📌 In Sintesi
- Phil Schiller lascia la gestione operativa di App Store ed eventi Apple ma resta Apple Fellow; le responsabilità vengono redistribuite nella struttura di Cupertino.
- iPhone Ultra resta atteso per settembre con una disponibilità iniziale potenzialmente limitata, mentre emergono nuovi dettagli sui futuri AirPods dotati di sensori ottici.
- Apple dichiara obsoleti tre Mac Intel e corregge il comunicato del Mac Studio eliminando il riferimento esplicito allo storage PCIe Gen 6.
Apple apre settembre 2026 con un cambio generazionale che riguarda contemporaneamente management e prodotti. Phil Schiller lascia la responsabilità operativa dell’App Store e degli eventi dopo aver rappresentato per decenni uno dei volti più riconoscibili di Cupertino, mentre l’azienda prepara il debutto del primo iPhone pieghevole, continua a sviluppare AirPods dotati di sensori visivi e chiude progressivamente il ciclo dei Mac Intel. La transizione arriva in una fase nella quale Apple sta già modificando contemporaneamente leadership, hardware premium e calendario commerciale. Nelle stesse ore emerge anche una correzione significativa sul nuovo Mac Studio: Apple ha rimosso dal proprio comunicato il riferimento a un’architettura SSD PCIe Gen 6, lasciando soltanto l’indicazione di prestazioni di archiviazione fino a due volte superiori. Il filo comune è evidente: Cupertino sta entrando in una nuova fase societaria e hardware nella quale cambiano contemporaneamente persone, categorie di prodotto e piattaforme tecnologiche.
Cosa leggere
Phil Schiller lascia App Store ed eventi Apple ma resta Apple Fellow
Phil Schiller, 66 anni, non gestirà più operativamente l’App Store né l’organizzazione degli eventi di prodotto Apple, secondo quanto riferito da Bloomberg. Schiller non abbandona l’azienda: manterrà il titolo di Apple Fellow e continuerà a lavorare su iniziative non specificate. Il cambiamento riduce però le responsabilità che aveva conservato dal 2020, quando lasciò la carica di Senior Vice President of Worldwide Marketing. L’uscita dalla gestione quotidiana completa un ricambio che va letto insieme alla più ampia transizione ai vertici di Apple e alla discussione sull’eredità lasciata dalla gestione Cook. Schiller resta una figura centrale nella storia moderna del gruppo: entrato nel 1987 e tornato nel 1997 durante il rientro di Steve Jobs, ha partecipato direttamente al lancio di iPod, iPhone, iPad e Apple Watch e alla costruzione dello stile dei keynote che ha definito la comunicazione di Cupertino per oltre vent’anni.
L’App Store torna al centro della struttura Services
La gestione dell’App Store torna nell’area Services guidata da Eddy Cue, che aveva supervisionato il negozio digitale prima del trasferimento a Schiller nel 2015, mentre le attività quotidiane dovrebbero essere affidate a Carson Oliver. La scelta pesa perché l’App Store non è più soltanto un marketplace software: nel 2025 ha sostenuto, secondo uno studio finanziato da Apple, 1,28 trilioni di euro di attività economica globale, numeri che Cupertino ha utilizzato anche per rispondere alle accuse di eccessivo controllo sull’ecosistema, come ricostruito nell’analisi sul peso economico dell’App Store e sulla strategia difensiva di Apple nei procedimenti antitrust. Riportare il negozio sotto Services significa quindi ricongiungere una delle infrastrutture economiche più importanti del gruppo alla divisione che gestisce abbonamenti, servizi e una quota crescente dei ricavi ricorrenti.
Schiller lascia un App Store sotto pressione regolatoria
Schiller esce dalla gestione quotidiana nel momento più delicato per il modello App Store. Negli ultimi anni è stato uno dei dirigenti Apple più direttamente coinvolti nei confronti con Epic Games, autorità antitrust e sviluppatori, una pressione che nel 2026 si è estesa anche alla Cina, dove 48 developer hanno contestato le commissioni e le condizioni applicate da Cupertino. La denuncia antitrust presentata dagli sviluppatori cinesi contro le regole dell’App Store mostra quanto il dossier abbia ormai una dimensione globale e non soltanto europea o statunitense. Il cambio di leadership non elimina questi problemi: Carson Oliver ed Eddy Cue erediteranno un marketplace che deve contemporaneamente mantenere elevati standard di sicurezza, difendere i ricavi e adeguarsi a normative che chiedono maggiore apertura.
Nola Weinstein prende la guida degli eventi Apple
L’altra grande responsabilità di Schiller, quella relativa agli eventi, dovrebbe passare a Nola Weinstein, sua vice dal 2023, con riporto alla struttura Communications and Public Relations. Il cambio arriva pochi giorni prima dell’appuntamento hardware più importante dell’anno: Apple ha fissato ufficialmente il keynote del 9 settembre 2026, durante il quale sono attesi iPhone 18 Pro, Pro Max e il primo iPhone pieghevole dell’azienda. Per Weinstein sarà quindi immediatamente necessario gestire un evento nel quale Cupertino potrebbe introdurre la più importante variazione del form factor dell’iPhone dall’arrivo dei modelli tutto schermo.
Leggi anche: Apple prepara uno dei cicli hardware più ampi dell’anno tra iPhone Ultra, AirPods 5 e iPad mini OLED
iPhone Ultra resta sulla rotta di settembre ma le scorte possono essere minime
Sul fronte hardware, le ultime ricostruzioni continuano a indicare una commercializzazione dell’iPhone Ultra già nel ciclo di settembre, anche se le quantità iniziali potrebbero essere estremamente ridotte. Il pieghevole dovrebbe essere presentato insieme a iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, con una strategia che potrebbe separare annuncio, preordini ed effettiva disponibilità commerciale. Le stime IDC hanno già delineato un quadro molto più ambizioso di un semplice prodotto sperimentale: iPhone Ultra potrebbe superare 10 milioni di unità nel primo anno di commercializzazione, entrando immediatamente in competizione con Samsung e i produttori cinesi nel segmento foldable premium. Il prezzo atteso oltre i 2.000 dollari manterrebbe comunque il dispositivo in una fascia molto superiore a quella degli iPhone tradizionali.
La vera incognita è la disponibilità iniziale
Il problema centrale sembra essere la capacità produttiva, non necessariamente la volontà di lanciare il dispositivo a settembre. Display pieghevole, cerniera, doppia batteria, package del SoC e tolleranze meccaniche devono raggiungere contemporaneamente rese sufficienti, una combinazione molto più difficile rispetto al normale rinnovo della gamma Pro. Anche il calendario commerciale è più complicato del solito: Apple potrebbe già modificare la tradizionale finestra dei preordini degli iPhone 18 Pro, mentre il Foldable potrebbe seguire tempistiche ancora differenti. Un annuncio durante il keynote non equivale quindi necessariamente a una disponibilità immediata su tutti i mercati, e proprio la scarsità iniziale potrebbe trasformare iPhone Ultra in uno dei dispositivi Apple più difficili da acquistare nel primo ciclo di vendita.
Le fotocamere degli AirPods servono anche a stabilizzare l’Audio Spaziale
Un’altra novità riguarda i futuri AirPods dotati di fotocamere o sensori ottici. Nuovi riferimenti individuati nel software Apple indicano che le immagini potrebbero essere utilizzate non soltanto per Visual Intelligence, ma anche per rendere più preciso il tracciamento della testa durante la riproduzione di contenuti in Audio Spaziale. Gli auricolari attuali utilizzano accelerometri e giroscopi per stimare l’orientamento, ma questo calcolo può accumulare piccoli errori nel tempo. Il progetto assume maggiore concretezza dopo che un framework nascosto di macOS ha rivelato immagini RGB sincronizzate, rilevamento delle persone e indicatori LED dedicati alla privacy, mostrando che Apple ha già sperimentato una vera pipeline visiva integrata negli auricolari.
Gli AirPods possono riconoscere quale schermo sta guardando l’utente
Il sistema potrebbe distinguere laptop, monitor, smartphone, tablet e televisori, compresi ambienti nei quali sono presenti più display contemporaneamente, utilizzando il riferimento visivo per correggere il tracciamento dinamico dell’Audio Spaziale. La possibilità di combinare informazioni provenienti dalle fotocamere con accelerometri e giroscopi trasforma l’auricolare in un dispositivo capace di comprendere la propria posizione rispetto all’ambiente. È una funzione coerente con la roadmap che colloca gli AirPods AI con sensori visivi nel 2027, dopo il possibile abbandono del prototipo B790 e lo spostamento dell’attenzione verso il successivo progetto B798.
Dai sensori IR alle immagini RGB il progetto continua a evolvere
Le prime informazioni sulla piattaforma parlavano principalmente di sensori infrarossi simili ad alcuni componenti utilizzati da Face ID, destinati a interazioni spaziali e integrazione con Vision Pro. Il codice più recente descrive invece anche immagini RGB sincronizzate dalle due orecchie, lasciando aperta la possibilità che Apple stia valutando più configurazioni hardware prima della scelta commerciale definitiva. La prima roadmap che collegava il chip A20 Pro agli AirPods con fotocamere aveva già indicato come l’obiettivo non fosse realizzare normali auricolari capaci di registrare video, ma costruire sensori contestuali per AI, accessibilità e interazioni ambientali. Head tracking e Audio Spaziale aggiungono ora un caso d’uso molto più concreto e meno dipendente dalla promessa dell’intelligenza artificiale generativa.
Il primo MacBook Air Retina diventa ufficialmente obsoleto
Apple prosegue parallelamente il pensionamento dell’hardware Intel. La lista ufficiale dei prodotti vintage e obsoleti comprende ora MacBook Air Retina 13 pollici del 2018, MacBook Pro 13 pollici 2018 con quattro porte Thunderbolt 3 e MacBook Pro 13 pollici 2017 con due porte Thunderbolt 3. Il passaggio completa simbolicamente una transizione che il software ha già reso sostanziale: macOS 27 esclude gli ultimi Mac Intel e mantiene il supporto soltanto per i computer basati su Apple Silicon. Il MacBook Air 2018 ha un valore particolare perché inaugurò per la famiglia Air il display Retina, Touch ID e un design molto più vicino alle generazioni moderne.
Obsoleto significa fine dell’assistenza hardware ordinaria
Apple considera normalmente un dispositivo vintage dopo più di cinque anni dall’ultima distribuzione commerciale e obsoleto una volta superati i sette anni. Per i prodotti obsoleti viene interrotto il normale servizio hardware e i centri autorizzati non possono più ordinare parti attraverso i canali ordinari, pur restando possibili alcune eccezioni per le batterie dei notebook. L’uscita del Retina Air 2018 dal ciclo di assistenza rappresenta quindi l’altra faccia della trasformazione che sta portando Apple verso MacBook con display touch, OLED e nuove generazioni di Apple Silicon: mentre Cupertino prepara nuove categorie, chiude progressivamente la fase di transizione progettuale iniziata ancora durante l’era Intel.
Apple cancella PCIe Gen 6 dal comunicato del nuovo Mac Studio
Più insolita è la modifica effettuata retroattivamente da Apple sul comunicato stampa del nuovo Mac Studio con M5 Max e M5 Ultra. Nella versione pubblicata il 25 agosto l’azienda aveva inizialmente descritto lo storage come una “next-generation SSD architecture built on PCIe Gen 6”; il riferimento a PCIe Gen 6 è successivamente scomparso dalle versioni aggiornate del comunicato senza una nota di correzione separata. La precisazione conta perché il Mac Studio M5 Ultra è stato posizionato come workstation capace di eseguire localmente modelli AI grazie a 512 GB di memoria unificata e 1,2 TB/s di banda, quindi storage, memoria e velocità di caricamento dei dataset rappresentano elementi tecnici centrali e non semplici dettagli di marketing.
Resta confermato il raddoppio delle prestazioni dello storage
La rimozione non significa che Apple abbia ritirato il dato sulle prestazioni. Restano dichiarati storage fino a due volte più veloce, Thunderbolt 5 fino a 120 Gb/s, Wi-Fi 7, Bluetooth 6 e configurazioni M5 Ultra fino a 512 GB di memoria unificata; è venuta meno soltanto l’attribuzione esplicita alla generazione PCIe. Il precedente Mac Studio con M3 Ultra aveva già mostrato quanto la workstation Apple dipendesse dall’equilibrio tra memoria unificata, GPU e throughput dello storage, equilibrio diventato ancora più importante con modelli AI che possono occupare centinaia di gigabyte. Apple non ha spiegato pubblicamente se la formulazione originaria fosse un errore, una semplificazione tecnica o un’informazione pubblicata prematuramente.
Continua con:
- Apple prepara iPhone 18 Pro, AirPods AI e almeno dieci prodotti per il nuovo ciclo hardware
- Mac Studio M5 Ultra porta l’AI locale fino a 512 GB di memoria unificata
Apple cambia generazione prima ancora di cambiare prodotti
La giornata del 31 agosto fotografa quindi una trasformazione più ampia di una normale sequenza di aggiornamenti. Schiller riduce definitivamente il proprio ruolo operativo proprio quando l’App Store affronta una delle fasi regolatorie più complesse della propria storia; iPhone Ultra inaugura un form factor mai commercializzato da Apple; gli AirPods evolvono verso sensori ambientali; i primi MacBook Retina Intel entrano nell’obsolescenza e Mac Studio diventa una piattaforma sempre più orientata all’AI locale. Il quadro si inserisce nella roadmap Apple che sta progressivamente separando iPhone premium, wearable intelligenti, nuovi Mac e prodotti per la casa in cicli commerciali differenti. Il risultato è un cambio generazionale nel senso più letterale del termine: Cupertino sta sostituendo contemporaneamente parte della leadership che ha costruito il suo ultimo ventennio e diverse delle architetture hardware e commerciali che ne hanno sostenuto la crescita.
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