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USA blindano Bitcoin per 20 anni e colpiscono Bitbank: due facce della crypto

⚙️ Da sapere

  • H.R. 8957 vuole trasformare la Strategic Bitcoin Reserve in una struttura legislativa con un periodo minimo di detenzione di 20 anni.
  • Il testo è avanzato in commissione ma non è legge: deve ancora attraversare Camera, Senato e firma presidenziale.
  • OFAC ha intanto sanzionato Bitbank sostenendo che l’exchange abbia facilitato trasferimenti Bitcoin per centinaia di milioni di dollari verso l’IRGC.

Gli Stati Uniti stanno costruendo contemporaneamente due politiche apparentemente opposte intorno a Bitcoin: conservarlo come asset strategico e colpire le infrastrutture che lo utilizzano per aggirare le sanzioni. Il 16 settembre la Commissione Servizi finanziari della Camera ha ordinato di riportare favorevolmente, con modifiche, H.R. 8957 – American Reserve Modernization Act, proposta che codificherebbe la Strategic Bitcoin Reserve e imporrebbe un periodo minimo di detenzione di vent’anni. Il giorno successivo il Tesoro ha invece inserito l’exchange iraniano Bitbank nella SDN List, sostenendo che sia stato utilizzato per trasferire centinaia di milioni di dollari in Bitcoin all’IRGC. Le due iniziative non sono in contraddizione: separano il valore dell’asset dall’identità e dalla finalità di chi lo movimenta.

H.R. 8957 vuole trasformare Bitcoin da bene sequestrato a riserva di lungo periodo

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Il testo ufficiale pubblicato da GovInfo crea una Strategic Bitcoin Reserve sotto il Tesoro e prevede che il Bitcoin qualificato detenuto dal governo federale venga trasferito nella struttura. La versione introdotta stabilisce un minimum holding period di 20 anni, durante il quale gli asset non possono essere venduti, scambiati, messi all’asta o altrimenti ceduti. Il provvedimento introduce inoltre meccanismi di proof of reserve, audit e rendicontazione, anche se il testo emendato in commissione può modificare alcuni dettagli rispetto alla versione originaria. È fondamentale non trasformare questo passaggio in una legge già approvata. H.R. 8957 ha superato un voto della commissione con 28 voti favorevoli e 21 contrari, ma resta nel procedimento legislativo. Matrice Digitale segue da tempo il passaggio di Bitcoin da asset speculativo a strumento di politica statale: la novità è che Washington sta tentando di costruire una disciplina di custodia e durata che avvicina la riserva crypto alla logica degli asset strategici tradizionali.

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OFAC dimostra che detenere Bitcoin non significa rinunciare all’enforcement

Il giorno successivo il Tesoro ha mostrato l’altra metà della strategia. OFAC ha designato Bitbank insieme al suo sviluppatore Pishtaz Simorgh Electronic Trade Company e ad altri soggetti collegati al finanziere iraniano Babak Zanjani. Secondo il Tesoro, tra giugno e luglio Zanjani avrebbe utilizzato Bitbank per facilitare trasferimenti di centinaia di milioni di dollari in Bitcoin all’IRGC. La designazione rientra nell’Operation Economic Outcast e comporta il congelamento degli asset soggetti alla giurisdizione americana e restrizioni per chi intrattiene transazioni con i soggetti sanzionati. L’intervento segue una linea già evidente ad agosto, quando il Tesoro aveva colpito altri exchange e reti accusate di facilitare finanza illecita iraniana. Gli Stati Uniti non stanno quindi trattando la decentralizzazione di Bitcoin come una barriera all’applicazione delle sanzioni: colpiscono exchange, sviluppatori, società, indirizzi e persone che trasformano la blockchain in infrastruttura finanziaria utilizzabile dal soggetto sanzionato.

L’asset può essere strategico e la rete può restare sorvegliata

La doppia politica americana chiarisce un equivoco frequente nel dibattito crypto. Adottare Bitcoin come riserva non significa accettare una neutralità assoluta della rete rispetto alla politica estera. Il governo può decidere di detenere BTC perché lo considera scarso, liquido o strategicamente utile e contemporaneamente utilizzare analisi on-chain, sanzioni e controlli sugli intermediari per impedire determinate transazioni. Questa convergenza era già visibile quando finanza tradizionale, ETF e tokenizzazione hanno portato Bitcoin dentro strutture regolamentate. La blockchain rimane permissionless a livello di protocollo, ma gli attori che devono convertire, custodire, trasferire grandi somme o interagire con dollari e banche finiscono dentro un perimetro regolatorio sempre più stretto.

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La trasformazione più importante non è quindi il semplice aumento dell’interesse politico per Bitcoin. È la maturazione di una strategia nella quale il governo americano prova a possedere l’asset senza rinunciare a controllare le infrastrutture economiche che gli permettono di circolare su larga scala. Il Tesoro non può impedire a due wallet di trasmettere tecnicamente una transazione, ma può rendere estremamente costoso per exchange, banche e società legittime interagire con determinati indirizzi o soggetti. Se H.R. 8957 diventerà legge, Bitcoin entrerà ancora più profondamente nella gestione patrimoniale federale. Bitbank dimostra però che questo non riduce il ruolo delle sanzioni: lo rende più sofisticato. Washington non sta scegliendo tra Bitcoin e controllo finanziario. Sta cercando di incorporare Bitcoin dentro il proprio sistema di riserva mantenendo la capacità di escludere chi considera una minaccia.

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