🤖 Cosa cambia
- OpenAI testa Writing Style, funzione che ricava esempi di scrittura dalle app collegate per riprodurre voce e tono dell’utente.
- Il sistema distingue messaggi, documenti ed email e può utilizzare servizi come Slack, Google Drive, Notion e Gmail.
- GPT-6 Astra entra progressivamente nel piano ChatGPT Plus, inizialmente anche attraverso Work, senza richiedere un abbonamento separato.
ChatGPT si muove contemporaneamente verso una personalizzazione molto più profonda e verso l’estensione del suo modello più potente agli utenti consumer. OpenAI sta testando una funzione chiamata Writing Style capace di utilizzare esempi recuperati da applicazioni personali collegate, tra cui Gmail, Google Drive, Slack e Notion, per riprodurre automaticamente il modo in cui una persona scrive. Nello stesso momento GPT-6 Astra sta iniziando a comparire negli account ChatGPT Plus, compreso il piano da 20 dollari al mese, dopo il debutto iniziale sui livelli superiori e negli ambienti professionali. I due sviluppi convergono nella stessa direzione: ChatGPT conosce sempre più contesto dell’utente e dispone di un modello progettato per utilizzarlo lungo workflow complessi.
Cosa leggere
Writing Style cerca la voce dell’utente direttamente nelle app collegate
La funzione più interessante è per ora anche quella meno distribuita. OpenAI ha confermato di stare sperimentando Writing Style con un gruppo ristretto di utenti. La schermata di onboarding mostrata durante il test spiega che ChatGPT potrà scrivere nella voce dell’utente facendo riferimento a esempi provenienti dalle app collegate. Il sistema divide le sorgenti in almeno tre categorie: Messaging, Documents ed Email. Tra le integrazioni mostrate compaiono Slack per i messaggi, Google Drive e Notion per i documenti e Gmail per la posta elettronica. Invece di chiedere ogni volta al modello di essere più sintetico, formale, diretto o colloquiale, ChatGPT può quindi osservare come l’utente ha realmente scritto in contesti differenti e utilizzare quei campioni come riferimento. La funzione è stata individuata durante un rollout limitato e OpenAI ha confermato a BleepingComputer che Writing Style è attualmente in fase di test, senza comunicare una data per la distribuzione generale. Non è dunque corretto presentarla come funzione già disponibile per tutti.
La novità sfrutta un’infrastruttura che OpenAI ha progressivamente ampliato durante il 2026. Le app collegate documentate da OpenAI permettono a ChatGPT di accedere, con le autorizzazioni concesse dall’utente, a servizi esterni per trovare file, consultare messaggi e utilizzare informazioni all’interno della conversazione. Il salto di Writing Style consiste nel trasformare quelle sorgenti da semplice base informativa a campione comportamentale: il contenuto di Gmail o Drive non serve soltanto a rispondere a una domanda, ma anche a dedurre come strutturare la risposta. È l’evoluzione naturale di una piattaforma che poche settimane fa aveva già iniziato a gestire più account Gmail, Google Calendar e Contacts contemporaneamente, rendendo molto più ampio il contesto accessibile durante il lavoro.
Personalizzazione, memoria e stile diventano tre livelli differenti
Writing Style non sostituisce le altre funzioni di personalizzazione. OpenAI dispone già di personalità, caratteristiche, istruzioni e memoria, ma ciascuna agisce su un livello differente. Le Characteristics di ChatGPT consentono di regolare parametri come brevità, tono, entusiasmo, formattazione e uso delle emoji; le istruzioni permettono invece di stabilire regole esplicite. Writing Style aggiunge un terzo meccanismo: imparare implicitamente dagli esempi reali. In teoria una stessa persona potrebbe quindi scrivere in maniera estremamente sintetica su Slack, adottare una prosa più articolata nei documenti e utilizzare formule differenti nelle email professionali. Un sistema basato sui campioni potrebbe preservare queste differenze meglio di un’unica indicazione generica come “scrivi nel mio stile”.
La direzione prolunga il percorso iniziato con il nuovo sistema di Memory di ChatGPT, progettato per conservare preferenze e continuità attraverso conversazioni differenti. Ma introduce anche una questione di controllo particolarmente importante. Per imitare efficacemente uno stile non basta conoscere qualche preferenza dichiarata: servono campioni sufficientemente rappresentativi, potenzialmente distribuiti tra comunicazioni personali e professionali. La disponibilità delle app continua a dipendere da piano, regione, workspace e autorizzazioni, e l’utente deve collegare esplicitamente i servizi. La reale portata del trattamento dei campioni utilizzati da Writing Style dovrà essere valutata quando OpenAI pubblicherà documentazione specifica sulla funzione.
Leggi anche: ChatGPT collega più account Google e amplia il contesto disponibile tra Gmail, Calendar e Contacts
GPT-6 Astra comincia ad arrivare anche sul piano ChatGPT Plus
Parallelamente alla personalizzazione, OpenAI sta allargando l’accesso a GPT-6 Astra. Il modello era stato annunciato il 3 settembre 2026 e inizialmente distribuito a un insieme ristretto di organizzazioni e ai livelli superiori del servizio. Nella presentazione ufficiale di GPT-6 Astra, OpenAI precisa però che il rollout è destinato a raggiungere gli utenti ChatGPT Plus, Pro, Business ed Enterprise e che l’utilizzo di Astra è incluso nei limiti degli abbonamenti esistenti. Non è quindi necessario sottoscrivere un piano Astra separato: eventuale capacità aggiuntiva potrà essere acquistata attraverso crediti. Il rollout è progressivo. Alcuni utenti Plus stanno vedendo Astra innanzitutto dentro ChatGPT Work, prima che il modello compaia nel normale selettore della chat. È una distinzione importante perché la presenza del modello su un account non implica necessariamente che sia disponibile immediatamente su tutte le superfici del prodotto. Le prime osservazioni sugli account Plus sono coerenti con quanto OpenAI aveva annunciato: disponibilità distribuita nell’arco di più giorni anziché attivazione simultanea per l’intera base utenti. ChatGPT Work diventa così uno dei principali veicoli per portare Astra verso il pubblico professionale già pagante, dopo i problemi di disponibilità registrati dallo stesso Work alla fine di agosto.Astra è progettato proprio per sfruttare documenti, app e contesto persistente. L’accostamento temporale tra Astra e Writing Style è particolarmente significativo perché le capacità dichiarate del nuovo modello sono costruite precisamente attorno a computer use, workflow professionali e utilizzo del contesto. OpenAI afferma che Astra può operare direttamente su software, browser, CRM e strumenti di produttività, produrre documenti, fogli di calcolo e presentazioni e rispettare template e stili già esistenti. Nei propri test, l’azienda lo descrive inoltre come più efficace nel mantenere l’orientamento quando un incarico cambia durante l’esecuzione, evitando di perdere requisiti e vincoli stabiliti in precedenza. Per la scrittura questo passaggio conta quanto i benchmark. OpenAI dichiara esplicitamente che Astra è stato addestrato a produrre artefatti coerenti con writing and visual style dell’organizzazione o dell’utente e a recuperare soltanto il contesto pertinente anziché riversare indiscriminatamente tutto il materiale disponibile nell’output. Writing Style fornisce potenzialmente proprio uno dei segnali necessari a questo comportamento: non soltanto “cosa sa l’utente”, ma come quell’utente trasforma normalmente le informazioni in testo.
La maggiore capacità arriva però insieme a un livello di rischio differente. Astra è il primo modello OpenAI classificato Critical per la cybersecurity, capace nei test interni di trovare vulnerabilità sconosciute e costruire exploit chain. Matrice Digitale ha già analizzato le capacità cyber di Astra, comprese due zero-day individuate durante le valutazioni e il deterioramento della monitorabilità del ragionamento scritto. La versione distribuita agli utenti applica salvaguardie più restrittive delle configurazioni utilizzate nei benchmark, ma l’estensione a Plus porta comunque un modello frontier molto più vicino alla base consumer.
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ChatGPT passa dal conoscere le preferenze a conoscere il modo di lavorare
Writing Style e Astra descrivono quindi due parti della stessa trasformazione. Fino a poco tempo fa personalizzare un chatbot significava soprattutto fornire istruzioni: tono, lunghezza, formato, preferenze e informazioni da ricordare. Le app collegate hanno aggiunto il contesto esterno. Writing Style tenta ora di estrarre dagli stessi servizi anche una rappresentazione della voce dell’utente, mentre Astra mette a disposizione un modello progettato per utilizzare quel contesto dentro attività più lunghe e operative. Il risultato potenziale è un ChatGPT che non deve più ricevere ogni volta un documento, una guida di stile e un lungo prompt per produrre un testo coerente con chi lo utilizza. Può recuperare informazioni dalle applicazioni autorizzate, osservare esempi precedenti, mantenere i vincoli durante il lavoro e utilizzare un modello capace di intervenire direttamente sugli strumenti. È anche il motivo per cui permessi, trasparenza e possibilità di separare contesti personali e professionali diventano più importanti, non meno. La prossima frontiera della personalizzazione non è infatti un chatbot che sa semplicemente qualcosa dell’utente: è un sistema che comincia a ricostruire come l’utente comunica e lavora a partire dalle tracce lasciate nelle proprie applicazioni.
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