📌 In Sintesi
- Microsoft ritirerà Calendar, People e Files Companion entro il 16 dicembre, lasciando agli amministratori la rimozione dai dispositivi gestiti.
- Entra ID spinge gli utenti da SMS e chiamate verso passkey, con il ritiro della telefonia Microsoft previsto nel 2027.
- Microsoft corregge il bug copia-incolla di Excel, ma gli update Windows di settembre possono ancora bloccare File History.
Microsoft sta contemporaneamente riducendo, migrando e correggendo parti importanti del proprio ecosistema Windows e Microsoft 365. Le app Companion Calendar, People e Files verranno ritirate entro dicembre, Entra ID accelera il passaggio da SMS e chiamate alle passkey, Excel riceve finalmente le correzioni per il problema che rendeva inaffidabile il copia-incolla, mentre gli aggiornamenti Windows di settembre introducono una nuova regressione capace di impedire a File History di creare backup. Sullo sfondo, il programma Insider prova a migliorare responsività e interfaccia. Il risultato è un ecosistema che evolve rapidamente, ma continua a pagare il costo operativo di un servicing sempre più complesso.
Cosa leggere
Microsoft 365 elimina Calendar, People e Files Companion a dicembre
Microsoft ritirerà definitivamente Calendar Companion, People Companion e Files Companion entro il 16 dicembre 2026. Le tre applicazioni erano state distribuite gratuitamente agli utenti con licenze Microsoft 365 e Office 365 compatibili, anche automaticamente su alcuni PC Windows 11 attraverso gli aggiornamenti di Microsoft 365 Apps. Il ritiro non elimina dati o funzionalità presenti nel cloud: calendario e contatti restano disponibili attraverso Outlook e Teams, mentre file e documenti continuano a essere raggiungibili attraverso File Explorer, Search, SharePoint, OneDrive e le normali applicazioni Office. La differenza è soprattutto amministrativa: gli ambienti enterprise dovranno interrompere eventuali deployment Intune e rimuovere le app già installate.

La decisione mostra quanto rapidamente Microsoft possa chiudere esperienze introdotte come componenti integrativi quando queste duplicano superfici già presenti nel sistema. La direzione opposta resta invece quella dell’integrazione profonda tra Windows e Microsoft 365, già evidente quando Windows 11 ha iniziato a portare taskbar, Search e processi agentici direttamente nel ciclo stabile. Il rischio per gli amministratori non è la perdita dei dati, ma la gestione dell’ennesima transizione: software distribuito centralmente, scorciatoie usate dagli utenti e procedure interne devono essere riconvertiti prima che le app diventino inutilizzabili.
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Entra ID prepara l’uscita da SMS e chiamate e rende le passkey il default
Sul fronte identità il cambiamento è molto più strutturale. Dal 1° settembre 2026 Microsoft Entra ID ha iniziato ad abilitare automaticamente le passkey per gli utenti ancora configurati con autenticazione SMS o vocale, accompagnando il processo con campagne di registrazione. Dal 1° febbraio 2027 Microsoft smetterà di fornire direttamente SMS e chiamate per gran parte degli utenti; per Global Administrator e utenti esterni la scadenza è fissata al 1° luglio 2027. Chi avrà ancora soltanto quei metodi dovrà registrare una passkey o utilizzare, dove necessario, un provider telefonico esterno supportato. La scelta nasce dal limite ormai noto dell’MFA telefonico: SMS e chiamate resistono molto meno a phishing, SIM swap e social engineering rispetto a FIDO2, Windows Hello e passkey. Il cambiamento può però diventare operativo prima che gli utenti se ne accorgano. Gli amministratori devono individuare account ancora dipendenti dalla telefonia e gestire eccezioni, dispositivi non compatibili e popolazioni esterne. Microsoft sta spostando sempre più sicurezza e identità dentro primitive native di piattaforma, la stessa traiettoria osservata con Windows Age API, che trasforma anche la fascia d’età in un segnale disponibile alle applicazioni.
Excel corregge il copia-incolla ma alcune configurazioni restano fragili
Microsoft ha inoltre corretto il bug che poteva far fallire silenziosamente le operazioni di incolla in Excel. Il problema interessava Excel 2024, 2021, 2019 e 2016, oltre agli ambienti Office Online Server: l’utente copiava un contenuto, tentava di incollarlo e il foglio rimaneva invariato senza mostrare errori. Office LTSC 2024 e 2021 dispongono ora di build corrette, mentre per Office 2016 Microsoft ha pubblicato KB5002665, destinato a rimediare alla regressione introdotta da KB5002914. La correzione non chiude però ogni caso. Su Office 2016 e LTSC 2019 i workbook con formattazione condizionale possono ancora manifestare il problema e Microsoft continua a indicare Paste Special come possibile workaround. Il punto è rilevante soprattutto negli ambienti aziendali, perché un errore silenzioso è più insidioso di un crash: un’operazione apparentemente completata può lasciare celle non aggiornate senza avvisare l’utente. Il caso rientra nella lunga sequenza di regressioni Microsoft già osservata con KB5120998, che aveva modificato sfondi, temi e configurazioni del mouse su Windows 11.
File History è il nuovo danno collaterale degli aggiornamenti di settembre
Il problema operativo più serio riguarda però File History. Dopo l’installazione degli aggiornamenti Windows di settembre, compreso KB5124008, alcuni sistemi possono smettere di creare o aggiornare i backup. Windows può mostrare erroneamente il messaggio “Reconnect your drive” anche quando l’unità esterna o la destinazione di rete è correttamente collegata, il timestamp dell’ultimo backup può restare fermo e i file precedentemente salvati possono apparire senza versioni disponibili. In alcuni casi Event Viewer registra crash di FileHistory.exe collegati a KERNELBASE.dll. Microsoft non dispone ancora di una correzione definitiva e indica che la soluzione arriverà attraverso un futuro update. La regressione pesa più di un normale problema grafico perché coinvolge la funzione destinata a proteggere i dati proprio nel momento in cui il sistema viene aggiornato per migliorarne affidabilità e sicurezza. Settembre era già stato un ciclo particolarmente delicato, con 966 vulnerabilità corrette e due zero-day Windows già sfruttati. Non aggiornare non è quindi una soluzione, ma aggiornare richiede verificare immediatamente che i backup continuino realmente a funzionare.
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Windows Insider prova a recuperare qualità prima di aggiungere altre funzioni
Il messaggio di settembre del programma Windows Insider va letto proprio alla luce di queste regressioni. Microsoft sostiene di aver ricevuto feedback positivi sui miglioramenti di responsività delle build Experimental e sta portando progressivamente parte del lavoro su Start e taskbar verso un pubblico più ampio. L’azienda vuole inoltre condividere prima alcuni concept di design, come i nuovi menu contestuali di File Explorer, e rendere più trasparente il percorso dei feedback inviati dagli Insider. Il dato interessante non è l’ennesima modifica estetica. Microsoft sta tentando di spostare parte dell’attenzione dalla quantità di funzioni alla qualità percepita del sistema, dopo mesi nei quali aggiornamenti e preview hanno prodotto contemporaneamente nuove capacità e nuove regressioni. Il contrasto con File History ed Excel è evidente: Windows può diventare più reattivo, agentico e integrato con Microsoft 365, ma per aziende e utenti professionali la prima metrica resta molto più semplice. Un aggiornamento deve correggere più problemi di quanti ne introduca, soprattutto quando tocca autenticazione, documenti e backup.
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