📌 In Sintesi
- Un framework nascosto di macOS descrive AirPods con una fotocamera per auricolare, immagini RGB sincronizzate e output fino a 1024×1024 pixel.
- Il sistema prevede acquisizione attiva e passiva, correzione del movimento, rilevamento locale delle persone e indicatori luminosi controllabili per segnalare la cattura.
- Il codice sembra riferirsi al prototipo B790 ormai accantonato, ma offre la descrizione più concreta dell’architettura prevista per i futuri AirPods B798 del 2027.
Gli AirPods con fotocamere iniziano a sembrare molto meno un semplice esperimento di laboratorio. Nel codice della release candidate di macOS Tahoe 26.7 è stato individuato un framework nascosto, AccessorySensorManager, che descrive in dettaglio come gli auricolari possano acquisire immagini sincronizzate dalle due orecchie, correggere movimento e distorsione e fornire dati a Visual Intelligence. Le informazioni non provengono da una scheda tecnica Apple e sembrano riferirsi al prototipo B790, che secondo le indiscrezioni non dovrebbe arrivare sul mercato. Il codice mostra però con precisione l’architettura che Apple ha già costruito: due sensori RGB, elaborazione locale, modalità passiva e persino un indicatore luminoso dedicato alla privacy.
Cosa leggere
Ogni AirPod può catturare un’immagine RGB sincronizzata con l’altro
L’elemento più concreto emerso dal framework è la presenza di un sensore distinto sull’auricolare sinistro e uno su quello destro, progettati per produrre immagini RGB con frame ID corrispondenti. In pratica il sistema può ottenere la stessa scena contemporaneamente da due angolazioni, fornendo a Visual Intelligence informazioni più ricche rispetto a una singola fotocamera. In modalità attiva il codice indica una cattura 640×640 pixel, successivamente elaborata fino a 1024×1024, mentre in modalità passiva la risoluzione scende a 320×320, con output fino a 512×512. Le dimensioni suggeriscono chiaramente che Apple non stia progettando gli auricolari come sostituti della fotocamera dell’iPhone, ma come sensori contestuali. È la direzione già delineata quando gli AirPods con fotocamera sono entrati nella fase avanzata di test come dispositivo AI ambientale e quando Apple aveva iniziato a valutare sensori fotografici per riconoscimento contestuale e realtà aumentata.
Il sistema cattura frame periodici ma non sembra pensato per registrare video
Il framework distingue chiaramente tra acquisizione di immagini interne e registrazione video tradizionale. Gli AirPods possono richiedere una coppia sincronizzata di frame oppure ricevere immagini a intervalli specifici, ma il codice non descrive una pipeline pensata per girare video come una action cam. La modalità attiva dovrebbe essere invocata direttamente dall’utente, probabilmente attraverso Siri o una funzione Visual Intelligence, mentre quella passiva sembra destinata a mantenere una forma di percezione ambientale a bassa risoluzione. Tra gli eventi contestuali compaiono voce nelle vicinanze, variazioni dell’audio ambientale, cambiamenti della postura, rotazioni della testa e movimento fuori da un’area definita. Non è possibile stabilire dal codice se ogni evento provochi automaticamente una cattura, ma l’architettura conferma che Apple considera gli AirPods come sensori continui dell’ambiente, sviluppo coerente con il progetto che integra fotocamere e maggiore intelligenza ambientale nella roadmap AirPods.
Movimento della testa e occlusioni vengono corretti prima dell’analisi
Montare una fotocamera su un auricolare comporta un problema che uno smartphone incontra molto meno: la testa si muove continuamente. AccessorySensorManager contiene riferimenti a correzione della distorsione dell’ottica, calibrazione tra le due fotocamere e allineamento tra sensori visivi e sensori di movimento. Il sistema può inoltre rifiutare immagini considerate inutilizzabili perché troppo mosse oppure perché la visuale risulta ostruita. Questa calibrazione è fondamentale se l’obiettivo è utilizzare i frame per comprendere la scena invece di produrre fotografie esteticamente gradevoli. Apple aveva già collegato il progetto ad audio spaziale, riconoscimento ambientale e interazioni AI contestuali, mentre i leak sui sensori IR avevano indicato applicazioni legate ad accessibilità, Live Recognition e descrizione dell’ambiente. Il nuovo codice aggiunge però un elemento inatteso: almeno il prototipo analizzato utilizza esplicitamente immagini RGB, senza escludere che la versione commerciale possa affiancare sensori infrarossi.
Gli AirPods rilevano localmente se una persona entra nell’inquadratura
Una parte dell’elaborazione dovrebbe avvenire direttamente sugli auricolari. Il framework contiene il riferimento a “peripheral inference”, utilizzato per rilevare localmente la presenza di una persona nel campo visivo. Non viene specificato se il sistema effettui riconoscimento dell’identità, e il codice disponibile supporta soltanto l’interpretazione più limitata: capire se una persona è presente nell’immagine. Portare questa inferenza sul dispositivo riduce la quantità di dati da trasmettere e permette di decidere in anticipo quali frame meritino ulteriore elaborazione da parte dell’iPhone o di Siri. La scelta si inserisce nella strategia con cui Apple sta rendendo gli AirPods sempre più autonomi dal punto di vista software: il firmware 9.0.314 ha già aggiunto funzioni proprie come Custom EQ e nuove integrazioni con iOS 27. Con le fotocamere, l’auricolare diventerebbe anche una piccola piattaforma di inferenza visiva.
Un LED potrebbe segnalare agli altri quando le fotocamere sono attive
Il dettaglio più importante sul fronte privacy riguarda un indicatore hardware controllabile dal framework, completo di regolazione della luminosità. La spiegazione più probabile è che ogni AirPod disponga di un piccolo LED destinato a segnalare alle persone circostanti quando viene effettuata una cattura. Apple sembra quindi consapevole del problema che accompagna qualsiasi wearable dotato di sensori ottici discreti. Il fatto che gli AirPods non siano progettati principalmente per registrare foto o video non elimina infatti la questione: un dispositivo indossato all’altezza del viso e capace di acquisire immagini periodiche può essere percepito come una telecamera sempre presente. Il progetto aveva già incontrato dubbi proprio per questo motivo quando Apple aveva sospeso una precedente configurazione AirPods Ultra con camera prima di riaprire il progetto attraverso iOS 27. Un indicatore visibile può ridurre l’ambiguità, ma dovrà essere sufficientemente evidente da essere comprensibile anche a chi non conosce il funzionamento del dispositivo.
Il prototipo B790 può essere morto, ma l’architettura è ormai concreta
Il limite principale della scoperta è che il framework sembra riferirsi soprattutto agli AirPods Pro 3 modificati identificati dal nome in codice B790, mostrati anche in un video demo presente in macOS. Secondo le informazioni attribuite a Mark Gurman, Apple non avrebbe più intenzione di commercializzare questa variante e starebbe lavorando sul successivo B798, previsto nel 2027. Questo significa che risoluzioni, modalità di cattura e perfino il tipo di sensore possono cambiare prima del lancio. Il valore del codice è però diverso: dimostra che Apple ha già sviluppato un’intera pipeline hardware-software per far vedere l’ambiente agli AirPods, non soltanto un concept teorico. Le indiscrezioni sulla roadmap Apple che colloca gli AirPods con fotocamere accanto agli altri dispositivi Ultra assumono quindi un significato più concreto. Se B798 erediterà questa impostazione, gli AirPods del 2027 non saranno semplicemente auricolari con una fotocamera aggiunta: saranno sensori binoculari per Siri e Visual Intelligence, capaci di osservare l’ambiente a bassa risoluzione, filtrare localmente ciò che vedono e trasformare la scena circostante in contesto utilizzabile dall’intelligenza artificiale.
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