quantum lattice gates

Quantum lattice gates accelerano di 1.000 volte operazioni per computer quantistici fault-tolerant

⚙️ Da sapere

  • Chalmers propone un metodo Floquet capace di eseguire alcune operazioni sui codici bosonici in un solo ciclo invece delle migliaia richieste finora.
  • L’accelerazione può superare 1.000 volte e ridurre il tempo durante il quale rumore e decoerenza possono introdurre errori nel calcolo.
  • Il lavoro è teorico: il metodo è compatibile con circuiti superconduttivi esistenti, ma deve ancora essere dimostrato sperimentalmente sull’hardware.

Un gruppo di ricercatori della Chalmers University of Technology e della Tianjin University ha sviluppato un metodo teorico capace di accelerare di oltre 1.000 volte alcune operazioni necessarie al controllo dei codici quantistici bosonici. Il risultato non significa che un intero computer quantistico diventi mille volte più veloce: riguarda una specifica classe di operazioni che, con le tecniche Floquet tradizionali, richiedono migliaia di cicli di controllo. Il nuovo approccio utilizza le quantum lattice gates per completarle in un singolo periodo. Ridurre drasticamente il tempo necessario è importante perché ogni ciclo aggiuntivo aumenta la finestra nella quale rumore, decoerenza e altre perturbazioni possono compromettere l’informazione quantistica.

Dai migliaia di cicli Floquet a una singola operazione

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Il lavoro, pubblicato su Physical Review Letters con il titolo “Single-Period Floquet Control of Bosonic Codes with Quantum Lattice Gates”, affronta uno dei problemi più delicati del quantum computing: creare e manipolare rapidamente stati quantistici abbastanza robusti da essere utilizzati nei sistemi fault-tolerant. I protocolli Floquet impiegati finora possono costruire analiticamente questi stati applicando segnali periodici al sistema, ma normalmente devono procedere attraverso ramp adiabatici molto lenti e migliaia di periodi di driving. Tangyou Huang, Lei Du e Lingzhen Guo propongono invece un metodo analitico e deterministico che sintetizza direttamente trasformazioni unitarie arbitrarie all’interno di un solo periodo Floquet. La differenza è sostanziale: anziché accompagnare gradualmente il sistema verso lo stato desiderato attraverso migliaia di piccoli passaggi, l’operazione viene progettata affinché il risultato venga raggiunto direttamente durante un singolo ciclo di controllo.

I codici bosonici proteggono l’informazione dentro un oscillatore

Il metodo è destinato ai bosonic quantum codes, una famiglia di tecniche di correzione degli errori che non codifica necessariamente l’informazione logica attraverso molti qubit fisici distinti. L’informazione viene invece rappresentata negli stati di un sistema bosonico continuo, per esempio il campo elettromagnetico confinato in un risonatore a microonde di un circuito superconduttivo. Questo permette di sfruttare uno spazio di Hilbert molto più ampio rispetto al semplice stato binario di un qubit e di costruire stati logici intrinsecamente più resistenti ad alcune categorie di errore.

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La Chalmers University of Technology spiega nella presentazione della ricerca che il vantaggio principale consiste proprio nella possibilità di ridurre il tempo durante il quale questi stati delicati rimangono esposti alle perturbazioni. Rumore elettrico, radiazione cosmica, dissipazione e variazioni termiche possono modificare lo stato quantistico prima che l’operazione sia conclusa. Velocizzare il controllo diventa quindi anche una tecnica per migliorare l’affidabilità, non soltanto una misura delle prestazioni.

Le quantum lattice gates funzionano come moduli già costruiti

Il cuore del metodo sono le quantum lattice gates, un insieme universale di porte proposto precedentemente dallo stesso gruppo di ricerca. In un precedente lavoro pubblicato su Communications Physics, i ricercatori avevano mostrato come queste porte possano essere utilizzate per progettare stati codificati bosonici attraverso l’ingegnerizzazione degli Hamiltoniani Floquet.

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L’idea può essere vista come una decomposizione più efficiente delle operazioni quantistiche. Invece di costruire una trasformazione complessa come una lunga successione di piccoli controlli, le lattice gates forniscono primitive più potenti capaci di realizzare direttamente trasformazioni nello spazio delle fasi. Il nuovo studio estende questa impostazione dimostrando che differenti codici bosonici possono essere preparati partendo dal vuoto e che porte logiche single-qubit possono essere implementate con elevata fedeltà all’interno dello stesso formalismo. I ricercatori sfruttano in particolare la non linearità intrinseca delle giunzioni Josephson, elemento fondamentale dei circuiti quantistici superconduttivi. Invece di considerare questa non linearità soltanto come qualcosa da controllare o approssimare, viene utilizzata direttamente come risorsa computazionale.

Il fattore 1.000 non riguarda tutte le operazioni di un computer quantistico

Il dato più spettacolare della ricerca richiede una distinzione importante. L’affermazione secondo cui le operazioni diventano oltre 1.000 volte più veloci non descrive un incremento generalizzato delle prestazioni di un processore quantistico e non significa che un algoritmo che oggi impiega un’ora verrebbe completato in pochi secondi. Il confronto riguarda i protocolli utilizzati per implementare determinate operazioni sui codici bosonici attraverso controllo Floquet. Le strategie precedenti richiedevano tipicamente diverse migliaia di periodi di driving; la nuova costruzione permette di realizzare la trasformazione in un solo periodo. È questa riduzione del numero di cicli a produrre il guadagno dell’ordine delle migliaia.

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Il vantaggio potenziale è quindi particolarmente importante nelle fasi di preparazione e manipolazione degli stati logici, dove diminuire la durata dell’operazione riduce contemporaneamente la probabilità che il sistema accumuli errori prima dell’intervento dei meccanismi di correzione.

Il metodo punta direttamente ai circuiti superconduttivi

Un altro elemento rilevante è la compatibilità con una delle piattaforme hardware più mature del settore. Le quantum lattice gates sono progettate per essere implementate attraverso circuiti superconduttivi basati su giunzioni Josephson, la stessa famiglia tecnologica utilizzata da numerosi programmi industriali e accademici per costruire processori quantistici. Chalmers sta sviluppando a sua volta un computer quantistico superconduttivo da 100 qubit e i ricercatori dichiarano di avere già iniziato a discutere possibili implementazioni sperimentali della tecnica. Questo non equivale tuttavia a una verifica fisica del risultato: lo studio pubblicato su Physical Review Letters è teorico e l’accelerazione è dimostrata nel formalismo sviluppato dagli autori, non attraverso un processore quantistico sul quale siano già state misurate migliaia di operazioni reali.

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Questa distinzione è essenziale perché un protocollo teoricamente compatibile con l’hardware può incontrare, durante la sperimentazione, limiti legati alla precisione dei segnali di controllo, al rumore, alla calibrazione e alle imperfezioni delle giunzioni.

La velocità diventa una componente della correzione degli errori

Il valore del lavoro non consiste quindi nell’aver trovato un modo generico per aumentare il clock dei computer quantistici. Il problema affrontato è più profondo: ridurre il numero di operazioni fisiche necessarie per ottenere una trasformazione logica utile. È una strategia particolarmente importante perché la costruzione di computer fault-tolerant dipende dal rapporto tra velocità delle operazioni, fedeltà delle porte e velocità con cui gli errori si accumulano. Un qubit perfettamente controllabile ma troppo lento rimane esposto alla decoerenza per un tempo maggiore. Allo stesso modo, aggiungere migliaia di passaggi per preparare uno stato protetto può vanificare una parte dei vantaggi della codifica stessa. Eliminare intere sequenze di controllo può quindi migliorare contemporaneamente efficienza e probabilità di successo dell’operazione. Il prossimo passaggio sarà necessariamente sperimentale. Se le quantum lattice gates riusciranno a mantenere sulle piattaforme reali le fedeltà previste dal modello, il risultato potrebbe eliminare uno dei colli di bottiglia dei codici bosonici superconduttivi. Per ora la scoperta non rende i computer quantistici mille volte più veloci, ma mostra qualcosa di probabilmente più utile per la loro evoluzione: alcune operazioni che sembravano richiedere migliaia di passaggi potrebbero essere realizzate direttamente in uno solo.

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