⚙️ Da sapere
- Dimensity 9600M resta a 3 nm e utilizza CPU Arm C1, separandosi nettamente dal 9600 Pro a 2 nm con architettura C2.
- MediaTek mantiene NPU 990, Mali-G1 Ultra MC12, UFS 4.1 e Wi-Fi 7, conservando buona parte delle funzioni premium.
- Il vero obiettivo è creare una piattaforma flagship meno costosa per produttori che non vogliono sostenere il prezzo del silicio a 2 nm.
MediaTek completa la famiglia Dimensity 9600 con il Dimensity 9600M, un chip che chiarisce meglio della versione Pro come il produttore intenda segmentare i flagship Android del prossimo ciclo. Il 9600M non porta i 2 nanometri nei telefoni più accessibili: resta sul processo TSMC a 3 nm, utilizza core Arm C1 e conserva però una parte sostanziale della piattaforma premium, dalla GPU Mali-G1 Ultra alla NPU 990. La scelta crea una fascia intermedia particolarmente interessante per Oppo, Vivo, Xiaomi e gli altri produttori Android: prestazioni e AI vicine ai top di gamma, ma senza pagare necessariamente il costo industriale del nuovo nodo N2 utilizzato dal 9600 Pro.
Cosa leggere
Dimensity 9600M rinuncia ai 2 nm ma mantiene l’architettura All-Big-Core
La scheda tecnica ufficiale del Dimensity 9600M conferma una CPU octa-core All-Big-Core composta da un Arm C1-Ultra, tre C1-Premium e quattro C1-Pro, accompagnati da 16 MB di cache L3 e 10 MB di system level cache. MediaTek non ha pubblicato nella pagina prodotto le frequenze dei singoli cluster, ma la differenza rispetto al Dimensity 9600 Pro a 2 nm presentato due giorni prima è architetturalmente evidente: il Pro utilizza la nuova generazione Arm C2 e punta al massimo delle prestazioni e dell’efficienza, mentre il 9600M conserva la piattaforma C1 su processo a 3 nm. Non è quindi un semplice 9600 Pro con clock inferiori, ma un secondo progetto pensato per ridurre costi, complessità produttiva e pressione sulle rese del nodo più avanzato.

La strategia ricorda ciò che MediaTek aveva già fatto nelle generazioni precedenti, costruendo varianti capaci di riutilizzare tecnologie flagship su livelli di prezzo più ampi. Il passaggio è particolarmente importante nel 2026 perché la competizione tra Exynos, Snapdragon e Dimensity si è ormai spostata su efficienza termica e costo del silicio, non soltanto sul picco dei benchmark.
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Mali-G1 Ultra MC12 e NPU 990 evitano il declassamento delle funzioni premium
MediaTek ha scelto di ridurre il costo soprattutto sul nodo produttivo e sulla CPU, senza trasformare il 9600M in un SoC di fascia media. La GPU è una Arm Mali-G1 Ultra MC12, con supporto al gaming fino a 185 fps, ray tracing a 120 fps e MediaTek MRFC 3.0 per portare contenuti da 60 a 120 fps attraverso ricostruzione e interpolazione. Anche la parte AI rimane aggressiva: il chip integra NPU 990 insieme a una seconda unità a bassissimo consumo basata su Compute-in-Memory, destinata alle attività always-on. Sono supportati Gemini Nano 4, Qwen 3.5 Omni 4B, generazione text-to-image fino a 4K e funzioni agentiche locali. La differenza con il Pro emerge quindi meno nella disponibilità delle feature che nel tetto prestazionale e nell’efficienza con cui possono essere sostenute.
| Specifiche Tecniche | |
|---|---|
| Processore (CPU) | 1x Arm C1-Ultra (2MB L2 cache) 3x Arm C1-Premium (1MB L2 cache) 4x Arm C1-Pro (512KB L2 cache) 16MB L3 cache, 10MB SLC (Configurazione Octa-core / 8 core) |
| Memoria e Archiviazione | LPDDR5X 10667 UFS 4.1 (4-lane) |
| Connettività Cellulare | 3GPP-R17, Sub-6GHz (FR1), multi-mode 2G-5G, 5G-CA, 4G-CA, 5G/4G Dual SIM Dual Active, modalità SA & NSA, 256QAM VoNR / EPS fallback, MediaTek 5G UltraSave |
| Geolocalizzazione (GNSS) | GPS (L1CA+L5+L1C), BeiDou (B1I+B1C+B2a+B2b), Glonass (L1OF), Galileo (E1+E5a+E5b), QZSS (L1CA+L5), NavIC (L5+L1) |
| Wi-Fi e Bluetooth | Wi-Fi 7 (a/b/g/n/ac/ax/be), Triple Band Triple Concurrency (TBTC), fino a 7,3 Gbps Bluetooth 6.0 con motore duale (fino a 12 Mbps) |
| Fotocamera | Sensore massimo supportato: 320MP Risoluzione video: 8K60 (7690 x 4320), 4K120 con EIS, modalità cinematografica 4K60 |
| Grafica (GPU) | Arm Mali-G1 Ultra MC12 |
| Multimedia e Video | Decodifica 8K60 a 10-bit (HEVC/AVC/VP9/AV1) Codifica 8K30 a 10-bit (HEVC/AVC) Codifica HEVC 8K60 a 8-bit |
| Display | Frequenza di aggiornamento massima WQHD+ 180Hz Tri-port MIPI per display tri-fold |
| Intelligenza Artificiale (AI) | MediaTek NPU 990 (Generative AI, Agentic AI) |
Questo è il punto industrialmente più interessante. I produttori possono vendere telefoni con AI generativa, agenti locali, gaming con ray tracing e imaging computazionale avanzato senza adottare necessariamente la piattaforma più costosa della gamma. La stessa segmentazione sta diventando evidente sull’intero mercato Android, dove il costo dei SoC premium si aggiunge a quello crescente di memoria, display e storage e rende più difficile mantenere stabili i listini.
UFS 4.1, LPDDR5X e fotocamere da 320 MP definiscono il vero posizionamento
Il sottosistema memoria conferma la collocazione premium ma non estrema. Dimensity 9600M supporta LPDDR5X fino a 10.667 Mbps e storage UFS 4.1 a quattro lane, mentre il 9600 Pro sale alla generazione successiva con LPDDR6 e UFS 5.0. È probabilmente qui, insieme al nodo produttivo, che MediaTek costruisce una parte significativa della differenza di costo. Per uno smartphone commerciale UFS 4.1 e LPDDR5X restano comunque specifiche di fascia alta e offrono banda sufficiente per caricare modelli AI, sostenere fotografia computazionale e gestire registrazione video ad alta risoluzione.
L’ISP supporta sensori fino a 320 megapixel, registrazione 8K60, 4K120 con stabilizzazione elettronica e modalità cinematografica 4K60. Il display può arrivare a WQHD+ a 180 Hz e il controller dispone anche di tre porte MIPI, caratteristica che MediaTek collega esplicitamente ai dispositivi tri-fold. Il dettaglio suggerisce che il 9600M non sia destinato soltanto a smartphone tradizionali: può diventare una piattaforma particolarmente adatta a pieghevoli premium nei quali il produttore vuole contenere la distinta base senza rinunciare a display complessi e funzioni fotografiche avanzate.
Il modem punta sull’efficienza più che sulle frequenze millimetriche
Anche la connettività mostra una scelta precisa. Il modem integrato supporta 5G Release 17 sub-6 GHz con aggregazione 5CC fino a 7,4 Gbps, Dual SIM Dual Active e ottimizzazione AI della rete. MediaTek dichiara una riduzione della latenza fino al 30% negli ambienti congestionati attraverso AI Network Suite 3.0 e risparmi energetici fino al 10% con UltraSave 2.0. A completare la piattaforma arrivano Wi-Fi 7 fino a 7,3 Gbps, Bluetooth 6.0 e GNSS potenziato con analisi AI del segnale.
L’assenza del mmWave nella scheda tecnica globale conferma che il 9600M privilegia mercati nei quali il sub-6 GHz resta dominante, scelta coerente con gran parte dell’Europa e dell’Asia. Anche in questo caso MediaTek evita di pagare in silicio per una funzionalità che molti produttori e operatori utilizzano marginalmente.
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Il 9600M può essere più importante del Pro per i volumi reali
Il Dimensity 9600 Pro rappresenta la vetrina tecnologica di MediaTek, ma il 9600M potrebbe essere il chip più rilevante commercialmente. Il nodo a 3 nm è più maturo, LPDDR5X e UFS 4.1 sono già integrati nelle supply chain dei produttori e la piattaforma conserva GPU, AI, imaging e connettività sufficienti per costruire dispositivi difficilmente distinguibili da un flagship assoluto nell’uso quotidiano.
La vera differenza emergerà sotto carico prolungato. Il 2 nm del Pro offre a MediaTek maggiore margine per sostenere CPU, GPU e AI contemporaneamente senza saturare il budget termico, mentre il 9600M dovrà dimostrare quanto l’architettura C1 a 3 nm riesca a mantenere le prestazioni nei telefoni reali. Ma proprio questa rinuncia controllata spiega il prodotto: MediaTek non sta creando un flagship economico depotenziato, sta costruendo una seconda piattaforma premium per impedire che il costo dei 2 nm diventi obbligatorio per ogni smartphone Android di fascia alta.
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