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Firefox 156 riduce memoria e CPU, Firefox 157 beta porta il design Nova

🐧 Novità principali

  • Firefox 156 riduce memoria e CPU nella gestione di grandi immagini JPEG e aggiunge nuovi controlli enterprise per widget e Service Worker.
  • Firefox 157 entra in beta con Project Nova, che ridisegna schede, barre, icone e accesso a tab verticali, gruppi e Split View.
  • Il prossimo ciclo prepara anche HDR video su Windows e JPEG XL, mentre Mozilla consolida la nuova cadenza di una release ogni due settimane.

Mozilla Firefox 156 diventa stabile e Firefox 157 passa immediatamente al canale beta, mostrando il primo effetto concreto della nuova cadenza di rilascio ogni due settimane. La versione 156 è soprattutto un aggiornamento di ottimizzazione: interviene sul consumo di memoria e CPU, sulle policy aziendali e su diversi componenti utilizzati dagli sviluppatori. La beta successiva è molto più visibile perché prepara il rollout esteso di Project Nova, il ridisegno dell’interfaccia Firefox iniziato nei mesi scorsi. Il punto interessante è proprio questa sovrapposizione: Mozilla non sta semplicemente accelerando il numero delle versioni, ma separa più nettamente gli aggiornamenti infrastrutturali dai cambiamenti destinati a modificare l’esperienza quotidiana del browser.

Firefox 156 interviene sul consumo di memoria senza inseguire nuove funzioni vistose

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Firefox 156 arriva due settimane dopo la versione 155 e concentra gran parte del lavoro su efficienza e comportamento interno del browser. Una delle ottimizzazioni riguarda la visualizzazione di grandi immagini JPEG ridimensionate all’interno delle pagine, operazione che può consumare quantità non trascurabili di memoria e cicli CPU quando il file originale ha una risoluzione molto superiore alle dimensioni effettivamente visualizzate. Mozilla riduce il peso di questo processo, un intervento poco spettacolare ma rilevante soprattutto nelle sessioni con molte schede aperte. La direzione prosegue il lavoro già anticipato quando Firefox 155 aveva inaugurato il nuovo ciclo bisettimanale e Firefox 156 entrava in beta proprio con l’obiettivo di ridurre CPU e RAM. La nuova frequenza di rilascio non significa infatti raddoppiare artificialmente le funzionalità: Mozilla ha spiegato che serve soprattutto a portare più rapidamente nel canale stabile correzioni e componenti già pronti, evitando che debbano attendere un intero ciclo mensile.

Le aziende ricevono più controllo su Service Worker, widget e avvio automatico

La parte più concreta di Firefox 156 per amministratori e organizzazioni arriva dalle release note enterprise ufficiali di Mozilla. La nuova policy SitePolicies permette di utilizzare DisableServiceWorkers per impedire a siti specifici di registrare o utilizzare Service Worker, una possibilità utile quando applicazioni web o contenuti offline devono essere limitati all’interno di ambienti gestiti. FirefoxHome aggiunge inoltre controlli per abilitare o disabilitare i widget della nuova scheda e bloccarne singoli tipi attraverso un identificativo. DisableLaunchOnLogin, già disponibile su Windows, viene esteso anche a macOS. Mozilla corregge contemporaneamente diversi casi nei quali le policy non erano applicate in maniera coerente, comprese impostazioni relative al browser predefinito, cookie, navigazione privata e installazione delle estensioni. Sono modifiche che rafforzano una strategia già visibile con Firefox 154, quando Mozilla aveva ampliato controlli privacy, gestione AI e impostazioni amministrabili.

Leggi anche: Firefox 155 inaugura il ciclo Mozilla ogni due settimane e prepara l’ottimizzazione di Firefox 156

Firefox 157 beta porta Project Nova verso il rollout generale

Il cambiamento più evidente arriva però con Firefox 157 beta. Mozilla prepara una distribuzione molto più ampia di Project Nova, il nuovo sistema visivo sviluppato durante il 2026 per rendere Firefox più coerente senza trasformarlo in una copia di Chrome. Nel progetto Nova descritto direttamente dal team Firefox le schede assumono forme più morbide, il tab attivo riceve una maggiore evidenza visiva, icone e pannelli vengono uniformati e la palette introduce tonalità più calde e sfumature viola. Cambia soprattutto l’organizzazione delle funzioni: tab verticali, gruppi di schede, Split View e sidebar diventano più accessibili, riducendo il numero di passaggi richiesto per utilizzare le modalità avanzate. Torna inoltre la Compact Mode, richiesta dagli utenti che preferiscono ridurre al minimo lo spazio occupato dall’interfaccia. Nova non nasce però con Firefox 157: Matrice Digitale ne aveva seguito il primo sviluppo già nella serie Firefox 151. La differenza è che ora il progetto passa da rollout parziali e configurazioni sperimentali a componente centrale del browser.

Nova prova a modernizzare Firefox senza togliere spazio al contenuto

Il restyling è più importante di un semplice cambio di colori perché interviene su una delle tensioni storiche di Firefox: offrire più personalizzazione di Chromium senza trasformare l’interfaccia in un accumulo di controlli. Mozilla ha progettato Nova proprio per creare una base unica sulla quale inserire nuove funzioni senza aggiungere continuamente elementi disallineati. Tab verticali, gruppi, sidebar e visualizzazione affiancata richiedono infatti più superfici di controllo rispetto al browser tradizionale costruito attorno a una singola barra orizzontale. Il ritorno della modalità compatta risponde all’esigenza opposta e consente agli utenti avanzati di recuperare spazio verticale. È un equilibrio particolarmente importante su Linux e sui notebook, dove Firefox continua a essere scelto anche perché consente un livello di personalizzazione che i browser Chromium stanno progressivamente riducendo. Le precedenti correzioni dedicate a Split View, caching e rendering nella serie Firefox 151 avevano già mostrato come Mozilla stesse trasformando le schede affiancate da esperimento grafico a vero strumento di produttività.

HDR e JPEG XL spostano Firefox 157 anche sul motore multimediale

Firefox 157 non è soltanto Nova. Mozilla prepara anche novità importanti nella pipeline multimediale. Il supporto ai video HDR su Windows amplia una funzione già disponibile su macOS e ha richiesto modifiche profonde a Gecko e WebRender per preservare metadati, spazio colore e transfer function lungo tutta la catena di decodifica e compositing. Parallelamente Mozilla sta portando verso l’attivazione predefinita JPEG XL, utilizzando il decoder jxl-rs scritto in Rust. È una scelta tecnicamente significativa: Mozilla aveva mantenuto JPEG XL dietro un flag proprio per le preoccupazioni legate alla superficie di attacco del vecchio decoder C++ e ha deciso di procedere soltanto dopo la re

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