pixel 11 glow

Google conferma Pixel Glow, apre Play Store agli store terzi e aggiorna Android 17

📌 In Sintesi

  • Il primo teaser ufficiale di Pixel 11 conferma Pixel Glow, sistema LED posteriore multicolore destinato a notifiche e funzioni contestuali.
  • Dal 22 luglio gli utenti statunitensi potranno scaricare app store concorrenti direttamente dal Play Store secondo l’ingiunzione ottenuta da Epic Games.
  • Android 17 QPR1 Beta 7 corregge problemi su Battery Share, Quick Settings, schermi esterni e regolazione delle dimensioni del testo.

Google prepara il lancio del Pixel 11 confermando ufficialmente Pixel Glow, avvia negli Stati Uniti l’apertura del Play Store agli store concorrenti e distribuisce Android 17 QPR1 Beta 7 sui dispositivi compatibili. Le tre novità intervengono sui pilastri dell’ecosistema Android: hardware, distribuzione delle applicazioni e sistema operativo. Il teaser del nuovo smartphone anticipa l’avvio dei preordini il 12 agosto, mentre l’attuazione dell’ingiunzione ottenuta da Epic Games modifica il ruolo del Play Store, che dovrà ospitare e distribuire anche marketplace di terze parti.

Pixel Glow diventa la prima funzione ufficiale del Pixel 11

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Il primo video promozionale pubblicato da Google mostra una luce circolare sul retro del Pixel 11 e conferma il nome commerciale Pixel Glow. Il sistema LED può riprodurre colori differenti e dovrebbe funzionare come indicatore avanzato per notifiche, chiamate, ricarica e attività delle applicazioni. Google non ha ancora descritto tutte le modalità operative, ma il teaser trasforma in una caratteristica ufficiale ciò che fino a questo momento era emerso attraverso brevetti, test software e indiscrezioni. Matrice Digitale aveva anticipato il progetto nell’analisi dedicata ai LED Pixel Glow e alle modifiche previste per Gemini e nel successivo approfondimento sul sistema di notifiche posteriori sviluppato per i nuovi Pixel. L’integrazione nel design potrebbe offrire un elemento distintivo senza trasformare l’intera scocca in un pannello luminoso, mantenendo la riconoscibilità della barra fotografica e della struttura già anticipata dai render.

I preordini iniziano il 12 agosto con una promozione negli USA

Il video conferma che i preordini partiranno il 12 agosto 2026, data prevista per l’evento di presentazione della nuova gamma. Negli Stati Uniti, chi registra il proprio indirizzo email sul Google Store entro il 7 agosto alle 23:59 PT riceverà un codice promozionale utilizzabile tra il 12 e il 27 agosto. Il materiale non chiarisce il valore dello sconto o i prodotti ai quali potrà essere applicato, ma indica che Google vuole concentrare le vendite nella prima finestra commerciale.

La famiglia dovrebbe comprendere Pixel 11, varianti Pro e il nuovo pieghevole, già analizzato nel confronto tra Pixel 11 Pro Fold e Pixel 10 Pro Fold. Le informazioni precedenti indicano inoltre un aumento della memoria di base e possibili rincari, come ricostruito nell’articolo sull’evento Pixel dell’11 agosto e sui prezzi previsti. Pixel Glow diventa quindi il primo elemento utilizzato da Google per costruire una campagna ufficiale attorno a un aggiornamento hardware che, per il resto, resta ancora parzialmente coperto.

Il Play Store distribuisce anche gli store concorrenti

Dal 22 luglio 2026, Google inizierà negli Stati Uniti a consentire il download di app store di terze parti direttamente dal Google Play Store. La modifica deriva dall’ingiunzione pronunciata nel contenzioso promosso da Epic Games e introduce una forma di concorrenza interna alla piattaforma principale di Android. Un utente potrà trovare un marketplace alternativo nel Play Store, installarlo attraverso il normale processo di download e utilizzarlo per accedere ad applicazioni e giochi. Gli store concorrenti potranno mostrare anche software presente nel catalogo Google, salvo la scelta dello sviluppatore di non partecipare. Dovranno però pagare una quota annuale di 5.000 dollari, rispettare criteri di sicurezza e mantenere la percentuale di installazioni malevole sotto l’1%. L’apertura arriva dopo una lunga battaglia sulle commissioni, già descritta nell’analisi sulla strategia di Google per modificare le tariffe del Play Store, e rappresenta una trasformazione più profonda del semplice sideloading.

Google mantiene commissioni e controllo sulla sicurezza

Il nuovo sistema non elimina il ruolo economico di Google. Quando un’applicazione viene scaricata attraverso il Play Store, continuano ad applicarsi le condizioni e le commissioni previste dalla piattaforma, anche se la scoperta avviene tramite un marketplace concorrente. Google conserva inoltre la revisione degli store, il controllo delle policy e la possibilità di rimuovere operatori che superano le soglie di malware o discriminano gli sviluppatori. Gli store devono essere aperti a tutti i soggetti idonei e non possono utilizzare questa possibilità per distribuire applicazioni fuori dagli Stati Uniti. L’azienda ha ritirato la richiesta di modificare l’ingiunzione e afferma di voler concentrare il lavoro su un modello sostenibile e sicuro. Per Epic Games, il cambiamento riduce il vantaggio distributivo derivante dalla preinstallazione del Play Store; per Google, le condizioni economiche e tecniche permettono di mantenere un ruolo di gatekeeper. L’esito statunitense si collega al più ampio scontro giudiziario raccontato da Matrice Digitale nella vicenda che ha coinvolto Epic Games, Google e la Corte Suprema.

Android 17 QPR1 Beta 7 consolida la piattaforma

Google ha distribuito Android 17 QPR1 Beta 7 per Pixel 6 e modelli successivi, Pixel Tablet e Pixel 10 Pro Fold. La release arriva dopo il raggiungimento della Platform Stability con la Beta 6 e concentra il lavoro su correzioni destinate al Feature Drop di settembre. Sugli schermi esterni, la barra delle applicazioni allinea ora le icone al centro anziché sul lato sinistro. Battery Share non dovrebbe più rifiutare l’attivazione dal pannello Quick Settings o mostrare ripetutamente l’animazione di ricarica. Google ha corretto anche lo spazio vuoto che appariva tra le icone della batteria e dei dati mobili dopo la disattivazione del Wi-Fi e un crash nel controllo rapido per la dimensione dei caratteri. La versione precedente aveva già introdotto difese contro il brute force e miglioramenti al Desktop Windowing, descritti nell’approfondimento su Android 17 QPR1 Beta 6. La Beta 7 non aggiunge funzioni radicali, ma indica che il ramo QPR1 è entrato nella fase finale di stabilizzazione prima della distribuzione generale.

Hardware, store e sistema operativo convergono nel nuovo Android

Pixel Glow fornisce a Google un elemento visivo riconoscibile per promuovere Pixel 11, ma l’apertura del Play Store produce conseguenze più profonde per l’intero mercato Android. La possibilità di installare marketplace concorrenti dalla piattaforma ufficiale riduce una delle principali barriere all’ingresso, pur lasciando a Google commissioni, revisione e controllo dei criteri di sicurezza. Android 17 QPR1 completa il quadro preparando un sistema più stabile per smartphone, tablet, pieghevoli e schermi esterni. Google agisce quindi su tre livelli contemporaneamente: differenzia il proprio hardware, modifica la distribuzione delle applicazioni sotto pressione giudiziaria e consolida il software che dovrà sostenere la nuova generazione Pixel.

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