📌 In Sintesi
- Il Garante Privacy partecipa al G7 di Parigi contribuendo ai principi comuni sulla tutela dei minori online e sulla verifica dell’età .
- L’incontro affronta anche smart glasses, intelligenza artificiale agentica e protezione dei dati personali in ambito internazionale.
- L’Autorità chiarisce inoltre il proprio ruolo tecnico nella revisione del ddl italiano per la protezione dei minori nella dimensione digitale.
Il Garante per la protezione dei dati personali rafforza il proprio ruolo sia sul piano internazionale sia su quello nazionale attraverso due iniziative dedicate alla sicurezza dei minori nell’ambiente digitale. Durante la riunione delle Autorità privacy del G7, ospitata a Parigi sotto il coordinamento della CNIL francese, l’Autorità italiana ha contribuito all’adozione di principi condivisi per la verifica dell’età online, la tutela dei dati dei minori e lo sviluppo responsabile dell’intelligenza artificiale. Parallelamente, il Garante ha diffuso una nota per chiarire il proprio coinvolgimento nell’elaborazione del disegno di legge italiano sulla protezione dei minori nella dimensione digitale, precisando di aver fornito esclusivamente indicazioni tecniche in materia di privacy e di non essere coinvolto nelle successive fasi dell’iter parlamentare. Le due iniziative delineano un’attività coordinata che punta a rafforzare la protezione dei minori sia attraverso la cooperazione internazionale sia mediante il supporto tecnico alle istituzioni italiane.
Cosa leggere
Il G7 Privacy adotta principi comuni per la tutela dei minori
Nel corso della riunione del G7 Privacy, le Autorità garanti di Italia, Francia, Germania, Canada, Stati Uniti, Giappone, Regno Unito e Unione Europea hanno discusso le principali sfide che interessano la protezione dei dati personali nell’attuale contesto digitale. Uno dei temi centrali è stato la tutela dei minori online, considerata una priorità comune per tutti i regolatori coinvolti. Al termine dei lavori è stata adottata una dichiarazione condivisa che definisce i principi fondamentali da rispettare nello sviluppo dei sistemi di verifica dell’età , con l’obiettivo di garantire strumenti efficaci senza compromettere il diritto alla protezione dei dati personali. L’iniziativa punta a favorire un approccio armonizzato tra le principali economie mondiali, evitando che le tecnologie di age verification comportino raccolte eccessive di informazioni o trattamenti sproporzionati dei dati degli utenti più giovani.
Buone pratiche per dispositivi connessi e servizi destinati ai più giovani
Oltre ai sistemi di verifica dell’età , le Autorità hanno approvato un documento dedicato alle migliori pratiche per la protezione della privacy dei minori nell’utilizzo di dispositivi connessi. Le raccomandazioni riguardano sia prodotti progettati specificamente per bambini e adolescenti sia dispositivi che, pur rivolgendosi a un pubblico più ampio, trattano dati riconducibili a utenti minorenni. L’obiettivo consiste nel promuovere criteri di progettazione che integrino la protezione dei dati fin dalle prime fasi dello sviluppo dei prodotti, limitando la raccolta delle informazioni personali allo stretto necessario e garantendo maggiore trasparenza nei confronti delle famiglie. Il documento rappresenta un riferimento condiviso che potrà orientare aziende tecnologiche e sviluppatori nella realizzazione di servizi digitali più rispettosi della privacy dei minori.
Smart glasses e intelligenza artificiale agentica tra i temi del vertice
Il confronto internazionale non si è limitato alla tutela dei minori. Una parte significativa dei lavori è stata dedicata ai nuovi scenari aperti dagli smart glasses e dall’intelligenza artificiale agentica, tecnologie che pongono interrogativi sempre più complessi sul trattamento dei dati personali. Gli smart glasses, grazie alla presenza di fotocamere, microfoni e sensori integrati, possono raccogliere grandi quantità di informazioni ambientali e biometriche, imponendo nuove riflessioni sui limiti della raccolta dei dati. Parallelamente, i sistemi di AI agentica, caratterizzati da una crescente autonomia decisionale rispetto all’intervento umano, richiedono regole chiare sulla trasparenza, sulla responsabilità e sulla gestione dei dati personali. Il dialogo tra ricercatori, esperti tecnici e Autorità di controllo ha consentito di approfondire queste tematiche nell’ottica di una futura cooperazione internazionale.
La prossima riunione del G7 Privacy si terrà negli Stati Uniti
L’incontro di Parigi rappresenta una tappa di un percorso di cooperazione ormai consolidato tra le principali Autorità mondiali per la protezione dei dati personali. Al termine dei lavori è stato confermato che la prossima riunione della Tavola rotonda delle Autorità Privacy del G7 si svolgerà negli Stati Uniti nel corso del 2027, sotto la presidenza della Federal Trade Commission (FTC). L’obiettivo rimane quello di rafforzare il coordinamento internazionale su temi che superano i confini nazionali, come la circolazione transfrontaliera dei dati, la regolamentazione dell’intelligenza artificiale e la protezione dei minori nei servizi digitali globali.
Il Garante chiarisce il proprio ruolo sul ddl per i minori nella dimensione digitale
Contestualmente ai lavori del G7, il Garante Privacy ha diffuso una nota per precisare il proprio coinvolgimento nel disegno di legge dedicato alla protezione dei minori nella dimensione digitale. L’Autorità ha spiegato di essere stata coinvolta dal Governo tra agosto e l’inizio di settembre per valutare gli aspetti relativi alla protezione dei dati personali contenuti nel testo originario del provvedimento. In tale contesto il Garante ha formulato osservazioni esclusivamente tecniche, finalizzate a garantire la conformità della proposta normativa ai principi previsti dalla disciplina europea e nazionale sulla privacy. L’intervento dell’Autorità si è quindi limitato ai profili di propria competenza, senza partecipare alle successive decisioni politiche o legislative.
Le modifiche al testo e lo stallo dell’iter parlamentare
Secondo quanto precisato dal Garante, il testo rielaborato dal relatore e presentato il 24 settembre 2025 recepisce le indicazioni formulate dall’Autorità sui profili sottoposti alla sua attenzione. Tuttavia, l’esame parlamentare del provvedimento risulta fermo dal 21 ottobre 2025. Il Garante ha sottolineato di non essere a conoscenza delle ragioni che hanno determinato l’interruzione dell’iter legislativo e di non avere alcun ruolo nelle decisioni relative alla prosecuzione dell’esame in Commissione. La precisazione è stata diffusa per chiarire la natura esclusivamente consultiva e tecnica dell’attività svolta dall’Autorità nell’ambito della predisposizione del disegno di legge.
Cooperazione internazionale e supporto tecnico rafforzano la tutela dei minori
Le iniziative presentate nelle ultime settimane evidenziano una strategia che si sviluppa su due livelli complementari. Da un lato il Garante Privacy partecipa alla definizione di principi condivisi a livello internazionale insieme alle altre Autorità del G7, contribuendo alla costruzione di standard comuni per la protezione dei minori, la verifica dell’età e lo sviluppo responsabile dell’intelligenza artificiale. Dall’altro continua a fornire supporto tecnico alle istituzioni italiane nella predisposizione di strumenti normativi che incidono sul trattamento dei dati personali. Questa doppia attività consente di rafforzare la coerenza tra il quadro regolatorio nazionale e le evoluzioni internazionali, favorendo una tutela sempre più uniforme dei diritti digitali dei minori.
La protezione dei dati dei minori resta una priorità strategica
L’adozione di principi condivisi al G7 Privacy e le precisazioni sul disegno di legge italiano confermano come la protezione dei dati personali dei minori rappresenti uno dei principali ambiti di intervento dell’Autorità . L’evoluzione delle tecnologie digitali, l’espansione dell’intelligenza artificiale e la diffusione di dispositivi sempre più connessi richiedono infatti regole aggiornate e una cooperazione costante tra istituzioni nazionali e organismi internazionali. In questo contesto il Garante continua a svolgere un ruolo di riferimento tecnico nella definizione delle garanzie che dovranno accompagnare lo sviluppo dei servizi digitali destinati alle nuove generazioni.
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