📌 In Sintesi
- WhatsApp Web permette di effettuare e ricevere chiamate audio e video individuali o di gruppo senza installare l’applicazione desktop.
- Call Transfer sposta una chiamata attiva tra smartphone, tablet, browser e app desktop senza interrompere la conversazione.
- Il rollout globale è graduale e comprende crittografia end-to-end, condivisione schermo, sala d’attesa, QuickHD e soppressione del rumore.
WhatsApp Web riceve finalmente il supporto ufficiale alle chiamate audio e video, eliminando la necessità di installare l’applicazione desktop su Windows o macOS. La nuova architettura permette di avviare e ricevere conversazioni individuali e di gruppo direttamente dal browser, mantenendo la crittografia end-to-end applicata sulle altre piattaforme. Meta introduce anche Call Transfer, che sposta una chiamata attiva tra smartphone, tablet, WhatsApp Web e applicazione desktop senza interrompere il collegamento. Il pacchetto comprende inoltre cronologia completa, condivisione dello schermo, reazioni, sala d’attesa, soppressione del rumore e una modalità QuickHD progettata per migliorare la qualità video fin dai primi secondi.
Cosa leggere
Le chiamate arrivano nel browser senza applicazioni aggiuntive
La versione web di WhatsApp consentiva già di sincronizzare conversazioni, allegati e messaggi vocali, ma per effettuare una chiamata era ancora necessario utilizzare lo smartphone oppure scaricare il client desktop. Il nuovo Web Calling chiude questa lacuna e rende il browser un terminale completo dell’architettura multidispositivo. Gli utenti possono avviare o ricevere chiamate audio e video sia individuali sia di gruppo, autorizzando l’accesso a microfono e videocamera attraverso i controlli del browser. Non sono previsti costi aggiuntivi o limiti temporali specifici e le conversazioni restano protette dalla crittografia end-to-end. L’aggiornamento è particolarmente utile sui computer aziendali o condivisi nei quali non è consentito installare software, ma impone maggiore attenzione alla gestione della sessione: lasciare WhatsApp Web collegato su un dispositivo non personale può esporre conversazioni, cronologia e chiamate successive. L’evoluzione completa il processo che ha portato WhatsApp su iPad insieme agli aggiornamenti per CarPlay e Android Auto, trasformando il servizio in una piattaforma realmente distribuita tra più categorie di dispositivi.
Call Transfer sposta la conversazione senza riavviarla

La funzione Call Transfer permette di trasferire una chiamata attiva da un dispositivo all’altro senza chiudere la sessione e senza obbligare l’utente a rientrare attraverso un nuovo invito. Una conversazione iniziata dallo smartphone durante uno spostamento può quindi proseguire sul browser o sull’app desktop una volta raggiunta una postazione di lavoro; allo stesso modo, una chiamata avviata sul computer può essere trasferita sul telefono quando l’utente deve allontanarsi. Il sistema deve mantenere partecipanti, cifratura e stato della sessione mentre cambia il terminale che acquisisce audio e video. Meta descrive esplicitamente la funzione per le chiamate di gruppo, ma l’infrastruttura coinvolge tutte le principali piattaforme supportate: smartphone, tablet, browser e applicazioni desktop. Il trasferimento rende WhatsApp più competitivo rispetto alle piattaforme professionali di videoconferenza e valorizza l’architettura multidispositivo sviluppata negli ultimi anni, già utilizzata per sincronizzare le chat senza mantenere il telefono costantemente collegato al computer.
Cronologia, reazioni e condivisione schermo entrano sul web
WhatsApp Web aggiunge una scheda Chiamate con cronologia completa e contatti preferiti, evitando che la gestione delle conversazioni vocali rimanga separata da quella dei messaggi. Durante la sessione diventano disponibili anche le reazioni e la condivisione dello schermo, funzione utile per mostrare documenti, presentazioni, pagine web o problemi tecnici senza ricorrere a un’altra piattaforma. Il browser deve però indicare con precisione se viene condivisa una singola scheda, una finestra o l’intero desktop, perché una scelta errata può rendere visibili notifiche e informazioni riservate. Il nuovo supporto non sostituisce l’applicazione desktop in ogni scenario: il client installato può offrire una gestione più stabile delle risorse, notifiche integrate nel sistema operativo e un comportamento più prevedibile quando il browser sospende le schede in background. La versione web privilegia invece immediatezza e accessibilità, soprattutto nelle sessioni temporanee. Il rafforzamento delle funzioni richiede anche protezioni locali adeguate, tema già emerso con il blocco dello schermo sperimentato da WhatsApp Web.
La sala d’attesa aumenta il controllo sulle chiamate di gruppo
La nuova Waiting Room consente all’organizzatore di decidere chi può entrare in una chiamata di gruppo avviata attraverso un link. Attivando l’opzione Require approval to join, i partecipanti restano in attesa finché l’host non approva manualmente l’ingresso. La funzione limita accessi indesiderati quando il collegamento viene inoltrato fuori dal gruppo previsto o pubblicato accidentalmente, avvicinando WhatsApp alle modalità operative di Google Meet, Zoom e Microsoft Teams. Non rappresenta però un controllo automatico sull’identità: l’organizzatore deve verificare il profilo visualizzato e decidere se autorizzarlo. Nelle riunioni professionali sarà quindi importante associare il link a regole di accesso chiare e non affidarsi soltanto al nome mostrato dall’account. La protezione della chiamata continua inoltre a dipendere dalla sicurezza dei dispositivi collegati. La crittografia tutela il contenuto durante il trasferimento, ma non può impedire registrazioni esterne, malware sul computer o accessi lasciati aperti nel browser. La gestione delle sessioni resta collegata alle difese multidispositivo introdotte con Cross-Device Chat Lock per proteggere le conversazioni WhatsApp.
QuickHD e soppressione del rumore migliorano la qualità
Il pacchetto include QuickHD, tecnologia pensata per offrire video ad alta definizione già nei primi secondi della chiamata. I sistemi di videocomunicazione normalmente iniziano con parametri prudenti e aumentano progressivamente la qualità dopo avere misurato banda, latenza e stabilità della rete. Meta tenta di ridurre questa fase iniziale, pur dovendo continuare ad adattare risoluzione e bitrate alle condizioni disponibili. In collegamenti instabili, reti aziendali congestionate o computer poco potenti, la qualità effettiva potrà quindi risultare inferiore alle aspettative. La soppressione del rumore filtra invece suoni ambientali come traffico, conversazioni vicine e attività d’ufficio, lasciando maggiore evidenza alla voce principale. Il controllo può essere gestito direttamente durante la chiamata, senza attraversare le impostazioni generali. Un’elaborazione aggressiva può tuttavia alterare musica, suoni condivisi o più persone che parlano dallo stesso microfono, rendendo utile la possibilità di disattivarla in tempo reale.
Il rollout globale procederà in modo graduale
Meta ha avviato la distribuzione delle chiamate sul web, ma la disponibilità non raggiungerà contemporaneamente tutti gli account. Il rollout avviene gradualmente e dipende dall’abilitazione lato server, dalla versione del browser e dalla corretta configurazione dei dispositivi collegati. Non è quindi sufficiente aggiornare manualmente una pagina per ottenere immediatamente la funzione. Quando l’account viene abilitato, WhatsApp Web mostra i controlli dedicati alle chiamate e richiede le autorizzazioni per microfono, videocamera e notifiche. I browser aziendali possono bloccare queste autorizzazioni attraverso policy amministrative, mentre estensioni, sistemi di protezione e restrizioni sulla rete possono interferire con audio e video. La disponibilità globale trasforma comunque WhatsApp Web da estensione della messaggistica mobile a piattaforma completa di comunicazione. L’applicazione desktop resta disponibile, ma non costituisce più un requisito obbligatorio per chi vuole utilizzare dal computer chiamate cifrate, trasferimento tra dispositivi e strumenti di collaborazione.
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