⚙️ Da sapere
- Apple chiede a Washington di utilizzare memorie CXMT e YMTC nei dispositivi destinati ai mercati esterni agli Stati Uniti.
- Micron teme che i produttori cinesi sostenuti da Pechino possano indebolire gli investimenti americani nella produzione di memorie.
- La pressione sui componenti accompagna lo sviluppo di MacBook Ultra, iPhone Ultra e della futura gamma iPhone 18 Pro.
Apple vuole ampliare l’accesso alle memorie prodotte in Cina per contenere i costi e proteggere la propria catena di fornitura, ma la richiesta ha aperto uno scontro industriale con Micron davanti all’amministrazione statunitense. La controversia coinvolge CXMT, YMTC, la sicurezza economica degli Stati Uniti e il futuro della produzione nazionale di semiconduttori. Parallelamente, Cupertino prepara MacBook Ultra, iPhone Ultra e pannelli OLED meno costosi per gli iPhone 18 Pro, mentre iOS 27, watchOS 27, iCloud e Apple Pay ampliano le funzioni dell’ecosistema. Sul fronte legale emergono inoltre il patteggiamento da 250 milioni di dollari legato a Siri e una causa sull’origine dell’exploit hardware usbliter8.
Cosa leggere
Apple chiede a Washington l’accesso alle memorie cinesi
Tim Cook avrebbe presentato direttamente al presidente Donald Trump e ai principali responsabili economici dell’amministrazione un piano per utilizzare memorie prodotte da ChangXin Memory Technologies, conosciuta come CXMT, e Yangtze Memory Technologies, indicata come YMTC, nei dispositivi Apple venduti fuori dagli Stati Uniti. La richiesta non riguarderebbe soltanto gli iPhone destinati alla Cina, ma una parte più ampia della produzione internazionale. CXMT sviluppa principalmente memorie DRAM, mentre YMTC è specializzata nelle unità NAND flash utilizzate per l’archiviazione. Entrambe sono state indicate dal Pentagono come aziende militari cinesi e YMTC compare anche nella Entity List del Dipartimento del Commercio, rendendo qualsiasi accordo politicamente sensibile. Apple avrebbe già valutato i componenti cinesi, ma il loro impiego richiederebbe una struttura commerciale capace di rispettare le restrizioni statunitensi. La pressione nasce dalla scarsità globale di memorie e dall’aumento dei prezzi, un problema già evidente quando iPhone 18 Pro ha rinunciato alle memorie CXMT mentre il packaging WMCM spingeva il prezzo verso l’alto. Cupertino punta quindi a diversificare i fornitori, aumentare il proprio potere negoziale e ridurre la dipendenza dai produttori tradizionali, soprattutto nei mercati dove la disponibilità dei componenti rischia di limitare volumi e margini.
Micron difende la produzione americana di semiconduttori
Micron, unico produttore statunitense di memorie con una presenza industriale globale paragonabile ai principali concorrenti asiatici, cerca di bloccare il progetto sostenendo che l’ingresso dei fornitori cinesi nella supply chain delle aziende americane potrebbe indebolire gli investimenti nazionali. Il gruppo ritiene che CXMT benefici di sussidi pubblici capaci di sostenere prezzi difficilmente replicabili dai concorrenti occidentali, con il rischio di trasferire in Cina una quota crescente del mercato mondiale delle memorie. Micron propone invece di accelerare la costruzione degli impianti statunitensi e ampliare la capacità produttiva interna. Il confronto costringe Washington a scegliere tra due priorità economiche in conflitto: ridurre il costo dei dispositivi attraverso una maggiore concorrenza oppure proteggere la produzione nazionale anche accettando componenti più costosi. La questione assume una dimensione geopolitica perché Pechino continua a sostenere la propria industria tecnologica, come mostra l’espansione di CXMT tra nuova capacità produttiva, IPO e crescita dell’ecosistema cinese dei chip. Apple tenta di trasformare gli investimenti annunciati negli Stati Uniti in maggiore flessibilità commerciale, ma resta dipendente da una catena di fornitura internazionale nella quale Cina, Corea del Sud, Giappone e Taiwan mantengono un ruolo essenziale.
MacBook Ultra potrebbe introdurre display OLED e controlli touch
La pressione sulle memorie arriva mentre Apple prepara una nuova fascia superiore di computer portatili. Il dispositivo indicato come MacBook Ultra sarebbe in sviluppo come primo importante ripensamento dei MacBook professionali dal 2021, con produzione di massa collocata tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Le indiscrezioni descrivono un display OLED tandem composto da due strati organici sovrapposti, soluzione capace di aumentare luminosità, efficienza energetica e durata rispetto ai pannelli OLED tradizionali. Lo schermo potrebbe supportare anche l’input touch, senza trasformare il computer in un tablet convertibile: tastiera e trackpad resterebbero gli strumenti principali, affiancati dalla possibilità di interagire direttamente con alcuni elementi dell’interfaccia. Apple dovrebbe inoltre sostituire il notch con un foro per la fotocamera, ridurre lo spessore dello chassis e rinforzare la cerniera per limitare le oscillazioni durante l’uso tattile. I processori previsti sarebbero M5 Pro e M5 Max, mentre l’eventuale integrazione del modem cellulare C2 resta meno certa. Il progetto sviluppa una roadmap già emersa con il MacBook touch e l’iPhone Ultra pieghevole destinati a rinnovare la fascia premium di Apple. Nome commerciale, configurazioni e disponibilità non sono ancora confermati, mentre la scarsità dei componenti potrebbe condizionare il calendario produttivo.
iPhone Ultra potrebbe inaugurare la gamma pieghevole
La denominazione iPhone Ultra potrebbe essere utilizzata per il primo smartphone pieghevole di Apple, un modello a libro destinato a collocarsi sopra gli iPhone Pro. Le informazioni disponibili descrivono un display esterno compreso tra 5,3 e 5,5 pollici e uno schermo interno tra 7,6 e 7,8 pollici, con proporzioni più larghe rispetto a molti pieghevoli Android. Apple starebbe lavorando su una piega centrale poco visibile e su una struttura in titanio particolarmente sottile quando aperta. Il dispositivo potrebbe rinunciare a Face ID in favore di Touch ID integrato nel pulsante laterale, scelta utile a ridurre lo spazio occupato dai sensori biometrici. Sul retro sarebbero presenti due fotocamere da 48 megapixel, senza teleobiettivo dedicato, mentre la piattaforma dovrebbe adottare il chip A20 Pro a 2 nanometri, 12 GB di RAM LPDDR5 e il modem C2. Si tratta ancora di indiscrezioni e non di specifiche annunciate da Apple. Il progetto si inserisce nel percorso già delineato dalle camere di vapore ordinate per iPhone Ultra per gestire temperature e prestazioni nello chassis pieghevole. La nuova categoria permetterebbe a Cupertino di entrare nel mercato dei foldable senza modificare immediatamente l’intera gamma iPhone, utilizzando il modello Ultra come prodotto premium a volumi inizialmente limitati.
iPhone 18 Pro riduce il costo dei pannelli OLED
Apple starebbe negoziando con Samsung Display e LG Display una riduzione significativa del prezzo dei pannelli OLED destinati a iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max. Per il modello più grande, il costo medio potrebbe scendere fino a circa 66,50 dollari, quasi il 20% in meno rispetto ai pannelli utilizzati dalla generazione precedente. La riduzione non dovrebbe comportare necessariamente una qualità inferiore, perché gli schermi continuerebbero a utilizzare materiali organici avanzati, compreso il set M16 di Samsung Display, sviluppato per migliorare efficienza luminosa, durata e resa cromatica. Cupertino potrebbe sfruttare la concorrenza tra i due fornitori per compensare l’aumento dei costi di memorie, processori a 2 nanometri e packaging. Un pannello meno costoso non garantisce quindi una diminuzione del prezzo finale degli smartphone: il risparmio può servire a evitare rincari maggiori oppure a proteggere i margini. Samsung Display dovrebbe mantenere la quota principale delle forniture, mentre LG Display acquisirebbe un peso superiore, riducendo la dipendenza da un singolo produttore. La strategia conferma che Apple sta intervenendo su ogni componente della distinta base, cercando economie sui display per assorbire gli aumenti legati alle tecnologie più avanzate.
iOS 27 amplia chiamate, pagamenti e gestione della batteria
Sul fronte software, iOS 27 introduce Call Context, una funzione di Apple Intelligence capace di mostrare automaticamente durante una telefonata aziendale le informazioni pertinenti recuperate dalle applicazioni dell’utente. Chiamando una compagnia aerea, per esempio, l’iPhone può visualizzare i dettagli del volo o un codice di conferma presente in Mail. Apple Pay riceve invece un’interfaccia che semplifica il passaggio tra le carte e mostra saldi, ricompense e opzioni rateali. Una collaborazione con American Express dovrebbe consentire l’utilizzo dei punti Membership Rewards durante il checkout, mentre Tap to Share permetterà di condividere con il commerciante informazioni autorizzate avvicinando due iPhone. watchOS 27 introdurrà notifiche proattive per individuare gesti, richiami vocali di Siri e promemoria di allenamento mai utilizzati, proponendone la disattivazione per ridurre i processi in background. Le funzioni si aggiungono alle beta pubbliche di iOS 27, macOS 27 e watchOS 27 già distribuite agli utenti. iCloud dovrebbe inoltre migliorare caricamenti fotografici, sincronizzazione, album condivisi e gestione dei contenuti, mentre macOS Sonoma 14.8.8 e macOS Sequoia 15.7.8 hanno raggiunto una nuova Release Candidate.
Siri e usbliter8 aprono due controversie legali distinte
Un tribunale statunitense ha approvato in via preliminare il patteggiamento da 250 milioni di dollari relativo ai ritardi di alcune funzioni di Siri e Apple Intelligence annunciate nel 2024. La class action sostiene che Apple abbia promosso capacità non disponibili al momento dell’acquisto. Possono rientrare nell’accordo gli acquirenti statunitensi di dispositivi compatibili con Apple Intelligence comprati tra il 10 giugno 2024 e il 29 marzo 2025, con un rimborso stimato di circa 25 dollari per dispositivo. Apple non ha ammesso responsabilità. Una seconda causa, separata dal contenzioso su Siri, riguarda invece usbliter8, un exploit della BootROM che interessa i chip A12, A13, S4 e S5. Magnet Forensics accusa Paradigm Shift Technology di avere pubblicato la tecnica utilizzando segreti industriali sottratti da un ex collaboratore. La vulnerabilità permette, con accesso fisico al dispositivo, di eseguire codice prima dell’avvio di iOS e non può essere corretta tramite aggiornamento perché risiede nella memoria di avvio del chip. Apple non è accusata di aver sviluppato l’exploit: il contenzioso riguarda la proprietà della ricerca tecnica utilizzata per realizzarlo.
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