backup android maps gemini

Da oggi il backup Android consuma lo spazio cloud e su Maps arriva Gemini per ordinare la cena

📌 In Sintesi

  • Google Play Services 26.26 introduce nuove API, gestione account migliorata e opzioni più ampie per lavoro e posizione.
  • Il backup Android ora conteggia più dati nello storage Google, con controlli granulari per utenti e app.
  • Translate, Maps e Chrome ricevono redesign, funzioni Gemini e guide visive per semplificare l’esperienza quotidiana.

Google avvia gli aggiornamenti di sistema di luglio 2026 con una serie di modifiche che toccano Android, app consumer e integrazione tra servizi. Il cambiamento più concreto riguarda il backup Android, che da ora conteggia più categorie di dati nel limite di storage del Google Account, includendo anche SMS, cronologia chiamate e impostazioni del dispositivo. In parallelo, Google Play Services 26.26 introduce nuove API per sviluppatori, strumenti più affidabili per il profilo di lavoro e controlli estesi per la posizione. Sul fronte app, Google Translate prepara un redesign più moderno, Google Maps lavora agli ordini di cibo da asporto tramite Gemini e Chrome sperimenta una guida visiva per diventare browser predefinito su Windows. Il filo comune è chiaro: più controllo per l’utente, interfacce meno frammentate e una maggiore presenza dell’AI nei servizi quotidiani.

Google Play Services 26.26 migliora account, lavoro e posizione

Gli aggiornamenti di Google Play Services 26.26 intervengono su aree centrali dell’esperienza Android, senza richiedere necessariamente un nuovo aggiornamento completo del sistema operativo. Nella sezione Account Management arriva un flusso di acquisto più fluido per Google One direttamente dall’app, pensato per ridurre attriti quando l’utente deve espandere lo spazio disponibile. La modifica diventa più rilevante proprio alla luce del nuovo conteggio dei dati di backup nello storage del Google Account. Sul fronte enterprise, Google introduce una nuova API per rendere più affidabile la configurazione del profilo di lavoro, aspetto importante per dispositivi gestiti da aziende, scuole e organizzazioni pubbliche.

image 150
Da oggi il backup Android consuma lo spazio cloud e su Maps arriva Gemini per ordinare la cena 7

In Device Connectivity diventa possibile trasferire l’account del profilo di lavoro direttamente a un orologio, rafforzando l’integrazione tra smartphone e Wear OS. Per Location & Context, invece, gli utenti possono gestire le impostazioni di condivisione della posizione anche da PC sui dispositivi supportati. Gli sviluppatori ottengono inoltre nuove API per integrare processi legati a Maps e alle Utilities in app destinate a telefono, auto, PC, TV e dispositivi indossabili.

Il backup Android consuma più storage ma offre più controlli

Annuncio

La modifica più sensibile riguarda il backup Android. Da luglio 2026, tutte le categorie di dati incluse nel backup contribuiscono al limite di storage del Google Account. Fino a oggi il peso percepito dagli utenti era concentrato soprattutto su foto e video tramite Google Photos, mentre ora entrano nel calcolo anche SMS, MMS, cronologia delle chiamate, impostazioni del dispositivo e altri dati di sistema. L’impatto medio stimato è di circa 40 MB aggiuntivi per backup, quindi non enorme in termini assoluti, ma significativo come cambio di principio: il backup diventa una componente pienamente contabilizzata dello spazio cloud. Per compensare, Google introduce controlli più granulari.

image 151
Da oggi il backup Android consuma lo spazio cloud e su Maps arriva Gemini per ordinare la cena 8

Gli utenti possono attivare o disattivare separatamente SMS e MMS, cronologia chiamate e impostazioni del dispositivo, oltre a intervenire su controlli per singola app. Sui Pixel, il percorso indicato è Impostazioni, Account e backup, Backup Google, Altri dati del dispositivo, mentre sugli altri Android è possibile cercare “backup” nelle Impostazioni. La distribuzione parte dal 7 luglio 2026 per i nuovi utenti e si estende progressivamente agli account esistenti nei mesi successivi.

Google Translate prepara un redesign più moderno e ordinato

Google Translate sta testando su Android un redesign sostanziale, pensato per rendere l’app più coerente con le interfacce recenti dei servizi Google. La nuova navigazione inferiore adotta una barra a forma di pillola con quattro sezioni principali: Traduci, Live, Fotocamera e Pratica. I selettori di lingua si spostano nella parte alta dell’interfaccia, mentre l’area di input viene collocata in basso con comandi rapidi per incollare testo, registrare voce e aprire il menu.

image 152
Da oggi il backup Android consuma lo spazio cloud e su Maps arriva Gemini per ordinare la cena 9

Sopra il campo di input compaiono scorciatoie contestuali, come la possibilità di riprendere una conversazione in Live Translate o continuare una sessione recente di pratica linguistica. Il vecchio pulsante Salvati viene sostituito da un menu hamburger che apre la schermata La tua attività, dove trovano posto cronologia, traduzioni salvate e trascrizioni. Funzioni secondarie come selettore del modello di traduzione e scrittura a mano vengono spostate nel menu a tre puntini. La schermata dei risultati usa schede arrotondate più ampie, migliorando leggibilità e separazione visiva tra input, output e strumenti.

Maps prepara gli ordini di cibo con Gemini

La novità più orientata all’AI riguarda Google Maps, dove è in sviluppo una funzione per ordinare cibo da asporto direttamente dall’app tramite Gemini. Il codice della versione 26.27.00.941319029 contiene stringhe riferite all’opzione “Chiedi a Maps di ordinare cibo”, con un flusso basato su linguaggio naturale. L’utente potrà descrivere cosa vuole mangiare, mentre Maps suggerirà ristoranti locali e gestirà l’ordine per il ritiro. L’obiettivo è ridurre la necessità di passare da app terze come Uber Eats o DoorDash, trasformando Maps da strumento di ricerca e navigazione a interfaccia transazionale. Le promozioni interne richiamano un’esperienza in cui l’utente comunica ciò che desidera, trova preferiti del quartiere e lascia che Maps completi l’operazione anche in movimento. Al momento la funzione non risulta ancora attiva, ma il legame con Gemini indica una direzione precisa: Google vuole usare l’AI non solo per rispondere a domande, ma per completare attività pratiche all’interno delle proprie app.

Chrome prova una guida visiva per diventare browser predefinito

Google Chrome sta testando una nuova esperienza chiamata Visual Guided Setter, pensata per aiutare gli utenti Windows a impostare il browser come predefinito. Il sistema apre una pagina dedicata con istruzioni chiare e un’evidenziazione visiva del pulsante da selezionare nelle impostazioni delle app predefinite di Windows. Se la schermata non compare correttamente, viene mostrato un messaggio con un link diretto alle Impostazioni del sistema operativo.

image 153
Da oggi il backup Android consuma lo spazio cloud e su Maps arriva Gemini per ordinare la cena 10

La funzione risponde a un problema pratico: negli ultimi anni, cambiare browser predefinito su Windows è diventato un percorso più guidato dal sistema e meno immediato per molti utenti. Con questa guida, Google prova a ridurre l’incertezza e a rendere più semplice il passaggio a Chrome senza affidarsi soltanto a finestre promozionali o messaggi generici. La novità si inserisce in una competizione sempre più serrata tra browser, dove l’onboarding e la configurazione iniziale contano quasi quanto prestazioni, estensioni e sincronizzazione dell’account.

Gli aggiornamenti Google puntano a controllo e integrazione

Le novità di luglio 2026 mostrano una linea di sviluppo coerente. Google interviene sul livello infrastrutturale con Play Services, modifica il modello di storage del backup Android, rinnova l’esperienza di Translate, prepara funzioni operative in Maps tramite Gemini e semplifica la configurazione di Chrome su Windows. Non si tratta di un singolo aggiornamento di rottura, ma di una serie di interventi distribuiti che incidono su abitudini quotidiane: conservare dati, tradurre contenuti, ordinare cibo, gestire lavoro e posizione, scegliere il browser predefinito. L’aspetto più rilevante è il progressivo spostamento verso interfacce più assistite, dove l’utente riceve controlli granulari ma anche percorsi più automatizzati. Il backup diventa più trasparente ma più vincolato allo storage, Translate riduce la frammentazione dell’interfaccia, Maps si avvicina a un modello agentico e Chrome semplifica un’operazione spesso poco intuitiva. Nel complesso, Google continua a trasformare Android e le sue app in un ecosistema più connesso, controllabile e guidato dall’intelligenza artificiale.

Iscriviti alla Newsletter

Non perdere le analisi settimanali: Entra nella Matrice Digitale.

Matrice Digitale partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU. In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno dagli acquisti idonei. Questo non influenza i prezzi per te.

Torna in alto