📌 In Sintesi
- Kali Linux 2026.2 introduce GNOME 50, KDE Plasma 6.6 e un avvio delle macchine virtuali fino a tre volte più rapido.
- La distribuzione amplia il proprio arsenale con nove nuovi strumenti dedicati a penetration testing, OSINT e analisi della sicurezza.
- Kali NetHunter riceve nuovi kernel, supporto a ulteriori smartphone e miglioramenti per Wi-Fi injection e hotspot Android.
Kali Linux continua a consolidare la propria posizione come distribuzione di riferimento per il penetration testing e la cybersecurity con il rilascio della versione 2026.2, pubblicata il 29 giugno. L’aggiornamento non introduce soltanto nuove versioni degli ambienti desktop, ma interviene in maniera significativa sulle prestazioni delle macchine virtuali, sull’infrastruttura dei repository, sugli strumenti disponibili per gli analisti di sicurezza e sull’ecosistema Kali NetHunter dedicato ai dispositivi mobili. Il risultato è una release che migliora l’esperienza quotidiana sia dei professionisti che lavorano in laboratorio sia di chi utilizza Kali in ambienti virtualizzati per attività di ricerca, auditing e formazione.
Cosa leggere
GNOME 50 e KDE Plasma 6.6 rendono il desktop più moderno
Tra gli aggiornamenti più evidenti spicca l’arrivo di GNOME 50, che introduce numerosi affinamenti all’interfaccia. Il file manager migliora la velocità di caricamento delle anteprime e delle icone riducendo contemporaneamente il consumo di memoria, mentre il visualizzatore di documenti aggiunge il supporto alle annotazioni e introduce ulteriori miglioramenti per l’accessibilità .

Anche KDE Plasma viene aggiornato alla versione 6.6, portando nuove funzionalità come la tastiera virtuale integrata, l’estrazione del testo dagli screenshot tramite Spectacle e strumenti più avanzati dedicati all’accessibilità e alla gestione della visione dei colori. Gli utenti che utilizzano Wayland beneficiano inoltre di nuove opzioni per lo zoom, i tasti lenti e la riduzione delle animazioni, contribuendo a un’esperienza desktop più fluida e personalizzabile.
Le macchine virtuali si avviano fino a tre volte più velocemente

Una delle innovazioni più interessanti della release riguarda le immagini dedicate alle macchine virtuali. Il team di sviluppo ha eliminato il firmware grafico preinstallato dalle immagini VM, riducendo la dimensione dell’initrd a circa 60 MB. Questa modifica permette di ridurre i tempi di avvio fino a tre volte rispetto alle versioni precedenti. Durante l’installazione il sistema rileva automaticamente se è in esecuzione all’interno di un ambiente virtualizzato e salta l’installazione del firmware grafico non necessario. Le immagini dedicate a VirtualBox, VMware e Hyper-V risultano quindi sensibilmente più leggere e rapide, mentre le ISO destinate all’installazione su hardware fisico mantengono il supporto completo per il firmware necessario ai sistemi bare-metal.
Nove nuovi strumenti ampliano il laboratorio di penetration testing

Il repository di Kali Linux si arricchisce di nove nuovi strumenti destinati ai professionisti della sicurezza. Tra questi spicca Arsenal-ng, una raccolta sviluppata in Go che mette a disposizione oltre duecento cheat-sheet dedicati alle attività offensive e difensive. Torna anche Hydra-gtk, interfaccia grafica dello storico strumento per il brute force delle autenticazioni di rete, mentre Legba amplia le possibilità di password spraying, enumerazione e attacchi multiprotocollo. La suite include inoltre Oletools per l’analisi di documenti Microsoft Office, Penelope per la gestione avanzata delle shell remote, Shell-GPT che integra modelli linguistici direttamente nella riga di comando, Tailscale per creare connessioni sicure tra dispositivi, Tookie-OSINT per individuare account sui social network e Uro, pensato per la pulizia degli URL durante attività di crawling e ricognizione. L’obiettivo è offrire una piattaforma sempre più completa senza costringere gli utenti a ricorrere a repository esterni.
APT si allinea agli standard Debian e Ubuntu
La release introduce anche un’importante modifica infrastrutturale. Le nuove installazioni utilizzano infatti il formato deb822 per la configurazione delle sorgenti software, sostituendo il tradizionale file /etc/apt/sources.list con /etc/apt/sources.list.d/kali.sources. La scelta segue l’evoluzione già adottata da Debian e Ubuntu, semplificando la gestione dei repository e rendendo più ordinata la configurazione del sistema. Gli utenti che aggiornano da versioni precedenti dovranno creare il nuovo file delle sorgenti, eseguire un full-upgrade, copiare i file skeleton aggiornati e riavviare il sistema per completare la migrazione. Contestualmente gli script helper ricevono una gestione più uniforme dei servizi, consentendo di avviarli, arrestarli, verificarne lo stato e aprire automaticamente nel browser eventuali interfacce web disponibili.
Kali NetHunter amplia il supporto ai dispositivi Android
Anche Kali NetHunter riceve un aggiornamento particolarmente ricco. L’applicazione migliora la velocità di avvio e corregge diversi bug relativi ai comandi personalizzati e al chroot manager, mentre la sezione EvilTwin introduce la verifica della password nei captive portal e risolve alcuni problemi legati all’hotspot Android dopo l’utilizzo di Wifipumpkin3. Uno degli sviluppi più importanti riguarda il supporto all’iniezione Qcacld3.0, frutto di anni di lavoro e ora disponibile su numerosi smartphone OnePlus, POCO, Redmi, Samsung e altri dispositivi compatibili.

Viene inoltre aggiunto il supporto al flashing del kernel tramite Magisk standalone e vengono estese le compatibilità con nuovi modelli, tra cui Google Pixel 6a, Samsung Galaxy S10, Galaxy Note 20 Ultra, Fairphone FP5 e numerosi altri terminali. Per OnePlus 6 e 6T arriva anche il supporto USB OTG senza necessità di modificare il Device Tree Blob, semplificando ulteriormente le operazioni di laboratorio.
Kernel Linux 6.19 e aggiornamenti di sistema
La base della distribuzione passa al kernel Linux 6.19, mentre chi desidera sperimentare il più recente Linux 7.0 può continuare ad utilizzare i repository kali-experimental o kali-rolling. Il team segnala anche due modifiche che richiedono particolare attenzione durante l’aggiornamento: il nuovo polkitd necessita di un riavvio affinché le applicazioni grafiche con privilegi amministrativi funzionino correttamente, mentre xrdp e xorgxrdp vengono aggiornati alla versione 0.10, richiedendo anch’essi il riavvio del sistema. Gli utenti Hyper-V che riscontrano problemi con l’Enhanced Session Mode possono risolverli tramite kali-tweaks, disabilitando e riabilitando la funzione direttamente dall’applicazione.
Disponibilità e nuovi mirror per la community
Gli utenti che dispongono già di un’installazione possono aggiornare il sistema seguendo la procedura ufficiale dopo aver migrato il nuovo formato delle sorgenti APT, mentre chi desidera installare la distribuzione da zero può scaricare le immagini aggiornate dal portale ufficiale. Il progetto continua inoltre ad espandere la propria infrastruttura globale con l’aggiunta di un nuovo mirror ospitato in Sudafrica grazie alla collaborazione con AFRICLOUD, migliorando la velocità di download per gli utenti del continente africano. Contestualmente viene aggiornata anche la documentazione ufficiale, che include guide dedicate al nuovo formato APT, alla creazione di immagini personalizzate, alla gestione dei dispositivi NetHunter e alla risoluzione degli errori più comuni. Con Kali Linux 2026.2 il progetto continua così ad affinare non solo gli strumenti offensivi, ma anche l’intera esperienza d’uso, offrendo una piattaforma sempre più veloce, moderna e allineata agli standard dell’ecosistema Linux.
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