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Steam Deck OLED riceve lo streaming HDR, Thunderbird 155 apre OAuth e Audacity supporta FFmpeg 9

🐧 Novità principali

  • Steam Client abilita lo streaming HDR su Steam Deck OLED e sperimenta AV1 tramite SteamRT3, migliorando anche colore, frame rate e Remote Play.
  • Thunderbird 155 introduce OAuth personalizzato per server IMAP e SMTP, PKCE e configurazione più flessibile degli account aziendali.
  • Audacity 3.7.9 supporta FFmpeg 9, abilita ASIO nelle build Windows e corregge diversi scenari capaci di corrompere i progetti.

Tre aggiornamenti importanti attraversano l’ecosistema desktop open source e Linux. Valve porta finalmente lo streaming HDR attraverso Steam Remote Play sullo Steam Deck OLED, accompagnandolo con il supporto sperimentale al video AV1. Mozilla Thunderbird 155 amplia invece profondamente la configurazione OAuth, permettendo di utilizzare provider personalizzati anche con server IMAP e SMTP non gestiti direttamente dal client. Sul fronte della produzione multimediale, Audacity 3.7.9 aggiunge il supporto a FFmpeg 9, abilita ASIO nelle build Windows e soprattutto corregge diversi casi nei quali un progetto poteva subire corruzione o perdita di dati. Aggiornamenti differenti, ma accomunati da un lavoro sull’infrastruttura più che sull’interfaccia.

Steam Deck OLED abilita lo streaming HDR attraverso Steam Remote Play

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Valve ha distribuito il 1° settembre 2026 un nuovo Steam Client nel canale Stable introducendo una modifica particolarmente rilevante per chi utilizza Steam Deck OLED come terminale Remote Play. Nel changelog originale pubblicato da Valve compare infatti il supporto allo streaming HDR su Steam Deck OLED, accompagnato da un miglioramento del range cromatico del video. La funzione riguarda Remote Play: un gioco può quindi essere eseguito su un PC più potente e trasmesso al palmare preservando il contenuto High Dynamic Range invece di ridurlo necessariamente a SDR durante il trasferimento. È un passaggio particolarmente coerente con il pannello OLED del dispositivo, uno dei principali elementi di differenziazione rispetto alla prima generazione LCD. Valve non indica nel changelog nuovi requisiti hardware specifici oltre al modello OLED, ma il risultato effettivo dipende naturalmente anche dalla capacità del sistema host e del gioco di produrre un segnale HDR corretto. Il client interviene contemporaneamente su diversi problemi della pipeline Remote Play: corregge una situazione nella quale lo streaming poteva mostrare una finestra nera, ripristina la visibilità dei dispositivi remoti che non comparivano come disponibili per lo streaming, elimina il clipping del frame quando sul desktop è attivo lo scaling e risolve un calo di frame rate collegato all’opzione di banda illimitata durante lo streaming da Steam Deck o Steam Machine. L’evoluzione completa un ecosistema nel quale Holo Core, Steam Frame e DXVK stanno progressivamente allargando l’architettura Steam oltre il tradizionale PC x86.

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Steam Deck OLED riceve lo streaming HDR, Thunderbird 155 apre OAuth e Audacity supporta FFmpeg 9 4

L’altra novità tecnicamente interessante è il supporto allo streaming video AV1 quando viene utilizzato il client sperimentale SteamRT3. AV1 può offrire una qualità superiore a parità di bitrate rispetto a codec più vecchi, oppure ridurre la banda necessaria mantenendo una qualità comparabile, ma il riferimento esplicito al client sperimentale indica che Valve non lo considera ancora parte del percorso standard per tutti gli utenti. L’aggiunta HDR, al contrario, arriva direttamente nel canale Stable. Il client modifica anche la gestione degli account, permettendo di cambiarli mentre un gioco è in esecuzione — con avviso che l’operazione chiuderà i titoli attivi — e introduce l’opzione per chiedere quale account usare a ogni avvio. Migliora inoltre la sincronizzazione cloud in fase di arresto: Steam attende ora che un gioco appena chiuso termini il cloud sync prima di completare lo shutdown. Anche Steam Input riceve una modifica per distinguere più chiaramente le configurazioni dei controller condivise tra dispositivi da quelle specifiche per Steam Deck.

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Thunderbird 155 apre OAuth anche ai server IMAP e SMTP personalizzati

Thunderbird 155, pubblicato il 1° settembre, interviene invece su uno degli aspetti più complessi dei moderni client email: l’autenticazione. Le release notes ufficiali di Mozilla introducono Custom OAuth per server IMAP e SMTP, eliminando una parte della dipendenza dalle configurazioni OAuth integrate direttamente nel programma. Gli utenti e soprattutto gli amministratori possono quindi definire un provider personalizzato e utilizzarlo con infrastrutture di posta che adottano OAuth ma non fanno parte delle configurazioni predefinite di Thunderbird. La release permette inoltre agli add-on OAuth di sovrascrivere le impostazioni integrate per specifici domini email o hostname, una possibilità importante negli ambienti enterprise dove il provider di identità e il dominio della posta non seguono necessariamente configurazioni pubbliche standard. La procedura manuale di creazione degli account viene contemporaneamente semplificata con supporto esplicito per Exchange, Microsoft Graph e Custom OAuth. Thunderbird 155 aggiunge inoltre i campi necessari per PKCE e per l’utilizzo del browser esterno nelle configurazioni OAuth personalizzate. PKCE, Proof Key for Code Exchange, protegge il flusso di autorizzazione impedendo che il semplice furto del codice temporaneo sia sufficiente per completare lo scambio del token. Mozilla lavora da mesi proprio sulla migrazione verso autenticazioni aperte nel browser di sistema, invece di incorporare il login direttamente nel client. Il percorso era già evidente con Thunderbird 153, che aveva spostato OAuth nel browser predefinito e rafforzato la verifica dell’issuer. Con la versione 155 quel modello smette di essere legato principalmente ai grandi provider conosciuti e diventa più facilmente adattabile alle infrastrutture personalizzate.

S/MIME, policy enterprise e sincronizzazione ricevono nuove correzioni

L’aggiornamento non si limita a OAuth. Il popup S/MIME mostra ora algoritmo della firma, digest utilizzato, algoritmo di cifratura e dimensione delle chiavi, offrendo agli utenti tecnici maggiori informazioni sulla protezione effettivamente applicata al messaggio. Mozilla introduce anche la policy enterprise DisableQRExport, che permette agli amministratori di impedire l’esportazione attraverso QR code, e DisableExperimentalFeatures, utile per disabilitare funzionalità sperimentali nei deployment gestiti. Può essere configurata anche la rubrica predefinita nella quale inserire i contatti aggiunti manualmente. Sotto il profilo dell’affidabilità, Thunderbird 155 corregge problemi di sincronizzazione delle etichette IMAP, ricerca globale, messaggi quoted-printable, allegati Apple Mail, bozze cifrate, account Exchange e calendari CalDAV. Vengono risolti anche diversi crash, compresi quelli durante il caricamento delle cartelle, l’arresto dell’applicazione durante una richiesta OAuth2 e alcune condizioni legate alla memoria del database. Il lavoro segue immediatamente Thunderbird 154, che aveva introdotto il funzionamento nella system tray su Windows e rafforzato Microsoft Graph. Le due release mostrano una traiettoria precisa: Mozilla sta tentando di mantenere la natura multipiattaforma e aperta di Thunderbird rendendolo contemporaneamente più compatibile con identità aziendali, OAuth moderno, Exchange e ambienti amministrati. La possibilità di costruire configurazioni OAuth personalizzate per IMAP e SMTP è particolarmente importante perché permette al client di adattarsi a infrastrutture self-hosted o aziendali senza attendere che ogni provider venga inserito direttamente nel codice principale.

Audacity 3.7.9 aggiunge FFmpeg 9 e abilita ASIO su Windows

Audacity 3.7.9 è una patch release, ma introduce due cambiamenti tecnici significativi. Nel post originale pubblicato dal progetto su GitHub gli sviluppatori confermano il supporto a FFmpeg 9.0, permettendo all’editor audio di utilizzare la nuova generazione delle librerie multimediali per importazione ed esportazione dei formati dipendenti da FFmpeg. È un aggiornamento particolarmente utile dopo l’arrivo di FFmpeg 9.0 con nuovi decoder, encoder e miglioramenti per APV e ProRes RAW, perché evita che Audacity rimanga vincolato a una versione precedente della libreria proprio mentre distribuzioni e utenti avanzati iniziano ad aggiornare lo stack multimediale. La seconda novità riguarda ASIO, ora abilitato nelle build Windows del progetto Audacity 3. Gli sviluppatori indicano inoltre che la selezione dei dispositivi di playback e registrazione viene ricordata separatamente per ciascun host audio. ASIO è particolarmente importante negli ambienti di produzione musicale perché permette di ridurre la latenza rispetto ai percorsi audio Windows tradizionali quando viene utilizzato hardware compatibile. La modifica non riguarda quindi direttamente Linux, ma rafforza il posizionamento multipiattaforma del progetto e riduce la necessità di build personalizzate per alcuni utenti Windows interessati alla registrazione professionale.

Audacity corregge corruzione dei progetti e diversi crash

La parte più importante della release può però essere quella meno visibile. Audacity 3.7.9 corregge diverse cause di corruzione dei progetti e perdita dei dati. Il problema poteva manifestarsi quando il disco esauriva lo spazio disponibile, quando un’unità veniva scollegata immediatamente dopo la chiusura di un progetto o quando un progetto recuperato dopo un problema veniva chiuso senza essere nuovamente salvato. Si tratta di scenari relativamente rari, ma molto più gravi di una semplice anomalia dell’interfaccia perché possono compromettere direttamente il lavoro registrato. La patch include inoltre correzioni ai crash che potevano verificarsi con l’editor degli effetti realtime aperto e permette ora di annullare le modifiche agli effetti della master track. Viene eliminato anche un freeze provocato dal doppio clic sulla timeline quando nel progetto è presente una traccia MIDI; la riproduzione MIDI parte inoltre dalla posizione selezionata invece di ricominciare necessariamente dall’inizio. Audacity corregge un crash successivo a un tentativo di registrazione fallito, problemi che attribuivano ai clip un tempo errato dopo la riapertura del progetto e un blocco all’avvio su alcuni sistemi Linux configurati con locale zh_CN.UTF-8 e font non correttamente impostati. La release 3.7.9 resta quindi numericamente un aggiornamento di manutenzione, ma interviene su aree che incidono direttamente sull’affidabilità del progetto e sulla compatibilità con lo stack audio e video aggiornato.

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Open source e gaming Linux lavorano sull’infrastruttura prima delle grandi funzioni

I tre aggiornamenti hanno un tratto comune: le novità più importanti si trovano sotto l’interfaccia. Sul Steam Deck OLED, Valve sfrutta finalmente il pannello HDR anche quando il gioco viene eseguito altrove e trasmesso tramite Remote Play, contemporaneamente sperimentando AV1 per rendere più efficiente il trasporto video. Su Thunderbird, Mozilla amplia l’autenticazione OAuth fino a server IMAP e SMTP personalizzati, rendendo il client più credibile in reti enterprise e infrastrutture non standard. Audacity interviene invece sullo stack multimediale con FFmpeg 9 e sull’affidabilità dei file di progetto. È un’evoluzione tipica dei software maturi: non ogni release deve reinventare l’applicazione, ma compatibilità, autenticazione, codec e protezione dei dati determinano spesso più dell’interfaccia la qualità dell’esperienza quotidiana. Steam Client, Thunderbird 155 e Audacity 3.7.9 lavorano esattamente su questi livelli. Valve rende lo streaming più vicino alla resa locale del dispositivo, Mozilla riduce l’attrito tra protocolli aperti e autenticazione moderna, mentre Audacity impedisce che condizioni anomale dello storage possano trasformarsi nella perdita di un progetto. Per gli utenti Linux, il risultato è un ecosistema che continua a maturare non soltanto attraverso kernel, desktop environment e driver, ma anche attraverso applicazioni multipiattaforma capaci di seguire l’evoluzione dei protocolli e degli standard circostanti. HDR, OAuth personalizzato e FFmpeg 9 sembrano sviluppi appartenenti a mondi differenti, ma hanno la stessa funzione: evitare che il software diventi il collo di bottiglia mentre hardware, servizi e formati evolvono intorno ad esso.

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