🤖 Cosa cambia
- Unitree debutta sullo STAR Market con un rialzo superiore al 460%, dopo aver mostrato Superman, umanoide capace secondo l’azienda di 12,66 m/s.
- Il robot raggiunge un salto verticale dichiarato di 2 metri, ma le prestazioni derivano dalla demo Unitree e non da una verifica indipendente.
- La Cina accelera sulle BCI con nuove approvazioni NMPA, ma non tutti i dispositivi autorizzati sono impiantabili o equivalenti a Neuralink.
La corsa cinese alla robotica umanoide e alle interfacce cervello-computer sta entrando contemporaneamente nei mercati finanziari e nella regolamentazione sanitaria. Unitree Robotics ha trasformato la propria quotazione sullo STAR Market di Shanghai in uno degli eventi tecnologici più spettacolari dell’anno, con il titolo salito di oltre il 460% nella prima seduta dopo un’apertura superiore del 629% al prezzo IPO. A spingere ulteriormente l’attenzione è arrivata la demo di Superman, nuovo umanoide che secondo Unitree può raggiungere 12,66 metri al secondo e saltare verticalmente per 2 metri. Sul fronte neurotech, invece, le autorità cinesi stanno autorizzando una serie crescente di dispositivi BCI e diagnostici cerebrali, ma il quadro è più articolato di una semplice corsa agli impianti contro Neuralink.
Cosa leggere
Unitree trasforma l’IPO in una scommessa finanziaria sulla robotica umanoide
La quotazione di Unitree Robotics, codice 688836, è iniziata il 19 agosto 2026 sullo STAR Market della Borsa di Shanghai. Il Shanghai Stock Exchange aveva formalizzato il giorno precedente l’ammissione alle negoziazioni di circa 30,09 milioni di azioni inizialmente disponibili sul mercato. Il prezzo IPO era stato fissato a 150,80 yuan per azione, con un’offerta complessiva da circa 6,1 miliardi di yuan, pari a oltre 900 milioni di dollari. La domanda retail aveva raggiunto livelli eccezionali, con una sottoscrizione indicata come oltre 8.000 volte superiore all’offerta disponibile. Alla prima seduta il titolo ha chiuso con un rialzo del 460,34%, dopo aver aperto intorno a 1.100 yuan, cioè circa il 629% sopra il prezzo di collocamento. Il dato conferma quanto la robotica umanoide sia diventata una delle principali narrative speculative del mercato tecnologico cinese. L’euforia è però accompagnata da volatilità altrettanto estrema: nei giorni successivi il titolo ha perso una parte consistente dei guadagni iniziali, dinamica già analizzata nel crollo post-IPO di Unitree e nella crescente tensione tra valutazioni e maturità industriale. Il mercato sta quindi premiando contemporaneamente capacità tecnologica, leadership industriale e aspettativa di crescita, senza che questo equivalga alla prova di una diffusione commerciale di massa degli umanoidi.
Superman corre a 12,66 metri al secondo ma i numeri arrivano da Unitree
Il catalizzatore più spettacolare della quotazione è arrivato pochi giorni prima, quando Unitree ha pubblicato sul proprio account X ufficiale un video di circa 30 secondi dedicato al nuovo robot Superman. L’azienda dichiara una velocità massima di 12,66 metri al secondo, circa 45,6 km/h, e un salto verticale da fermo di 2 metri, ottenuti con gambe lunghe 0,85 metri. Unitree sostiene che entrambe le prestazioni superino i corrispondenti record umani e precisa che il robot era in sviluppo da poco più di tre mesi al momento della dimostrazione. La velocità dichiarata è superiore al picco istantaneo di circa 12,4 metri al secondo attribuito a Usain Bolt durante il record mondiale dei 100 metri, ma il confronto deve essere interpretato con cautela: Unitree non ha pubblicato un protocollo indipendente di misurazione, la distanza della prova, la ripetibilità del risultato o le condizioni complete del test. La stessa azienda presenta Superman come macchina ancora in fase di sviluppo. Il valore tecnologico della demo non sta quindi tanto nella possibilità di dichiarare un “robot più veloce dell’uomo”, quanto nella capacità di motori, batterie, controllo dinamico e algoritmi di equilibrio di gestire accelerazioni e impatti molto elevati. Le tecnologie utilizzate nei test estremi possono successivamente essere trasferite a scenari meno spettacolari ma più utili, come superamento di ostacoli, scale, logistica o intervento in ambienti irregolari.
Unitree New Robot Preview: “Superman” Breaking the Limits of Humanity🥳
— Unitree (@UnitreeRobotics) August 17, 2026
Standing high jump 2 m, top speed 12.66 m/s (0.85 m leg length)
Surpassing the standing high jump and running speed records of all humans around the world
This new machine has only been in development for a… pic.twitter.com/12i80ITU6p
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Unitree vende già migliaia di umanoidi ma il mercato reale resta ancora limitato
La quotazione non poggia esclusivamente sulle dimostrazioni. I dati pubblicati attraverso la documentazione collegata all’IPO indicano che Unitree ha consegnato oltre 5.500 robot umanoidi nel 2025, posizionandosi al vertice mondiale per volumi, mentre tra il 2023 e il 2025 avrebbe venduto complessivamente più di 33.000 quadrupedi e oltre 5.600 umanoidi. Il fatturato è cresciuto da circa 393 milioni di yuan nel 2024 a 1,7 miliardi di yuan nel 2025, con il segmento umanoide diventato progressivamente centrale. Circa 4,2 miliardi di yuan dei capitali raccolti con l’IPO sono destinati a ricerca sui modelli intelligenti, sviluppo del corpo robotico, nuove piattaforme e capacità produttiva. È esattamente il tipo di concentrazione industriale che sta facendo di Hangzhou uno dei centri principali della embodied AI cinese. Tuttavia le capacità spettacolari dimostrate durante gare e video promozionali non coincidono ancora con la capacità di svolgere in autonomia lavori complessi per otto ore dentro una fabbrica. I test pubblici degli ultimi mesi hanno mostrato robot capaci di correre, combattere o ballare ma ancora vulnerabili a surriscaldamento, errori percettivi e difficoltà nelle attività manuali non strutturate. La stessa vulnerabilità critica trovata sui Unitree G1 EDU via Wi-Fi e Bluetooth mostra inoltre che trasformare un robot da prototipo a infrastruttura operativa richiede anche sicurezza, gestione degli aggiornamenti e protezione delle reti.
La Cina accelera sulle BCI ma non tutte le approvazioni riguardano impianti cerebrali
Sul fronte brain-computer interface, la narrativa di una Cina che approva una serie di “Telepathy” per sfidare Neuralink richiede invece una distinzione importante. Le autorità sanitarie cinesi stanno effettivamente autorizzando sempre più prodotti collegati alla lettura e interpretazione dell’attività cerebrale, ma non tutti sono dispositivi impiantabili e non tutti svolgono funzioni comparabili al sistema N1 di Neuralink. Uno dei prodotti approvati più recentemente è quello sviluppato da Tiankai Suishi (Tianjin) Intelligent Technology, autorizzato dalla National Medical Products Administration il 19 agosto 2026. Il dispositivo consiste in una cuffia dotata di elettrodi che viene posizionata sul cuoio capelluto per leggere segnali elettrici cerebrali e aiutare i medici a valutare eventuali compromissioni cognitive. Si tratta quindi di una soluzione non invasiva, più vicina a una piattaforma diagnostica EEG avanzata che a un impianto intracorticale. La società sviluppa inoltre sistemi per l’individuazione precoce di deficit collegati a Alzheimer e schizofrenia e sta cercando autorizzazioni per strumenti destinati alla depressione. La distinzione non riduce la portata della strategia cinese. Pechino ha inserito le brain-computer interface tra i dispositivi medici ad alta priorità, predisponendo procedure regolatorie accelerate e standard nazionali per interoperabilità e formati dei dati. Il quadro era già emerso nell’analisi sulla standardizzazione cinese delle BCI e sulla costruzione di una filiera nazionale prima della corsa commerciale. La differenza rispetto agli Stati Uniti è soprattutto nella scala industriale: la Cina sta tentando di far crescere contemporaneamente impianti, sistemi non invasivi, diagnostica, riabilitazione, dispositivi terapeutici e standard tecnici.
Gli impianti cinesi puntano a compromessi diversi rispetto a Neuralink
Nel segmento realmente impiantabile il confronto con Neuralink è più diretto. I progetti cinesi comprendono sistemi come NEO, sviluppato da gruppi di ricerca di Tsinghua e altre istituzioni, che utilizza elettrodi posizionati sulla superficie cerebrale per decodificare intenzioni motorie senza penetrare profondamente nella corteccia. Neuralink segue invece una strategia ad altissima densità, con sottilissimi fili contenenti numerosi elettrodi inseriti nel tessuto cerebrale attraverso un robot chirurgico. Il vantaggio teorico di Neuralink è la maggiore quantità di informazioni raccolte; sistemi più superficiali possono invece ridurre invasività e complessità chirurgica. Il confronto tra queste architetture era già evidente nel dossier sulla robotica medica cinese e sulle BCI che stanno entrando nei primi percorsi clinici. Non esiste quindi una semplice gara sul numero di elettrodi: la competizione riguarda larghezza di banda, sicurezza, stabilità a lungo termine, rischio chirurgico, algoritmo di decodifica e valore terapeutico reale. L’accelerazione normativa cinese è esplicita. La NMPA indica le BCI tra i dispositivi medici innovativi ad alta priorità insieme a robot medicali, sistemi di imaging avanzato e altre tecnologie strategiche, prevedendo procedure di revisione e supporto più rapide. Un successivo documento dedicato ai dispositivi high-end prevede inoltre politiche specifiche proprio per i prodotti basati su brain-computer interface. L’obiettivo non è soltanto competere con Neuralink sul singolo impianto, ma costruire un mercato domestico nel quale università, startup, ospedali e autorità regolatorie possano sviluppare prodotti interoperabili abbastanza rapidamente da generare scala.
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Robotica e neurotech diventano due pilastri della politica industriale cinese
Unitree e le BCI raccontano la stessa trasformazione da due direzioni differenti. Nel primo caso la Cina sta convertendo una filiera di motori, batterie, sensori, controllo e AI fisica in un’industria abbastanza matura da accedere direttamente ai mercati dei capitali. Nel secondo sta cercando di anticipare la commercializzazione delle interfacce neurali costruendo standard, procedure regolatorie e un ecosistema clinico prima che il settore raggiunga la maturità. Il rialzo di Unitree dimostra quanto capitale sia disposto a inseguire questa prospettiva, ma mostra anche il rischio di una valutazione che incorpori risultati industriali ancora da dimostrare. Superman può correre e saltare a livelli impressionanti, ma non dimostra automaticamente che un umanoide sia pronto a sostituire un lavoratore in fabbrica. Allo stesso modo, l’aumento delle approvazioni cinesi nel neurotech non significa che Pechino abbia già prodotto un equivalente commerciale di Neuralink capace di offrire le stesse prestazioni intracorticali. Il vantaggio cinese potrebbe trovarsi altrove: nella capacità di mettere rapidamente in relazione ricerca, capitale, manifattura, ospedali e regolazione. Robotica umanoide e BCI sono entrambe tecnologie nelle quali il software da solo non basta. Servono hardware, supply chain, sperimentazione fisica, produzione e autorizzazioni. Ed è precisamente su questi livelli che Pechino sta cercando di costruire un ecosistema sufficientemente grande da trasformare prototipi spettacolari e studi clinici in industrie strategiche.
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