📌 In Sintesi
- iPhone 18 Pro potrebbe rincarare fino a 300 dollari, con costi produttivi in forte crescita e 256 GB confermati dalle stime come base.
- Il codice di iOS 27 contiene riferimenti a sei iPhone inediti, mentre Pro Max potrebbe ricevere una batteria vicina a 5.600 mAh.
- Apple lavora anche all’iPhone del ventesimo anniversario, ai nuovi Mac M6, a futuri iMac OLED e a un fitness tracker senza display.
Apple entra nell’ultima parte del 2026 con una roadmap hardware molto più ampia del tradizionale rinnovo annuale dell’iPhone. Le indiscrezioni convergono su un forte aumento dei costi di iPhone 18 Pro, che nello scenario più aggressivo potrebbe partire da 1.399 dollari, mentre il codice di iOS 27 avrebbe già rivelato sei modelli non ancora commercializzati. In parallelo emergono una batteria più grande per Pro Max, il colore Dark Cherry, nuovi sensori fotografici destinati alle generazioni future e una roadmap pieghevole pluriennale. Fuori dall’iPhone, Apple prepara nuovi Mac e continua a esplorare wearable diversi dall’Apple Watch tradizionale.
Cosa leggere
iPhone 18 Pro rischia un aumento fino a 300 dollari
Il prezzo è diventato il principale elemento di incertezza attorno agli iPhone 18 Pro. Le stime più aggressive indicano 1.349-1.399 dollari per iPhone 18 Pro e 1.449-1.499 dollari per Pro Max, contro i 1.099 dollari dai quali parte oggi iPhone 17 Pro negli Stati Uniti. La fotografia ufficiale della generazione corrente è disponibile nelle specifiche tecniche di iPhone 17 Pro pubblicate da Apple, che confermano anche 256 GB come capacità minima. Il salto di prezzo non deriverebbe da un’unica componente: A20 Pro, memoria LPDDR5X e NAND più costose comprimerebbero contemporaneamente i margini. La conferma più significativa arriva da TrendForce, che nella propria analisi sui costi industriali di iPhone 18 Pro stima per il modello da 256 GB un aumento della distinta base di circa 38% su base annua, guidato soprattutto dalle memorie, sostenendo che un rialzo dei prezzi retail sia difficilmente evitabile. Apple potrebbe assorbire una parte dell’aumento riducendo i margini, quindi 1.399 dollari non rappresentano ancora un prezzo confermato, ma il rischio di un rincaro sostanziale è molto più concreto rispetto ai normali rumor pre-lancio. La pressione era già emersa nell’analisi sull’iPhone 18 Pro verso 1.399 dollari per la crisi di chip e memorie, e ora la questione riguarda anche la disponibilità iniziale: componenti più costosi e memoria scarsa potrebbero obbligare Apple a scegliere tra margini inferiori, prezzi superiori e volumi più contenuti.
Sei nuovi iPhone emergono dal codice di iOS 27
Il quadro della gamma diventa ancora più interessante guardando ai riferimenti scoperti nei file di sistema di iOS 27. Il codice attribuisce sei identificativi interni a dispositivi non ancora commercializzati: un successore di iPhone Air, iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max, iPhone 18 standard, il pieghevole indicato dalle indiscrezioni come iPhone Ultra e un futuro iPhone 18e. La presenza nei componenti collegati alla gestione della batteria rende il leak più strutturato di una semplice nomenclatura commerciale, ma non costituisce comunque un annuncio Apple. La roadmap più accreditata separa inoltre il ciclo: Pro, Pro Max e pieghevole sarebbero destinati alla finestra autunnale del 2026, mentre i modelli meno costosi potrebbero arrivare successivamente. Sul piano estetico, iPhone 18 Pro dovrebbe mantenere l’impostazione generale della generazione attuale introducendo però il nuovo Dark Cherry, un rosso molto scuro con tonalità tendenti al vino e al viola, destinato a diventare la finitura più riconoscibile della serie. Anche lo storage sembra meno incerto: le stime industriali continuano a indicare 256 GB come configurazione di partenza, evitando un ritorno ai 128 GB nonostante l’aumento dei costi. Più interessante sarà capire come Apple distribuirà memoria e capacità tra una famiglia che potrebbe diventare significativamente più frammentata di quella attuale, soprattutto con il pieghevole inserito sopra i tradizionali Pro.
Pro Max cresce nella batteria mentre la fotocamera guarda oltre il 2026
La batteria potrebbe essere una delle modifiche hardware più concrete di iPhone 18 Pro Max. Una fotografia attribuita alla batteria destinata alla variante cinese con SIM fisica indica 5.391 mAh, contro i 4.823 mAh dell’equivalente iPhone 17 Pro Max, quindi quasi 12% in più; per il modello statunitense privo del vassoio SIM viene ipotizzata una capacità ancora superiore, 5.567 mAh, rispetto ai 5.088 mAh della generazione attuale. Se confermati, i numeri mostrerebbero che Apple sta utilizzando parte dello spazio interno per spingere l’autonomia invece di affidarsi esclusivamente all’efficienza del nuovo SoC. Anche il comparto fotografico resta in trasformazione, con apertura variabile e modifiche ai moduli già associate alla nuova fotocamera di iPhone 18 Pro e alla roadmap termica delle generazioni successive. Va invece tenuto separato dal lancio 2026 il nuovo progetto di sensori attribuito a Sony e TSMC: le informazioni disponibili parlano di una cooperazione per sensori premium destinati agli iPhone futuri, con produzione in Giappone non prima del 2029. Non sono quindi componenti di iPhone 18 Pro e collegarli direttamente alla generazione imminente significherebbe anticipare di diversi anni una tecnologia ancora in sviluppo.
Il pieghevole cresce e l’iPhone del ventesimo anniversario divide gli analisti
La roadmap pieghevole sembra ormai estendersi oltre il primo iPhone Ultra. Le indiscrezioni descrivono una seconda generazione nel 2027 e una terza nel 2028, con display interno ed esterno progressivamente più grandi. Il primo modello dovrebbe utilizzare un formato a libro con schermo esterno vicino ai 5,5 pollici e pannello interno nell’area dei 7,8 pollici, mentre le generazioni successive servirebbero a perfezionare dimensioni, cerniera e rapporto tra ingombro e superficie utile. Ancora più controverso è il progetto dell’iPhone destinato a celebrare i vent’anni dal modello originale nel 2027. Una linea di analisi sostiene che Apple abbia cancellato il design quasi completamente in vetro a causa delle difficoltà produttive e delle rese insufficienti; la ricostruzione attribuita a Mark Gurman sostiene invece che il progetto glass-centric resti sulla roadmap. Non esiste al momento un elemento ufficiale che permetta di chiudere la disputa. Il concetto di un dispositivo con vetro avvolgente e forte riduzione delle discontinuità frontali era già emerso nella roadmap dell’iPhone del ventesimo anniversario con design tutto vetro. La contraddizione tra le fonti suggerisce soprattutto che Apple stia ancora affrontando problemi di industrializzazione: un concept può rimanere attivo internamente anche se la configurazione definitiva cambia prima della produzione di massa.
MacBook Pro M6 arriva prima degli iMac OLED
Sul fronte Mac occorre distinguere chiaramente la roadmap di breve periodo da quella OLED. Per ottobre 2026 vengono indicati un aggiornamento del MacBook Pro da 14 pollici e nuovi iMac da 24 pollici, con l’arrivo progressivo della generazione M6. Non significa però che l’iMac autunnale adotterà già OLED. La tecnologia con pannello multistrato appartiene a una fase successiva: LG Display starebbe sviluppando una struttura OLED a cinque layer con una sequenza aggiuntiva di emettitori blu, pensata per distribuire maggiormente il carico, aumentare la luminosità e contenere il burn-in. Le indicazioni industriali collocano la disponibilità dei pannelli attorno al 2028 e un eventuale iMac OLED non prima del 2029, quindi diversi cicli dopo il refresh previsto quest’anno. Apple starebbe cercando un pannello da circa 24 pollici capace di raggiungere 600 nit mantenendo una densità nell’ordine dei 218 ppi. La separazione temporale è importante perché la roadmap Mac sta procedendo su due binari: aggiornamenti relativamente regolari dei processori e, più lentamente, una trasformazione dei display che coinvolgerà anche i MacBook Pro di fascia alta. Il percorso verso Mac M6 e i futuri display OLED mostra quindi una transizione pluriennale, non un unico evento autunnale.
Apple studia anche un fitness tracker privo di display
La sperimentazione hardware si estende infine ai wearable. Apple starebbe valutando un dispositivo per fitness e salute senza display, concettualmente più vicino a Whoop o Fitbit Air che all’attuale Apple Watch. Il progetto si trova ancora in una fase esplorativa e non è indicato tra i prodotti destinati al prossimo evento, ma è coerente con la revisione più ampia della strategia indossabile emersa nelle ultime settimane. Eliminare il display permetterebbe di concentrare il dispositivo su sensori, autonomia, monitoraggio continuo e raccolta dei parametri fisiologici, offrendo contemporaneamente un form factor meno invasivo per il sonno o l’attività sportiva. L’eventuale tracker potrebbe convivere con Apple Watch anziché sostituirlo, occupando una fascia più economica o offrendo una seconda modalità di raccolta dei dati per chi non vuole indossare uno smartwatch completo. La strada resta lunga e Apple potrebbe anche non trasformare il concept in un prodotto commerciale, ma l’esistenza di più studi su dispositivi senza schermo indica un cambiamento strategico: dopo anni nei quali Apple Watch ha coinciso quasi interamente con la presenza dell’azienda nel wearable computing, Cupertino sta valutando una famiglia più articolata nella quale salute, intelligenza artificiale e sensori possano funzionare anche senza un tradizionale quadrante.
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