocali tradizionali.
Traduzione live e assistenza contestuale ampliano le capacità degli occhiali
Le nuove funzionalità di traduzione live rappresentano uno degli elementi più interessanti della piattaforma. Meta ha esteso il supporto a 20 lingue, aggiungendone quattordici rispetto alle generazioni precedenti. Alcune elaborazioni richiedono ancora l’intervento del cloud e possono introdurre una lieve latenza, ma l’esperienza risulta notevolmente più avanzata rispetto alle versioni iniziali. Durante le conversazioni, l’applicazione visualizza in tempo reale sia la trascrizione sia la traduzione per entrambi gli interlocutori. Gli occhiali forniscono inoltre indicazioni turn-by-turn durante la navigazione e sfruttano la fotocamera integrata per analizzare oggetti e contesti. Una delle funzioni più particolari consente di fotografare un pasto e ottenere una stima calorica dettagliata con suddivisione dei nutrienti. Questo approccio trasforma gli occhiali in un vero assistente contestuale, capace di fornire informazioni utili senza la necessità di consultare continuamente lo smartphone.
Kylie Jenner porta la moda nell’ecosistema Meta
La collaborazione con Kylie Jenner rappresenta uno degli elementi più visibili della strategia commerciale di Meta. Il modello Starfire non si limita a una semplice personalizzazione estetica, ma integra una serie di dettagli esclusivi che puntano a differenziarlo dai modelli standard. I nasal pad in metallo risultano più facili da pulire, la custodia include uno specchio interno e il sistema utilizza una voce di Meta AI modellata sulla celebrità americana. Anche gli effetti sonori associati alle varie azioni sono stati personalizzati per rafforzare l’identità del prodotto. Meta punta chiaramente a intercettare una fascia di consumatori più giovane, abituata a utilizzare tecnologia e moda come elementi complementari della propria immagine personale. L’iniziativa conferma inoltre la crescente importanza delle collaborazioni tra aziende tecnologiche e influencer nel mercato dell’elettronica di consumo.
Apple osserva il mercato foldable ma deve affrontare il problema del valore residuo
Mentre Meta espande il proprio ecosistema hardware, l’attenzione degli analisti si concentra sul possibile arrivo del primo iPhone foldable. Secondo le indiscrezioni più recenti, il dispositivo potrebbe debuttare nel 2026 accanto alla gamma iPhone 18 Pro, con un prezzo che potrebbe raggiungere i 2000 dollari. Tuttavia, il mercato dei pieghevoli presenta una criticità che Apple non può ignorare: il rapido deprezzamento. Le analisi mostrano che uno smartphone foldable da 2000 dollari potrebbe perdere fino a 1292 dollari di valore nel primo anno se seguisse l’andamento medio del segmento. Si tratta di una perdita sensibilmente superiore rispetto a quella registrata dagli smartphone tradizionali, che generalmente mantengono una quota più elevata del prezzo iniziale. Per Apple, storicamente associata a una forte tenuta del valore nel mercato dell’usato, questa dinamica potrebbe rappresentare una sfida importante.
I foldable perdono valore più velocemente degli smartphone tradizionali

I dati raccolti dagli analisti mostrano una tendenza piuttosto chiara. Gli smartphone pieghevoli trattengono mediamente soltanto il 35,4% del valore originario dopo dodici mesi, registrando una perdita media del 64,6%. Gli smartphone tradizionali conservano invece circa il 44,7% del prezzo iniziale, con una svalutazione del 55,3%. In termini monetari, i proprietari di foldable perdono mediamente quasi 1000 dollari, contro poco più di 600 dollari per chi possiede un dispositivo convenzionale. Questa differenza deriva da diversi fattori, tra cui la percezione di una minore durata nel tempo, il timore legato alla resistenza delle cerniere e una domanda più contenuta nel mercato dell’usato. La categoria continua infatti a essere percepita come una nicchia tecnologica piuttosto che come uno standard consolidato.
Samsung e Google mostrano i limiti dell’attuale mercato foldable
L’analisi dei dispositivi già presenti sul mercato evidenzia come il problema del deprezzamento riguardi l’intero settore. I modelli Samsung Galaxy Z Fold6 e Galaxy Z Flip6 mantengono circa il 35,7% del valore dopo un anno, mentre il Google Pixel 9 Fold si ferma intorno al 37%. Alcuni dispositivi Motorola Razr registrano risultati ancora inferiori, conservando appena il 24,5% del prezzo di lancio. Questi numeri spiegano perché molti consumatori esitino ad acquistare smartphone pieghevoli particolarmente costosi. L’investimento iniziale elevato si accompagna infatti a una perdita di valore molto rapida, riducendo l’attrattiva per chi considera anche il mercato dell’usato come parte del ciclo di vita del dispositivo.
Apple potrebbe cambiare la percezione dei pieghevoli
Nonostante questi dati, Apple dispone di un vantaggio competitivo significativo. La famiglia iPhone 16 mantiene mediamente il 51,5% del proprio valore dopo dodici mesi, un risultato nettamente superiore alla media del settore. Se il futuro iPhone foldable riuscisse a replicare questa performance, la perdita economica annuale si ridurrebbe a circa 1000 dollari, rendendo il dispositivo più appetibile rispetto ai concorrenti Android. La sfida principale sarà convincere il mercato che un pieghevole Apple possiede la stessa affidabilità, longevità e qualità costruttiva associate agli iPhone tradizionali. Il successo del progetto dipenderà quindi non solo dalle caratteristiche hardware o dal design, ma anche dalla capacità dell’azienda di trasformare il concetto di smartphone pieghevole da prodotto di nicchia a categoria mainstream.
Meta e Apple seguono strategie opposte nell’evoluzione dell’hardware personale
Le novità emerse mostrano due approcci differenti all’evoluzione dell’elettronica di consumo. Meta punta su dispositivi indossabili relativamente accessibili, arricchiti da funzionalità AI immediate e integrate nella vita quotidiana. Gli occhiali Fury, Adventurer e Starfire rappresentano un tentativo concreto di trasformare l’assistente virtuale in una presenza costante e discreta. Apple, al contrario, sembra orientata verso una nuova categoria premium con il futuro iPhone foldable, puntando sull’innovazione hardware ma dovendo affrontare interrogativi economici legati alla svalutazione del prodotto. Entrambe le aziende stanno cercando di ridefinire il rapporto tra utenti e tecnologia personale, ma lo fanno seguendo strade profondamente diverse: Meta attraverso l’integrazione dell’AI negli accessori quotidiani, Apple attraverso la trasformazione dello smartphone tradizionale in un dispositivo più versatile e costoso.
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