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Guerra totale Apple-OpenAI: “Spionaggio, talpe e file rubati per copiare il nostro nuovo hardware”

🛡️ Executive Summary

  • Apple denuncia OpenAI accusandola di aver orchestrato un piano per acquisire segreti commerciali relativi a futuri prodotti hardware.
  • La causa coinvolge il chief hardware officer Tang Tan e l’ex ingegnere Apple Chang Liu, accusati di aver ottenuto documentazione tecnica riservata.
  • Apple chiede il blocco dell’utilizzo delle informazioni contestate, oltre a risarcimenti economici e un processo con giuria presso un tribunale federale della California.

Lo scontro tra Apple e OpenAI si sposta nelle aule di tribunale con una causa destinata ad avere importanti ripercussioni sull’intero settore dell’intelligenza artificiale e dell’hardware consumer. L’azienda di Cupertino sostiene che OpenAI abbia costruito parte del proprio programma di sviluppo hardware attraverso un’acquisizione sistematica di informazioni riservate provenienti da ex dipendenti Apple. Secondo la denuncia depositata presso il Distretto Settentrionale della California, il reclutamento di personale non si sarebbe limitato all’assunzione di ingegneri esperti, ma avrebbe rappresentato il punto di partenza di una strategia finalizzata all’ottenimento di progetti, documentazione tecnica, dettagli sui fornitori e conoscenze proprietarie riguardanti dispositivi ancora non annunciati. La controversia arriva in un momento particolarmente delicato, mentre OpenAI accelera i lavori sul proprio primo prodotto hardware sviluppato insieme a Jony Ive e alla società io Products, entrando di fatto in un settore dove Apple mantiene una posizione dominante da oltre un decennio.

Apple descrive un piano organizzato per acquisire informazioni riservate

Secondo la ricostruzione contenuta nella denuncia, OpenAI avrebbe sviluppato una strategia di reclutamento mirata a ottenere non soltanto personale qualificato ma anche conoscenze considerate proprietà intellettuale di Apple. L’azienda afferma che oltre 400 ex dipendenti lavorano oggi per OpenAI e sostiene di aver espresso le proprie preoccupazioni già nei mesi precedenti senza ricevere risposte soddisfacenti. Nella documentazione depositata in tribunale Apple accusa OpenAI di aver invitato i candidati a prolungare il più possibile la permanenza presso Cupertino prima delle dimissioni, evitando di comunicare il futuro datore di lavoro e continuando ad accedere a informazioni interne durante il periodo di transizione. Secondo Apple questo comportamento avrebbe consentito la raccolta di dati sensibili relativi a prodotti ancora in fase di sviluppo, trasformando il processo di assunzione in un canale di acquisizione di segreti commerciali.

Tang Tan al centro delle accuse sul reclutamento

Tra i principali protagonisti della causa compare Tang Tan, oggi Chief Hardware Officer di OpenAI ed ex dirigente Apple con un ruolo di primo piano nello sviluppo dell’iPhone. Secondo Apple, Tan avrebbe sfruttato la propria conoscenza dei progetti interni dell’azienda per condurre colloqui estremamente mirati con i candidati provenienti da Cupertino. La denuncia sostiene che durante le selezioni venissero utilizzati codici interni dei progetti Apple per porre domande specifiche riguardanti prodotti non ancora annunciati, oltre a richieste relative a sottosistemi hardware, strumenti di progettazione CAD, processi di integrazione e rapporti con i fornitori strategici. Apple afferma inoltre che alcuni candidati sarebbero stati invitati a partecipare a vere e proprie sessioni di “show and tell”, durante le quali avrebbero dovuto mostrare componenti fisici, prototipi o altri materiali tecnici appartenenti all’azienda.

Il caso Chang Liu e il download di documentazione tecnica

La causa dedica ampio spazio anche alla posizione di Chang Liu, ex ingegnere Apple oggi accusato di aver continuato ad accedere ai sistemi aziendali dopo la cessazione del rapporto di lavoro. Secondo Apple, Liu avrebbe sfruttato un difetto nel sistema di autenticazione per scaricare una raccolta di oltre mille pagine di documentazione tecnica contenente informazioni dettagliate sui circuiti stampati complessi impiegati nei futuri dispositivi dell’azienda. La denuncia sostiene inoltre che l’ex dipendente non avrebbe restituito tempestivamente il computer aziendale e avrebbe persino scherzato in conversazioni private riguardo all’exploit utilizzato per mantenere l’accesso ai sistemi interni. Apple afferma anche che Liu avrebbe consigliato ad altri dipendenti interessati a entrare in OpenAI quali documenti riservati consultare prima dei colloqui, contribuendo a creare un modello ricorrente di acquisizione non autorizzata di conoscenze proprietarie.

Le accuse coinvolgono anche la rete dei fornitori Apple

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Oltre al comportamento degli ex dipendenti, Apple contesta a OpenAI anche presunti tentativi di ottenere informazioni riservate attraverso aziende partner coinvolte nella produzione dei propri dispositivi. Secondo la denuncia, OpenAI avrebbe convinto uno storico fornitore di Apple a eseguire una particolare tecnica proprietaria di finitura metallica senza autorizzazione, mentre in altri casi avrebbe utilizzato la terminologia interna dei progetti Apple per porre domande estremamente specifiche a produttori di componenti dedicati ai sistemi di alimentazione e alle batterie. Per Cupertino questi episodi dimostrerebbero che il progetto hardware di OpenAI non si è limitato a reclutare personale esperto, ma avrebbe cercato di ricostruire processi industriali, metodologie produttive e scelte progettuali direttamente attraverso la rete di fornitori costruita negli anni da Apple.

Una battaglia che va oltre la collaborazione su Siri

La causa assume particolare rilevanza perché arriva pochi mesi dopo l’annuncio della collaborazione tra Apple e OpenAI per l’integrazione di ChatGPT all’interno di Siri e di Apple Intelligence. Cupertino precisa però che il procedimento giudiziario non riguarda in alcun modo l’accordo commerciale esistente tra le due aziende né le funzionalità software sviluppate congiuntamente. L’oggetto della controversia riguarda esclusivamente il presunto utilizzo illecito di segreti commerciali destinati allo sviluppo di dispositivi hardware concorrenti. Nel frattempo OpenAI continua a lavorare al primo prodotto nato dalla collaborazione con Jony Ive, acquisita attraverso io Products, iniziativa che rappresenta una delle principali espansioni dell’azienda oltre il settore dei modelli linguistici.

Apple chiede il blocco dell’utilizzo delle informazioni contestate

Attraverso il procedimento depositato presso la corte federale californiana, Apple chiede un processo con giuria, il risarcimento dei danni economici, il rimborso delle spese legali e soprattutto un’ingiunzione che impedisca a OpenAI di utilizzare qualsiasi informazione ritenuta derivante dai segreti commerciali contestati. Da parte sua OpenAI respinge integralmente le accuse, sostenendo di aver sempre operato nel rispetto delle normative sulla proprietà intellettuale e di aver formato adeguatamente il proprio personale affinché non utilizzasse materiale riservato proveniente da precedenti datori di lavoro. La vicenda potrebbe trasformarsi in uno dei contenziosi più importanti degli ultimi anni nel settore tecnologico, poiché coinvolge direttamente il confine tra libera circolazione delle competenze professionali e tutela del patrimonio industriale in un momento in cui le principali aziende della Silicon Valley competono sempre più intensamente per attrarre i migliori talenti nel campo dell’intelligenza artificiale e dell’hardware avanzato.

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