📌 In Sintesi
- Galaxy S27 Ultra avrebbe perso l’apertura variabile, mentre Samsung lavora su nuove architetture ISOCELL ed Exynos per ridurre traffico e consumi della memoria.
- Un Galaxy S25 Plus ha preso fuoco durante la ricarica e alcuni Galaxy Watch 9 e Ultra 2 mostrano tempi di ricarica anormalmente lunghi.
- One UI 9 raggiunge la beta 5 sui Galaxy S26 ed Expert RAW amplia il controllo manuale della funzione fotografica Virtual Reflector.
Samsung affronta contemporaneamente una revisione della futura generazione Galaxy, nuove sfide nella gestione dell’intelligenza artificiale e alcuni problemi segnalati sull’hardware già in commercio. Le indiscrezioni indicano che Galaxy S27 Ultra avrebbe perso il previsto sistema fotografico ad apertura variabile, mentre il gruppo sta lavorando su architetture ISOCELL, Exynos e memoria capaci di ridurre i trasferimenti di dati richiesti dall’AI. Sul mercato emerge intanto il caso di un Galaxy S25 Plus incendiatosi durante la ricarica, insieme a segnalazioni di ricarica lenta sui nuovi Galaxy Watch. Sul software, One UI 9 beta 5 porta la serie Galaxy S26 verso la stabilizzazione.
Cosa leggere
Galaxy S27 Ultra avrebbe perso l’apertura variabile
Il progetto fotografico di Galaxy S27 Ultra sembra essere stato ridimensionato rispetto alle indiscrezioni emerse nei mesi precedenti. Samsung avrebbe eliminato dalla configurazione attualmente prevista il sistema ad apertura variabile, soluzione che avrebbe permesso alla fotocamera principale di modificare fisicamente il diaframma in funzione delle condizioni di illuminazione. La tecnologia non sarebbe nuova per il produttore coreano, che l’aveva già utilizzata sulle generazioni Galaxy S9 e S10, ma implementarla sui moderni sensori ad alta risoluzione comporterebbe maggiori problemi di spazio, complessità meccanica e costo. Il cambiamento va inserito nel quadro più ampio della revisione fotografica di Galaxy S27 Ultra tra riduzione dei moduli e nuove tecniche per le lenti. L’abbandono dell’apertura variabile resta comunque un’indiscrezione: Samsung non ha annunciato Galaxy S27 Ultra né confermato pubblicamente la configurazione della sua fotocamera. La scelta suggerirebbe piuttosto che l’azienda voglia concentrare il miglioramento dell’imaging su sensore, ottica, elaborazione computazionale e ISP, evitando un elemento meccanico capace di aumentare spessore e complessità.
ISOCELL ed Exynos cercano di ridurre il costo della memoria per l’AI
La trasformazione più interessante potrebbe arrivare più in profondità nell’architettura. Samsung sta lavorando sul problema del data movement, cioè sull’energia e sul tempo necessari per spostare continuamente grandi quantità di informazioni tra sensori, memoria e unità di elaborazione AI. Nel comparto fotografico il gruppo dispone già di una tecnologia che mostra questa direzione: Samsung descrive E2E AI Remosaic come un’architettura capace di eseguire remosaic e image signal processing in parallelo, eliminando un passaggio attraverso il memory buffer e riducendo quindi latenza e utilizzo della memoria. Il principio può diventare sempre più importante con sensori ISOCELL da 200 MP e modelli generativi eseguiti sul dispositivo, perché aumentare semplicemente capacità e banda della RAM non risolve automaticamente consumi e colli di bottiglia. La stessa evoluzione riguarda Exynos, che deve avvicinare NPU, memoria e acceleratori specializzati per elaborare quantità crescenti di dati con un budget energetico compatibile con uno smartphone. È una direzione coerente con la roadmap Samsung che lega Exynos, Galaxy S27 Ultra e One UI 9.
Samsung guarda oltre HBM con memoria tridimensionale e processing-in-memory
Il lavoro mobile si inserisce in una ricerca molto più ampia condotta dalla divisione semiconduttori. Al FMS 2026, Samsung ha presentato la propria visione per le memorie AI di nuova generazione, mostrando zHBM, zNAND-O e LPDDR5X-PIM. zHBM punta a collocare la memoria verticalmente sopra l’acceleratore AI invece che lateralmente, riducendo la distanza percorsa dai dati; LPDDR5X-PIM porta invece parte dell’elaborazione direttamente nella memoria. Sono tecnologie rivolte soprattutto ai sistemi AI e non specifiche confermate dei futuri Galaxy, ma chiariscono la filosofia ingegneristica: la memoria deve contribuire al calcolo anziché limitarsi a conservare dati da spostare continuamente verso il processore. Su uno smartphone questa impostazione può tradursi nel tempo in minori consumi per inferenza, fotografia computazionale e modelli multimodali, una questione sempre più importante mentre i Galaxy eseguono localmente funzioni che fino a poche generazioni fa richiedevano il cloud.
Galaxy S25 Plus prende fuoco durante la ricarica
Sul prodotto già commercializzato emerge invece un episodio che richiede cautela. Un proprietario statunitense ha pubblicato fotografie di un Galaxy S25 Plus gravemente danneggiato dopo aver preso fuoco durante la ricarica, sostenendo che il dispositivo fosse sottoposto a un normale ciclo di alimentazione quando si è verificato l’incendio. Samsung avrebbe analizzato il telefono e attribuito l’evento a un danno precedente della batteria riconducibile a un impatto o una caduta, interpretazione contestata dall’utente, secondo il quale alcuni dei danni esterni potrebbero essere stati provocati proprio dall’incendio.

In assenza di una perizia indipendente pubblica non è possibile stabilire quale ricostruzione descriva correttamente l’origine del thermal event. Il caso deve pertanto essere considerato un incidente individuale e non la prova di un difetto sistemico della serie Galaxy S25. Assume comunque rilevanza perché ricorda quanto danni meccanici invisibili alle celle agli ioni di litio possano diventare pericolosi durante la ricarica. Sullo stesso ciclo Galaxy erano già emersi problemi completamente differenti, come il battery drain di alcuni Galaxy S25 Ultra collegato a processi software e backup bloccati, che non va però confuso con l’incidente termico riportato sul modello Plus.
Galaxy Watch 9 e Ultra 2 mostrano tempi di ricarica anomali
Anche Galaxy Watch 9 e Galaxy Watch Ultra 2 stanno generando segnalazioni, ma di natura molto meno grave. Diversi proprietari riferiscono che gli smartwatch impiegano sensibilmente più tempo del previsto per raggiungere il 100%, con stime che in alcuni casi superano ampiamente le due ore. Il problema appare particolarmente evidente se confrontato con le aspettative create dalle batterie più grandi della nuova generazione. Non è ancora chiaro se la causa vada ricercata nel firmware, nella gestione della temperatura, nel caricatore o nella curva di ricarica scelta per preservare la cella. Samsung non ha pubblicato un advisory tecnico specifico e non esistono elementi sufficienti per parlare di un difetto generalizzato. Il problema assume però maggiore peso alla luce delle precedenti analisi su Galaxy Watch 9 e Ultra 2, dove batterie più grandi non producevano automaticamente un incremento equivalente dell’autonomia. Se la ricarica lenta dipendesse da una scelta software conservativa, Samsung potrebbe intervenire attraverso firmware; se derivasse invece da limiti termici o hardware, il margine sarebbe necessariamente inferiore.
One UI 9 beta 5 avvicina Galaxy S26 alla release stabile
Sul software Samsung procede invece con maggiore linearità. La serie Galaxy S26 sta ricevendo One UI 9 beta 5, nuovo passaggio di un programma iniziato a maggio e ormai entrato nella fase di consolidamento. Samsung aveva presentato ufficialmente One UI 9 beta come interfaccia basata su Android 17, con miglioramenti dedicati a creatività, personalizzazione, accessibilità e sicurezza. La quinta beta interviene soprattutto su bug e stabilità, segnale naturale di un ciclo che si sta avvicinando alla distribuzione definitiva.

Gli aggiornamenti progressivi sono particolarmente importanti perché One UI 9 diventerà la piattaforma software non soltanto dei Galaxy S26 ma di una parte crescente del catalogo Samsung. Il percorso è già visibile negli aggiornamenti che hanno portato One UI 9 verso un utilizzo più evoluto sui Galaxy pieghevoli, con Samsung impegnata a mantenere un’unica base software adattabile a smartphone tradizionali, Fold e Flip.
Expert RAW rende Virtual Reflector più controllabile

L’altro aggiornamento interessa Expert RAW, dove Samsung sta affinando Virtual Reflector, funzione fotografica che simula digitalmente il comportamento di un riflettore utilizzato negli studi fotografici. Nella documentazione tecnica Samsung dedicata al Virtual Reflector viene spiegato che l’algoritmo rileva intensità e direzione della luce e riduce le ombre sul volto come se una sorgente riflessa illuminasse il soggetto.

L’utente può intervenire su colore, intensità e direzione della luce virtuale, trasformando quello che inizialmente appare come un semplice effetto AI in uno strumento fotografico controllabile. L’aggiornamento più recente estende proprio questa gestione e rafforza il ruolo di Expert RAW come laboratorio delle funzioni che Samsung può successivamente portare nella fotocamera standard. Tra Galaxy S27 Ultra, ISOCELL ed Expert RAW emerge così una direzione comune: Samsung sembra meno interessata ad aggiungere complessità meccanica alla fotocamera e sempre più concentrata sull’integrazione tra sensore, memoria, elaborazione AI e controllo computazionale della luce.
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