📌 In Sintesi
- I nuovi dummy dell’iPhone Ultra pieghevole mostrano una finitura nera e confermano un design orientato a portabilità e produttività .
- Il leak del chip A20 Pro anticipa un salto nelle prestazioni AI grazie al processo produttivo TSMC a 2 nm e a una NPU più potente.
- Una configurazione del MacBook Pro 16 supera i 10.000 dollari, riaccendendo il dibattito sull’aumento dei prezzi dell’hardware Apple.
Le indiscrezioni che riguardano i prossimi prodotti Apple delineano un quadro interessante sia sul fronte dell’innovazione sia su quello dei costi. Da un lato emergono nuove immagini dei dummy del primo iPhone Ultra pieghevole, mostrato per la prima volta con una finitura nera, mentre un leak rivela il possibile aspetto del nuovo processore A20 Pro, destinato alla famiglia iPhone 18 Pro. Dall’altro lato, una configurazione completamente accessoriata del MacBook Pro 16 pollici supera la soglia psicologica dei 10.000 dollari, alimentando le critiche nei confronti della politica dei prezzi dell’azienda di Cupertino. Le tre notizie fotografano un momento in cui Apple continua a investire sull’intelligenza artificiale e sui chip di nuova generazione, ma deve anche confrontarsi con un mercato in cui il costo dei componenti cresce rapidamente.
Cosa leggere
Il primo iPhone Ultra pieghevole prende forma nei nuovi dummy

Le nuove immagini trapelate mostrano quello che viene indicato come il primo iPhone Ultra pieghevole in una finitura Black Finish, confermando molte delle indiscrezioni circolate negli ultimi mesi. Il dispositivo adotta un design a libro che, una volta aperto, offre un’ampia superficie di lavoro paragonabile a quella di un piccolo iPad Pro, mentre da chiuso mantiene dimensioni compatte, vicine a quelle di un tradizionale iPhone.

Secondo i leak, lo spessore raggiungerebbe circa 4,5 millimetri quando il dispositivo è chiuso, collocandolo tra gli smartphone pieghevoli più sottili attualmente in sviluppo. Sul retro trova spazio un modulo fotografico orizzontale con due sensori, mentre il display interno da 7,76 pollici integra una fotocamera frontale collocata nell’angolo superiore sinistro.

Il display esterno da 5,49 pollici utilizza invece un foro centrale, soluzione già adottata su numerosi smartphone premium. Anche la disposizione dei controlli sembra studiata per favorire l’utilizzo in entrambe le modalità : i pulsanti del volume sono collocati sul bordo superiore, il tasto di accensione sul lato destro e il pulsante dedicato al Camera Control è posizionato immediatamente sotto.
L’A20 Pro prepara la nuova generazione di iPhone 18 Pro

Le indiscrezioni non riguardano soltanto il design dei futuri dispositivi, ma anche il loro cuore tecnologico. In rete è infatti comparsa la prima immagine del presunto die del nuovo A20 Pro, il processore destinato agli iPhone 18 Pro. Il chip sarebbe realizzato da TSMC con processo produttivo a 2 nanometri, una delle principali evoluzioni tecnologiche attese nel settore dei semiconduttori. Il nuovo package utilizzerebbe la tecnologia Wafer-Level Multi-Chip Module (WMCM), soluzione che sposta la memoria LPDDR6 sul lato del package anziché sopra il processore come avviene nei tradizionali package-on-package.

Questa scelta dovrebbe migliorare la dissipazione del calore, riducendo l’accoppiamento termico tra CPU e memoria durante i carichi di lavoro più intensi. Sebbene il die sembri avere dimensioni molto simili a quelle dell’attuale A19 Pro, l’area occupata dalla Neural Processing Unit appare sensibilmente più ampia, suggerendo un incremento significativo della capacità di elaborazione dedicata all’intelligenza artificiale. Secondo le stime, il nuovo chip potrebbe offrire fino al 15% di prestazioni in più e un miglioramento dell’efficienza energetica vicino al 30%, grazie anche all’impiego dei nuovi condensatori SHPMIM, progettati per aumentare la densità di capacità e migliorare la stabilità elettrica.
L’intelligenza artificiale continua a guidare lo sviluppo hardware

L’espansione della NPU all’interno dell’A20 Pro conferma come Apple stia orientando la progettazione dei propri processori verso carichi di lavoro sempre più legati all’intelligenza artificiale. Le future funzionalità di Apple Intelligence, insieme all’elaborazione locale di modelli linguistici e strumenti generativi, richiedono infatti una capacità di calcolo dedicata molto superiore rispetto alle precedenti generazioni. L’incremento delle prestazioni della memoria, unito alla maggiore efficienza del processo produttivo a 2 nm, dovrebbe consentire agli iPhone 18 Pro di eseguire operazioni AI più complesse direttamente sul dispositivo, limitando la necessità di ricorrere al cloud. Questa strategia rappresenta uno degli elementi chiave della competizione con gli altri produttori premium, anch’essi impegnati ad aumentare la potenza delle rispettive unità neurali.
Il MacBook Pro supera i 10.000 dollari
Parallelamente alle indiscrezioni sui futuri iPhone, continua a far discutere il prezzo raggiunto da una configurazione completamente accessoriata del MacBook Pro 16 pollici. Dotato del nuovo M5 Max, con CPU a 18 core, GPU a 40 core, 128 GB di memoria unificata, SSD da 8 TB e display con finitura Nano-texture, il portatile raggiunge il prezzo di 10.149 dollari, superando per la prima volta la soglia delle cinque cifre. L’incremento non deriva esclusivamente dalla configurazione estrema, ma anche dall’aumento dei prezzi delle opzioni hardware. Gli upgrade dedicati a memoria e archiviazione risultano infatti molto più costosi rispetto alle generazioni precedenti, riflettendo la crescente domanda mondiale di chip di memoria e componenti destinati ai data center dedicati all’intelligenza artificiale. L’intero settore sta infatti affrontando un incremento dei costi produttivi che coinvolge produttori di memoria, fonderie e aziende specializzate nello storage ad alte prestazioni.
Le critiche politiche ai rincari di Apple
L’aumento dei prezzi ha rapidamente assunto anche una dimensione politica. Il senatore statunitense Bernie Sanders ha criticato pubblicamente Apple e il CEO Tim Cook, sostenendo che un’azienda con margini di profitto così elevati dovrebbe assorbire almeno una parte dell’incremento dei costi invece di trasferirlo interamente sui consumatori.

Sanders ha definito i rincari una manifestazione della cosiddetta “corporate greed”, sottolineando come Apple continui contemporaneamente a registrare profitti miliardari e a destinare ingenti risorse ai programmi di riacquisto delle proprie azioni. Sebbene si tratti di una posizione politica, il dibattito riflette un tema sempre più centrale per tutto il comparto tecnologico: la crescente domanda di componenti destinati all’intelligenza artificiale sta modificando profondamente la struttura dei costi dell’hardware premium, con effetti che iniziano a riflettersi direttamente sui listini destinati ai consumatori. In linea con il nostro profilo di fine mandato tracciato su Tim Cook
Apple tra innovazione e pressione sui costi

Le ultime indiscrezioni mostrano una Apple impegnata contemporaneamente su due fronti. Da un lato l’azienda continua a sviluppare prodotti che rappresentano un’evoluzione significativa della propria offerta, come il primo iPhone Ultra pieghevole e il nuovo A20 Pro, progettato per sostenere una nuova generazione di funzionalità basate sull’intelligenza artificiale. Dall’altro deve però affrontare un contesto industriale in cui semiconduttori avanzati, memoria e storage hanno raggiunto costi sempre più elevati, incidendo inevitabilmente sui prezzi finali dei dispositivi. Se i leak verranno confermati nei prossimi mesi, il debutto del pieghevole e della piattaforma A20 Pro rappresenterà uno dei passaggi tecnologici più importanti per Apple degli ultimi anni, mentre la crescente pressione economica sul segmento premium continuerà probabilmente ad alimentare il confronto tra innovazione, margini aziendali e accessibilità dei prodotti.
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