🐧 Novità principali
- Linux Mint 22.3 riceve nuove immagini HWE con kernel Linux 7.0 per migliorare la compatibilità con l’hardware di più recente generazione.
- La gestione dei kernel lascia Update Manager e passa a System Administration, dove gli utenti possono seguire intere serie anziché singole versioni.
- Linux Mint automatizza la rimozione settimanale dei vecchi kernel, mantiene quelli protetti e applica il nuovo sistema anche a LMDE.
Linux Mint 22.3 “Zena” aggiorna nuovamente le proprie immagini HWE, Hardware Enablement, portando il kernel preinstallato da Linux 6.17 a Linux 7.0 senza trasformare l’aggiornamento in una nuova release della distribuzione. Parallelamente, il progetto cambia profondamente il modo in cui vengono amministrati i kernel: la funzione viene rimossa da Update Manager e trasferita nel nuovo strumento System Administration, con un modello basato sul tracciamento delle intere serie. La modifica interessa sia Linux Mint sia LMDE e punta a rendere aggiornamenti, conservazione e rimozione dei vecchi kernel più automatici e comprensibili.
Cosa leggere
Linux Mint 22.3 HWE passa dal kernel 6.17 a Linux 7.0
Il team di Linux Mint ha annunciato nel bollettino ufficiale di luglio 2026 che le nuove immagini HWE di Linux Mint 22.3 sono ora disponibili con Linux 7.0. Non si tratta di Linux Mint 22.4 né di una nuova versione del sistema operativo: le HWE ISO sono immagini aggiornate della release esistente, realizzate espressamente per installare Mint su computer il cui hardware richiede un kernel più recente. La strategia era stata introdotta pochi mesi prima, quando il progetto aveva pubblicato Linux Mint 22.3 HWE con kernel 6.17 per compensare il ciclo di sviluppo più lungo previsto prima della successiva grande release. La pagina HWE ufficiale di Linux Mint indica oggi Linux 6.14 per le normali immagini di installazione e Linux 7.0 per quelle Hardware Enablement, mantenendo inoltre disponibile il precedente ramo 6.17. Per chi installa Mint su notebook e desktop recentissimi, il vantaggio consiste soprattutto nell’accesso immediato ai driver e al supporto hardware arrivati nelle generazioni più nuove del kernel senza dover prima completare l’installazione con una versione precedente.
Le HWE ISO restano una soluzione per hardware che richiede kernel recenti
Linux Mint continua tuttavia a raccomandare le immagini HWE soltanto quando la normale ISO non riconosce correttamente il computer. Nella documentazione ufficiale dedicata alle immagini Hardware Enablement, il progetto avverte infatti che driver proprietari e moduli esterni come NVIDIA, Broadcom e VirtualBox possono avere un supporto più limitato con kernel particolarmente recenti. La versione standard rimane quindi la scelta preferibile quando tutto l’hardware funziona correttamente, mentre Linux 7.0 diventa soprattutto uno strumento per piattaforme appena arrivate sul mercato. È un equilibrio coerente con l’identità della distribuzione, che privilegia stabilità e semplicità rispetto all’adozione immediata di ogni nuova componente. La politica HWE permette però al progetto di evitare che un ciclo di rilascio più lungo penalizzi gli acquirenti di nuovi PC. Linux Mint aveva già chiarito ad aprile che avrebbe pubblicato nuove HWE ISO ogni volta che un kernel più recente fosse diventato disponibile nella propria base di pacchetti, mantenendole completamente sottoposte a QA e considerate stabili.
La gestione dei kernel lascia Update Manager
L’altra modifica riguarda direttamente l’amministrazione quotidiana del sistema. Nel resoconto ufficiale pubblicato dal team Linux Mint, gli sviluppatori spiegano che Kernel Management è stato rimosso da Update Manager e reimplementato all’interno dello strumento System Administration. La nuova interfaccia non ragiona più principalmente in termini di singoli kernel installati, ma di serie del kernel.

L’utente sceglie quale ramo seguire e quanti kernel precedenti desidera conservare; gli aggiornamenti appartenenti alla serie selezionata continuano poi ad arrivare attraverso Update Manager. È una modifica importante soprattutto per chi mantiene più kernel come fallback oppure utilizza rami differenti per compatibilità hardware. Il sistema viene applicato sia alla normale Linux Mint basata su Ubuntu sia a LMDE, riducendo le differenze operative tra le due famiglie. La trasformazione arriva mentre il progetto sta preparando una release di fine 2026 caratterizzata anche da un lavoro molto più avanzato su Cinnamon e la sessione Wayland.
I vecchi kernel vengono rimossi automaticamente ogni settimana
Il nuovo sistema introduce anche una manutenzione automatica più aggressiva. Una volta stabilita la serie da seguire e il numero di versioni precedenti da conservare, System Administration elimina settimanalmente i kernel più vecchi che non rientrano nella configurazione scelta. L’utente può avviare manualmente la pulizia quando necessita immediatamente di spazio e consultare una cronologia per verificare quali versioni sono state rimosse. Il meccanismo evita l’accumulo progressivo di immagini del kernel e relativi moduli nella partizione /boot, problema che può diventare particolarmente fastidioso sui sistemi aggiornati per anni.

Linux Mint mantiene però una via d’uscita per configurazioni particolari: entrando nella visualizzazione di tutti i kernel, una versione può essere marcata come protected, diventando immune alle procedure automatiche di pulizia. Il comportamento rende possibile conservare un kernel noto per funzionare correttamente con una determinata GPU, periferica o modulo esterno, pur lasciando al sistema la gestione automatica delle altre release.
Le serie OEM e Real Time possono essere seguite ma richiedono maggiore attenzione
La nuova gestione non è limitata ai kernel standard distribuiti normalmente da Mint. Lo strumento può identificare anche serie OEM, Real Time o personalizzate e permette all’utente di marcarle come tracciate. Per le serie conosciute, System Administration installa i relativi meta-package, assicurando che le versioni successive continuino ad arrivare tramite gli aggiornamenti.

Per un ramo personalizzato che il sistema non conosce, invece, Linux Mint avverte esplicitamente che la responsabilità di garantire la continuità degli aggiornamenti resta all’utente. Se una serie non viene tracciata, i kernel appartenenti a quel ramo possono essere rimossi durante la successiva pulizia automatica, a meno che le singole versioni non siano protette. La scelta sposta quindi Linux Mint verso un modello più dichiarativo: invece di amministrare manualmente una sequenza di pacchetti, l’utente stabilisce quali famiglie di kernel devono restare attive e lascia al sistema il compito di mantenerle aggiornate.
Linux Mint prepara un ciclo più lungo senza sacrificare il supporto hardware
Le HWE ISO con Linux 7.0 e il nuovo Kernel Management rispondono allo stesso problema da due prospettive differenti. Da una parte Linux Mint vuole conservare un ciclo di sviluppo più lungo, evitando di pubblicare nuove release soltanto per inseguire l’hardware appena uscito; dall’altra deve impedire che questa maggiore stabilità lasci gli utenti con kernel troppo vecchi per nuovi processori, GPU, controller e notebook. Le HWE ISO risolvono il problema in fase di installazione, mentre il tracciamento delle serie semplifica il mantenimento successivo del sistema. La strategia rafforza il percorso iniziato con Linux Mint 22.3 Zena, la cui release stabile aveva consolidato Cinnamon e la piattaforma Mint 22, e prepara la distribuzione al successivo salto generazionale senza trasformare ogni aggiornamento del kernel in una nuova versione del sistema operativo.
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