📌 In Sintesi
- One UI 9 cancella automaticamente i dati del Galaxy dopo 13 tentativi di sblocco errati e non permette di disattivare la protezione.
- La misura contrasta gli attacchi brute force, ma aumenta il rischio di perdita dei dati quando backup e sincronizzazione non sono aggiornati.
- L’ipotesi di un Galaxy S28 Ultra da 7 pollici resta una previsione industriale, non un’indiscrezione confermata da fonti Samsung.
Samsung rafforza la protezione dei dati sui dispositivi Galaxy con una modifica sostanziale introdotta da One UI 9. Dopo 13 tentativi consecutivi di inserimento errato del PIN, lo smartphone avvia automaticamente il ripristino delle impostazioni di fabbrica e cancella i contenuti conservati localmente. La funzione non può essere disattivata dall’utente, a differenza del precedente sistema opzionale basato su 20 tentativi. L’obiettivo è contrastare gli strumenti di sblocco brute force impiegati contro telefoni rubati o sequestrati. Sul fronte hardware circola intanto l’ipotesi di un Galaxy S28 Ultra con display da 7 pollici, ma la previsione non deriva ancora da un leak verificato o da fonti interne documentate.
Cosa leggere
One UI 9 rende obbligatorio il reset automatico
Con One UI 9, Samsung modifica il comportamento della funzione precedentemente denominata Auto Factory Reset. Nelle versioni precedenti dell’interfaccia, il proprietario di un Galaxy poteva scegliere se attivare la cancellazione automatica dopo 20 tentativi di sblocco falliti. L’impostazione era disabilitata in modo predefinito e, quando non veniva attivata, il sistema permetteva di continuare a inserire codici errati applicando intervalli di attesa progressivamente più lunghi. La nuova versione elimina questa possibilità : dopo l’installazione di One UI 9, il limite scende a 13 tentativi e la protezione resta permanentemente attiva. Il dispositivo non si limita a bloccare temporaneamente l’accesso, ma cancella applicazioni, credenziali, fotografie, documenti e informazioni archiviate nella memoria interna. La funzione debutta sui Galaxy Z Fold 8, Galaxy Z Fold 8 Ultra e Galaxy Z Flip 8, distribuiti direttamente con One UI 9 basata su Android 17, mentre la serie Galaxy S26 dovrebbe ricevere la versione stabile successivamente. Il percorso era già iniziato con l’apertura della beta di One UI 9 sui Galaxy S26 e l’ampliamento di Camera Assistant, ma la versione definitiva attribuisce alla protezione dei dati un ruolo molto più invasivo rispetto alle precedenti generazioni.
La protezione ostacola gli strumenti di sblocco brute force
La scelta di Samsung punta a rendere meno efficaci gli attacchi brute force, nei quali un software prova automaticamente numerose combinazioni fino a individuare il codice corretto. Strumenti forensi specializzati possono collegarsi alla porta USB dello smartphone, sfruttare vulnerabilità hardware o software e tentare di aggirare le limitazioni imposte dal sistema operativo. I normali ritardi applicati dopo ogni PIN errato rallentano l’operazione, ma non eliminano il rischio quando il dispositivo resta indefinitamente nelle mani dell’attaccante.

Il limite di 13 tentativi introduce invece una conseguenza irreversibile: superata la soglia, i dati locali vengono cancellati prima che lo strumento possa esaminare un numero significativo di combinazioni. La misura non rende impossibile ogni compromissione, perché gli apparati forensi più avanzati cercano spesso di disabilitare i contatori o estrarre direttamente le chiavi crittografiche, ma riduce la superficie disponibile per gli attacchi convenzionali. One UI 9 integra questa modifica in un aggiornamento più ampio che Samsung sta testando anche su modelli meno recenti, come mostrato dalle prove di Android 17 e One UI 9 su Galaxy A24 e Galaxy Tab S10 Ultra. La protezione assume particolare importanza sui dispositivi aziendali, dove email, autenticazioni, documenti e accessi alle infrastrutture cloud possono esporre informazioni più preziose dello smartphone stesso.
Il nuovo limite aumenta il valore dei backup aggiornati
Il reset obbligatorio introduce anche un rischio operativo per il proprietario legittimo. Tredici tentativi possono sembrare sufficienti, ma errori ripetuti, pressioni involontarie nella tasca, interazioni di bambini o tentativi compiuti da una terza persona potrebbero avvicinare il dispositivo alla soglia senza che l’utente ne sia consapevole. La misura rende quindi indispensabile mantenere aggiornati i backup su Samsung Cloud, Google Drive, computer o altri sistemi di archiviazione. I contenuti sincronizzati possono essere recuperati dopo il ripristino, mentre fotografie, file e dati delle applicazioni conservati soltanto nella memoria interna rischiano di andare definitivamente perduti. Samsung privilegia chiaramente la riservatezza rispetto alla disponibilità : è considerato preferibile cancellare le informazioni anziché lasciarle esposte a un aggressore che possiede fisicamente il telefono. La scelta è coerente con la crescente centralità dello smartphone come archivio di identità digitale, chiavi di accesso, carte di pagamento e autenticazioni a più fattori. L’utente dovrà però ricevere avvisi comprensibili sul numero di tentativi rimasti, evitando che il reset avvenga senza una percezione chiara del pericolo. La protezione non sostituisce inoltre un PIN robusto: una sequenza breve o prevedibile può essere individuata prima del tredicesimo tentativo, mentre un codice più lungo riduce drasticamente la probabilità di successo.
Galaxy S28 Ultra da 7 pollici resta una previsione
Sul fronte hardware, l’ipotesi di un Galaxy S28 Ultra con display da 7 pollici non può ancora essere trattata come un’indiscrezione proveniente dall’interno di Samsung. La fonte disponibile sviluppa una previsione basata sulla crescita progressiva degli schermi e sulla possibilità che Apple porti a 7 pollici il futuro iPhone 20 Pro Max. L’attuale Galaxy S26 Ultra utilizza già un pannello da 6,9 pollici, quindi il passaggio alla soglia successiva sarebbe tecnicamente limitato e potrebbe essere ottenuto riducendo ulteriormente le cornici senza aumentare sensibilmente le dimensioni del corpo. Samsung ha già dimostrato di considerare il display un elemento centrale della differenziazione, come avvenuto con Galaxy S26 Ultra e la tecnologia Privacy Display progettata per limitare la visione laterale. Non esistono però, al momento, specifiche confermate, prototipi documentati o dichiarazioni aziendali che colleghino Galaxy S28 Ultra a una diagonale esatta. Il dispositivo arriverà due generazioni dopo l’attuale gamma e il progetto potrebbe cambiare in base a batterie, fotocamere, cornici, rapporto dello schermo e risposta del mercato ai telefoni di grandi dimensioni.
Samsung dovrà bilanciare schermo, ergonomia e autonomia
Un display da 7 pollici offrirebbe maggiore spazio per video, gaming, lettura, produttività e funzioni multitasking, ma spingerebbe il tradizionale smartphone monoblocco ancora più vicino alle dimensioni di un piccolo tablet. L’aumento della diagonale può essere ottenuto mantenendo quasi invariata la scocca soltanto se Samsung riduce cornici e componenti perimetrali, mentre una crescita fisica del dispositivo peggiorerebbe peso, utilizzo con una mano e trasportabilità . Lo schermo più ampio richiederebbe inoltre una gestione attenta dei consumi, soprattutto con frequenze di aggiornamento elevate e luminosità di picco crescente. Batteria e dissipazione diventerebbero quindi elementi decisivi, in una generazione sulla quale Samsung potrebbe concentrare anche aggiornamenti fotografici già rinviati in passato, come indicato dalle indiscrezioni sugli upgrade delle fotocamere spostati verso Galaxy S28. La convergenza tra smartphone sempre più grandi e pieghevoli sempre più sottili crea infine una sovrapposizione commerciale: un Ultra da 7 pollici offre un’esperienza multimediale superiore senza cerniera, mentre un Fold mantiene il vantaggio di aprirsi fino a quasi 8 pollici. Prima di parlare di una scelta definitiva, serviranno quindi indicazioni più solide sulla roadmap Samsung.
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