🛡️ Executive Summary
- Europol e nove Paesi hanno segnalato alle piattaforme 4.340 URL collegati alla propaganda e ai contenuti violenti diffusi dalla rete The Com.
- Il network recluta e ricatta soprattutto minori attraverso social, applicazioni di messaggistica, videogiochi e comunità private difficili da monitorare.
- Project COMPASS coordina le indagini internazionali contro un ecosistema decentralizzato che mescola estremismo, abusi sessuali, autolesionismo e violenza come forma di prestigio.
Europol ha coordinato un’azione internazionale contro The Com, ecosistema online composto da gruppi estremisti nichilisti che reclutano, manipolano e ricattano soprattutto adolescenti e persone vulnerabili. Nel corso di diverse settimane tra giugno e luglio 2026, investigatori di nove Paesi hanno individuato e segnalato alle piattaforme 4.340 URL contenenti propaganda, violenza estrema, abusi sessuali su minori, autolesionismo e manuali destinati a facilitare nuovi reati. L’operazione non ha prodotto direttamente migliaia di arresti, ma ha cercato di interrompere i canali attraverso i quali la rete costruisce notorietà, trova vittime e trasferisce gli utenti dalle piattaforme accessibili verso chat private nelle quali radicalizzazione e coercizione diventano più intense.
Cosa leggere
The Com unisce estremismo e sfruttamento dei minori
The Com, abbreviazione di “Community”, non possiede una struttura centrale, un comando riconoscibile o una dottrina politica uniforme. Comprende gruppi e individui legati da una visione misantropica e nichilista, nella quale la violenza non rappresenta necessariamente uno strumento per raggiungere un obiettivo ideologico, ma può diventare il fine stesso dell’attività online. Alcune fazioni adottano simboli dell’estrema destra violenta e teorie accelerazioniste, mentre altre utilizzano riferimenti satanici, linguaggi cifrati e immagini scioccanti soprattutto per aumentare la propria reputazione. Il bersaglio principale resta però costituito dai minori, avvicinati attraverso social network, servizi di messaggistica, videogiochi e piattaforme di streaming. I primi contenuti possono apparire ironici, provocatori o apparentemente innocui, ma conducono progressivamente verso comunità private nelle quali gli utenti vengono spinti a produrre immagini sessuali, ferirsi, torturare animali o partecipare ad azioni violente. Il ricatto sessuale serve poi a mantenere le vittime sotto controllo e a costringerle a fornire nuovo materiale. L’ecosistema mostra quindi la convergenza tra radicalizzazione, cyberbullismo, CSAM e coercizione digitale già emersa nelle operazioni contro Terrorgram e le reti di violenza online, ma con una struttura ancora più frammentata e difficile da attribuire a una singola organizzazione.
La violenza diventa una valuta sociale nelle comunità private
All’interno di The Com, la posizione di un individuo o di un gruppo dipende dalla capacità di produrre, estorcere e diffondere materiale sempre più estremo. Europol descrive immagini di autolesionismo, suicidio, abusi sessuali su minori, crudeltà contro animali, aggressioni di strada e incendi, spesso trasmessi in diretta e successivamente archiviati per essere ripubblicati. I cosiddetti “blood walls” consistono in scritte realizzate con sangue per mostrare il nome online dell’estorsore o del gruppo, mentre i “cut-signs” obbligano le vittime a incidere sul proprio corpo pseudonimi e simboli richiesti dai persecutori. La sofferenza diventa così una prova di obbedienza e contemporaneamente uno strumento di promozione interna. La rete diffonde anche manuali su grooming, omicidio, esplosivi improvvisati, doxing e swatting, trasformando pratiche criminali differenti in un repertorio condiviso. Il doxing permette di raccogliere e pubblicare indirizzi e informazioni personali, mentre lo swatting utilizza false segnalazioni di emergenza per provocare interventi armati della polizia presso l’abitazione della vittima. Queste dinamiche confermano l’allarme già emerso nelle inchieste sulla radicalizzazione di adolescenti attraverso social e comunità estremiste: la separazione tra propaganda, abuso e violenza fisica diventa sempre meno netta quando lo stesso ambiente digitale premia ogni escalation.
Nove Paesi segnalano 4.340 URL alle piattaforme
L’azione è stata organizzata dall’EU Internet Referral Unit di Europol insieme al Centro spagnolo di intelligence contro terrorismo e criminalità organizzata, con la partecipazione di Belgio, Finlandia, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Svezia. Gli investigatori hanno raccolto gli URL, eliminato duplicazioni e verificato quali contenuti potessero violare la direttiva europea contro il terrorismo e il quadro normativo sul razzismo e la xenofobia. Gli indirizzi sono stati quindi inviati ai fornitori dei servizi perché valutassero la rimozione secondo le rispettive condizioni d’uso e gli obblighi applicabili. La segnalazione non equivale automaticamente alla cancellazione e non sostituisce un provvedimento giudiziario, ma permette di concentrare l’attenzione delle piattaforme su contenuti e account già analizzati dalle autorità. Il limite dell’approccio emerge dalla natura distribuita della rete: un canale rimosso può essere ricreato, il materiale può migrare verso servizi differenti e gli utenti più coinvolti possono spostarsi in comunità chiuse. Le operazioni precedenti contro la propaganda estremista distribuita attraverso audio, podcast e piattaforme accessibili hanno mostrato che la rimozione produce risultati soltanto quando viene affiancata da indagini sugli amministratori, identificazione delle vittime e conservazione delle prove necessarie ai procedimenti penali.
Project COMPASS affronta una minaccia globale e decentralizzata
I Referral Action Days completano il lavoro di Project COMPASS, iniziativa coordinata dallo European Counter Terrorism Centre di Europol e sostenuta da autorità di 28 Paesi. Dal gennaio 2025 il progetto ha contribuito a mettere in sicurezza quattro vittime, arrestare 30 responsabili, identificare almeno parzialmente 62 vittime e individuare 179 autori o sospetti. I numeri restano limitati rispetto alla dimensione potenziale dell’ecosistema, ma riflettono la difficoltà di intervenire su gruppi fluidi, identità fittizie e reati distribuiti tra più giurisdizioni. Europol considera The Com una minaccia globale nella quale minori possono essere contemporaneamente vittime, reclutatori ed esecutori di azioni violente, dopo un processo di manipolazione che sfrutta isolamento, fragilità psicologica e ricerca di appartenenza. La risposta richiede quindi cooperazione tra unità antiterrorismo, reparti contro gli abusi sessuali, investigatori cyber e piattaforme digitali. Le operazioni contro il CSAM, come la maxi-azione internazionale che ha portato a 28 arresti e alla protezione di bambini, non possono più restare separate dalle indagini sull’estremismo quando le stesse comunità utilizzano materiale sessuale, ricatto e propaganda per controllare i giovani. The Com non è soltanto un insieme di contenuti illegali: è un modello di reclutamento nel quale gli algoritmi facilitano il primo contatto, le chat private consolidano il controllo e la violenza diventa il requisito per appartenere al gruppo.
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