📌 In Sintesi
- iPhone Ultra dovrebbe utilizzare display esterno da 5,5 pollici e interno da 7,8 pollici, con A20 Pro e modem Apple di nuova generazione.
- iOS 27 permetterebbe due app affiancate, drag and drop tra finestre e adattamento automatico dell’interfaccia passando da uno schermo all’altro.
- Le nuove indiscrezioni confermano il supporto MagSafe, ma non indicano un sistema MagSafe specifico per la cerniera del dispositivo pieghevole.
Il primo iPhone Ultra pieghevole dovrebbe essere molto più di un iPhone capace di aprirsi come un libro. A pochi giorni dall’evento Apple del 9 settembre, nuove indiscrezioni attribuite a Mark Gurman delineano un dispositivo costruito intorno a un display esterno da 5,5 pollici e uno interno da 7,8 pollici, con chip A20 Pro, modem Apple di nuova generazione, cerniera rinforzata e supporto MagSafe. È però il software a rappresentare la novità più sostanziale: iOS 27 dovrebbe consentire applicazioni affiancate, layout adattivi e persino il drag and drop tra due app aperte contemporaneamente. Una combinazione che avvicina l’iPhone all’esperienza di un piccolo iPad senza trasformarlo semplicemente in un tablet pieghevole.
Cosa leggere
Due display e multitasking trasformano iPhone Ultra in un piccolo iPad
Le dimensioni riportate continuano a convergere su un formato molto diverso dai foldable Android più allungati. Chiuso, iPhone Ultra dovrebbe utilizzare uno schermo esterno da circa 5,5 pollici; aperto, il pannello interno raggiungerebbe 7,8 pollici, dimensioni vicine a quelle di un iPad mini compatto. È proprio questa superficie aggiuntiva a spiegare perché Apple stia preparando una versione di iOS profondamente diversa nell’utilizzo delle applicazioni. Secondo le nuove indicazioni attribuite a Mark Gurman, il dispositivo consentirà di visualizzare due app contemporaneamente e trasferire dati tra le finestre attraverso il drag and drop. Non sarebbe quindi soltanto possibile tenere Safari accanto a Note o Mail vicino a Calendario: l’utente potrebbe trascinare direttamente testo, immagini o altri contenuti da un’applicazione all’altra. È il tassello che completa quanto già emerso dall’analisi di iOS 27 e delle API preparate per il primo iPhone pieghevole, dove layout ridimensionabili, stati di piegatura e supporto a differenti superfici di visualizzazione indicavano un sistema operativo costruito per cambiare interfaccia insieme all’hardware. Apple avrebbe inoltre lavorato affinché le applicazioni possano ridimensionarsi automaticamente passando dal display esterno a quello interno, evitando che il pieghevole ripeta uno dei problemi delle prime generazioni Android, nelle quali molte app si limitavano ad allargare l’interfaccia senza utilizzare davvero lo spazio disponibile.
A20 Pro e modem C2 devono sostenere un utilizzo più vicino a quello di un tablet
Sul fronte hardware, Gurman parla del più recente chip Apple Pro e del nuovo modem proprietario dell’azienda. Se Apple manterrà la nomenclatura attesa, si tratterebbe rispettivamente di A20 Pro e C2, gli stessi componenti destinati alla famiglia iPhone 18 Pro. Il pieghevole nascerebbe quindi direttamente nella fascia più alta della gamma, senza un SoC depotenziato per contenere temperature o consumi. È una scelta quasi obbligata: due applicazioni in esecuzione sullo stesso schermo, un pannello interno da 7,8 pollici, operazioni di drag and drop e carichi grafici più vicini a quelli di iPad aumentano la pressione su CPU, GPU, memoria e gestione termica. Il dossier dedicato a iPhone Ultra pieghevole, cerniera, A20 Pro e architettura interna aveva già evidenziato come Apple debba distribuire in uno chassis estremamente sottile batterie, SoC, dissipazione, modem e meccanismo di piegatura. Le indiscrezioni continuano inoltre a indicare uno spessore di appena 4,5 millimetri quando il dispositivo è aperto, sufficiente a spiegare alcune delle scelte più radicali del progetto. Tra queste compare l’assenza di Face ID, sostituito secondo i leak da Touch ID, probabilmente integrato nel pulsante laterale per evitare di occupare ulteriore spazio all’interno delle due metà.
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MagSafe dovrebbe esserci ma non emerge un sistema dedicato alla cerniera
Un punto che le ultime indiscrezioni chiariscono riguarda MagSafe. I primi dummy dell’iPhone Ultra circolati durante l’anno non mostravano chiaramente l’anello magnetico, alimentando l’ipotesi che Apple potesse rinunciarvi per ragioni di spazio. Le custodie trapelate successivamente indicavano invece il contrario. Gurman sostiene ora che tutte le informazioni raccolte indicano la presenza di MagSafe anche sul pieghevole. Si rafforza quindi l’ipotesi della ricarica magnetica senza fili nonostante lo spessore estremamente ridotto del dispositivo. Non risultano però, nelle informazioni disponibili, elementi che descrivano un nuovo MagSafe specificamente progettato per la cerniera. Il supporto MagSafe e la struttura della cerniera sono due aspetti distinti del progetto: il primo riguarda ricarica e accessori magnetici, il secondo deve garantire apertura, chiusura e resistenza meccanica del display. La distinzione è importante perché Apple avrebbe investito molto proprio sulla cerniera, indicata come uno dei componenti che hanno rallentato maggiormente lo sviluppo.
La piega non scompare completamente ma Apple punta sulla durabilità
Uno degli obiettivi storicamente attribuiti ad Apple era realizzare un pannello interno praticamente privo della piega centrale tipica dei foldable. Le informazioni più recenti ridimensionano leggermente questa aspettativa. Gurman sostiene che la crease non sarà totalmente invisibile, ma dovrebbe essere paragonabile o persino meno evidente rispetto a quella degli ultimi pieghevoli Samsung. Il vero vantaggio dovrebbe arrivare dalla cerniera, per la quale continuano a circolare indicazioni sull’impiego di metallo liquido o leghe amorfe capaci di offrire una maggiore resistenza alla deformazione rispetto alle soluzioni tradizionali. Apple avrebbe fissato come obiettivo quello di rendere il dispositivo quasi resistente quanto un normale iPhone, una soglia molto più impegnativa di quanto suggerisca la semplice riduzione estetica della piega. I primi render dell’iPhone Fold e le anticipazioni sul telaio e sulla cerniera avevano già mostrato quanto il progetto dipenda dalla capacità di distribuire le sollecitazioni meccaniche senza aumentare eccessivamente spessore e peso. Su un prodotto che dovrebbe superare i 2.000 dollari, durabilità e affidabilità non possono essere percepite come inferiori rispetto a un iPhone Pro tradizionale.
Fotocamere ridotte e Touch ID mostrano i compromessi necessari
Nonostante il posizionamento Ultra, alcune caratteristiche potrebbero essere meno complete rispetto a quelle di iPhone 18 Pro Max. Le indiscrezioni indicano due fotocamere posteriori, Wide e Ultra Wide, senza teleobiettivo dedicato. Dovrebbero inoltre esserci due fotocamere frontali, una associata allo schermo esterno e una utilizzabile quando il dispositivo viene aperto. L’assenza del teleobiettivo e la possibile rinuncia a Face ID mostrano che nemmeno Apple può ignorare le restrizioni fisiche di un foldable estremamente sottile. Il valore dell’Ultra verrebbe quindi spostato dalla superiorità assoluta di ogni singolo componente alla combinazione tra grande display, portabilità, multitasking e nuovo form factor. È una differenza strategica rispetto al concetto tradizionale di Pro Max, dove la fascia superiore coincide quasi sempre con la dotazione hardware più completa. Il pieghevole può invece richiedere compromessi mirati per preservare spessore, peso e spazio per batterie e cerniera.
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Il lancio dovrebbe restare vicino agli iPhone 18 Pro
Resta infine il nodo della disponibilità. Negli ultimi mesi diverse indiscrezioni hanno prospettato ritardi produttivi, disponibilità estremamente ridotta e persino uno slittamento verso ottobre o novembre. Gurman considera invece improbabile uno scenario di ritardo significativo: si aspetta che iPhone Ultra arrivi insieme agli iPhone 18 Pro oppure entro poche settimane, escludendo problemi tali da spostare il lancio molto avanti nell’autunno. Il dispositivo dovrebbe essere presentato durante l’evento Apple del 9 settembre 2026, ma presentazione e disponibilità commerciale non devono essere considerate automaticamente coincidenti fino all’annuncio ufficiale. La produzione di un foldable introduce tolleranze più difficili rispetto a quelle di un normale iPhone, soprattutto per display interno, cerniera e assemblaggio delle due metà.
Il quadro che emerge a una settimana dalla presentazione è comunque molto più definito. iPhone Ultra dovrebbe avere un display esterno da 5,5 pollici e uno interno da 7,8, A20 Pro, modem C2, MagSafe, Touch ID e una cerniera progettata per ridurre la piega senza prometterne l’eliminazione assoluta. La vera novità, però, potrebbe essere il comportamento di iOS 27. Se Apple riuscirà a rendere naturale il passaggio tra i due schermi, permettere due applicazioni affiancate e utilizzare il drag and drop senza trasformare l’iPhone in una copia ridotta di iPadOS, il primo pieghevole di Cupertino potrà introdurre una nuova categoria all’interno della gamma. A oltre 2.000 dollari, il semplice effetto scenografico della piega non basterà: l’Ultra dovrà dimostrare che il secondo schermo cambia realmente ciò che un iPhone può fare.
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