📌 In Sintesi
- TrendForce stima iPhone Ultra tra 2.099 e 2.299 dollari, mentre il leak attribuito a Vodafone Australia indica 3.699 AUD per il modello da 256 GB.
- La produzione del primo iPhone pieghevole sarebbe ancora limitata a poche centinaia di unità al giorno, con cerniera e planarità del display al centro dei controlli.
- Apple prepara una roadmap di almeno 14 prodotti tra settembre e inizio 2027, compresi HomePod con Siri AI, Home Hub, Apple TV e iPhone 20.
Apple entra negli ultimi giorni prima del keynote del 9 settembre con una quantità di indiscrezioni sufficiente a delineare non soltanto la prossima gamma iPhone, ma buona parte della roadmap fino al 2027. Il fulcro resta il primo pieghevole, indicato soprattutto come iPhone Ultra: TrendForce lo colloca tra 2.099 e 2.299 dollari, mentre un leak attribuito a Vodafone Australia suggerisce prezzi locali ancora più alti. La produzione iniziale sarebbe però estremamente limitata. Parallelamente emergono nuovi dettagli su iPhone 18 Pro, iPhone 20, HomePod con Siri AI, surround a quattro speaker, sicurezza domestica e almeno 14 prodotti attesi entro l’inizio del prossimo anno. Un punto va però corretto subito: “iPhone Duo” non è al momento un progetto documentato da nuovi brevetti, ma soltanto uno dei nomi circolati per il foldable.
Cosa leggere
Apple conferma il keynote del 9 settembre ma non ancora i prodotti
L’unico elemento completamente ufficiale è la data. Apple invita sviluppatori e pubblico al nuovo Apple Event “Surprise and shine” del 9 settembre alle 10:00 del Pacifico, senza indicare quali dispositivi verranno presentati. Le aspettative convergono però su iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max e primo iPhone pieghevole, affiancati da Apple Watch Series 12, Watch Ultra 4 e probabilmente AirPods 5. La struttura della gamma segna anche un cambiamento del calendario: secondo TrendForce, i modelli Pro e il foldable arriveranno in autunno mentre gli iPhone 18 standard slitteranno al primo trimestre 2027. Il quadro dei prodotti Apple attesi a settembre si era già allargato nelle ultime settimane, ma il pieghevole resta la novità capace di cambiare realmente la struttura della linea iPhone.
Leggi anche: iPhone Ultra punta sul multitasking con doppio display, MagSafe e nuova cerniera
Il leak Vodafone non certifica prezzi europei e una delle fonti è stata smentita
La voce più rumorosa riguarda i listini. Un post attribuito a EVDownunder sostiene di avere ottenuto da una fonte interna a Vodafone Australia i prezzi del foldable: 3.699 AUD per 256 GB, 4.199 AUD per 512 GB e 4.699 AUD per 1 TB, con presunto avvio dei preordini il 12 settembre. Non si tratta però di un listino Vodafone pubblicato ufficialmente né di prezzi europei. Una seconda presunta fuga proveniente da Vodafone Egypt indicava iPhone Ultra a 155.750 EGP e iPhone 18 Pro e Pro Max rispettivamente a circa 98.000 e 105.000 EGP, ma Vodafone Egypt ha successivamente dichiarato di non essere all’origine di alcun leak, e l’autenticità delle immagini non è stata verificata.

La parte più solida del quadro resta quindi la previsione di TrendForce: 2.099-2.299 dollari come fascia iniziale per il foldable negli Stati Uniti, con configurazioni superiori potenzialmente oltre i 3.000 dollari. Per iPhone 18 Pro e Pro Max la società prevede invece aumenti complessivi nell’ordine del 10-20%, spinti soprattutto dalla memoria. Il nuovo packaging WMCM e la dipendenza dai fornitori DRAM avevano già portato le stime di iPhone 18 Pro verso un prezzo sensibilmente superiore alla generazione precedente.
La memoria costa quasi quattro volte di più e spinge Apple verso il rincaro
Il vero problema industriale non nasce dal leak Vodafone ma dalla BOM. TrendForce stima che nel terzo trimestre 2026 il costo della memoria per un iPhone 18 Pro da 256 GB sia quasi il 400% superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato non significa che tutta la DRAM costi genericamente quattro volte di più né che il prezzo finale debba aumentare nella stessa proporzione: riguarda il costo della memoria incorporato nel BOM di quella specifica configurazione.

Apple avrebbe tentato di recuperare parte dell’incremento negoziando altri componenti, senza riuscire a neutralizzarlo completamente. I tre modelli autunnali dovrebbero inoltre utilizzare A20 Pro a 2 nm, display LTPO+, un sistema termico migliorato e packaging WMCM, mentre sui Pro è prevista una fotocamera principale con apertura variabile. Il quadro conferma quanto già emerso nella precedente analisi sui rincari di iPhone 18 Pro Max e sull’avvio della produzione dell’Ultra: questa generazione sarà definita probabilmente tanto dai costi industriali quanto dalle nuove specifiche.
La produzione dell’iPhone Ultra sarebbe ancora di poche centinaia di unità al giorno
Il problema prezzo si intreccia con quello delle scorte. Secondo fonti della supply chain citate da Nikkei Asia, alla fine di agosto Apple sarebbe riuscita a produrre soltanto “poche centinaia” di iPhone Ultra al giorno, contro le decine di migliaia necessarie per sostenere normalmente un lancio globale. Apple avrebbe aggiunto un ulteriore trial run ad agosto per verificare che il dispositivo potesse essere prodotto rispettando le tolleranze richieste, ritardando di alcune settimane la vera produzione commerciale.

Le criticità sarebbero concentrate soprattutto sulla planarità del display interno e sulle prestazioni della cerniera. Non significa necessariamente che il prodotto verrà rinviato: le fonti più recenti continuano a collocare la disponibilità vicino a quella degli iPhone 18 Pro, ma la prima fase commerciale potrebbe essere caratterizzata da forte scarsità. La situazione conferma il rischio già evidenziato nella roadmap dell’iPhone Fold e Ultra, dove resa industriale, cerniera e display rappresentavano il vero collo di bottiglia.
“iPhone Duo” è soltanto un possibile nome, non un nuovo progetto brevettato
Il nome iPhone Duo va trattato con molta cautela. La fonte indicata non descrive un nuovo dispositivo basato su brevetti recenti né una cerniera magnetica modulare diversa dal foldable già noto. Il punto della notizia è molto più semplice: “Duo” è uno dei nomi che stanno circolando per il primo iPhone pieghevole, insieme a iPhone Ultra e iPhone Fold. MacRumors specifica esplicitamente che non esiste alcuna prova che Apple userà questa denominazione. L’ipotesi deriva dal fatto che il dispositivo utilizza due schermi e dal precedente storico di marchi Apple come PowerBook Duo e MagSafe Duo, ma ci sono anche ragioni per cui Cupertino potrebbe evitarla, visto il precedente Surface Duo di Microsoft. Altre fonti attribuiscono invece a dipendenti Apple l’utilizzo interno del nome “iPhone Ultra”. Fino al keynote, quindi, iPhone Duo deve essere considerato esclusivamente un’ipotesi di branding, non un secondo foldable né un progetto tecnico distinto.
iPhone 20 prepara per il 2027 il più grande redesign dai tempi di iPhone X
Mentre Apple deve ancora mostrare la generazione 18, la roadmap guarda già al ventesimo anniversario dell’iPhone. Secondo Mark Gurman, il modello celebrativo previsto per il 2027 dovrebbe rappresentare il più grande rinnovamento della linea Pro dai tempi di iPhone X. Le indicazioni disponibili parlano di vetro curvo lungo tutti gli angoli e i bordi e di cornici ulteriormente assottigliate, con l’obiettivo di ottenere un aspetto quasi interamente in vetro. Non ci sono però ancora dettagli sufficienti per stabilire se Apple riuscirà a industrializzare integralmente questo design o se alcune soluzioni verranno ridimensionate prima della produzione. La prima roadmap dell’iPhone 20 aveva già indicato corpo più sottile e un sistema termico più esteso, ma l’ultima ricostruzione attribuisce al progetto un peso maggiore: non semplice evoluzione annuale, ma cambio estetico paragonabile alla transizione introdotta dall’iPhone X nel 2017.
HomePod entra nell’era Siri AI ma il modello grande non è imminente
Il secondo asse della roadmap riguarda la casa. Apple starebbe testando un nuovo HomePod full-size con supporto a Siri AI, ma il dispositivo non appare imminente. Più vicini sarebbero invece HomePod mini, nuova Apple TV e Home Hub, tutti legati alla nuova piattaforma Siri e ad Apple Intelligence. Il programma smart home di Cupertino prevede già Home Hub, Apple TV 4K e HomePod mini come componenti coordinati, con Home Hub destinato a diventare il punto di controllo visivo dell’abitazione. La disponibilità dell’assistente sarà decisiva: la nuova Siri AI on-device introduce capacità contestuali e generative molto più profonde, ma Apple deve ancora dimostrare quanto di questa architettura potrà essere trasferito su speaker e dispositivi domestici senza dipendere continuamente da un iPhone.
audioOS 27 rivela surround con quattro HomePod e un nuovo Party Mode
Sul fronte audio esiste invece una traccia più concreta nel software. Stringhe individuate in audioOS 27 beta 8 descrivono una configurazione surround composta da quattro HomePod di seconda generazione, con ruoli front-left, front-right, rear-left e rear-right, calibrazione della stanza, gestione dei bassi, sincronizzazione e trattamento differenziato per film e musica. Compare inoltre un sistema denominato Forklift, apparentemente capace di combinare due HomePod full-size con altri due speaker identificati da un hardware ID ancora sconosciuto. Un’altra funzione, Party Mode, modificherebbe il campo sonoro per distribuirlo più uniformemente nella stanza invece di ottimizzarlo per un singolo punto d’ascolto. Sono riferimenti presenti nel codice e non funzioni annunciate: Apple potrebbe modificarli o non rilasciarli affatto. La loro presenza suggerisce però che la nuova offensiva sulla casa non riguarda soltanto Siri, ma anche un utilizzo più strutturato degli HomePod come sistema home theater.
Apple studia anche un servizio proprietario di sicurezza domestica
Per il 2027 emerge inoltre un progetto ancora più ambizioso: una telecamera Apple orientata alla sicurezza domestica e un servizio di monitoraggio collegato. Le indiscrezioni attribuite a Bloomberg descrivono un sistema “privacy-forward” che utilizzerebbe AI per analizzare ciò che accade nell’ambiente invece di limitarsi a registrare e inviare continuamente video grezzo. I dettagli commerciali sono ancora scarsi e non è chiaro se il servizio verrà venduto autonomamente, integrato in iCloud+ oppure collegato a HomeKit Secure Video. Il progetto si inserisce però perfettamente nella strategia Home Hub basata su Ambient Sensing, riconoscimento degli utenti e contenuti personali. Se Apple decidesse realmente di fornire anche il servizio di monitoraggio, passerebbe dal ruolo di piattaforma domotica a quello di fornitore diretto di una parte dell’infrastruttura di sicurezza domestica, entrando in un territorio oggi presidiato da Ring, Google Nest e operatori specializzati.
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Quattordici prodotti trasformano settembre nell’inizio di una roadmap molto più lunga
L’elenco attribuito a Gurman arriva a 14 prodotti tra il keynote e l’inizio del 2027: iPhone 18 Pro, Pro Max e foldable; Apple Watch Series 12 e Ultra 4; iPad mini OLED; nuovi iMac e MacBook; un possibile MacBook Ultra touchscreen; Apple TV, HomePod mini e Home Hub; AirPods 5 e Beats 360. Non tutti appartengono alla stessa finestra e non tutti hanno lo stesso livello di affidabilità. Il keynote del 9 settembre dovrebbe concentrarsi soprattutto su iPhone, Watch e forse AirPods, mentre Mac, iPad e prodotti Home potranno arrivare successivamente. Il dato strategico è comunque chiaro. Apple non sta preparando soltanto il rinnovo annuale dell’iPhone: sta contemporaneamente modificando la cadenza della gamma smartphone, introducendo il primo pieghevole, preparando un redesign radicale per il ventesimo anniversario e costruendo una casa connessa molto più dipendente da Siri AI, Home Hub e servizi proprietari. Prima di tutto, però, il 9 settembre dovrà risolvere tre incognite concrete: come si chiamerà davvero il foldable, quanto costerà e quante unità Apple sarà effettivamente in grado di consegnare.
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