🛡️ Executive Summary
- Microsoft Teams introduce policy che permettono agli amministratori di bloccare automaticamente i bot esterni prima dell’ingresso nelle riunioni aziendali.
- Gli aggiornamenti di agosto causano errori WPF su stampa e PDF e crash gaming legati al driver inpoutx64 installato da componenti RGB.
- In Corea del Sud circa 5.000 utenti risultano coinvolti in un breach dove la chiave crittografica era esposta attraverso la stessa API dei dati.
Microsoft rafforza la sicurezza delle riunioni di Teams proprio mentre gli aggiornamenti di agosto mostrano nuovamente quanto sia delicato il rapporto tra hardening e compatibilità su Windows. Gli amministratori possono ora impedire automaticamente l’ingresso dei bot esterni nelle riunioni, superando il precedente modello basato sull’approvazione dell’organizzatore. Contemporaneamente, le patch .NET Framework provocano errori nella stampa e nell’esportazione PDF di alcune applicazioni WPF, mentre KB5121003 causa crash e blocchi di diversi videogiochi in presenza del driver inpoutx64.
Cosa leggere
Teams può bloccare i bot esterni prima che entrino nella riunione
Microsoft completa il sistema di protezione avviato nei mesi precedenti introducendo una policy con cui gli amministratori possono bloccare automaticamente tutti i bot esterni identificati nelle riunioni Teams soggette alla regola. La documentazione ufficiale Microsoft sulla gestione dei bot esterni spiega che strumenti di trascrizione, presa di appunti e assistenza automatica possono registrare conversazioni o archiviare informazioni su sistemi terzi fuori dal perimetro di compliance dell’organizzazione. La prima fase del meccanismo obbligava Teams a riconoscere e mostrare separatamente il bot nella lobby, lasciando all’organizzatore la decisione finale sull’ammissione. Il nuovo livello consente invece all’amministratore di eliminare quella discrezionalità e applicare la scelta a utenti o gruppi specifici. L’impostazione arriva mentre Teams viene utilizzato sempre più frequentemente come vettore di social engineering e accesso iniziale, anche attraverso account esterni e contatti che simulano help desk aziendali. Il problema dei meeting assistant è differente dal phishing classico, ma il principio di sicurezza è identico: una riunione aziendale non dovrebbe diventare accessibile automaticamente a un’entità esterna soltanto perché uno dei partecipanti ha precedentemente collegato un servizio.
Il controllo amministrativo risponde alla crescita degli assistenti AI nelle riunioni
La policy sarà disponibile nelle impostazioni Manage bots del Teams Admin Center e risulta disattivata per impostazione predefinita, lasciando quindi alle aziende il compito di valutarne l’applicazione. Il rollout targeted prosegue fino alla fine di agosto, mentre la disponibilità generale mondiale è prevista entro la fine di settembre. Microsoft aveva già spiegato nel proprio annuncio sulla protezione dei meeting dai bot che alcuni assistenti continuano a tentare l’ingresso nelle riunioni successive dopo che un utente ha collegato inizialmente il servizio.

Questo comportamento può essere accettabile in un meeting ordinario ma diventa problematico quando vengono discussi dati personali, risultati economici, proprietà intellettuale o informazioni riservate. Il rischio aumenta perché il bot non si limita necessariamente ad “ascoltare”: può trasferire registrazioni e trascrizioni verso infrastrutture governate da policy differenti. Le aziende che hanno già affrontato campagne costruite attorno a falsi Teams e Zoom per distribuire strumenti RMM hanno quindi un ulteriore motivo per trattare partecipanti automatizzati e identità esterne come elementi esplicitamente autorizzabili e non implicitamente affidabili.
Gli aggiornamenti .NET di agosto rompono stampa e PDF nelle applicazioni WPF
Sul fronte Windows, il Patch Tuesday dell’11 agosto produce invece una regressione in alcune applicazioni costruite con Windows Presentation Foundation, WPF. Microsoft conferma che dopo l’installazione degli aggiornamenti cumulativi .NET Framework di agosto 2026 alcune applicazioni possono generare un’eccezione System.IO.FileFormatException quando tentano di stampare oppure creare documenti PDF o XPS contenenti determinati font, compreso Calibri. Il problema interessa un perimetro molto ampio, dai sistemi Windows 10 e Windows 11 fino a diverse versioni di Windows Server. Nelle note ufficiali Microsoft relative all’aggiornamento .NET viene proposto come workaround temporaneo l’AppContext switch Switch.MS.Internal.TtfDelta.DisableCmapAndSbitOverflowProtection. La soluzione presenta però un compromesso rilevante: disattiva protezioni di sicurezza introdotte proprio con gli update di agosto. Microsoft raccomanda quindi di applicarla esclusivamente quando necessario e solo temporaneamente. La regressione nasce nello stesso ciclo in cui il Patch Tuesday di agosto ha corretto circa 400 vulnerabilità e tre zero-day Windows, rendendo poco prudente rimuovere indiscriminatamente le patch per recuperare una funzionalità applicativa.
KB5121003 manda in crash alcuni giochi a causa del driver inpoutx64
La seconda regressione riguarda Windows 11 24H2 e 25H2 dopo l’installazione di KB5121003, che porta i sistemi rispettivamente alle build 26100.9168 e 26200.9168. Gli utenti hanno segnalato videogiochi incapaci di avviarsi, freeze, errori EXCEPTION_ACCESS_VIOLATION e in alcuni casi riavvii improvvisi. Tra i titoli citati figurano ARC Raiders, MARVEL Tōkon: Fighting Souls e The Finals. Microsoft ha collegato il comportamento a periferiche o componenti interni dotati di illuminazione RGB che installano driver o moduli con nomi simili a inpoutx64. La società sta ancora investigando l’interazione esatta tra questi driver e i giochi, ma ha pubblicato una mitigazione temporanea: impostare a 4 il valore Start sotto HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\inpoutx64, disabilitando il caricamento del driver dopo il riavvio. L’intervento può però impedire il corretto funzionamento dell’illuminazione RGB o dei programmi utilizzati per controllarla. Il nuovo incidente arriva soltanto un mese dopo KB5121767, update fuori banda necessario per correggere problemi provocati da Windows 11 su alcuni notebook Dell, confermando quanto il patching di componenti kernel e driver di terze parti continui a essere una delle aree più difficili da validare su un ecosistema hardware estremamente frammentato.
La sicurezza del kernel entra in collisione con vecchi driver hardware
Il caso inpoutx64 è particolarmente interessante perché il problema non sembra ridursi a un semplice “aggiornamento Windows rotto”. Il driver viene utilizzato da software RGB e utility che accedono direttamente a risorse hardware a basso livello, una capacità che entra naturalmente in tensione con l’aumento dei controlli sul kernel Windows. Videogiochi multiplayer e sistemi anti-cheat applicano a loro volta protezioni aggressive contro componenti kernel utilizzabili per manipolare memoria e hardware. Quando Windows modifica la validazione di queste operazioni, componenti storicamente tollerati possono improvvisamente iniziare a fallire. Per questo Microsoft non consiglia di rimuovere completamente KB5121003: il pacchetto comprende centinaia di correzioni di sicurezza, compresa la patch per vulnerabilità già sfruttate attivamente. La sequenza evidenzia una difficoltà strutturale del modello Windows: rafforzare il kernel senza interrompere driver legacy distribuiti da migliaia di produttori indipendenti. La progressiva introduzione di nuove difese, già visibile nelle modifiche analizzate con Windows Hello, Entra e le nuove superfici d’attacco di Microsoft 365, rende inevitabile una pressione crescente sul software che continua a utilizzare modelli di accesso privilegiato progettati anni fa.
Bot, patch e chiavi mostrano tre forme diverse dello stesso problema di fiducia
I tre episodi sembrano appartenere a categorie differenti, ma convergono sulla stessa domanda: quale componente deve essere considerato affidabile e fino a dove? Teams smette di supporre che un bot collegato da un partecipante sia automaticamente autorizzato a entrare in una riunione. Windows aumenta i controlli sul kernel e scopre che alcuni driver hardware storicamente accettati non si comportano più correttamente. Le applicazioni WPF ricevono nuove protezioni sui font ma possono perdere temporaneamente capacità di stampa e generazione PDF. La lezione operativa è identica in tutti i casi: la sicurezza non dipende dall’esistenza di una singola protezione, ma dalla corretta separazione dei privilegi e dei domini di fiducia. Microsoft sta tentando di applicare questa separazione ai meeting e al kernel, pagando in alcuni casi il prezzo della compatibilità; il breach sudcoreano dimostra invece cosa accade quando la separazione viene eliminata direttamente dall’architettura.
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