📌 In Sintesi
- Apple registra ricavi trimestrali per 109,4 miliardi di dollari, utili netti per 29,8 miliardi e una crescita annuale del 16%.
- La reazione negativa del mercato riflette i timori su Cina, regolamentazione dell’App Store e vincoli nella fornitura dei componenti.
- Tim Cook guida la sua ultima conference call da CEO, mentre John Ternus assume progressivamente la rappresentanza finanziaria del gruppo.
Apple chiude il terzo trimestre fiscale 2026 con numeri superiori a quelli dell’anno precedente, ma la solidità del bilancio non impedisce una brusca reazione negativa del mercato. Il gruppo raggiunge 109,4 miliardi di dollari di fatturato, con una crescita del 16%, mentre l’utile netto sale a 29,8 miliardi. Dietro i record di iPhone, Mac e servizi emergono però tre fattori destinati a condizionare i prossimi trimestri: la fragilità commerciale in Cina, l’effetto delle nuove regole sull’App Store e la pressione crescente esercitata dai costi delle memorie e dai vincoli della supply chain. La trimestrale coincide inoltre con l’ultima conference call guidata da Tim Cook come amministratore delegato.
Cosa leggere
Apple supera i 109 miliardi grazie a iPhone, Mac e servizi
Nel trimestre terminato il 27 giugno 2026, Apple registra vendite nette per 109,417 miliardi di dollari, contro i 94,036 miliardi dello stesso periodo del 2025. L’aumento è pari a circa 15,4 miliardi in dodici mesi e porta il gruppo al miglior trimestre di giugno della propria storia. L’utile operativo cresce da 28,2 a 35,7 miliardi, mentre l’utile netto passa da 23,4 a 29,8 miliardi. L’utile diluito per azione raggiunge 2,02 dollari, con un incremento annuale del 29%. Il margine lordo sale al 50,1%, beneficiando per circa due punti percentuali dei rimborsi tariffari, che hanno contribuito anche per 0,11 dollari all’utile per azione. La crescita è trainata soprattutto da iPhone, con ricavi per 54,252 miliardi, in aumento rispetto ai 44,582 miliardi dell’anno precedente. I Mac avanzano da 8,046 a 10,352 miliardi, mentre i servizi raggiungono 30,739 miliardi. L’unico comparto principale in contrazione è iPad, sceso da 6,581 a 6,191 miliardi, mentre Wearables, Home and Accessories cresce moderatamente fino a 7,883 miliardi. I risultati ufficiali mostrano quindi un’espansione ampia, sostenuta dai prodotti ad alto margine e da una base installata che Apple dichiara ai massimi storici in tutte le principali categorie. (Apple)
La Cina cresce nei conti ma preoccupa gli investitori
Il dato della Greater China appare positivo nel confronto annuale, con ricavi saliti da 15,369 a 18,816 miliardi di dollari, ma il mercato guarda soprattutto alla qualità e alla sostenibilità della crescita. Apple continua a operare in un contesto dove i produttori locali rafforzano la propria quota, le istituzioni cinesi privilegiano tecnologie nazionali e le tensioni tra Washington e Pechino incidono sulla disponibilità di componenti, servizi AI e funzioni cloud. Il gruppo deve inoltre conciliare la dipendenza industriale dalla Cina con il tentativo di diversificare assemblaggio e forniture verso India, Vietnam e Stati Uniti. La crescita trimestrale non cancella quindi il rischio strutturale di un mercato nel quale Huawei, Xiaomi, Oppo e Vivo dispongono di ecosistemi più radicati e di un vantaggio politico crescente. Il tema si estende anche all’intelligenza artificiale, perché Apple deve adattare Siri e Apple Intelligence ai requisiti locali e individuare partner autorizzati per distribuire i propri servizi generativi. Le precedenti difficoltà affrontate da Apple nel mercato cinese e nello sviluppo dell’iPhone pieghevole mostrano come la Cina non rappresenti soltanto una regione commerciale, ma il punto di incontro tra vendite, manifattura, semiconduttori e geopolitica. Gli investitori temono pertanto che una trimestrale molto forte possa essere seguita da una fase meno favorevole, soprattutto se gli incentivi locali, i cambi valutari o la domanda premium dovessero indebolirsi.
Le regole dell’App Store iniziano a rallentare i servizi
Il comparto Servizi cresce del 12% e raggiunge 30,739 miliardi di dollari, stabilendo un nuovo record per il trimestre di giugno. Apple ha inoltre comunicato di avere raggiunto 1,5 miliardi di abbonamenti paganti, conteggiando le sottoscrizioni effettuate attraverso i propri servizi e quelle gestite dalle applicazioni di terze parti presenti sulle sue piattaforme. Il dato conferma la capacità dell’ecosistema di generare entrate ricorrenti, ma la stessa azienda riconosce che i cambiamenti regolamentari dell’App Store iniziano a incidere sul tasso di crescita. Le nuove regole imposte in Europa, Stati Uniti, Brasile e altri mercati riducono il controllo di Apple sui pagamenti, facilitano l’uso di store alternativi e limitano la possibilità di applicare le commissioni tradizionali a ogni transazione digitale. La pressione è visibile nei contenziosi con Epic Games, nelle indagini antitrust e nell’apertura progressiva di iOS alla distribuzione esterna. La vicenda delle app controverse e del conflitto tra Apple, Epic Games e autorità brasiliane mostra come il modello dell’App Store sia ormai sottoposto a una contestazione simultaneamente commerciale, politica e giudiziaria. Anche il ritorno di Fortnite su iPhone in Brasile attraverso l’Epic Games Store conferma che la piattaforma non può più essere considerata un canale completamente chiuso. Apple continua a produrre margini elevati dai servizi, ma deve ora crescere in un ambiente nel quale la commissione, il sistema di pagamento e la distribuzione delle applicazioni non dipendono più esclusivamente dalle sue regole.
Tim Cook lascia le call mentre John Ternus assume visibilitÃ
La trimestrale assume un valore storico perché rappresenta l’ultima conference call condotta da Tim Cook nel ruolo di amministratore delegato. Cook ha ringraziato azionisti, dipendenti e clienti, chiudendo una fase iniziata nel 2011 con la successione a Steve Jobs. Le future comunicazioni finanziarie saranno guidate da John Ternus, dirigente cresciuto all’interno dell’organizzazione hardware e indicato da tempo come erede operativo. Il passaggio non equivale soltanto a una sostituzione formale durante le call: la conference trimestrale è uno dei momenti nei quali Apple definisce pubblicamente priorità , rischi e prospettive davanti agli investitori. Affidarla a Ternus significa renderlo il principale interprete della strategia industriale e finanziaria del gruppo. La transizione era già emersa con l’ascesa di John Ternus e la roadmap Apple del 2027 e con l’analisi sulla conclusione dell’era Cook tra AI, antitrust e promesse non mantenute. Ternus eredita una società finanziariamente più grande, ma anche più esposta alla regolamentazione, alla competizione nell’intelligenza artificiale e alla necessità di rinnovare categorie mature come iPhone, Mac e dispositivi per la casa. Il record trimestrale offre una base favorevole, ma rende ancora più elevato il livello delle aspettative che accompagneranno la nuova gestione.
Ricerca e sviluppo raggiunge il record di 11,73 miliardi
Apple investe 11,729 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo nel solo trimestre, contro gli 8,866 miliardi dello stesso periodo del 2025. L’aumento supera il 32% e porta la spesa dei primi nove mesi fiscali a 34,035 miliardi, rispetto ai 25,684 miliardi dell’anno precedente. È un’accelerazione superiore a quella del fatturato e segnala la necessità di sostenere contemporaneamente più programmi tecnologici: Siri AI, modelli proprietari, chip Apple Silicon, modem cellulari, dispositivi pieghevoli, robotica domestica e nuove architetture per Mac. Una parte rilevante degli investimenti serve a colmare il ritardo accumulato nell’AI generativa e a ridurre la dipendenza da tecnologie esterne. Le indiscrezioni sulla possibilità di riservare le funzioni più intensive di Siri a un abbonamento premium si inseriscono proprio in questa dinamica: Apple deve trovare un equilibrio tra costi computazionali, vantaggio competitivo e monetizzazione. Il precedente orientamento verso una Apple Intelligence proprietaria integrata con Siri e iCloud+ suggerisce che i servizi AI possano diventare una nuova estensione del modello a sottoscrizione. Parallelamente, l’iPhone 18 Pro dovrebbe rafforzare l’autonomia tecnologica attraverso modem e componenti cellulari sviluppati internamente, proseguendo la strategia già descritta per iPhone 18 Pro, modem C2 e connettività satellitare. Il record di spesa indica che Apple non sta semplicemente difendendo l’ecosistema esistente, ma finanzia una trasformazione industriale destinata a incidere sui margini dei prossimi anni.
Memorie più costose e vincoli di fornitura minacciano i margini
Tim Cook ha avvertito che i vincoli nella disponibilità dei componenti aumenteranno in modo significativo nel trimestre successivo, interessando iPhone, Mac e iPad. La pressione maggiore riguarda le memorie, il cui mercato è stato alterato dalla domanda dei data center AI e dalla riallocazione della capacità produttiva verso moduli più redditizi. L’ingresso di ulteriori fornitori non garantisce automaticamente un calo dei prezzi finali, perché Apple deve considerare qualità , affidabilità , capacità produttiva, sanzioni commerciali e autorizzazioni governative. Il gruppo ha esplorato l’utilizzo di DRAM e NAND cinesi per ampliare la base di approvvigionamento, ma la scelta ha aperto un confronto con produttori occidentali e autorità statunitensi. La tensione è stata ricostruita nell’analisi sullo scontro tra Apple, Micron e i fornitori cinesi di memorie, mentre i precedenti investimenti con Broadcom e i test sulle DRAM di CXMT mostrano una strategia più ampia di diversificazione, descritta nell’articolo su Apple, Broadcom e la nuova filiera dei chip negli Stati Uniti. Il rischio è che una parte degli aumenti venga assorbita dai margini oppure trasferita sui prezzi di iPhone, MacBook e altri dispositivi. La trimestrale dimostra che Apple dispone ancora della scala necessaria per proteggere la redditività , ma la crescita delle scorte, salite a 11,092 miliardi di dollari dai 5,718 miliardi di settembre, segnala quanto la gestione preventiva della supply chain sia diventata centrale. La reazione negativa del titolo nasce quindi meno dai risultati appena pubblicati che dalla combinazione tra regolamentazione, Cina, costi industriali e transizione del vertice che determinerà i risultati futuri.
Iscriviti alla Newsletter
Non perdere le analisi settimanali: Entra nella Matrice Digitale.
Matrice Digitale partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU. In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno dagli acquisti idonei. Questo non influenza i prezzi per te.









