L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale accelera sul monitoraggio preventivo e, contemporaneamente, richiama l’attenzione su una minaccia che parte fuori dal perimetro tecnico delle aziende: il falso colloquio di lavoro. Nei primi sei mesi del 2026 ACN ha inviato 43.675 comunicazioni preventive a soggetti pubblici e privati, quasi 250 al giorno e 20.532 in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Parallelamente lo CSIRT Italia ha gestito 2.171 eventi cyber, con un incremento del 47%, che l’Agenzia collega soprattutto all’allargamento del perimetro di osservazione derivante dalla NIS2. Sul fronte umano, invece, il rischio si concentra su sviluppatori e professionisti IT contattati attraverso LinkedIn e convinti a eseguire progetti tecnici apparentemente legittimi che nascondono codice malevolo.
Cosa leggere
ACN porta gli alert preventivi a quasi 250 al giorno
Il dato più rilevante riguarda la quantità di comunicazioni preventive inviate dall’Agenzia. Tra gennaio e giugno 2026 ACN, attraverso CSIRT Italia, ha trasmesso 43.675 alert a pubbliche amministrazioni e soggetti privati. Le segnalazioni riguardano vulnerabilità, configurazioni insicure, indicatori di compromissione e altre condizioni capaci di favorire azioni ostili, comprese situazioni nelle quali l’attività malevola è già iniziata ma non si è ancora trasformata in un incidente con conseguenze operative. Rispetto al primo semestre del 2025 l’incremento è di 20.532 comunicazioni, quasi un raddoppio. Il dato conferma la crescente centralità del monitoraggio proattivo, che prova a intervenire prima che una debolezza venga trasformata in compromissione. Una dinamica coerente con il crescente peso della gestione prioritaria delle vulnerabilità e degli alert preventivi nella sicurezza nazionale, soprattutto mentre aumenta il numero di sistemi e organizzazioni sottoposti a obblighi cyber.
Quacivi punta su regolamentazione partecipativa e adeguamento cooperativo
Il direttore generale Andrea Quacivi lega il rafforzamento dell’attività dell’Agenzia agli obblighi normativi e alla necessità di sostenere direttamente aziende e pubbliche amministrazioni nel percorso di compliance. L’obiettivo dichiarato è proseguire con un modello di regolamentazione partecipativo e di adeguamento cooperativo, evitando che la sicurezza venga ridotta al solo rispetto formale degli obblighi. Il principio diventa particolarmente importante con la crescita del perimetro NIS2, che coinvolge un numero molto maggiore di soggetti rispetto alla precedente disciplina e richiede processi strutturati di gestione del rischio, segnalazione degli incidenti e continuità operativa. È lo stesso passaggio che rende sempre più rilevante la gestione integrata del rischio cyber introdotta dalle normative europee, dove obblighi organizzativi e capacità tecniche devono procedere insieme.
Lo CSIRT Italia gestisce 2.171 eventi cyber nel semestre
Nel primo semestre 2026 lo CSIRT Italia ha gestito 2.171 eventi cyber, con un aumento del 47% rispetto all’anno precedente. ACN invita però a non leggere automaticamente questo incremento come dimostrazione di un’escalation equivalente della minaccia. Una parte significativa della crescita viene attribuita all’ampliamento del perimetro di osservazione derivante dalla direttiva NIS2, che aumenta il numero di soggetti, eventi e segnalazioni che entrano nel radar istituzionale.
La distinzione è essenziale: un numero maggiore di eventi osservati può indicare sia un aumento dell’attività ostile sia un miglioramento della capacità di rilevarla. Nel nuovo assetto normativo, quindi, la crescita statistica deve essere letta insieme all’espansione della telemetria disponibile e agli obblighi di notifica. Lo stesso fenomeno emerge nell’attività del CERT-AGID, che nel solo luglio 2026 aveva censito 395 campagne malevole e migliaia di indicatori.
La componente umana resta il punto più fragile
Accanto ai numeri sull’attività preventiva, ACN richiama l’attenzione sul fattore umano, indicato come uno dei principali punti di ingresso degli attaccanti. Quasi due terzi delle compromissioni vengono ricondotte a errori degli utenti, campagne di phishing e cattiva gestione delle credenziali. Questo significa che l’aumento delle capacità di monitoraggio, delle piattaforme EDR e delle architetture zero-trust non elimina il problema di un dipendente che viene convinto a eseguire volontariamente un’azione pericolosa. Il tema era già evidente nelle campagne di ingegneria sociale sempre più personalizzate attraverso AI, phishing e vishing, dove gli aggressori cercano di sostituire l’exploit tecnico con la manipolazione della persona che possiede già l’accesso desiderato.
LinkedIn diventa l’ingresso per falsi processi di selezione
L’Agenzia dedica particolare attenzione ai falsi colloqui di lavoro su LinkedIn rivolti soprattutto a sviluppatori software e professionisti IT. L’attacco inizia con un contatto apparentemente normale: un sedicente recruiter presenta un’opportunità lavorativa, dialoga con il candidato e lo invita a sostenere una prova tecnica. Per aumentare la credibilità vengono utilizzati strumenti realmente comuni nei processi di selezione, come piattaforme per organizzare appuntamenti e videocolloqui. Non compaiono necessariamente allegati sospetti o richieste evidentemente anomale. Il contesto professionale abbassa le difese perché ricevere codice, repository e istruzioni tecniche è perfettamente normale durante una selezione per un ruolo di sviluppo. È la stessa superficie sfruttata nelle campagne Contagious Interview, dove falsi recruiter hanno distribuito malware attraverso test tecnici e repository.
Il progetto tecnico contiene il vero payload
Il passaggio successivo consiste nell’invio di un link a un progetto che il candidato deve aprire e analizzare. All’interno dei file sono però nascoste istruzioni progettate per sfruttare funzionalità legittime degli strumenti di sviluppo ed eseguire automaticamente codice malevolo. Non è quindi necessario che la vittima apra un classico eseguibile sconosciuto: l’attacco sfrutta editor, interpreti, package manager, task o configurazioni che un programmatore utilizza quotidianamente. Questo modello è particolarmente efficace perché il codice ricevuto durante un test tecnico viene normalmente aperto in ambienti ricchi di credenziali, token GitHub, chiavi SSH, configurazioni cloud e accessi verso repository privati. Una dinamica già osservata quando repository GitHub e coding agent sono stati trasformati in vettori di prompt injection e reverse shell.
Il computer personale può diventare un ponte verso l’azienda
ACN evidenzia che la compromissione non termina necessariamente sul dispositivo del candidato. Uno sviluppatore può avere sul proprio computer credenziali aziendali, token cloud, VPN, accessi GitHub, chiavi SSH e strumenti amministrativi, trasformando una compromissione individuale in un percorso verso infrastrutture molto più importanti. È ciò che rende i falsi colloqui particolarmente interessanti per gruppi APT e operatori finanziariamente motivati: non occorre violare direttamente un sistema esposto su Internet se è possibile convincere una persona autorizzata a eseguire il primo payload. Lo scenario è già emerso nelle false offerte di lavoro di Lazarus, dove Operation Dream Job porta da un PDF apparentemente legittimo fino a malware e privilege escalation Windows, ma viene utilizzato anche da altri ecosistemi criminali e di spionaggio.
Il rischio non riguarda soltanto le grandi organizzazioni
La tecnica è particolarmente efficace perché colpisce il professionista fuori dal tradizionale perimetro aziendale. Il primo contatto avviene su LinkedIn, il colloquio può essere sostenuto da casa e il progetto può essere aperto su un computer personale. Firewall, proxy aziendali e alcune policy endpoint possono quindi non vedere nulla fino al momento in cui le credenziali sottratte vengono riutilizzate contro l’organizzazione. Questo rende il problema rilevante anche per piccole aziende, consulenti, freelance e fornitori esterni, tutti soggetti che possono possedere accessi privilegiati pur non rientrando direttamente nella rete gestita dall’impresa. Le campagne recenti mostrano inoltre che falsi recruiter possono utilizzare VPN trojanizzate e software apparentemente necessario al colloquio, confermando che il recruiting è ormai una vera superficie d’attacco.
ACN raccomanda verifica del recruiter e ambienti isolati
Le indicazioni operative dell’Agenzia puntano innanzitutto sulla verifica dell’identità del recruiter e dell’azienda che propone il colloquio. Un profilo LinkedIn credibile, una videochiamata o un calendario online non costituiscono da soli una prova di autenticità. Il secondo passaggio riguarda l’analisi preventiva dei file e dei repository ricevuti, evitando di eseguirli direttamente sul dispositivo utilizzato per il lavoro. Per le prove tecniche è preferibile ricorrere ad ambienti isolati, macchine virtuali o sandbox prive di credenziali sensibili, trattando qualsiasi progetto proveniente da un soggetto ancora non verificato come codice non attendibile. La misura è particolarmente importante per sviluppatori e amministratori che dispongono di accessi privilegiati, perché la semplice esecuzione di uno script può esporre segreti molto più preziosi del contenuto presente sul singolo PC.
Dalla NIS2 al recruiter, la sicurezza passa dalla capacità di vedere prima
I due temi sollevati dall’Agenzia convergono su un principio comune. Le 43.675 comunicazioni preventive rappresentano la capacità istituzionale di individuare condizioni rischiose prima che producano un incidente; il falso colloquio LinkedIn dimostra invece quanto sia difficile applicare la stessa logica quando il punto di ingresso è una persona che opera fuori dal perimetro aziendale. L’aumento degli alert dello CSIRT e l’espansione della NIS2 rafforzano la visibilità sulle infrastrutture, ma la sicurezza del Sistema Paese continua a dipendere anche dalla capacità di riconoscere processi apparentemente ordinari trasformati in vettori offensivi. Il problema non è soltanto formare più specialisti cyber, ma fare in modo che chi utilizza quotidianamente repository, cloud, VPN e strumenti di sviluppo sappia riconoscere quando una normale opportunità professionale sta diventando il primo passaggio di un attacco.
Iscriviti alla Newsletter
Non perdere le analisi settimanali: Entra nella Matrice Digitale.
Matrice Digitale partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU. In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno dagli acquisti idonei. Questo non influenza i prezzi per te.








