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Wall Street accelera sulle crypto: Schwab apre alle altcoin e XRP punta al Nasdaq

📌 In sintesi

  • Charles Schwab amplia l’offerta crypto a SOL, AVAX e LINK, mentre Evernorth prepara una società di tesoreria XRP destinata al Nasdaq.
  • Ethena e Solana ridisegnano emissioni e distribuzione del valore, ma l’exploit MAMO da 8,7 milioni riporta al centro il rischio DeFi.
  • Kalshi, Polymarket e Crypto.com spingono i prediction market dentro la finanza regolamentata, aprendo nuovi scontri tra autorità federali e Stati USA.

Il mercato crypto sta attraversando una nuova fase di istituzionalizzazione accelerata. Bitcoin torna a essere scambiato a premio su Coinbase rispetto ad altri mercati, Charles Schwab prepara l’accesso a Solana, Avalanche e Chainlink, una società sostenuta da Ripple punta al Nasdaq con una tesoreria costruita su XRP e RQD raccoglie 74 milioni di dollari per sviluppare infrastrutture destinate anche agli asset tokenizzati. Parallelamente, però, la finanza decentralizzata continua a mostrare fragilità: Moonwell blocca nuovi prestiti su Base dopo un exploit da circa 8,7 milioni, mentre Ethena e Solana discutono modifiche profonde ai rispettivi modelli economici. È la stessa convergenza tra finanza tradizionale e blockchain che sta modificando la struttura del mercato tra banche, RWA e protocolli DeFi.

Bitcoin torna a premio su Coinbase e Schwab allarga l’accesso alle altcoin

Annuncio

Uno dei segnali più interessanti arriva dal Coinbase Premium, la differenza tra il prezzo di Bitcoin sull’exchange statunitense e quello registrato su altre grandi piattaforme internazionali. Dopo una lunga fase nella quale il differenziale era rimasto debole o negativo, BTC è tornato a essere negoziato a premio su Coinbase, un indicatore frequentemente associato a una maggiore pressione d’acquisto proveniente dagli Stati Uniti. Il dato non permette da solo di identificare la natura di ogni compratore e non equivale automaticamente a una conferma di domanda istituzionale, ma assume maggior peso perché arriva nello stesso momento in cui gli intermediari finanziari tradizionali ampliano l’accesso diretto agli asset digitali. Charles Schwab, gruppo che amministra circa 13.000 miliardi di dollari, ha annunciato l’intenzione di aggiungere Solana (SOL), Avalanche (AVAX) e Chainlink (LINK) ai propri servizi crypto, estendendo un’offerta che finora aveva privilegiato Bitcoin ed Ethereum. Il passaggio conferma una trasformazione già emersa quando Coinbase, Strategy e i flussi istituzionali avevano mostrato quanto il mercato crypto dipenda ormai dalla finanza tradizionale: l’adozione non procede più soltanto attraverso ETF o società specializzate, ma entra progressivamente nell’infrastruttura dei grandi broker e gestori patrimoniali. Schwab non sta semplicemente aggiungendo tre token speculativi a un catalogo. SOL, AVAX e LINK rappresentano rispettivamente infrastruttura blockchain, smart contract e servizi oracle, tre componenti che consentono agli investitori tradizionali di esporsi a segmenti differenti dell’economia on-chain senza utilizzare direttamente exchange nativi del settore.

Evernorth porta la tesoreria XRP verso il Nasdaq e RQD prepara Wall Street tokenizzata

Il secondo segnale arriva da Evernorth, società costruita per detenere XRP nel proprio bilancio e sostenuta anche da Ripple. La documentazione depositata presso la Securities and Exchange Commission mostra il coinvolgimento di Ripple Labs negli accordi relativi alla struttura societaria. Il passaggio decisivo resta ora il voto degli azionisti di Armada Acquisition Corp. II, previsto per il 30 settembre 2026: in caso di approvazione della fusione, la società combinata punta alla quotazione sul Nasdaq con ticker XRPN. Evernorth non intende limitarsi a conservare XRP passivamente sul modello delle prime società di tesoreria Bitcoin, ma punta a utilizzare parte del capitale anche per sostenere l’infrastruttura dell’ecosistema e aumentare nel tempo la quantità di XRP rappresentata economicamente da ogni azione. La struttura rafforza il percorso con cui XRP Ledger sta cercando applicazioni nei pagamenti e nell’infrastruttura finanziaria. Contemporaneamente RQD Clearing ha raccolto 74 milioni di dollari in un investimento guidato da Bain Capital Tech Opportunities, con ABN AMRO Clearing Bank e Nyca Partners. Secondo l’annuncio ufficiale di RQD, il capitale servirà anche allo sviluppo di infrastrutture per asset digitali e tokenizzazione, ampliando servizi di clearing, custodia e accesso ai mercati statunitensi. La blockchain si sta quindi spostando dal livello del prodotto finanziario al livello della plumbing finanziaria, cioè l’insieme di custodia, regolamento e clearing che rende possibile il funzionamento di Wall Street.

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Ethena prepara i buyback e Solana vuole accelerare il taglio delle emissioni

Sul versante nativo crypto, la competizione si sta spostando dalla semplice crescita degli utenti alla sostenibilità economica dei token. Ethena ha sottoposto alla governance una nuova architettura per il cosiddetto fee switch di ENA, con un sistema nel quale una quota crescente dei ricavi generati dall’ecosistema verrebbe destinata ai buyback al raggiungimento di determinate soglie della supply di USDe. La proposta pubblicata nel forum ufficiale di Ethena prevede che, una volta raggiunto il primo livello definito, fino al 95% dei ricavi netti della Foundation provenienti dalle principali linee di business possa essere destinato al riacquisto di ENA secondo i parametri approvati. L’obiettivo è trasformare maggiormente l’attività economica del protocollo in domanda per il token senza rinunciare all’espansione di USDe. Solana affronta lo stesso problema da una prospettiva differente. La proposta SIMD-0550 vuole aumentare dal 15% al 30% il ritmo annuo di disinflazione, consentendo alla rete di raggiungere il tasso terminale dell’1,5% molto prima rispetto al calendario attuale. La proposta tecnica pubblicata sul forum degli sviluppatori Solana stima una riduzione delle emissioni di circa 18,9 milioni di SOL, equivalenti nelle valutazioni utilizzate dagli autori a circa 1,51 miliardi di dollari in sei anni. Il rendimento nominale dello staking non scenderebbe immediatamente al 2,25%: passerebbe indicativamente dal 5,84% attuale al 4,34% nel primo anno, al 3% nel secondo e al 2,25% nel terzo. Entrambe le iniziative mostrano una maturazione della tokenomics: meno dipendenza dalle emissioni come incentivo permanente e maggiore attenzione alla relazione tra ricavi, supply e valore distribuito ai possessori.

Moonwell perde 8,7 milioni: il rischio oracle torna al centro della DeFi

La ricerca di modelli economici più sostenibili non elimina però il rischio tecnico. Il protocollo di lending Moonwell ha dovuto limitare le operazioni sui Core Markets di Base dopo un attacco collegato al token MAMO, con perdite stimate dalle società di sicurezza in circa 8,7 milioni di dollari. Il meccanismo evidenziato dalle prime analisi non richiedeva necessariamente la compromissione diretta del codice dello smart contract: l’attaccante avrebbe sfruttato la scarsa liquidità di MAMO per alterarne il prezzo utilizzato come collaterale e ottenere prestiti in asset con valore reale superiore. Moonwell ha reagito portando i borrow cap a 1 wei, misura che di fatto impedisce l’apertura di nuovi prestiti, e applicando restrizioni aggiuntive alla supply di MAMO e WELL. L’incidente ripropone il problema degli oracle e dei mercati poco liquidi: un protocollo può essere formalmente corretto dal punto di vista del codice ma diventare vulnerabile quando il prezzo utilizzato per valutare un collaterale può essere manipolato economicamente. È lo stesso schema di rischio già emerso con flash loan, pool poco liquidi e altri exploit che hanno messo sotto pressione la DeFi. La crescita delle reti layer-2 come Base amplia inoltre la superficie operativa, perché un numero crescente di asset minori viene integrato nei mercati di lending prima di aver sviluppato profondità e liquidità sufficienti a rendere robusti i meccanismi di prezzo.

Prediction market tra Trump Media, Crypto.com e lo scontro legale su Kalshi

Un’altra frontiera della convergenza tra crypto e finanza regolamentata riguarda i prediction market. Trump Media & Technology Group e Crypto.com hanno modificato il progetto originariamente previsto per Truth Social: invece di costruire direttamente un’integrazione proprietaria battezzata Truth Predict, le due società hanno trasformato l’accordo in una partnership di marketing. Secondo l’annuncio ufficiale di Crypto.com, le esperienze di prediction market della piattaforma verranno promosse agli utenti di Truth Social, lasciando a Crypto.com l’infrastruttura operativa. La scelta arriva proprio mentre il settore entra in uno scontro normativo sempre più duro. Il Connecticut ha citato in giudizio Kalshi, sostenendo che alcuni contratti sportivi offerti dalla piattaforma costituiscano in realtà scommesse non autorizzate. L’Attorney General William Tong ha chiesto un’ingiunzione per impedire l’offerta dei prodotti nello Stato. Kalshi sostiene invece che gli event contract ricadano nella supervisione federale della CFTC, aprendo un conflitto sulla preminenza della regolamentazione federale rispetto alle norme statali sul gioco. Polymarket si trova sullo stesso confine: la rimozione di alcuni contratti legati alla NFL coincide con il tentativo di espandere prodotti regolamentati e contratti finanziabili anche attraverso Bitcoin. La battaglia non riguarda quindi soltanto le scommesse: riguarda la possibilità di definire un evento sportivo, politico o economico come strumento finanziario negoziabile. Il precedente ingresso di grandi operatori nella competizione tra Polymarket e Kalshi aveva già mostrato quanto questo mercato stesse diventando economicamente rilevante.

Dal leaker di GTA 6 al Paraguay: crypto, energia e speculazione restano inseparabili

La parte più estrema dell’ecosistema continua invece a mostrare dinamiche molto meno istituzionali. Il soggetto conosciuto come Cyberleek, responsabile della diffusione di materiale non autorizzato relativo a GTA 6, ha utilizzato i leak anche per promuovere la propria memecoin $CYBERLEEK, arrivata temporaneamente a una capitalizzazione vicina ai 25 milioni di dollari. I dati on-chain riportati sulla vicenda indicano che il creatore avrebbe riscosso circa 146.000 dollari in wrapped SOL, ricevuto milioni di token come creator fee e successivamente liquidato la propria posizione per altri circa 125.000 dollari, poco prima della presentazione ufficiale di Rockstar. Il caso trasforma la tradizionale monetizzazione di un leak in un esperimento di finanziarizzazione istantanea dell’attenzione, dove una fuga di informazioni diventa direttamente collaterale narrativo di un token. Su scala completamente diversa, il Paraguay mostra invece il peso fisico delle criptovalute: alcune stime attribuiscono al mining di Bitcoin oltre il 30% della domanda elettrica nazionale, favorito dall’enorme disponibilità idroelettrica prodotta soprattutto da Itaipú. Il dato deve essere letto insieme alla crescita delle operazioni contro il mining clandestino: ANDE continua a documentare interventi contro connessioni illegali utilizzate per criptomining, distinguendo quindi il settore industriale autorizzato dal fenomeno del furto di energia. Il Paraguay dimostra come il mining possa contemporaneamente diventare acquirente strutturale dell’energia eccedente e fonte di forti pressioni sulla rete quando la crescita non viene accompagnata da pianificazione e controlli.

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Fisco e regolazione chiudono il cerchio dell’adozione istituzionale

L’ultima trasformazione riguarda il rapporto tra crypto e sistemi fiscali nazionali. In Nuova Zelanda il partito ACT propone una strategia esplicitamente favorevole alla finanza digitale che comprende un trattamento fiscale più competitivo degli asset crypto e l’espansione delle infrastrutture per stablecoin e tokenizzazione. Il programma pubblicato da ACT presenta la tecnologia finanziaria digitale come strumento per attrarre capitale e imprese internazionali. Nel Regno Unito, invece, i dati fiscali mostrano quanto il fenomeno sia già entrato nell’economia reale: per l’anno fiscale 2024-2025, circa 17.600 contribuenti hanno dichiarato complessivamente 1,38 miliardi di sterline di plusvalenze crypto, e oltre 240 persone avrebbero registrato guadagni individuali superiori a circa un milione di sterline. Sono due facce dello stesso processo. Da una parte i governi cercano di attrarre investimenti modificando la regolazione; dall’altra le autorità fiscali acquisiscono una visibilità crescente sui profitti prodotti dagli asset digitali. Il mercato del 2026 appare quindi sempre meno diviso tra una finanza tradizionale regolamentata e un universo crypto separato. Schwab distribuisce altcoin, Ripple punta al Nasdaq, RQD prepara clearing tokenizzato, Solana riduce le emissioni, Ethena lega il token ai ricavi e gli Stati litigano sulla natura giuridica dei prediction market. La blockchain non sta sostituendo Wall Street: sta diventando progressivamente una delle tecnologie attraverso cui Wall Street, piattaforme digitali e autorità pubbliche ridefiniscono prodotti, mercati e infrastrutture finanziarie.

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